La parola del parroco
PER SEMPRE.

Carissimi Parrocchiani,

anche se sono passate già alcune settimane, voglio rendervi testimonianza della letizia francescana con cui la nostra Suor Simona Galbussera, insieme ad altre sei Consorelle, ha pronunciato i suoi Voti Perpetui il 25 agosto scorso ad Assisi. Giustamente al termine della solenne liturgia svoltasi nella Basilica di S. Maria degli Angeli, la Superiora Generale ha chiamato Suor Simona e le sue compagne le nuove spose di Cristo, per rimarcare il trasporto gioioso con cui esse si sono donate per sempre a Gesù e il fatto che questa donazione definitiva fatta per amore le rendeva veramente spose del Signore.

Alla celebrazione in Basilica è seguita una grande Festa che ha riunito sul grande prato dell’Albergo del Pellegrino i settecento familiari e amici delle nuove spose di Cristo. Per Suor Simona c’erano i familiari, alcune giovani famiglie di amici e due pullman di fedeli di Piazza di Pandola, la Parrocchia in cui da alcuni anni svolge il suo servizio pastorale. Letizia francescana e gioia fraterna hanno caratterizzato questa Festa e hanno lasciato un bellissimo ricordo in tutti i presenti. È appunto la testimonianza che ho voluto trasmettervi insieme al mio desiderio che tutti i giovani della nostra Parrocchia possano orientare e donare la propria vita con la medesima chiarezza e la medesima gioia.

Non sto pensando che tutte le ragazze debbano farsi suore e che tutti i ragazzi debbano andare a prete! Vorrei solo che tutti i giovani potessero e volessero individuare nella propria vita una vocazione fatta per loro, che li rendesse felici di poter donare e impegnare la propria vita.

Per la maggior parte dei giovani, come è naturale, questa vocazione da far propria con gioia e totalmente sarà l’amore coniugale e la famiglia. Proprio in questi giorni una ventina di coppie stanno seguendo il Corso Fidanzati e uno degli obiettivi che noi, sacerdoti e coppie guida ci proponiamo è di aiutare questi fidanzati a vedere e ad abbracciare nel loro matrimonio una vera vocazione a cui il Signore li chiama per renderli felici.

Oggi molti diffidano di questa visione vocazionale e totale del matrimonio; hanno paura a percorrerla fino in fondo e così convivono; si esaltano all’idea del per sempre, fino a che morte non ci separi, ma la considerano un colpo di fortuna oggi sempre più improbabile e non invece il frutto sicuro di quello che dovrà essere il loro impegno deciso, aiutato dalla grazia del sacramento che il Signore ha istituito proprio per sostenere dal di dentro gli sposi. Per sempre è proprio l’esempio che ci viene dall’amore di Cristo, che è fedele all'uomo, è pronto a perdonarlo se si pente, non lo respinge mai.

Ma oltre che nella donazione coniugale, la vocazione all’impegno gioioso e fiducioso della propria vita si esercita anche su altre strade che il Signore ha preparato per i suoi figli e per la sua Chiesa.

Sono appunto le strade delle vocazioni di totale consacrazione a Lui e di speciale servizio alla sua Chiesa: ministero sacerdotale, vita religiosa, servizio missionario, dedizione ai malati e alla scuola. Sono davvero tante le “strade” che il Signore ci apre davanti, di solito ciascuno comprende quale è quella preparata per lui, quella in cui potrà fare del bene, quella su cui non mancheranno le difficoltà ma potrà trovare la sua gioia.

È importante che tutti i ragazzi e le ragazze siano aiutati dai loro genitori, dalla scuola, dalle comunità parrocchiali, dalla cultura, a capire che c’è una strada per loro, per ciascuno di loro, che nella vita possono fare qualcosa di buono e di utile. Aprire questa prospettiva davanti ai ragazzi vuol dire insegnare loro la via dell’impegno e della felicità. Altrimenti saranno scontenti e annoiati e qualche volta cattivi. È il messaggio che anche il Papa ha lanciato ai giovani di tutto il mondo nelle ultime Giornate Mondiali della Gioventù. È il pensiero che guida l’ultima bellissima lettera ai Genitori del Card. Martini, che vorremmo regalare ai genitori durante la visita per la Benedizione delle Case.

Per Maria di Nazaret che si era orientata al fidanzamento con Giuseppe ma coltivava anche nel suo cuore l’ispirazione a “non conoscere uomo”, la via preparata dal Signore è stata rivelata per la parola dell’Angelo: “Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù” (Lc. 1,31). A questa maternità divina Maria si è dedicata totalmente e fedelmente, coinvolgendo anche Giuseppe e modellando il suo rapporto con Giuseppe secondo le esigenze di quella sua prima e fondamentale vocazione. Per sempre. E così si è meritata la grande “beatitudine” di Gesù: “Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano” (Lc. 11,28).

Celebrando nei prossimi giorni la Festa Compatronale della B.V. del Rosario ricordiamo che il primo Mistero Gaudioso che ci propone l’Annunciazione dell'Angelo a Maria, ci riporta alla sua speciale vocazione e alla risposta generosa, gioiosa, per sempre che Ella ha dato: Sono la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola.

Vostro
Don Giuseppe

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