Pres. Carlo Azeglio Ciampi
messaggio al presidente degli Stati Uniti Bush
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12 ottobre 2001

Caro Presidente, sono reduce dalla solenne commemorazione, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, delle vittime degli attacchi terroristici dell'11 settembre, svoltasi alla presenza del Governo e delle massime Autorità dello Stato italiano.

E' trascorso un mese, ma il popolo italiano non ha dimenticato. Sono confortato dalla profonda e composta commozione che ci rende tutti partecipi del dolore del popolo americano e dell'oltraggio inferto dai terroristi alla comunità delle nazioni.

A sua volta l'Italia piange i connazionali e le moltissime vittime legate da vincoli di discendenza, di famiglia, di amicizia con il nostro Paese. La tragedia che si è abbattuta sull'America non conosce distinzioni di nazionalità, di fede o di etnia.

Oggi l'Italia, trenta giorni dopo la tragedia, ha rinnovato la solidarietà agli Stati Uniti. Non è una reazione passeggera. Non dimentichiamo che più volte, nel XX secolo, l'America ha messo a rischio la propria sicurezza, con sacrificio di centinaia di migliaia di vite umane e impegno ingente delle proprie risorse, per difendere la libertà in Europa e nel mondo.

Gli attentati dell'11 settembre hanno acuito la coscienza che i destini dell'America e dell'Europa sono indissolubilmente legati. Hanno dimostrato, al di là di ogni ombra di dubbio, che è impossibile garantire la sicurezza comune senza sconfiggere definitivamente il terrorismo. In questa lotta che ci attende, che attende tutte le nazioni che si riconoscono nei principi della Carta delle Nazioni Unite, l'Italia è al fianco degli Stati Uniti.

L'Italia appoggerà attivamente tutte le azioni che si renderanno necessarie, politiche, militari e umanitarie. La lotta al terrorismo richiede un impegno ampio e comprensivo, che va dalle misure interne di polizia, contro le cellule eversive e contro le loro ramificazioni finanziarie, a un dialogo profondo e aperto con l'Islam e col mondo arabo.

I paesi amici del Mediterraneo, del Nord Africa e dell'Asia Centrale sono sotto la minaccia diretta del fondamentalismo estremista. Essi hanno bisogno dei nostro sostegno e aiuto. E' essenziale ricreare le condizioni per condurre a buon fine il processo di pace in Medio Oriente. Sono confortato dal rinnovato impegno americano e Suo personale.

Queste sono le sfide. L'Italia si assume fin d'ora le proprie responsabilità, accanto agli Stati Uniti, assieme all'Europa e ai moltissimi Paesi amici. Il dialogo intenso fra le nostre capitali, che proseguirà al più alto livello con la prossima visita del Presidente del Consiglio italiano a Washington, rafforza la nostra stretta collaborazione.

Con sentimenti di amicizia.

 

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