La parola del Parroco
QUALCHE DATO SUL 2001 E
QUALCHE RIFLESSIONE

Carissimi Parrocchiani,
presentandovi la consueta Relazione Parrocchiale sull'anno trascorso, vorrei anche gettare con voi lo sguardo sull'anno che abbiamo iniziato, per dare un seguito concreto al discorso avviato su Parola Amica di dicembre con l'articolo "Serve un Consiglio Pastorale che sappia navigare in mare aperto".

Dicevo allora che al nuovo Consiglio Pastorale e a tutta la nostra comunità parrocchiale è richiesto di "prendere il largo" nell'oceano vastissimo del nuovo millennio realizzando quello che è il compito fondamentale della Chiesa: presentare il Vangelo di Gesù come annuncio di salvezza a un mondo che è lanciato fiduciosamente in una evoluzione velocissima, ma è squassato da gravissime tensioni e paure.
In questa prospettiva l'attenzione primaria, come ci ripete il Papa, deve essere rivolta ai valori primari della vita e della famiglia, che sono tra loro connessi e senza i quali non si migliora veramente la società. A questo proposito vorrei già subito fare un'applicazione alla nostra città, che sta elaborando le "varianti" (ma sono anche indirizzi) al Piano Regolatore. La città è una comunità viva e pulsante di persone che affrontano insieme i loro problemi, e non solo un reticolo più o meno scorrevole di strade o un "ambiente" asetticamente monitorato dalle centraline. E' l'amore, la vita, la gioia di vivere, la voglia di lavorare e di incontrarsi che qualifica una comunità. Ecco perché sono altamente significativi i dati relativi alla vita e alla famiglia, alla casa e al lavoro, più di tutti gli altri.

I battesimi nel 2001 sono stati 92, contro 84 dell'anno precedente, confermando una lieve costante crescita che dura da quattro anni. Qualunque ne siano le cause è una bella cosa che siano in crescita fra noi l'evento meraviglioso della nascita e il dono preziosissimo del battesimo. Quest'anno a Pasqua abbiamo avuto la gioia di battezzare tre ragazzi e la loro mamma, di nazionalità albanese. Non solo tra gli extracomunitari, ma anche fra gli italiani ci sono ormai diversi bambini e giovani non battezzati. Stiamo preparandoci, predisponendo precisi cammini catecumenali e appositi catechisti, a realizzare sempre meglio l'iniziazione cristiana degli adulti, ma certo l'invito interiore alla conversione sarà favorito dalla testimonianza evangelica e fraterna della comunità cristiana nel suo complesso.

I matrimoni nel 2001 sono stati 32, otto in meno dell'anno precedente. Questa non è una bella notizia, anche perché i decenni Sessanta e Settanta, quelli da cui provengono gli sposi di oggi, furono decenni ancora di alta natalità. La diminuzione dei matrimoni risale a tre ordini di cause tipicamente attuali: le difficoltà socio-economiche ad avviare un nucleo familiare, per le case troppo care e il lavoro precario; le difficoltà culturali alla prospettiva del matrimonio, per cui crescono le convivenze; la crescita dei matrimoni civili. Sono tutte e tre cause che rattristano e che chiamano in causa non solo le scelte e il coraggio dei giovani, ma anche le responsabilità culturali e politiche di tutta la società.
Di fronte a questa situazione tutta la Chiesa italiana sta accrescendo il proprio impegno nella pastorale familiare; anche nella nostra Parrocchia stiamo rinnovando il Corso Fidanzati e sono stati avviati il Gruppo Giovani Famiglie e da poco il Gruppo Giovani Coppie. Ma è necessario che tutti i genitori diano ai figli un alto esempio di amore coniugale e li educhino all'amore fraterno (prima cosa non lasciarli figli unici) e a rapporti di amicizia vera con i compagni.

Le Prime Comunioni nel 2001 sono state 80 e le Cresime dei ragazzi 90, mentre 25 sono state le Cresime di adulti, provenienti da tutta la zona pastorale di Monza. Più che fare confronti numerici, vorrei qui ricordare l'importanza, la bellezza, ma anche la delicatezza di questi tre momenti (mettiamoci anche la Prima Riconciliazione) dell'iniziazione cristiana dei ragazzi: è il loro incontro con la comunità cristiana, con il Signore e amico Gesù, con lo Spirito Santo che ci guida. Come si presenta a questi ragazzi la comunità parrocchiale? e come questa comunità (il sacerdote, la catechista, la comunità oratoriana, la comunità celebrante) sa presentare loro l'amore e il mistero di Gesù e il dono ineffabile dello Spirito? Non si tratta di indottrinare questi ragazzi, ma di affascinarli con lo splendore del volto di Cristo e con la calda fraternità della sua Chiesa.
Partecipando al Corso diocesano quadriennale le catechiste cercano di prepararsi sempre meglio alla loro opera educatrice. Sarebbe bene che anche i genitori si preparassero ad accompagnare più attentamente i loro figli nel cammino dell'iniziazione cristiana. Stiamo preparando per loro una proposta.

I defunti di cui abbiamo celebrato le esequie cristiane nel 2001 sono stati 104, una delle cifre più basse negli ultimi anni. Mai come quest'anno però la morte è stata presente ai nostri occhi e ai nostri pensieri per i terribili fatti di cronaca (assassini compiuti da giovani, attentati alle Torri Gemelle, incidente aereo di Linate) e per le tante persone che abbiamo visto morire per il cancro. Quando la morte è dovuta a cause umane (aborto, omicidio, terrorismo, imprudenza nel traffico), oppure quando sopravviene a causa di gravi malattie in età ancor giovane, essa costituisce una vera prova per la nostra fede e richiede sia alle persone direttamente colpite sia alla comunità che le circonda un vero approfondimento della fede, della preghiera, della fraternità: e sono tutte faticose occasioni di crescita.
Sempre più nell'odierna cultura secolarizzata dobbiamo rinnovare in noi il senso cristiano della morte che ho ricordato in Parola Amica di novembre con l'articolo "Da vita a vita con il Signore Gesù". E' sempre necessaria poi la raccomandazione ai familiari di segnalare ai sacerdoti le persone degenti all'ospedale o in casa per serie malattie.

Infine le S. Comunioni distribuite nel 2001 sono state 199.000, praticamente come nell'anno precedente. Ricevere la S. Comunione, se lo facciamo con fede e con amore, è il gesto più alto della nostra unione con Cristo. Sappiamo però che è facile "abituarsi" alla S. Comunione, per cui il dato numerico delle S. Comunioni non deve essere sopravvalutato. Però è una dato indicativo almeno della partecipazione festiva o feriale alla S. Messa; e sappiamo per dottrina teologica e per esperienza spirituale che la partecipazione alla liturgia eucaristica è sempre "fons", fonte, di vita cristiana, per l'efficacia spirituale della celebrazione partecipata con fede, ma anche per l'azione interiore della parola di Dio che viene proclamata e per la testimonianza fraterna della comunità che prega. La riprova è che persone in cammino o in ricerca spirituale, senza essere spinte, iniziano una più frequente partecipazione alla S. Messa come espressione e momento della loro ricerca di Dio.

Le riflessioni con cui ho accompagnato i pochi e tradizionali dati numerici del trascorso anno parrocchiale richiamano molti dei problemi che stiamo vivendo e indicano anche le direzioni e le priorità verso cui dobbiamo rivolgere la nostra preghiera, la nostra testimonianza cristiana e il nostro impegno pastorale. Il Signore ci aiuti a farlo sempre più insieme.

Vostro
Don Giuseppe

Torna su

 

torna al sommario
homepage
 
home parola-amica