Carissimi
Parrocchiani,
c'è una domanda che ritorna molte volte, anche se in forme diverse,
nella Bibbia, perché evidentemente piace al Signore sentirla
sulle labbra e nel cuore dell'uomo: "Signore, che cosa vuoi che io faccia?".
Per esempio, quando il giovane Samuele si sente chiamare nel sonno e si presenta
al sacerdote Eli dicendo: "Eccomi, mi hai chiamato?", il saggio
Eli gli svela che è il Signore a chiamarlo e che lui deve rispondergli
così: "Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta"
(cfr. 1 Sam 3).
E dopo che Pietro ha portato per la prima volta alla folla di Gerusalemme
Ia testimonianza degli apostoli sulla risurrezione di Gesù, la gente
profondamente colpita dice a lui e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo
fare, fratelli?" (cfr. At 2).
Non sono gli unici esempi della Bibbia, perché al Signore piace
che l'uomo e anche tutta la comunità si interroghino responsabilmente
per sapere quale è su di noi la volontà di Dio e quale è
la missione che ci affida. Agli apostoli Gesù aveva detto: "Avrete
forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni
a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini
della terra" (At 1,8).
Anche noi quindi dobbiamo chiederci: Che cosa vuole oggi il Signore da noi?
Formulata sinceramente nel cuore di ciascuno e anche nel dibattito dei gruppi
questa domanda ci conduce a leggere con più attenzione la parola di
Dio e i documenti della Chiesa, a fare importanti scoperte circa la nostra
"vocazione" (appunto quello Dio si aspetta da noi) e anche a ritrovare
nella Chiesa un dialogo più essenziale e costruttivo.
In particolare, pensando a tutta la Parrocchia, questa domanda deve guidare
il lavoro del Consiglio Pastorale, che è l'organo rappresentativo di
autocoscienza e di riflessione della comunità parrocchiale. E precisamente
le domande che il CPP deve porsi sono queste: come la nostra comunità
parrocchiale può essere "sale della terra" e "luce del
mondo"? (cfr. Mt 5,13s.) Come possiamo testimoniare Cristo Risorto e
Salvatore nella Vimercate di oggi? Come possiamo educare nella fede i nostri
figli e presentare il Vangelo agli extracomunitari presenti fra noi?
Sono tutte domande che si riconducono alla responsabilità fondamentale
illustrata dai nostri Vescovi nel loro documento della scorsa estate: "Comunicare
il Vangelo in un mondo che cambia".
Nella seduta del 30 gennaio scorso ho insistito parecchio perché
il Consiglio Pastorale prenda coscienza che questa è la questione fondamentale
su cui esso deve indirizzare tutto il suo lavoro, coinvolgendo anche tutta
la comunità parrocchiale. Partendo dalle mete indicateci dal Papa nella
Lettera Apostolica "Novo millennio ineunte" e dai Vescovi italiani
nel loro documento sopra citato, e tenendo presenti gli indirizzi già
affiorati nel dibattito della seduta consiliare del 30 gennaio, sono quattro
gli obiettivi sui quali il Consiglio Pastorale deve concentrare il suo lavoro
nei prossimi diciotto mesi, finalizzando anche coerentemente l'attività
delle commissioni e dei gruppi parrocchiali e promuovendo anche l'animazione
spirituale e formativa dei fedeli.
Su queste indicazioni,
che ho desunte dall'insegnamento del Papa e dei Vescovi e dalla riflessione
già in corso fra noi, dovrà lavorare il Consiglio Pastorale
per coordinare coerentemente l'attività dei vari gruppi parrocchiali
e far crescere la sensibilità di tutta la comunità.
Il Signore ci aiuti tutti.
Vostro
Don Giuseppe
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