Il
Consiglio Pastorale del 5 maggio è stato attraversato da una ventata
di gioventù. Un gruppo di giovani delegati della nostra parrocchia
e del decanato sono venuti a parlarci della loro esperienza di "Sentinelle
del mattino", come erano stati chiamati dal Papa a Torvergata e come
li ha chiamati in Duomo il nostro Cardinale, quando li ha convocati per invitarli
a partecipare al Sinodo dei giovani.
La Chiesa diocesana si è messa in ascolto della loro voce ed oggi la
Chiesa locale ascolta con attenzione le testimonianze delle sue "Sentinelle"
per capire meglio la visione dei giovani sulla Chiesa e sul mondo.
A uno a uno i giovani presenti al nostro C.P. ci hanno offerto la loro esperienza
di questo cammino durato due anni, cammino fatto di ascolto di se stesso e
degli altri per giungere a capire e a formulare assieme quelle che sono le
problematiche dei giovani d'oggi e come si possono superare e risolvere, se
ci si lascia incontrare da Gesù e dalla sua Parola.
Le nostre "Sentinelle" ci hanno poi esposto una sintesi dei contenuti
del documento sinodale che nella sua introduzione sottolinea il desiderio
dei giovani di essere ascoltati dagli adulti e di poter trovare tra questi
delle figure di riferimento, cioè dei testimoni autentici del Vangelo.
Parti salienti del documento sono: la necessità del superamento
dell'individualismo, l'apertura al prossimo basata sull'accoglienza reciproca,
la condivisione delle esperienze e l'apertura verso chi non fa parte delle
nostre comunità. Sperimentato che Gesù è capace di
affascinare anche chi è lontano dalla Chiesa, le "Sentinelle"
hanno concluso col dire che, perché ciò avvenga, è necessario
che ognuno diventi testimone del Cristo, nella vita d'ogni giorno, in parole
ed opere, prendendo forza dalla Parola di Gesù e dalla celebrazione
dell'Eucarestia.
Ci è stata poi fatta una breve relazione delle consegne date dal
nostro Arcivescovo alla conclusione del Sinodo dei giovani, che sono così
sintetizzabili:
1. Dimensione orante : invito a cercare Gesù, ricordando il primato
della Parola.
2. Dimensione fraterna: invito a cercare nuove forme di vita fraterna basate
sulla relazione. La relazione con l'altro deve avere la priorità rispetto
all'azione. Nelle nostre comunità si pensa più alla realizzazione
di iniziative che a instaurare buone relazioni tra le persone; questo atteggiamento
va modificato.
3. Dimensione civile e missionaria: invito alla partecipazione alla vita civile
e invito a restare accanto ai poveri di ogni tipo, essendo attenti alle tante
necessità di chi ci è vicino.
Alla fine ci sono state esposte le proposte dei nostri giovani per un cammino
decanale alla luce di quanto emerso dal loro Sinodo.
L'ascolto della Parola di Dio e la gioia in Cristo saranno la guida di tutti
i loro progetti; è evidenziata pure la necessità del silenzio
come momento di ascolto interiore.
Altri punti qualificanti da approfondire saranno: l'amore come affettività
e come sessualità, la carità come vicinanza ai poveri e agli
emarginati e come testimonianza di adesione al messaggio di Gesù, la
società e la politica, dimensione questa poco praticata dai giovani
in generale.
I presenti hanno seguito con attenzione e con interesse tutto ciò che
è stato esposto e molti hanno ringraziato i giovani per questo loro
lavoro, invitandoli a perseverare nel costruire tutti assieme la Chiesa del
nuovo millennio, tenendo presente ciò che ha loro suggerito il Cardinale
Martini: "non aver paura di essere santi, non aver paura di essere testimoni."
Liliana Levi
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