Decima giornata mondiale del malato
DAL MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

Da alcuni anni, l'11 febbraio, giorno in cui la Chiesa commemora l'apparizione di Nostra Signora a Lourdes, è stato opportunamente associato ad un evento importante: la celebrazione della Giornata Mondiale del Malato. ... La Giornata Mondiale del Malato comincerà con un momento di intensa preghiera per quanti soffrono e sono infermi. In tal modo esprimeremo a quanti soffrono la nostra solidarietà che nasce dalla consapevolezza della natura misteriosa del dolore e del suo ruolo nel progetto di Dio per ogni individuo. La Giornata continuerà con una riflessione e uno studio seri sulla risposta cristiana al mondo della sofferenza umana che sembra aumentare di giorno in giorno, non da ultimo, per calamità causate dall'uomo e per scelte insane operate da individui e da società.
Con la celebrazione della Giornata Mondiale del Malato la Chiesa esprime la sua gratitudine e il suo apprezzamento per il servizio disinteressato di molti sacerdoti religiosi e laici impegnati nell'assistenza sanitaria, che si occupano generosamente dei malati, dei sofferenti e dei morenti, traendo forza e ispirazione dalla fede nel Signore Gesù e dall'immagine evangelica del Buon Samaritano. Il comando del Signore durante l'Ultima Cena: "Fate questo in memoria di me", oltre a riferirsi alla frazione del pane, allude anche al corpo offerto e al sangue versato da Cristo per noi [Lc. 22,19-20], in altre parole, al dono di sé agli altri.
Un'espressione particolarmente significativa di questo dono di sé è il servizio ai malati e ai sofferenti. Perciò chi si dedica ad esso troverà sempre nell'Eucaristia una fonte inesauribile di forza e uno stimolo a una generosità sempre nuova.
Nell'approccio ai malati e ai sofferenti, la Chiesa è guidata da una visione precisa e completa della persona umana "creata a immagine di Dio e dotata di dignità e diritti umani inalienabili".
Di conseguenza, la Chiesa insiste sul principio che non tutto ciò che è tecnicamente fattibile è moralmente ammissibile.
I recenti ed enormi progressi e le capacità della scienza medica danno a noi tutti una grande responsabilità riguardo al dono della vita che Dio ci offre e che resta sempre tale in tutte le sue fasi e in tutte le sue condizioni.
Dobbiamo vigilare contro qualsiasi violazione e soppressione della vita. "Siamo ... i custodi della vita, non i proprietari ... Dal momento del concepimento, la vita umana coinvolge l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in un legame speciale con il Creatore sorgente della vita e suo unico termine" [Ecclesia in Asia n. 35].

Torna su

 

torna al sommario
homepage
 
home parola-amica