Tre buoni motivi
per andare a Genova
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LUIGI BOBBA (ACLI) ANNUNCIA LE RAGIONI DELLA PARTECIPAZIONE DELLE ORGANIZZAZIONI CRISTIANE

Il popolo di Seattle si estende. A Genova non solo ragazzi e contestatori, ma anche le principali associazioni e movimenti cristiani. Ecco tre buoni motivi per non mancare. Ci saremo il 7 luglio e, se ci saranno le condizioni, anche in occasione del vertice, per dire che un mondo diverso è possibile, ma per costruirlo serve l’impegno e la partecipazione dei cittadini, serve un governo democratico dei processi globali che superi l’attuale gestione oligarchica di organismi privi di investitura democratica, come il Wto, o rappresentativi solo di una piccola minoranza dell’umanità, come appunto il G8. Saremo a Genova perché i temi di cui il G8 discuterà sono gli stessi che vedono impegnate nel mondo centinaia di organizzazioni non governative, che con priorità diverse, ma seguendo tutti metodi pacifici, non violenti e democratici, operano nei campi della cooperazione internazionale, della tutela ambientale, della valorizzazione dei diritti di cittadinanza, del pieno riconoscimento della dignità del lavoro, della promozione di modelli economici, etici e solidali, dello sviluppo di forme di convivenza multietniche e di scambio interculturale, dell’impegno pacifista, della lotta alle ingiustizie.

A Genova porteremo questa grande ricchezza di esperienze e di sensibilità, per non lasciare campo libero a quanti da una parte e dall’altra preferiscono al dialogo ed al confronto anche duro, lo scontro e la contrapposizione violenta.

Che cosa chiederemo? Che si mantenga l’impegno a cancellare ogni credito verso i Paesi più poveri; che venga introdotta la <<Tobin tax>>, imposta sulle transazioni finanziarie di natura speculativa con la quale finanziare le politiche nazionali e globali di lotta alla povertà e alla disoccupazione, e di salvaguardia dell’ambiente; che siano messe al bando le armi all’uranio impoverito e la riduzione del 20%, entro il 2001, delle spese militari; che il potere di fissare le regole che governano l’economia mondiale (oggi monopolio del Wto) ritorni all’Onu; un impegno formale per ratificare, entro il 2002, il Protocollo di Kvoto; che sia onorato da subito l’impegno assunto di finanziare l’aiuto allo sviluppo con lo 0,7% del Pil dei nostri Paesi; che siano moltiplicati gli sforzi per rendere i farmaci anti-Aids accessibili a tutti.

Ci saremo perché anche noi abbiamo un sogno: non vogliamo più essere i ricchi che guardano i poveri da aiutare. Vogliamo invece essere cittadini di un mondo e di una comunità solidale dove nessuno debba sentirsi escluso, povero o sfruttato.

(testo raccolto da Minnie Luongo)

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