Pastorale dei Migranti
NELLA CHIESA NESSUNO E' STRANIERO

Nell'ambito della seduta del CPP del 10 Aprile 2002, Don Giancarlo Quadri ed il Dr. Nicola Di Pirro sono stati gli ospiti invitati da Don Giuseppe per discutere sul tema dell'immigrante.
La grande capacità di comunicazione ed esperienza di Don Giancarlo, che è il responsabile diocesano per la pastorale dei migranti, ha fatto si che si entrasse subito in argomento; dietro suo invito, il dibattito è subito iniziato.
Gli interventi sono stati molti ed anche i punti di vista.
Per chi è impegnato direttamente con le strutture esistenti sul territorio come il Centro di Ascolto Caritas, il CAV, il COI, I'immigrato è soprattutto persona, da aiutare sì concretamente, ma anche da avvicinare a livello emotivo, sostenendo la sua richiesta ed il suo sforzo di inserimento, rompendo le barriere di diffidenza e di timore che spesso frenano le nostre azioni.
L'ascolto delle le sue richieste e motivazioni, i suoi problemi, la sua appartenenza ad una religione diversa, devono essere oggetto di rispetto da parte della comunità.
Nel corso di altri interventi, emerge che c'è una reazione di cautela, prudenza, di necessità di conoscenza più approfondita, prima di aprirsi alla fiducia ed all'amicizia. Non è sempre facile accettare immediatamente e positivamente l'immigrato, spesso anche nelle nostre comunità, non si conosce il vicino di casa. Tuttavia, questo fatto non deve portare alla chiusura, al contrario deve spronarci all'impegno nel mettersi in gioco, nel riconoscere con umiltà i propri limiti e riconoscere anche all'altro l'appartenenza allo stesso genere umano.
Qualcuno nell'assemblea commenta ancora che il "problema immigrati" è soprattutto politico. Noi come persone singole, parrocchiani, membri dei CPP, cristiani, possiamo solo attuare quelli che sono aiuti di emergenza, di sostegno, di dialogo e aiuto nel disbrigo di problemi vari burocratici.
C'è anche l'esperienza di Mercedes, una signora equadoregna, sposata e madre di 5 figli che, racconta come sia riuscita ad inserirsi bene nella nostra comunità con l'aiuto del Centro di Ascolto, pur con fatica, a volte con successo, a volte con cocenti delusioni. La fede e l'amicizia delle persone incontrate al Centro di Ascolto sono state determinanti.
Il fenomeno di popoli che si spostano (migrano) da un territorio all'altro, si è sempre presentato nello scorrere dei secoli; vuoi per necessità, vuoi per problemi legati alle carenze territoriali, vuoi per problemi politici, guerre, o per trovare una vita migliore.
Questo fenomeno non deve egoisticamente chiudere il nostro cuore, ma renderci più consapevoli che il "migrante" che viene da noi, è un fratello. "Nella chiesa nessuno è straniero" appunto, è uno come noi che chiede un lavoro onesto, rispetto, amicizia, dignità. Purtroppo, fra le persone che si spostano in cerca di un futuro migliore, si nascondono persone non sempre raccomandabili; questo non deve scoraggiarci. Le fatiche, le sofferenze, i rischi, i disagi; le incertezze, le delusioni che spesso i migranti incontrano nella loro ricerca di un futuro nelle nostre comunità, devono spronarci a trovare soluzioni che permettano alle loro speranze di non andare deluse.

M. Carla Sesana

Torna su

Leggi l'articolo successivo

Torna al sommario
homepage
 
home parola-amica