Così io... così anche voi
AMICO, NON ENTRARE
SENZA DESIDERIO

 

 

Aver cura di se stessi significa anche avere cura dei propri desideri:

– UN UOMO DAI DESIDERI PICCINI INFATTI È UN UOMO PICCOLO;
– ED UN UOMO DAI DESIDERI GRANDI È UN GRANDE UOMO!

Nell’educazione cristiana di noi stessi e dei nostri giovani

È allora oggi quanto mai necessaria quest’opera di educazione, di dilatazione, di purificazione, di guida, di accompagnamento dei desideri interiori, degli orientamenti spirituali profondi.

Nella convinzione che ancora oggi la Pazienza, la Fantasia, l’Onnipotenza di Dio è capace di seminare nei nostri sogni i Suoi Sogni,
– NEI NOSTRI DESIDERI I SUOI DESIDERI;
– NEI NOSTRI PROGETTI I SUOI PROGETTI.
E’ infatti dal di dentro, “dalla pienezza del cuore” che si ode la Voce di Dio!

Educare i desideri è dunque una delle sfide della Pastorale giovanile oggi

Soprattutto ed innanzitutto
Il desiderio di essere felici,
il desiderio di amare, di ricevere e donare amore.

IL DESIDERIO DI ESSERE FELICI

Ci sono; esisto; sono nato; penso; provo sentimenti; ragiono; amo; mangio; dormo; sono attraversato da gioie e paure ...

Ergo sum: dunque ci sono!

Potevo non esserci; e un giorno non ci sarò: ma ora ci sono!
Non l’ho chiesta io la vita: mi è stata donata, regalata.
Qualcuno mi ha voluto, pensato, desiderato, creato.
Attraverso l’amore umano di mamma e papà Dio mi ha creato.

A cosa serve la vita?

Qual è il Sogno di Dio sulla mia vita?
Perché mi ha messo al mondo?
Il progetto di Dio sull’uomo è la libertà e la felicità.
Dio ha seminato in me questa responsabilità della libertà e questo desiderio della felicità.
Giovani che vogliono fare sul serio con la vita, che desiderano essere felici.
Gente che si vuole realizzare facendo della propria vita qualcosa di bello, di grande, di significativo.
Che vuole fare della propria vita un’opera d’arte, un capolavoro!

I migliori infatti fanno progressi,
ma solo gli artisti fanno capolavori.

La felicità non è questione di facilità

è almeno questione
– DI “VERITÀ” (ESSERE SE STESSI; FARE CIÒ PER CUI SIAMO STATI CREATI;
– DI “AUTENTICITÀ” ESPRIMERE SEMPRE IL MEGLIO DI SÉ, FARE SUL SERIO CON LA VITA);
– DI “RELAZIONE” (AVERE UN BUON RAPPORTO CON SE STESSI, CON GLI ALTRI, CON DIO).

Non è infatti il piacere a dare qualità alla relazione,
ma è la qualità della relazione a dare piacere.

Siamo fortunati: ci hanno raccontato di Gesù!
Abbiamo incontrato il Signore!
Questo nostro desiderio di vita, di felicità ha incontrato.
La vita, la beatitudine, le Parole, le proposte, lo stile, i consigli di Gesù.
E’ Lui l’Artista!
Che non ha modellato la creta, il marmo, il legno; ma che ha dato forma alla carne, all’umano... all’uomo!

Il desiderio di essere felici diventa allora scelta:

– LA SCELTA DI ASCOLTARE IL MAESTRO,
– DI SEGUIRE IL SIGNORE,
– DI VIVERE COME LUI HA VISSUTO,
– DI AMARE COME LUI HA AMATO.
VIVERE COME GESU’ E’ LA NOSTRA VOCAZIONE:
è la “strada” per essere felici e per andare in Paradiso.

IL DESIDERIO DI AMARE

Siamo nati da un gesto di amore; creati per amare

A cosa serve la vita? La vita serve per amare!
L’Amore darà felicità alla nostra vita;
l’Amore ci porterà in Paradiso.
Quando c’è Amore la vita è già un Paradiso; e quando non c’è Amore la vita è già un inferno.
Dove c’è Amore lì c’è Dio!

