Scheda 1
La cancellazione totale o parziale del debito estero
nei Paesi poveri
Scheda 2
La riforma del F.M.I. e della B.M.
Scheda 3
Interventi urgenti socio-assistenziali
Scheda 4
Misure atte a prevenire in futuro operazioni speculative
in danno dei PVS
Scheda 5
Criteri metodologici
- I Paesi in Via di Sviluppo (PSV) rappresentano quasi 3/5 della popolazione mondiale. Il 20% di questa si trova in condizioni di intollerabile miseria "inacceptably high" (fame, malattie, carenza di istruzione, mancanza d'acqua, etc.)
Un altro 36% si trova in condizioni di grave difficoltà economia (iponutrizione, breve durata della vita media, alta mortalità infantile, condizioni igieniche scadenti, istruzione insufficiente, disoccupazione e aumento della criminalità, etc.)
- Da più di 20 anni i Popoli ricchi hanno cercato di combattere tali stati di povertà mediante aiuti economici e strategie di intervento, concludendo che a tutt’oggi lo sviluppo di questi Paesi si è rivelato "disappointing low" e del tutto insoddisfacente. Il numero dei Paesi poverissimi, è diminuito di una esigua percentuale (da 30 a 24%) negli ultimi dieci anni, mentre il "real income pro capite" in taluni continenti (Africa) è addirittura diminuito rispetto a 30 anni fa ("World Economic outlook – May 2000 – I.M.F."). Tali interventi sono stati coordinati o assunti in proprio da istituzioni internazionali quali la BM e la FMI che per talune azioni dispongono di due bracci operativi quali il Club di Londra e il Club di Parigi.
- I piani economici messi in atto da questi organismi nei Paesi beneficiari hanno comportato la ulteriore svalutazione della moneta, la libera circolazione dei capitali, una politica di privatizzazioni ed una severa riduzione delle spese statali dirette ad assicurare i servizi basilari dell’istruzione, della sanità, dei trasporti, delle comunicazioni e della fiscalità.
- Questi provvedimenti applicati in modo univoco senza tener conto delle diversità culturali e socio economiche di ogni Paesi e quindi della sua adattabilità alle iniziative proposte, hanno paradossalmente ridotto le possibilità economiche di sviluppo di molti PVS che per sopravvivere si sono progressivamente indebitati. Il pagamento del capitale prestato e dei suoi altissimi interessi, ha ridotto e molte volte sopravvanzato il profitto delle esportazioni del PVS, azzerando da una parte ogni libera iniziativa di sviluppo, dall’altra consegnando nelle mani dei creditori il proprio destino economico e politico.
* * * * *
Nell’agenda del prossimo
G8 è previsto il tema della cancellazione del debito estero dei
paesi più poveri. Trattasi di un tema fondamentale, quale condizione
prima e necessaria per la possibilità di sviluppo in quei paesi.
Al tema è dedicata la prima parte
del presente documento che si propone ai rappresentanti italiani nell’alto
consesso; ma il tema non è esaustivo
Senza avere la pretesa di esaurire gli argomenti sottostanti a tali problemi, nelle schede che seguono si affrontano, in particolare, i temi elencati ad inizio pagina.
Con la collaborazione di:
Prof. Paolo Biassoni
Pres. ONG "Punto di Fraternità"
Prof. Sergio Maria Carbone
Ordinario di Diritto Internazionale,
Facoltà di giurisprudenza dell’Università
di Genova
Prof. Lorenzo Caselli
Preside della Facoltà di Economia
e Commercio
Università di Genova
On. Avv. Carlo Russo
Già Giudice della Corte Europea
di Strasburgo
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