La Parola del Parroco
UN CAMMINO INSIEME VERSO GESU' GUIDATI DA MARIA

 

 

Carissimi Parrocchiani di S. Stefano e
carissimi Fedeli tutti di Vimercate,
certamente sapete che il Papa ha indirizzato a tutta la Chiesa il 16 ottobre u.s. la Lettera “Rosarium Virginis Mariae”, nella quale non solo aggiunge ai 15 Misteri tradizionali del Rosario i 5 nuovi Misteri della Luce, ma anche invita a celebrare dall’ottobre 2002 all’ottobre 2003 un Anno del Rosario, diffondendone di nuovo la recita nelle famiglie e invitando tutti a crescere nell’esperienza della preghiera attraverso questa pia pratica mariana.

Mi è sembrato che la presenza in città del Santuario della B. Vergine del Rosario e alcuni fatti della nostra storia cittadina possono suggerirci un cammino comune nell’attuazione dell’invito del Papa; ne ho parlato con gli altri Parroci della Città, i quali mi hanno esortato a rendere pubblica questa mia proposta, perché possa essere valutata e arricchita con il contributo anche dei Consigli Pastorali.

Per questo sarà utile anzitutto che il maggior numero possibile di persone si procuri la Lettera del Papa e la legga attentamente, sia per conoscere le origini e il significato della preghiera del Rosario, sia per accogliere personalmente i suggerimenti spirituali del Papa.

Ma ci sono poi altre cose che ci riguardano come vimercatesi e che è utile sapere. L’attuale Santuario della B. Vergine del Rosario ha un’origine antica, infatti già nel 1063 esisteva nel luogo una chiesa dedicata a S. Maria, ma fino all’epoca di S. Carlo essa non era intitolata alla Madonna del Rosario. Vi esisteva però una confraternita del S. Rosario, che praticava la recita del S. Rosario come sua devozione particolare. In quel secolo, il Millecinquecento, la Chiesa sentiva il bisogno far crescere nel popolo di Dio la devozione mariana e la preghiera del Rosario, sia per arginare la diffusione del protestantesimo sia per favorire la santificazione del popolo di Dio. Fu così che Papa Pio V istituì la Festa della B. Vergine del Rosario (1572) e tutti i Vescovi cercarono di diffondere la recita del Rosario, così che non fosse più limitata ai membri della Confraternita, ma entrasse nell’abitudine di tutte le famiglie cristiane. Per attuare questa linea, qui a Vimercate S. Carlo ordinò che la Chiesa di S. Maria venisse intitolata alla B. Vergine del Rosario e che la Statua mariana che allora si trovava sopra un altare laterale venisse trasportata sopra l’altare maggiore; ricordiamo però che né la Statua né l’Altare Maggiore erano quelli di oggi. Anzi, nemmeno la Chiesa era quella di oggi, era ancora quella medievale e buia di cui oggi si vedono i pilastri. S. Carlo ordinò di abbatterla e farne una più luminosa, ma questo fu possibile solo nel 1600. Comunque è chiara l’intenzione di S. Carlo di promuovere anche a Vimercate la devozione mariana incentrandola sul Santuario della B. Vergine del Rosario.

La recita del Rosario poi, che si faceva dagli iscritti alla Confraternita e si cercava di allargare alle famiglie, non era come oggi a ritmo quotidiano, ma settimanale, perché la Confraternita si riuniva alla domenica e in quel giorno pregava con le 150 Ave Marie del “Salterio Mariano”, così come i sacerdoti e i monaci pregavano con i 150 salmi del “Salterio Davidico” distribuito nel Breviario. Fu proprio la recitazione familiare del Rosario, che doveva essere più breve ma poteva essere quotidiana, a introdurre il costume alla recita di una sola corona o anche di una sola decina.

Ma sappiamo che nella preghiera non è anzitutto la quantità che conta, ma il cuore e la coscienza, che sono appunto gli elementi che il Papa ci insegna a recuperare nella sua Lettera.

Ho accennato prima ad altri elementi particolari della nostra storia cittadina, che confermano il ricorso a Maria da parte del popolo cristiano nei suoi momenti più difficili.

Un episodio antico e a tutti noto: fu quando nel 1630, per invocare la cessazione dell’epidemia di peste, si fece la Processione al Ponte di S. Rocco con la Statua (quella attuale) della Madonna, e si ottenne la cessazione dell’epidemia legata al tradizionale “miracolo del ponte”. Un fatto più recente e meno noto è legato alla guerra 1940 - 45: un pomeriggio alla settimana, le mamme, le sorelle, le spose delle centinaia di vimercatesi in guerra si ritrovavano in santuario a pregare con il S. Rosario per il ritorno dei loro cari e per la pace.

Nel 1954, in occasione dell’Anno Mariano proclamato da Pio XII nel centenario della Definizione del Dogma della Immacolata Concezione di Maria, la Città di Vimercate si consacrò a Maria Santissima con una solenne Celebrazione compiuta l’8 dicembre e sui cui particolari ora non mi soffermo per brevità. Mi sembra comunque che il cammino comune della comunità cristiana della Città per attuare l’invito contenuto nella Lettera del Papa potrebbe non limitarsi all’Anno del Rosario proclamato dal Papa (fra l’altro due mesi sono già passati), ma prolungarsi fino all’ottobre 2004 e concludersi con la celebrazione del Cinquantennio di quella Consacrazione.

E’ chiaro che non ci interessa tanto “celebrare” una avvenimento passato e forse irripetibile in quella forma, ma piuttosto rinnovare in forme attuali e largamente condivise nelle famiglie quella preghiera mariana a cui il Papa ci invita e alla quale, come abbiamo visto, i nostri padri sono sempre stati fedeli in varie forme storiche.

Io propongo che le Parrocchie di Vimercate e le altre realtà ecclesiali della Città (Rettoria dell’Ospedale, Conventi dei Cappuccini e delle Canossiane), si esprimano entro la metà di gennaio sulla loro adesione in linea di principio a questa mia proposta; in caso positivo si potrà elaborare insieme e in tempi brevi un programma comune fondamentale, che poi ogni Parrocchia e Comunità potrà modulare a misura delle proprie esigenze.

La Beata Vergine Immacolata, che onoreremo tra pochi giorni, ci aiuti a crescere insieme nella preghiera sul suo esempio e a camminare verso Gesù, guidati da Lei.
E intanto auguro a tutti voi Parrocchiani di S. Stefano e Fedeli di Vimercate, come anche alle Comunità Religiose della Città, un Santo Natale e un Felice Anno Nuovo.

Don Giuseppe Ponzini
Parroco di S. Stefano

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