Ma cosa significa amare?

Oggi l’Amore sembra in crisi.
Oggi è evidente a tutti la grande difficoltà e povertà affettiva dell’umanità.
Oggi è diventato difficile fare ciò per cui siamo stati creati; è diventata difficile la cosa più semplice e naturale: innamorarsi, sposarsi, restare fedeli, diventare genitori, educare i figli ...

“L’Amore è tra i grandi malati del nostro tempo.
Stiamo diventando superficiali, indifferenti, competitivi, aggressivi... a scapito dell’affettività e dell’emotività.
L’amore e il voler bene vengono banalizzati dalla televisione, strumentalizzati dal commercio, sviliti dal consumismo.
Ai tradizionali punti di riferimento, in passato persino troppo rigidi, abbiamo sostituito la leggerezza e l'effimero anche nei sentimenti. Coppie in crisi, crescita del numero dei singles e dei separati; aumenti di casi di violenza... Tutti sintomi che, ogni giorno, la società rivela e la cronaca ripropone”. (GIACOMO DACQUINO)

E poi, senza retorica ed ingenuità, ci domandiamo: la grande e rivendicata libertà sessuale di oggi ha saputo generare equilibri affettivi?
Qualche psicologo e sociologo ammette pubblicamente che oggi l’orgasmo sessuale è rimasto in troppi giovani l’unica emozione forte fruibile.
E poi ... se guardiamo con onestà a noi stessi ed alle nostre avventure sentimentali: quanti pasticci, quante debolezze, quanti tradimenti, quanta fragilità; quanto narcisismo, egoismo, solitudine.
Davvero il cuore è malato!

Eppure amare deve essere ancora possibile!
Amare è l’origine; il senso; la strada, il destino.
Amare è ciò per cui siamo stati creati.

Amare è un arte da imparare: un vero e proprio lavoro.

C’è una proposta bella, affascinante, positiva

Quella di Gesù e del Vangelo!
E’ sempre Lui, l’Artista, che ci insegna l’arte; l’arte di Amare.
E’ proprio bella la proposta cristiana sull’affettività e la sessualità:
– PARLA DI DONO, DI OBLATIVITÀ;
– PARLA DI SERVIZIO, DI GRATUITÀ, DI FEDELTÀ, DI CUORE PURO;
– PARLA DI GESTI E DI SIGNIFICATO DEI GESTI;
– PARLA DI PRESENTE E DI FUTURO, DI PROGETTUALITÀ;
– PARLA DI TERRA E DI SOFFIO, DI UNA TERRA IN DIRETTO CONTATTO CON IL CIELO.

“Come io vi ho amato,
così anche voi amatevi gli uni gli altri”
(Giovanni 13,34)

Innanzitutto “come io”
C’è un Amore che precede;
c’è un modello; un’esemplarità.
L’esemplarità affettiva di Gesù.
Imparare ad amare per un cristiano significa innanzitutto la scelta di “contemplare” l’amore di Gesù
per vedere e capire come Lui ha scelto di amare:
l’amore come prossimità (Lc 24,13-35),
come compassione (Mc 6,30-44),
come cura (guarigioni),
come servizio (Gv 13,1-20),
come dono di sé (Gv 19,25-30),
come misericordia (Lc 7,36-50)...

E poi “così anche voi”
La scelta di provare ad imparare ad amare a cristiani, da discepoli del Signore, come ha amato Gesù.
Confrontandosi coi temi esigenti della qualità umana personale, della maturità psico-affettiva oggi, della corporeità, della sessualità...
Ad amare infatti si impara da giovani!

Alla sera della vita saremo giudicati sull’Amore.

“Quando noi raggiungiamo l’Amore,
noi raggiungiamo Dio;
la nostra strada è finita
e noi abbiamo attraversato il mare
fino all’Isola che è oltre il mondo” (John Taverner)

L’Amore è il criterio ultimo di appartenenza al Signore,
di discepolato,
quindi di Salvezza.

“Amerai! Fa’ questo e vivrai!”
(Lc 10)

don Vittorio de’ Paoli

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