Carissimi
Parrocchiani,
forse vi sembrerà un po’ misterioso il titolo di questa “Parola
del Parroco”, ma lo capirete subito continuando a leggere.
Fra pochi giorni, appena terminate le Giornate Eucaristiche delle Quarantore, noi sacerdoti inizieremo il giro delle visite alle famiglie per la benedizione natalizia delle case. E’ una visita un po’ faticosa, specialmente per la non più giovane età di alcuni di noi, ma la facciamo volentieri in primo luogo per vedervi tutti e pregare con voi (e quindi vi raccomandiamo di essere tutti presenti all’appuntamento) e poi per consegnarvi un “messaggio” chiaro e bellissimo: Dio non ci dimentica in mezzo ai nostri guai, egli si è “ricordato della sua misericordia” (Lc 1,54) mandandoci come Salvatore il Figlio suo Unigenito, che si è fatto uomo in Maria e ci ha salvato con la sua Pasqua. Questa notizia è bella, è “vangelo”, ha cambiato la storia dell’umanità, ha fatto santi tanti uomini e donne, e può cambiare anche la nostra vita se la accogliamo con cuore aperto e fiducioso.
In particolare è un messaggio che può fare tanto bene ai vostri figli, a tutta la nostra gioventù, che in questi anni è piuttosto abulica e sfiduciata. Lo ha sottolineato anche il Card. Martini nella “Lettera ai Genitori” che ci ha scritto prima di lasciare la Diocesi:
Mi sembra di intravedere in molti ragazzi e giovani uno smarrimento verso il futuro, come se nessuno avesse mai detto loro che la nostra vita non è un caso o un rischio, ma è una vocazione. Ecco, vorrei parlarvi della vocazione dei vostri figli e invitarvi ad aprire loro orizzonti di speranza. Infatti i vostri figli, che voi amate tanto sono amati ancor prima, e d’amore infinito, da Dio Padre: perciò sono chiamati alla vita, alla felicità che il Signore annuncia nel suo Vangelo.
Portando la benedizione natalizia in ogni casa e in ogni famiglia, noi sacerdoti portiamo proprio questo annuncio evangelico di amore e di felicità, che ha avuto la sua realizzazione storica nella “Incarnazione” del Verbo di Dio in Maria e nella sua nascita a Betlemme. Ecco perché l’Angelo del Signore dice ai pastori: “Ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia” (Lc 2, 10-12).
Ogni famiglia sa trasmettere ai bambini questo annuncio di gioia, facendo del Natale una festa gioiosa e familiare, come è nella nostra tradizione italiana. Ma bisogna che questo annuncio natalizio diventi non solo festa gioiosa di un giorno, ma messaggio rivelatore ed educativo per tutta la vita: la vita è una “vocazione”, cioè è una chiamata a cose belle, a un’esperienza di amore e di felicità a cui Dio ci ha destinato e per la quale ci aiuta con l’insegnamento di Gesù e la grazia dei suoi sacramenti.
Forse oggi tanti ragazzi sono “smarriti verso il futuro” e a volte anche egoisti e violenti, proprio perché nessuno ha trasmesso loro in modo persuasivo e incoraggiante questo messaggio: “la vita è bella” (come ha ricordato Benigni) perché è “vocazione”, chiamata al bene; Dio ci ama e ci aiuta ad amare, a fare il bene; Gesù che nasce e muore per noi ne è la prova.
Non di soli regali vive il Natale, ma di questa parola di vita e di speranza che ci è venuta da Dio e che dobbiamo far diventare pane di vita per noi e spezzare, trasmettere anche ai nostri figli. E forse oggi i nostri figli “muoiono” per la fame di questa parola.
Questo è il messaggio che vi porteremo visitandovi per il Natale e vogliamo anche aiutarvi a trasmetterlo ai vostri figli, sia piccoli che già grandi. Perciò, nella visita per la benedizione, offriremo ad ogni famiglia con figli la “Lettera ai genitori” del Card. Martini, di cui vi parlavo sopra. È brevissima, 16 paginette, ma vorremmo che tutti i genitori e sposi la leggessero e ne interiorizzassero il messaggio per poi “spezzarlo” con amore ai propri figli.
Ma anche a tutte le altre famiglie e persone sole lasceremo, insieme alla
benedizione del Signore il libretto natalizio del Card. Tettamanzi: perché
vogliamo che tutti vivano il Natale come un momento di festa e di speranza,
come una “vocazione” alla vita e al bene, e quindi alla gioia,
qualunque siano le condizioni in cui ci troviamo a vivere.
Dunque “veniamo a voi con un messaggio di amore e di bene, non
lasciatelo cadere!”.
Vostro
Don Giuseppe
![]() |
![]() |
||
![]() |
|||
![]() |
|||
![]() |
|||