Il libro che
proponiamo, “Il Cardinale”, è giunto in libreria poco prima
dell’ingresso a Milano del nuovo Arcivescovo Dionigi Tettamanzi, che
ha ricevuto il Pastorale di San Carlo dalle mani del suo predecessore, Carlo
Maria Martini. E’ un libro - testimonianza dei ventidue anni
(1980 - 2002) d’episcopato di Martini.
L’autore - Marco Garzonio, collaboratore del Corriere della sera e docente di psicologia -, ebbe l’occasione di conoscere Martini all’inizio del suo ministero. Da allora ha seguito, da «cronista» e quindi in presa diretta, i grandi eventi dell’episcopato. Quasi con affetto filiale per il suo vescovo sente oggi l’urgenza di dare testimonianza del “valore per la Chiesa, e per il mondo dell’episcopato di Carlo Maria Martini”. Con lo stile del buon giornalista, con la sicura conoscenza dei fatti e la sagacia nell’analizzarli, Garzonio racconta le vicende del ministero di Martini, sapendo toccare mente e cuore del lettore.
Ogni evento é ritratto nel quadro socio - politico in cui avviene, talvolta drammatico. Basti ricordare l’inizio: Martini, a Milano da un mese, fu tra i primi ad accorrere alla Statale per benedire il corpo del giudice Guido Galli, assassinato dai terroristi; due mesi dopo celebrò i funerali del giornalista Walter Tobagi. Questi fatti ispirarono al cardinale la sua prima lettera pastorale “La dimensione contemplativa della vita” e lo convinsero ad istituire l’esperienza della “Scuola della Parola”, come aiuto per il popolo di Dio ad accostarsi alla Sacra Scrittura, con il metodo della lectio divina. Già da qui, si può notare il “nesso inscindibile tra Martini e il suo tempo, una relazione in cui egli, pur calato sino alle viscere dei problemi, si fa portatore di una parola «altra»... Martini é colui che ricorda che esiste una visione «altra», rispetto a quella che ci afferra e ci coinvolge...”.
“Il Cardinale” é articolato per grandi tematiche del ministero martiniano. Ricordiamo le principali:
Il filo rosso che lega tutti gli atti del Cardinale é il vangelo della responsabilità, che ha annunciato dalla Cattedra di Sant’Ambrogio. Le sue lettere (farsi prossimo, educare, comunicare, sto alla porta...) sono una mobilitazione delle coscienze, ad essere cristiani adulti, coinvolti, responsabili di sé e del mondo.
Martini ha ricevuto un’attenzione da parte della stampa laica e del mondo della cultura, del tutto inusuale per un cardinale di madre Chiesa. Ma non sono certo mancati per lui i momenti di crisi, di delusione e di difficoltà. Ed ha anche pagato il prezzo della solitudine.
Martini non é stato - questo é il giudizio di Garzonio - l’uomo delle opere, ma il pastore, un po’ itinerante e un po’ raccolto a riflettere nell’isolamento dei ritiri... È stato guida, certo, ma non leader ... é stato il maestro che anima, pone interrogativi, risveglia le coscienze, provoca senso di responsabilità, suscita rigenerazione etica e spirituale.
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