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Presentazione - a cura di Mons. GIUSEPPE PONZINI, Prevosto
di Vimercate
Per iniziativa del Rotary Club Vimercate Brianza Est e con la collaborazione
dell'Associazione "Mirabilia" è stato realizzato il restauro
conservativo della fascia di affreschi che decorano le pareti laterali della
navata centrale della Chiesa Prepositurale di S. Stefano in Vimercate.
L'intervento è stato guidato, sotto l'aspetto storico-artistico, dall'Arch.
Bruno Cassinelli, che ne presenta più avanti una relazione tecnica
e iconografica, ed è stato eseguito dallo Studio di restauro Cappelletti
- Tocci. Il programma era stato autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni
Storici e Artistici di Milano e seguito dalla Dott. Simonetta Coppa, Funzionario
della stessa Soprintendenza.
La Parrocchia di S. Stefano e tutti i Vimercatesi sono grati al Rotary Club
e all'Associazione Mirabilia per aver promosso e sostenuto il restauro con il
contributo di cittadini e fedeli, e si augurano che l'intervento possa conoscere
una seconda fase relativa alla volta della navata centrale.
Il restauro eseguito ha reso più leggibili le dieci medaglie sovrapposte
alle arcate della navata ed ha permesso di fare una lettura complessiva di tutta
la decorazione narrativa della Chiesa. Questa pubblicazione, curata da Maria
Corbetta responsabile dell'Archivio Plebano di Vimercate, intende presentare
sinteticamente l'intero ciclo di affreschi dell'aula principale di S. Stefano
sia sotto l'aspetto iconografico e artistico con i contributi del prof. Graziano
Alfredo Vergani e dell'Arch. Bruno Cassinelli, sia sotto l'aspetto teologico
e spirituale con la riflessione del dott. don Pierpaolo Caspani.
Poiché i documenti del nostro Archivio ci dicono che, all'origine della
decorazione ora parzialmente restaurata, vi fu l'iniziativa del Prevosto Carlo
Pagani (1804-1826), ho cercato di interpretare il senso e i criteri dell'intervento
decorativo da lui promosso nei primi anni del XIX secolo e conclusosi, dopo
alterne vicende, nel 1841.
La navata centrale e il presbiterio della Chiesa Prepositurale di S. Stefano,
così come si presentano dopo la radicale ristrutturazione attuata con
l'attenta direzione del prevosto Carlo Pagani, presentano un'elegante e coerente
forma neoclassica impressa dall'architetto Leopoldo Pollack, in quegli anni
operante in Lombardia, e anche una precisa e unitaria ispirazione religiosa
e iconografica.
Infatti come il leggero e bianco altare neoclassico completa tutto il decoro
della navata e della volta, così il drammatico affresco absidale di Lattanzio
Gambara, rappresentante la passione di S. Stefano, primo testimone
e martire cristiano, ha indirizzato il Pagani nella scelta dei soggetti
per i due grandi affreschi del presbiterio (martirio di S. Pietro e S. Paolo)
e per le dieci medaglie della navata: la rappresentazione degli Apostoli nel
momento della loro suprema testimonianza a Cristo, il martirio. In tal modo
il messaggio della testimonianza al Signore Gesù, che campeggia nell'abside
alla destra del Padre nella gloria celeste, risultava unitario e inequivocabile
per l'assemblea cristiana riunita nell'aula sacra.
Nel primo decennio del secolo XIX il potere imperiale di Napoleone si era fatto
sentire in maniera pesante sul Papa e sulla Chiesa e anche nell'arte che amava
vestirsi di quelle forme neoclassiche che l'architetto venuto dalla città
aveva imposto pure nell'antica chiesa del borgo. Ecco che la raffigurazione
di Stefano, intrepido davanti al Sinedrio e ai lapidatori, e degli Apostoli
che si offrono sereni ai loro carnefici, diventava, nella sapiente intenzione
del Prevosto Pagani, l'affermazione della perenne esigenza della fedeltà
a Cristo Signore e della serena libertà del cristiano di fronte ai potenti
e anche di fronte ai sapienti.
In tal modo per la Chiesa di S. Stefano si confermava il valore di luogo originario
e perennemente generatore della identità cristiana e della libertà
umana e civile della "plebs" di Vimercate e del suo territorio.
Mons. Giuseppe Ponzini
Prevosto di S. Stefano
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