Disposizioni pastorali
circa i fenomeni della superstizione, della magia e
dei nuovi movimenti religiosi
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Diocesi di:
Pesaro Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado Fano - Fossombrone - Cagli - Pergola

Preso atto di una certa diffusione, anche nelle nostre Diocesi, dei cosiddetti "nuovi movimenti religiosi", di "pratiche magiche" e di tecniche che si presentano di "guarigione" o di "benessere" noi Vescovi della Metropolia sentiamo il dovere di richiamare l'attenzione dei Sacerdoti e dei Diaconi, dei Religiosi e delle Religiose, di tutti i fedeli, sulla serietà del fenomeno e delle conseguenze nocive che può produrre nelle coscienze.

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Il marcato soggettivismo culturale, che caratterizza il nostro tempo, favorisce la diffusione di credenze vaghe e sincretiste, per cui ognuno sceglie dai vari ambiti religiosi o filosofici quegli elementi che ritiene a lui congeniali. Nello stesso tempo favorisce la sequela di capi carismatici che promettono sollievo del male fisico, psichico o morale e si presentano come rassicuranti punti di riferimento.

2

L'esaltazione della dimensione emotiva e un diffuso senso d'angoscia inclinano verso una religiosità fortemente emozionale e magica e spingono alla ricerca dello "straordinario", di esperienze gratificanti e di sensazioni di benessere fisico e psichico.

3

In questo contesto culturale proliferano:

Rispetto alla fede e alla Chiesa Cattolica i "Nuovi Movimenti religiosi" presentano una molteplicità di posizioni: spesso praticano il "sincretismo" che mette insieme diversi elementi delle differenti religioni e filosofie (es. New Age). Il sincretismo può giungere fino alla posizione subdola e pericolosa di ammettere la "doppia appartenenza" (al Movimento e alla chiesa Cattolica). Ciò può essere visto come "tolleranza religiosa", in nome di valori comuni come la fratellanza universale. In realtà induce l'adepto a omologare progressivamente la fede cattolica con idee diverse o contrarie, e a stemperare talmente lo specifico dono della fede cristiana da considerare Gesù Cristo come uno dei tanti "guru" dell'umanità, anziché il Figlio di Dio e l'unico Salvatore del mondo.
In altri casi, come ad esempio i Testimoni di Geova, è noto un atteggiamento intransigente ed esclusivo rispetto ad ogni posizione diversa.

4

Di fronte alla sfida pastorale, che la situazione descritta presenta alla Comunità cristiana, noi Vescovi riaffermiamo, secondo la fede della Chiesa, che solo il Signore Gesù ha vinto il maligno, libera da ogni paura e dalla ricerca dì mezzi magici per affrontare le difficoltà della vita. Solo in Gesù Figlio di Dio, morto e risorto, è la salvezza e la pace.

Altresì, sentiamo il dovere di richiamare l'attenzione e la responsabilità dei credenti:

A conclusione di queste Disposizioni Pastorali, noi Vescovi ribadiamo l'assoluta e insostituibile verità per cui il Padre ha costituito Cristo "al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e denominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose" (Efesini 1,21-23). Chi ha incontrato il Signore Gesù non ha bisogno di cercare la salvezza altrove: "A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a Lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen" (Apocalisse 1, 5-6).

Pesaro 3 giugno 2001
Solennità di Pentecoste

Angelo Bagnasco
Arcivescovo di Pesaro

Francesco Marinelli
Arcivescovo di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado

Vittorio Tomassetti
Vescovo di Fano - Fossombrone - Cagli - Pergola

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