Anche
in oratorio abbiamo cercato di prendere sul serio l'invito del Vangelo a "convertirci
e a credere al Vangelo": approfittando della grande occasione del
tempo forte liturgico della Quaresima, le proposte sono state molte e molto
ricche, tutte affidate alla libertà ed alla coscienza dei singoli ragazzi,
adolescenti, giovani, educatori e genitori. In alcuni, come sempre e come
è normale e prevedibile, la risposta è stata generosa, in altri
tiepida, in altri addirittura totalmente assente.
Nel nostro attuale contesto culturale e sociale l'egoismo ed il narcisismo
aumentano e dilagano pericolosamente, minando ed uccidendo alla radice la
possibilità dell'amare e del voler bene: "ad un'infanzia corta
corrisponde ormai un'adolescenza lunghissima, interminabile, che favorisce
le degenerazioni patologiche dell'amore per se stessi".
In questo contesto di pericolosa invadenza pervasiva e menzognera dell'io,
noi cristiani ci affidiamo ad una Parola e ad una Grazia che davvero ci salva
e ci fa risorgere: invitandoci a "rinnegare noi stessi", ci chiama
a "seguire" una croce, a ritornare "alla scuola" di un
Crocefisso, per imparare l'arte difficile e sinfonica del dono di noi stessi,
del servizio, dell'amore. Questa Parola e questa Grazia è Gesù!
E' una vera fortuna averLo incontrato! E' una vera fortuna averne sentito
parlare! E' una vera fortuna tentare di seguirlo da discepoli umili e fiduciosi!
Lo slogan semplice ed efficace, usato con i più piccoli in oratorio,
tutto giocato intorno alla "musica" dell'asino (io, io, io ...iò,
iò, iò!), che ci ha introdotto al cammino quaresimale è
stato: "dal raglio dell'io all'invocazione di Dio!".
Gli ingredienti di questo nostro quaresimale camminare verso Pasqua sono stati
davvero tanti: il Ritiro Spirituale per gli adolescenti, i 18enni, i giovani
con don Severino Pagani; gli incontri per le giovani coppie e le giovani famiglie;
la Scuola della Parola;
gli Esercizi Spirituali Parrocchiali sui Sacramenti; gli incontri formativi
sul discernimento degli spiriti e sulle fasi psicologiche e spirituali dell'innamoramento;
la preghiera della domenica pomeriggio; i vesperi della domenica sera; il
gesto caritativo presentato e consigliato da Madre Maria per le opere Canossiane;
le domeniche insieme, davvero partecipatissime, che hanno ancora una volta
saputo riempire di vita il nostro Centro Giovanile alla domenica, tutte le
domeniche; gli incontri di catechesi e di introduzione alla partecipazione
alla S. Messa per i bimbi più piccoli di I e II elementare; le preghiere
di Taizè; gli incontri per i genitori alla domenica pomeriggio, tutti,
tutte le domeniche molto frequentati e partecipati; I'iniziativa della "biro
magica", offerta di uno strumento e di un metodo per insegnare a "colorare
il Vangelo", a farlo parlare, ad interpretarlo in modo attivo e da protagonisti;
i lab-oratori della maglietta "Se lo dici Tu" ... Insomma chi aveva
"fame" e ha "voluto mangiare" ha trovato una tavola imbandita!
Una semina generosa... Chi ha desiderato di prendere un poco più sul
serio Dio e la vita cristiana è stato davvero molto aiutato a farlo,
con il regalo di molte occasioni spirituali.
Un canto, in particolare, ha collegato tutte queste iniziative, facendo da
"filo rosso" per tutta la Quaresima oratoriana: un canto che ormai
i ragazzi in oratorio cantano bene e volentieri. "Ho incontrato Te Gesù
e ogni cosa in me è cambiata; tutta la mia vita ora Ti appartiene;
tutto il mio passato io lo affido a Te, Gesù Re di Gloria, mio Signor.
Tutto in Te riposa, la mia mente e il mio cuore, trova pace in Te Signor,
Tu mi dai la gioia; voglio stare insieme a Te, non lasciarTi mai, Gesù
Re di Gloria mio Signor. DAL TUO AMORE CHI MI SEPARERA'? SULLA CROCE HAI
DATO LA VITA PER ME! UNA CORONA DI GLORIA MI DARAI, QUANDO UN GlORNO TI VEDRO'.
IO TI ASPETTO MIO SIGNORE, MIO RE." Si tratta di un canto molto bello
ispirato ad un brano bellissimo della lettera di San Paolo Apostolo ai Romani
(8,31-39). Invito a contemplare la croce: Gesù è vissuto ed
è morto per noi sulla croce, per amore. A questo Amore affidiamo la
nostra vita, nella certezza di non restare delusi: come diceva San Francesco,
"un grappolo d'uva e una fonte chiara non mancherà!". Da
questo Amore forte nessuno ci può portare via: siamo in mani davvero
sicure.
Don Vittorio
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