Il 2002 è l’anno internazionale della Montagna, organizzata a livello mondiale dall’ONU e dalla FAO, sostenuto da numerosi governi: in Italia, dalla Presidenza della Repubblica e dalle Presidenze del Senato e dalla Camera dei deputati. Anche l’Amministrazione Comunale di Vimercate ha celebrato l’evento con l’organizzazione di specifiche serate sul tema.

Il Comitato italiano dell’anno internazionale ha patrocinato e sostenuto la realizzazione di “Camminamediterraneo, l’anello azzurro”. Lo scopo di questa impresa è innanzitutto culturale: attraversare le regioni montuose del bacino del Mediterraneo per studiare sul campo e in chiave comparativa gli ecosistemi e le civiltà di montagna col fine di documentarne diversità e aspetti unitari. Non sono previste soltanto le scalate delle vette più significative, ma soprattutto l’effettuazione dei percorsi lungo le storiche vie di transito tra i vari versanti, tracciate e seguite nei secoli da pastori, pellegrini, soldati, commercianti, minoranze etniche e religiose.

Non soltanto dunque imprese sportive, ma un progetto per la conoscenza e lo sviluppo delle montagne dell’area mediterranea: per contribuire a renderla luogo di aggregazione e di integrazione culturale ed economica delle diverse civiltà appartenenti a tre continenti: Europa, Asia e Africa.

L’affascinante patrimonio naturalistico della montagna è un tesoro da conquistare, tesoro che quasi mai si offre facilmente al visitatore frettoloso e distratto. I panorami che lasciano senza fiato e riempiono i pensieri sono difficili da conquistare, perché l’universo montano esige il rispetto di chi lo vuole avvicinare per offrirsi in tutta la sua grandezza.

Sulle vette si tace: è la simbolica celebrazione della montagna. La vetta è la parte più prossima al Cielo e all’Infinito, luogo ideale ove recuperare l’esperienza del silenzio, interrotto soltanto dal fruscio del vento e degli altri elementi della natura.
I cieli di montagna rappresentano la parte ideale di contatto con l’universo, spazio infinito abitato dal buio e dalle stelle. Non per nulla i più famosi centri di astronomia sono sui monti.

Le acque di montagna celebrano invece la risorsa più importante ed essenziale per la vita, di cui le montagne sono depositarie con i loro ghiacciai, le loro sorgenti, laghi alpini e torrenti.

Il passo lento del montanaro è legato al piacere di riscoprire la montagna, cogliendo la bellezza del passeggiare come nuova arte di vivere, che scaturisce dal dialogo tra natura, paesaggio ed anima, ispirato dai monti. Un elogio della lentezza che è proprio dell’andatura del malgaro, del raccoglitore dei frutti del sottobosco e di chi vuol fermare lo sguardo sui piccoli incanti della natura.

E’ camminando in montagna che combattiamo la “sedentarietà” che nel mondo industrializzato causa gravi malattie, soprattutto cardiovascolari. Qualche dato? Il 37% degli italiani sono inattivi fisicamente e solo il 33% pratica un’attività fisica. Le conseguenze? La prevalenza dell’obesità a 13 anni è del 25%. L’immobilità si associa all’osteoporosi, di cui è afflitto il 42% delle donne sopra i 75 anni. La migliore medicina? Il movimento che riduce del 30% il rischio di ipertensione, del 50% quello di malattie cardiovascolari, obesità, diabete. Quale miglior movimento delle passeggiate sui sentieri di collina e di montagna alla scoperta della natura, ma anche della solitudine, del dialogo con noi stessi. Camminare non solo per fare dello sport e per conoscere quanto ci circonda al ritmo dei nostri passi, ma anche per ritemprarci psicologicamente, per pensare meglio, per riflettere. Una vecchia abitudine che abbiamo perso nel marasma della vita quotidiana e dei suoi ritmi frenetici.

