L'esperienza nel Centro di Ascolto Caritas
L'immagine del manifesto della giornata della solidarietà: "un secchiello e una paletta, arnesi per il gioco dei bambini, in un mare di sabbia mentre un castello turrito, adatto alla difesa, si sta sgretolando, con accanto la frase "Signore, rafforza per noi l'opera delle nostre mani (Sal 90) ci ricorda la fragilità di ciò che facciamo e il bisogno di stabilità che non può essere solo opera delle nostre mani".
Con questa consapevolezza, proviamo a fare alcune considerazioni sulla realtà del lavoro oggi a partire dall'esperienza nel Centro di Ascolto Caritas. Il lavoro insieme alla casa rappresentano sempre più un elemento discriminante della cittadinanza sociale, una delle cause più significative e comuni di precarietà sociale e in molti casi di esclusione. Qualsiasi progetto di ricupero e di prevenzione sociale deve perciò prendere in considerazione questi due aspetti essenziali nella vita umana.
Il nuovo modo di produrre oggi, ha un forte impatto sul lavoratore al quale viene richiesta una maggiore adattabilità alle esigenze del mercato e più flessibilità. Per venire incontro alle esigenze organizzative e di riduzione dei costi delle imprese la legislazione ha, negli ultimi anni, introdotto importanti cambiamenti moltiplicando le forme di rapporto di lavoro: ampliamento del lavoro a tempo determinato (contratti a termine, lavoro interinale...). In questo contesto economico il mercato del lavoro diventa più selettivo e competitivo, rischiando di penalizzare le persone che non hanno un'elevata scolarità e un retroterra di relazioni familiari e sociali consolidate, allargando l'area del precariato sociale. A questi soggetti deboli si offre un lavoro discontinuo e mal pagato: i giovani con bassa scolarizzazione, gli immigrati, gli adulti espulsi dalle imprese a causa di ristrutturazioni aziendali, i lavoratori con basse qualifiche, le donne. Quindi, per una larga fascia di persone, tale flessibilità rischia di fare vittime e sulle spalle delle famiglie ricadono le conseguenze del cambiamento.
In questo contesto il Centro di Ascolto cerca di attrezzarsi nella conoscenza e nella lettura delle normative riguardanti i bisogni delle persone che incontra e nell'incrociare domanda e offerta. E con il lavoro c'e il bisogno della casa che incide per 2/3 su un reddito. La questione abitativa, in particolare per quanto riguarda la casa in affitto, rappresenta un'emergenza, spesso dai risvolti drammatici.
A questa situazione si aggiunge un disegno di legge sull'immigrazione che lega in maniera rigida il soggiorno al contratto di lavoro, rendendo ancora più instabile anche la condizione dell'immigrato regolare, impedendo di fatto i ricongiungimenti familiari che ne favorirebbero l'integrazione nel tessuto sociale e mantenendolo in una condizione di precarietà che spinge verso l'esclusione e verso l'illegalità.
La Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes della Cei, in un documento presentato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, definiscono questa una scelta che non rispetta la dignità delle persone che vengono di fatto considerate braccia e non persone nella loro umanità
Alcuni dati del Centro di Ascolto Caritas al 25.11.01
Utenti: Italiani
38: uomini 20 donne 18
Stranieri
551: uomini 74 donne 297
Distribuzione
dei titoli di Studio:
Laurea
31
Diploma
professionale 84
Diploma
media superiore 169
Licenza
media inferiore 136
Analfabeti
4
Tipo di lavoro
Il 66,06%
sono stranieri irregolari e quando hanno un lavoro è in nero. Nessuno
degli stranieri, regolari e non regolari, svolge mansioni adeguate al proprio
titolo di studio o al proprio livello di scolarizzazione. Gli uomini lavorano
come operai generici, muratori, manovali, autisti, pony express, dog sitter.
Le donne in grande maggioranza come domestiche, assistenti ad anziani e baby
sitter, qualcuna ha il diploma ASA e lavora in residenze sanitarie per anziani,
poche fanno le operaie in fabbrica, molte lavorano nelle imprese di pulizia
o come lavapiatti. Per gli operai i contratti sono con cooperative e a tempo
determinato. In questi ultimi tempi sono aumentate le richieste di persone
che chiedono un secondo lavoro perché non ce la fanno a sostenere spese
essenziali quali utenze, affitto casa... Da segnalare la difficoltà
delle famiglie, che occupano immigrate straniere nell'assistenza ad anziani,
ad intraprendere il percorso che le aiuti ad uscire dalla clandestinità.
Le motivazioni sono essenzialmente di ordine economico.
Tipologia delle
richieste al Centro di Ascolto:
Abitazione
82 esaudite 13
Beni vari
1011 esaudite 930
Lavoro
431 esaudite 36
Prest.
Professionali 72 esaudite 53
Sanità
7 esaudite 7
Sussidi
economici 33 esaudite 23
Alcune precisazioni: per quanto riguarda la voce "lavoro" le persone vengono aiutate nella compilazione di curriculum, nella ricerca attraverso le offerte sui giornali, nei contatti diretti attraverso l'incrocio di domanda e offerta. Vengono fornite informazioni sui Centri del Lavoro, Centri per l'impiego (ex collocamento) e agenzie di lavoro interinale. Il numero basso di risposte esaudite è dovuto al fatto che molti, dopo aver trovato lavoro, non ne danno riscontro al CdA. Le prestazioni professionali riguardano l'assistenza per pratiche burocratiche: domande per ottenere alloggio pubblico, rinnovo del permesso di soggiorno, nulla osta per ricongiungimenti familiari, regolarizzazioni. A volte viene richiesto l'intervento di professionisti esterni per consulenze.
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