Sì,
parliamone, perché ormai la costruzione è ben visibile
e dopo che ne hanno scritto come hanno voluto i giornali, ora finalmente parlano
i fatti.
La costruzione, dopo lunga preparazione nell'ambito parrocchiale, tanti documenti
e disegni, nulla osta e approvazioni, conteggi fatti e rifatti, da settembre
è partita: dapprima le gettate di fondazione hanno delineato sul fondo
dello scavo la pianta dell'edificio, ma per poterla vedere bisognava salire
sulla terrazza che sovrasta il portico del "Gabbiano"; poi in dicembre
la costruzione si è affacciata sopra la palizzata del cantiere e ha
cominciato a essere visibile dalla strada; ora si stanno gettando le strutture
portanti del tetto e la sagoma dell'edificio è ormai completa.
Al di là della legittima soddisfazione di veder crescere una realizzazione
così a lungo preparata, ci deve confortare il pensiero che nel nuovo
Centro S. Stefano, voluto e costruito come ricordo del Grande Giubileo del
2000, avranno sede diverse associazioni e organismi, sia parrocchiali che
decanali, destinati al servizio della persona, della famiglia, degli anziani,
dei bisognosi: sarà davvero un Centro Caritativo, sia perché
spazio dedicato all'esercizio dell'accoglienza e della solidarietà,
sia perché luogo di incontro tra le varie realtà parrocchiali,
cittadine, decanali.
Immaginiamoci la nuova costruzione già finita, la sua facciata sulla
via Mazzini è molto simile a quella del precedente edificio e ha due
ingressi. Entriamo per quello di destra e al piano terreno troviamo su un
lato un'ampia sala di ritrovo e la spaziosa sede del Movimento Terza Età,
sull'altro una cappellina per la preghiera e la sede della Caritas parrocchiale
e decanale. Saliti al primo piano troveremo una sala per conferenze capace
di accogliere 96 persone, l'appartamento per un Coadiutore della parrocchia
e due mini alloggi per accoglienze temporanee.
L'altro ingresso sulla via Mazzini immetterà al piano terra al Patronato
ACLI e al Centro di Ascolto Caritas che ora funziona in via S. Marta. Al primo
piano, servito da un ascensore, troveranno sede il Centro Aiuto alla Vita
CAV, ora costretto in spazi troppo angusti in via De Castillia, e il Consultorio
Familiare CEAF, che lascerà liberi i locali di via Canonica, di proprietà
delle Canossiane.
Nell'interrato dell'edificio, accessibile dal passo carraio sulla via Mazzini,
troveranno posto, oltre ai posti auto di pertinenza, anche i magazzini della
Caritas e dell'Unitalsi. Nel cortile, sistemato a verde, sarà ricavato
un campo per il gioco delle bocce.
Molte dunque saranno le realtà che utilizzeranno la nuova struttura
e molte le persone che come volontari, operatori e utenti la frequenteranno.
Confidiamo che questa presenza nel nuovo Centro S. Stefano di tante realtà
e persone favorisca la loro reciproca conoscenza e collaborazione; senza dubbio
la loro attività in un punto centrale della città sarà
un segno della Chiesa che vuole essere in mezzo agli uomini per portare non
solo la parola del Vangelo ma anche il servizio della fraternità cristiana.
Nei prossimi numeri ci ripromettiamo di far parlare via via le varie realtà
che si trasferiranno nel Centro S. Stefano, per conoscere meglio la loro attività
istituzionale e i progetti che intendono sviluppare nella nuova sede.
Don Giuseppe
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