Vita di parrocchia
.PRIMI GIORNI A VIMERCATE

Primo giorno di scuola e tante cose su cui mi sento di riflettere. Senza un ordine se non quello cronologico. Primo giorno di scuola dove? A scuola? Non solo ma anche nella parrocchia S.Stefano.
Provo a farvi allora una cronaca differita di questi 3 giorni che hanno cambiato la mia vita:

sabato 31 agosto 2002 - Desio

E’ quasi mezzanotte, domani celebrerò la prima messa a Vimercate. Mi passano tante cose per la testa: in sei anni a Desio sono nate tante amicizie, tante cose fatte, tanti momenti di preghiera belli o tristi, tanti incontri di catechesi con ragazzi ed educatori, tanti giochi con i ragazzi alla domenica e durante l’oratorio feriale e le vacanze, quest’anno poi più lunghe del solito proprio perché possano essere rimpiante ancora di più. E ancora gli ammalati, salutarli è stato forse il momento più difficile di questi giorni, le altre parrocchie e gli oratori del decanato, e infine la scuola, è anche per il mio impegno a scuola che sono stato chiamato a Vimercate.

Domani mattina mi troverò a commentare il Vangelo in cui Gesù dice: Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Forse oggi la mia piccola croce è questa: non vedere più così spesso gli amici di sei anni, non ritrovarmi più ogni giorno con chi ha condiviso attività e momenti insieme. So anche che sarà una piccola croce anche per qualcuno di loro…

Ma è il momento di ricominciare, nuove amicizie, facce nuove per ora sconosciute ma per il Vangelo è già il centuplo quaggiù, poi si vedrà, ma mi accorgo come la fede mi stia aiutando davvero tanto in questo momento di passaggio.

Grazie a tutti quelli che ho conosciuto e che porto dentro di me, grazie ai confratelli sacerdoti di Desio e Bovisio Masciago, con loro abbiamo vissuto il campeggio, e alle suore di S.Gemma entrate nella nostra famiglia parrocchiale proprio negli ultimi anni, ai padri Saveriani e agli studenti, e a tutti gli amici, che rimangono sempre tali.

Un saluto speciale a don Marco che mi sostituirà e non solo, presto si occuperà, insieme ad un altro sacerdote, di tutta la città, capisco la tua trepidazione in questi giorni perché credo sia come la mia di sei anni fa, però ricordati che la cosa più bella da gustare in questi giorni non è come fare il prete, ma il fatto stesso di essere prete, il come verrà dopo.

domenica 1 settembre - Vimercate

Sono arrivato a Vimercate, mi sento un po’ strano, tanta gente ha visto la foto sul bollettino e comincia a scorgermi.

La messa fila via liscia senza particolari emozioni per me, mi accorgo come essere prete significhi liberarsi da tanti condizionamenti, tra questi anche il giudizio della gente, soprattutto quando è superficiale, celebrare l’eucaristia oggi mi aiuta a sentirmi più tranquillo e meno emozionato…

Tanti oggi mi salutano anche di Desio, tanti mi accolgono per la prima volta, ma come farò a conoscere tutti? Perché alcuni mi chiedono se sia meglio qui o a Desio? Come faccio a rispondere? Devo dire loro ciò che si aspettano, che comunque la loro città è la migliore? Un saluto e un grazie particolare a don Giuseppe, don Vittorio, don Carlo, don Gianni, don Silvio e alle suore: entro anch’io oggi nella loro famiglia.

lunedì 2 settembre - Vimercate

Oggi invece sono entrato per la prima volta nella mia nuova scuola, il Liceo Scientifico Banfi, non vedo ancora gli alunni ma conosco i colleghi insegnanti simpatici ed accoglienti, insegnare a scuola spero possa essere un’avventura stimolante!

mercoledì 4 settembre, ore 23.30 - Vimercate

E’ la prima notte a Vimercate, c’è un po’ di rumore per le strade adiacenti alla piazza, ma dopo un po’ mi addormento, da domani sarò più presente in città…

Non pensate però che ogni prete sia uguale a chi lo ha preceduto: non basta avere gli stessi incarichi per essere simili, ci saranno cose che mi appassioneranno di più e altre meno, mi mancherà l’oratorio ma mi piacerebbe comunque conoscere le realtà oratoriane del decanato ed anche oltre, è di lì che passano molti miei alunni della scuola, Concorezzo, Busnago, Monza, Arcore; mi sono reso conto in questo primo mese che don Ambrogio ha costruito e direi inventato un certo tipo di lavoro, quello di chi è prete giovane ma non coadiutore dell’oratorio, e mi accorgo subito che non tutto è adatto a me, ad alcune cose dovrò avvicinarmi poco per volta con molta umiltà e con una certa incompetenza e a mia volta scoprirò e costruirò campi nuovi e diversi. Sento anche di dover dire che in oratorio cominciavo a starci stretto, avevo bisogno di respirare un’aria nuova ma non del tutto diversa: l’oratorio in quanto istituzione infatti mi sembra oggi non possa venire incontro ad ogni bisogno educativo ed aggregativo dei ragazzi, ma offrirne solo un pezzetto, guai se volesse essere il tutto, ed allora è bello pensare che vi siano anche preti che possano occuparsi di altri risvolti educativi dei ragazzi, dei giovani e degli adulti, tra questi la scuola, la parola di Dio, la cultura, lo sport, la musica, le problematiche sociali, la politica. Qui a Vimercate ci sono ben due preti che possono occuparsi dei giovani, se bene o male non lo so ancora, ma certamente vi sono parrocchie non tanto più piccole che non ne hanno nemmeno uno! Di questo è giusto rendersi conto per non pensare che sarà sempre così.

Auguriamoci allora buon cammino insieme, non un cammino scontato, dove ripetere sempre le cose già fatte ma fare in modo che il Signore ci aiuti a “fare nuove tutte le cose” e ad interpretare sempre la realtà nel modo migliore.

don Massimo

Torna su

Leggi l'articolo successivo

Torna al Sommario
homepage
 
home parola-amica