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gennaio 2002: FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA - 3 febbraio 2002: GIORNATA PER LA
VITA, due giornate particolarmente legate l'una all'altra che attestano quell'impareggiabile
legame tra fede e amore che la coppia di sposi vive al suo interno, ma anche
la professione di fede della comunità dei discepoli del Signore cui
anche gli sposi (e i fidanzati) appartengono. La festa della famiglia è
stata occasione d'incontri, soprattutto, in relazione alla lettera dei Vescovi
lombardi "Seguire Gesù sulle strade dell'amore e della vita.";
per aiutare i gruppi a confrontarsi e a stabilire quei legami di solidarietà
che accompagnano attraverso l'ascolto e la tolleranza in un cammino, prendendosi
per mano, verso un unico traguardo di santità.
ABBIAMO CREDUTO ALL'AMORE e ... RICONOSCIAMO LA VITA: il tema è
un messaggio accorato che rileva l'urgenza secondo cui la vita e il diritto
ad essa siano riconosciuti per ogni persona, in ogni momento della sua vita.
Nel tempo in cui siamo, caratterizzato soprattutto dal consumistico pensare
a se stessi e cercare di accaparrarsi il maggior numero di beni, il figlio
inteso come dono d'accogliere e persona che ci interpella ad aprirci alla
vita è davvero pesante, anzi lo si vuole sfuggire. Manca la volontà
di credere nel valore dell'accoglienza quale dimensione che apre alla nostra
stessa esistenza prospettive nuove di generosità. Siamo nel contesto
dell'etica soggettivistica in cui la mentalità liberale del fare ciò
che ciascuno crede il meglio per sé porta verso la dissoluzione dei
valori morali da riconoscere quali fondamento della propria coscienza. Non
è un caso che di fronte alla posizione dei Vescovi italiani tendenti
a far riflettere sulla sacralità della vita e la sua indisponibilità
alle manipolazioni umane, si siano levate voci di dissenso in nome della libertà
di scelta che va garantita dalle leggi.
Forse che tutto questo pensare sia solo dei cattolici e non di tutte le persone
che pensano con l'animo di chi comprende che calpestare la vita significa
demolire l'intera società?
Il messaggio dei Vescovi ci parla di RICONOSCERE LA VITA quale riflesso del
mistero di Dio. Ci ricorda le parole di Giovanni Paolo II, il patto matrimoniale
"...apre i coniugi ad una perenne comunione d'amore e di vita e si completa
pienamente e in modo specifico con la generazione dei figli". Nessuno
può appropriarsi della vita di un'altra persona, usarla o punirla,
perché nessuno può dare la Vita ad un altro essere umano nessuno
può toglierla!
RICONOSCERE LA VITA quale responsabilità per ogni uomo: responsabilità
nell'accettare la condivisione instaurando rapporti costruttivi e solidi di
comunione cristiana.
Ri-conoscere in ogni nuova persona, senza nessuna distinzione, la sua autentica
irripetibilità che va rispettata, accompagnata, sostenuta sul suo cammino,
perché possa realizzarsi amandola.
Ri-conoscere la vita nelle sue diversità: ri-conoscere la vita in chi
la vita l'ha già vissuta con i suoi dolori e le sue gioie: far memoria
della vita passata perché la vita futura sia più gioiosa e ricca.
Ri-conoscere la vita insegna ad essere riconoscenti a chi ce l'ha data,
perché la riconoscenza è il primo fondamentale segno che riconosce
la bellezza e il valore della vita.
Giuse Carini
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