A Vimercate si è registrato un notevole sviluppo del gruppo pensionati e amici della montagna e della natura all’interno della locale sezione del C.A.I. Con un forte vissuto di partecipazione personale e di profonda amicizia, abitualmente un centinaio di persone ogni quindici giorni (mercoledì) si ritrovano per vivere una giornata serena in montagna: persone anziane, che non sono più operative professionalmente e ce vivono questo impegno con ottimismo, serenità e dedizione. Molti, in particolare, si impegnano nella organizzazione, a servizio di tutti gli altri e per aiutare i meno esperti, in modo da consentire a tutti coloro che lo desiderano il miglior approccio alla montagna.

Questa profonda esperienza, gli interessati la vorrebbero trasferire ai giovani, convinti di trasmettere un valore prezioso, come un “testimone” che passa di mano.

I giovani tra l’altro posseggono due qualità, che tanto aiutano nella vita a ben operare: l’entusiasmo e la fede, senza le quali la vita è grigia, monotona e piatta. Con l’età, poi, un’altra virtù si sviluppa: la tenacia, che unita alle precedenti costituisce la terza molla capace di far funzionare il meccanismo della vita, spingendo i giovani verso mete più elevate.

Queste qualità vanno però esercitate perché possano giovare al momento opportuno: la montagna e l’alpinismo rappresentano un’ottima palestra. Chi salta fuori dal letto all’alba per salire lungo i sentieri che lo portano alle alte quote, chi addestra il suo corpo lungo le vie della montagna, chi esercita il suo cervello per trovare la via migliore che lo porterà alle vette, non può essere toccato da pensieri vuoti e si sentirà a poco a poco irrobustirsi nella volontà ed innalzarsi spiritualmente.

Gruppo Pensionati Amici della Montagna e della Natura

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In montagna di corsa

Il 22 giugno si è conclusa la 42ª MONZA-RESEGONE, gara podistica che si effettua con partenza dal centro di Monza e arriva al rifugio CAPANNA MONZA gestito dal gruppo CAI-Alpinisti Monzesi ad oltre 1.220 metri di quota dopo aver percorso ben 42km attraverso i paesi della Brianza. Quest’anno l’edizione è stata vinta dalla squadra sponsorizzata daIla CEREDA CALZATURE di Monza con il tempo di 3h 13m 6s.

Particolarità della gara, oltre al notevole dislivello, è l’orario di partenza: ore 21.30.
Compagni di questa mia avventura sono stati: Claudio Modesti e Fabio Magni.
Perché abbiamo deciso di partecipare a questa manifestazione agonistica, molto impegnativa dal punto di vista della preparazione psico-fisica? Essendo amanti della corsa, ed io anche della montagna abbiamo voluto provare le sensazioni raccontateci dai partecipanti delle precedenti edizioni. In particolare l’ultimo tratto, cioè da Erve a Capanna Monza chiamato PRA’ DI RAT. L’ho percorso in compagnia dei miei amici durante le gite domenicali e spesso si parlava delle grandi difficoltà che questa manifestazione agonistica prevede, quali sbalzi di temperatura tratti con rocce e crisi improvvise, mettendo in discussione il traguardo finale.

A gara ormai lontana, ma ancora nel cuore, possiamo dire che le sensazioni sono state veramente molte, soprattutto il calore della gente che è stata partecipe della nostra fatica, incitandoci e applaudendoci. Un grazie in particolare a tutti i nostri amici che ci hanno aiutato lungo il percorso garantendoci i rifornimenti necessari e al gruppo podistico DI.PO. SEZIONE ATLETICA di Vimercate, di cui facciamo parte, nato nel 2001 grazie ad un veterano della corsa Angelo Castellazzi.

Il progetto di questo gruppo, nato all’interno dell’Oratorio Cristo Re, è quello di avvicinare al mondo della corsa non solo grandi atleti, ma anche persone che amano correre senza competizione. Infatti c’è un calendario che prevede la partecipazione a gare competitive (es. la maratona di Milano) e non con percorsi differenziati per ogni grado di preparazione, sono previste anche gare in quota per gli appassionati di montagna.
Invitiamo tutti a farci visita il martedì o il venerdì sera alle ore 21.00 presso il Centro Giovanile Cristo Re, ricordando che da settembre sono aperte le iscrizioni per il nuovo anno.
Un invito particolare a tutti i giovani che amano stare insieme nel nome dello sport.

Filippo Rossi

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