DON
ANTONIO FONTANA - 1869/1946
TEOLOGO DELLA PARROCCHIA DI VIMERCATE
E CAPPELLANO DELL’ORATORIO
Don Antonio Fontana, nato Somma Lombada nel 1869, fu consacrato
sacerdote il 20/7/1890. Per quattro anni fu Coadiutore nella Parrocchia di
Mezzago; nel 1894 venne assegnato, quale Teologo, alla Parrocchia di
Vimercate, occupando, in ottemperanza al lascito del Sacerdote Innocenzo Mandelli,
la casa di via Cavour 66, Beneficio Teologale
della Parrocchia. Nel 1896, il Prevosto Camizzoli gli affidò l’Oratorio
Maschile in sostituzione di Don Cesare Cappelletti. Diresse magistralmente
l’Oratorio fino al 1905, anno in cui passò ad occuparsi unicamente
del "Circolo Cattolico di Santo Stefano", ritrovo palestra
spirituale e culturale di molti giovani ed adulti, che Don Antonio aveva fondato
il 2 febbraio 1895. Qui, in accordo al volere di Pio XI (Papa dal 1922 al
1939), diede inizio alla Associazione Uomini Cattolici.
Don Antonio, che venne chiamato il Don Bosco di Vimercate,
svolse il suo magistrale apostolato dapprima nella Sua casa, dove istituì
una Biblioteca ed organizzò alcune recite teatrali, oltre a corsi serali
di cultura religiosa. Più tardi nella sede del Circolo Santo Stefano,
si occupò di istituire una "biblioteca circolante" a disposizione
non solo dei soci del Circolo, ma di tutta la popolazione vimercatese. Diede
pure impulso ad una vera e propria "Compagnia Filodrammatica" i
cui proventi, con le offerte dei benefattori, permisero ai soci di costruire
una nuova e bella sede che in seguito, nel 1939, venne lasciata per stabilirsi
definitivamente in via Mazzini, quella che noi ora chiamiamo il vecchio Oratorio
e Circolo Santo Stefano.
Nel 1935, in occasione del quarantesimo della fondazione
del Circolo Santo Stefano, i soci riconoscenti, fecero eseguire dal pittore
vimercatese, Luigi Motta, il ritratto ad olio esposto dal 18 dal febbraio
1990, nella sala della Buona Stampa al Paolo VI.
Nel 1943, per l’età avanzata, ammalato
e quasi cieco, ma pur celebrando e confessando ancora, lasciò
l’assistenza del Circolo Santo Stefano a Don Luigi Sala. Morì
in Vimercate nel 1946 con il rimpianto di tutta la popolazione.