Vita di oratorio
Lettera ai giovani di Mons. Antonio Riboldi

Caro don Vittorio,
voglio dirti un grazie e di cuore per l'incontro di Avvento con i giovani del Decanato di Vimercate. E' stato un dono davvero di Dio. Facile leggere analisi sugli adolescenti e i giovani di oggi, come sulle famiglie: analisi che riportano quasi sempre la mancanza di fiducia e di speranza, come se questi non avessero perso le "impronte della mano del Padre" che sono poi la nostalgia del perché viviamo: la nostalgia del Paradiso; la nostalgia di conoscere il Suo Amore che è la sola ragione per cui noi esistiamo.
L'incontro di Triuggio, di Vimercate, la sera con le famiglie e la S. Messa all'Oratorio, mi hanno ancora una volta confermato che il nostro pessimismo altro non è che l'incapacità da una parte di sapere entrare nel cuore dei giovani per scoprirne le enormi possibilità, dall'altra la rassegnazione alle frasi fatte proprio di chi manca dei valori che accusano non ci siano nei giovani. I Cristiani in cui dimora Cristo e Lo vivono, sanno sempre non solo guardare a tutto con la gioia di Dio, ma la trasmettono, suscitando così quella bellezza della vita che è in Dio. E' vero che viviamo un tempo in cui siamo come assediati da barbarie di pensieri e di mode che tentano di strapparci la bellezza di Dio per vestirci degli stracci dell'effimero che assomiglia tanto ai colori delle lucciole che prendono il loro colore dal pattume della strada.
Il silenzio intenso, dei giovani a Triuggio, sia nel momento dell'ascolto, come nella adorazione, nella preghiera, hanno fatto piazza pulita di tanti modi storti di essere giudicati ed hanno fatto intravvedere le grandi attese, la voglia di avvento dei tuoi giovani... anche se sono consci delle difficoltà, che non sono impossibilità. E così nelle famiglie.
Dio non può illudere tanta buona volontà. Difficile essere sentinelle oggi, ma sapere di essere di grande aiuto agli altri, essere sale della terra, luce del mondo, ma soprattutto avere la certezza che Gesù è la luce che si dona a chi non ha luce, è davvero giocare la vita nel mondo meraviglioso. Può sembrare la porta stretta del Vangelo, ma meglio che essere pecore smarrite che in branco, senza pastore percorrono la via larga che porta da nessuna parte.
Vorrei che tu, caro don Vittorio, me li salutassi tutti quei cari giovani e le famiglie. Mi sono cari. Li porto nella mia preghiera e nel mio affettuoso ricordo sempre.
E un grazie di cuore a te, pregando Gesù ti doni sempre la gioia dello zelo apostolico che paga da tutte le fatiche.
Con un abbraccio

Antonio, vescovo

Un grande saluto ai giovani!

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