Carissimi Parrocchiani,
il nostro Santuario è sempre stato un luogo di preghiera: nel 1735 fu pubblicato a Milano il "Ragguaglio delle grazie" ottenute dai devoti della B.Vergine del Rosario di Vimercate e anche oggi è molto facile, specialmente durante la mattinata, vedere persone in preghiera nella nostra chiesa.
In questi anni abbiamo cercato di favorire l'esperienza della preghiera personale suggerendo anche altre modalità molto valide. In primo luogo, una decina di anni fa, abbiamo introdotto l'esposizione eucaristica quotidiana in S.Antonio per promuovere l'adorazione silenziosa dell'Eucaristia fornendo anche tracce di preghiera e testi di riflessione.
Poi abbiamo collocato durante il giorno il Lezionario (il libro liturgico con le letture del giorno) a disposizione dei fedeli davanti all'altare di S.Giuseppe per favorire la lettura quotidiana della parola di Dio e la preghiera a partire da essa.
Da un paio di mesi infine abbiamo introdotto la possibilità di chiedere a tutta la comunità preghiere per particolari situazioni di bisogno o di sofferenza, vivendo anche in questo la fraternità cristiana del pregare per gli altri ma anche del chiedere la preghiera degli altri.
Queste forme di preghiera che stiamo gradualmente introducendo e favorendo sono tutte proposte che impegnano anche la buona volontà delle persone e nel contempo insegnano vie validissime di preghiera, come la adorazione eucaristica, la preghiera biblica, l'intercessione fraterna. E tutte vanno un po' al di là della forma oggi più consueta e un po' troppo facile di preghiera, che consiste nell'aprire la radio e "rispondere" (quando va bene) al Rosario mentre traffichiamo in casa o attendiamo il sonno.
La preghiera infatti non può essere una bella cantilena che ci trascina o ci culla, ma deve essere qualcosa di più attivo e di più personale, deve essere "elevazione della nostra mente a Dio", dove "mente" indica la nostra attenzione, la nostra coscienza la nostra fiducia, il nostro affetto, il nostro ascolto, il nostro desiderio. Per "elevare" a Dio il nostro cuore e tutti questi nostri sentimenti ci vogliono raccoglimento e silenzio, continuità di attenzione, riposo ma anche atteggiamento del corpo, ascolto e obbedienza della coscienza, risposta e parola del cuore. Perciò la preghiera personale è un'arte che si impara, una grazia che si riceve da Dio, un servizio che si offre a Lui. Non può sostituire le "opere" di giustizia e di amore, ma è la forza interiore che ci rende possibili queste opere. Non può neanche sostituire la partecipazione ai sacramenti (all'Eucaristia domenicale, alla riconciliazione sacramentale), ma prepara le disposizioni interiori per partecipare gioiosamente e fruttuosamente ai sacramenti. Chi vuole condurre una vita cristiana seria deve impegnarsi tutti i giorni nella preghiera come l'abbiamo sopra descritta.
Vediamo in proposito qual è l'insegnamento di Gesù e della Chiesa.
Gesù ci ha dato l'esempio della preghiera notturna e all'alba, ha insegnato la preghiera personale ("nel segreto"), la preghiera filiale ("Padre nostro"), la preghiera fiduciosa e insistente ("Chiedete e otterrete"), ha dato l'esempio della preghiera nella tentazione del deserto e nella prova del Getsemani.
Questo insegnamento è stato raccolto dalla primitiva comunità cristiana: infatti "erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere" (At. 2,42) e mentre Pietro era tenuto in prigione "una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui" (At. 12,5).
L'invito alla preghiera è forte nell'insegnamento dei santi: "Chi prega si salva, chi non prega si danna" (S. Alfonso) ed è accorato nelle parole di Maria SS. a Lourdes ("Pregate Dio per la conversione dei peccatori") e a Fatima.
Tutto questo insegnamento sulla preghiera non appartiene solo al passato, guai se lo pensassimo, ma è di estrema attualità, vale pienamente anche per noi oggi, come ha detto chiaramente il Papa. Egli nella Lettera "Novo Millennio ineunte" con cui ha concluso l'Anno Giubilare 2000, ha affermato: "C'è bisogno di un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell'arte della preghiera" ed ha fatto notare che a tutti "è necessario imparare a pregare, quasi apprendendo sempre nuovamente quest'arte dalle labbra stesse del maestro divino, come i primi discepoli: 'Signore, insegnaci a pregare!'" (n. 32). Perciò "le nostre comunità cristiane devono diventare autentiche 'scuole' di preghiera, dove l'incontro con Gesù non si esprima soltanto in implorazione di aiuto, ma anche in rendimento di grazie, lode, adorazione, contemplazione, ascolto, ardore di affetti, ecc." (n. 33). E pertanto "si sbaglierebbe a pensare che i comuni cristiani si possano accontentare di una preghiera superficiale, incapace di riempire la loro vita. Specialmente di fronte alle numerose prove che il mondo d'oggi pone alla fede, essi sarebbero non solo cristiani mediocri, ma 'cristiani a rischio'. Correrebbero infatti il rischio insidioso di veder progressivamente affievolirsi la loro fede..." (n. 34).
Il Catechismo della Chiesa Cattolica riassume così questo insegnamento: "La preghiera è un dono della grazia e da parte nostra una decisa risposta. Presuppone sempre uno sforzo. I grandi oranti dell'Antica Alleanza prima di Cristo, come pure la Madre di Dio e i santi con lui ce lo insegnano: la preghiera è una lotta. Contro chi? Contro noi stessi e contro le astuzie del Tentatore che fa di tutto per distogliere l'uomo dalla preghiera, dall'unione con il suo Dio. Si prega come si vive, perché si vive come si prega. Se non si vuole abitualmente agire secondo lo Spirito di Cristo, non si può nemmeno abitualmente pregare nel suo Nome. Il 'combattimento spirituale' della vita nuova del cristiano è inseparabile dal combattimento della preghiera." (n. 2725)
Il mese mariano, che inizieremo fra pochi giorni è tradizionalmente un invito alla preghiera con il S.Rosario o in altre forme. Viviamolo con gioia e fedeltà come occasione per fare nostri questi insegnamenti sulla preghiera e metterli in pratica. Utilizziamo anche le altre forme di preghiera che sopra abbiamo ricordato: la preghiera eucaristica in S. Antonio la preghiera biblica sul Lezionario, la preghiera fraterna per le necessità proposte settimanalmente nei raccoglitori posti davanti all'altare di S. Giuseppe e in S. Antonio.
Nel prossimo
anno pastorale poi la Diocesi ci proporrà un percorso formativo dal
titolo: "La comunità cristiana scuola di preghiera per tutti".
Non mancheremo certo a questa "scuola" di santità!
Vostro
Don
Giuseppe
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