Il
giorno 16, del trascorso mese di giugno, è stata presentata alle autorità
e a tutti i vimercatesi, la nuova RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale).
Una giornata di festa e di soddisfazione per un'opera seguita con amore nell'intento
di soddisfare le molte richieste di far parte della Famiglia San Giuseppe.
Ufficialmente
del progetto di massima per nuova residenza si occupa per la prima volta il
Consiglio di Amministrazione della Casa nella riunione del 17 febbraio 1996,
al fine di decidere circa la richiesta di finanziamento da presentarsi alla
Regione entro il 6 maggio 1996 per poter accedere ai contributi del FRISL
(Fondo ricostruzione infrastrutture Sociali Lombardia) 1996/97 per la realizzazione
di nuove RSA. È infatti la possibilità di accedere a tale finanziamento
che rende concreta l'ipotesi, in precedenza già formulata, di realizzare
una nuova residenza da integrare con quella esistente, per recuperare una
recettività complessiva della Casa per gli interventi di ristrutturazione
già effettuati avevano di fatto ridotta nella progressiva conversione
da casa di riposo per autosufficienti a residenza sanitaria assistenziale
per non autosufficienti parziali e totali. Vengono esaminate più
proposte di massima per l'ubicazione della nuova resistenza, predisposte dell'Arch.
Marco Campanella di Milano sulle indicazioni date dal Consiglio e formulate
in stretto accordo con l'allora Presidente Ing. Leonardo Zanetto. Ne scaturisce
la decisione di affidare all'Arch. Campanella il progetto di nuova residenza
per 60 posti letto e della ristrutturazione dell'edificio esistente per altri
posti letto, nel rispetto degli standard regionali, nonché per ospitarvi
un centro diurno integrato da 20 posti.
Il progetto di
fattibilità per la realizzazione di una nuova residenza e per la ristrutturazione
dell'edificio esistente, con la realizzazione di una struttura di collegamento
tra i due edifici, viene approvato dal Consiglio di Amministrazione nella
riunione del 27 aprile 1996 (proprio a ridosso del cinquantesimo della fondazione
della Casa) con una spesa complessiva di Lire 10.150.000.000 per il cui finanziamento
si richiede alla Regione il contributo FRISL di 8 miliardi (5,6 a rimborso
decennale e 2,4 a fondo perduto), mentre per la copertura del restante importo
di Lire 2.150.000.000 si decide di assumere un mutuo di 1,3 miliardi e di
provvedere per mezzi propri per 850 milioni. Il progetto viene sottoposto
alla Regione ed inizia ... l'attesa che si conclude positivamente con la deliberazione
GR del 20/12/1996 di assegnazione del contributo FRISL richiesto (c.rf. alla
relazione del Presidente della Casa, Dott. Salvatore Valagussa).
Si passa quindi ai lunghi, a volte tortuosi adempimenti necessari alla realizzazione
del progetto e, finalmente, con il parere della Soprintendenza ai Beni Ambientali,
la concessione edilizia viene rilasciata dal Comune di Vimercate in data 24
marzo 1998. A seguito del bando di gara per l'appalto dei lavori, aggiudicataria
risulta l'Impresa Piero Chiodi. La prima pietra con una sentita cerimonia
viene posta il 27/11/1999 - I lavori si sono quindi sviluppati secondo programma
e il nuovo fabbricato è "cresciuto" rendendosi ulteriormente
visibile anche a seguito dell'improvviso crollo del vecchio muro di cinta
proprio lungo la via Diaz, muro ripristinato recentemente a completamento
di lavori complessivi della nuova residenza. La caratteristica alla quale
si è sempre fatto riferimento è stata quella con la chiarezza
d'impianto di avere ripercussioni benefiche sugli schemi parziali dell'anziano.
Ed ora, realizzata la nuova RSA, si passerà alla ristrutturazione dell'edificio
già esistente. Ma - come dice il Presidente - questa è un'altra
storia, ancora da vivere prima di poterla raccontare.
RICORDANDO GLI INIZI
16 giugno
2002 - 21 aprile 1946: due date scritte a grandi lettere nella memoria storica
della Casa Famiglia San Giuseppe. La seconda ci ricorda l'inaugurazione
dell'Opera e ancora una volta ci porta a leggere le pagine di quel giorno
da quel diario scritto dalla fondatrice, Bice Molina Cremagnani: Venne
il giorno dell'inaugurazione, e fu una vera apoteosi. Tutta Vimercate si riversò
senza eccezione alcuna a visitare l'Opera. Quelle 6 camere, benché
vaste rigurgitavano di gente, al punto da non poter circolare. Furono benedetti
i locali dal Prevosto, presente col Clero. Il Cardinal Schuster ci inviò
uno scritto di suo pugno ricolmo di incoraggiamenti e vi unì la Sua
offerta di Lire 5.000. I buoni vimercatesi, in gara di carità, ci lasciarono
tante, tante offerte e doni da bastare per la gestione dell'anno in corso
(...).
Una
data memoranda per questo Istituto, demmo inizio all'opera nostra. Avevo tanto
bisogno di coraggio in quei giorni. La Casa principiava con 6 donne anziane
e 4 orfanelli.
17 aprile 1949 - Oggi a tre anni di distanza, gli ospiti sono 30, di cui 11
bambini e 19 donne. Quella data l'abbiamo sempre commemorata chiamandola "Festa
di Primavera". Per le vie di Vimercate abbiamo affisso dei manifesti:
- I bambini e le nonne della Casa Famiglia San Giuseppe invitano a partecipare
alla consueta sagra che si svolgerà ad Oldaniga.
Programma: ore 10 vendita gastronomica e servizio buffet. Ore 15 concerto
del complesso Star che gratuitamente rallegrerà la festa. Ore 18 estrazione
della pecorina ed altri ricchi premi. Impianti radiofonici offerti dalla Ditta
Ambrogio Motta.
A tre anni dalla morte della Fondatrice (il 19/9/1954), fu posta nell'attuale veranda, una lapide in memoria. Luigi Medici, poeta e storico milanese, pronunziò parole che oggi, 16 giugno 2002, col divenire di quest'Opera, acquistano un profondo e profetico significato.
Raccogliamoci
in un pensiero di ricordi per questa Signora benefica, che, in Oldaniga, su
di un poggio sereno di questa nostra manzoniana Brianza, in vista delle montagne
a noi più care, ha saputo far sorgere una Casa buona, nella chiara
fede e nella ferma speranza che essa in avvenire, pur non mutando quella casalinga
fisionomia possa essere di conforto a tante persone bisognose d'aiuto. Questa
lapide stia a ricordare colei che fu la fondatrice di questa casa, e, anche,
se non in persona, la sempre viva custode, come ora, qui, in spirito la sentiamo
presente. E che Dio a questa casa di bene, che vedo già nel futuro
ampliarsi, pur mantenendo il suo carattere familiare, conceda quelle grazie
che nessuna legge umana potrà dare, perché Dio è lo stesso
Amore che al di sopra di ogni ideologia umana, tutti unisce e tutti affratella,
in un immenso abbraccio di concordia, di pace e di bontà.
Virgilio Brocchi dettò le altrettanto profetiche parole scolpite nel
marmo. L'evangelico granello di senape ora ha tratto un grande albero.
Giuse Carini
![]() |
![]() |
||
![]() |
|||
![]() |
|||
![]() |
|||