Da
alcuni mesi anche per "colpa" del presidente di Azione Cattolica
(AC) Ernesto Tortora sono ritornato, attivamente, al suo interno come Responsabile
degli Adulti.
Da una parte mi sono rivisto e risentito giovane, quando da ragazzo, a Lodi,
muovevo i primi passi verso una fede più consapevole e meditata, dall'altra
mi sono convinto, che al di là del tempo che inevitabilmente trascorre,
gli ideali dell'associazione rimangono intatti e vitali, incarnati, comunque
in persone che, con occhi rivolti al futuro, ricercano nell'oggi i segni dell'Amore
di Dio che costantemente riversa all'uomo spesso ignaro e distratto. Mi
ha, altresì, colpito la urgente convinzione di cercare, sempre di più,
l'essenziale e maturare atteggiamenti di più severa accettazione di
sé e degli altri in uno sforzo di comunione autentica con gli altri.
Devo dire che - al di là delle paure covate dentro di me - ho trovato
un clima di accettazione e di fraternità, favorevole alla riflessione
e all'approfondimento, di reale condivisione dei problemi della comunità
e della chiesa vimercatese, un comune sentire la vita come un incerto, travagliato
viaggio verso la casa del Padre e come tale aperto alla Speranza che tutto
ha un senso.
Due sono gli obiettivi prioritari dell'AC che colgo dal documento della C.E.I.:
"Ai laici in particolare spetta il compito non solo di leggere nella
fede e sostenere con sapienza il cammino della comunità, ma di dare
vita a forme inedite di comunicazione e di educazione alla fede. L'Azione
Cattolica, come associazione di laici, nella comune appartenenza ecclesiale
e nella diversità generazionale, costituisce uno dei luoghi che consente
di realizzare questo compito, così che il Vangelo di Gesù giunga
alle donne e agli uomini di oggi come luce di speranza".
In questo ambito noi persone di azione cattolica ci impegniamo a mettere a
disposizione della Chiesa la nostra esperienza di Cristiani nel mondo,
con amore e cuore di figli, perché la Chiesa possa arricchirsi nella
sua azione pastorale del pensiero e del lavoro di coloro che conoscono i problemi
della vita quotidiana: della famiglia, della politica, del lavoro, delle relazioni
sociali, che conoscono le domande profonde di tante persone anche non credenti
con cui condividono la vita di ogni giorno.
Per questo mi sento veramente aperto e desideroso di intessere, con tutti
coloro che lo vogliano, un dialogo reale e fraterno che "ci metta in
ascolto" delle necessità delle persone ma che, soprattutto nell'Ascolto
costante di Dio - Parola spezzata vinca le nostre ansie, paure, incertezze
e apra davvero il nostro cuore alla Verità e alla luce che nelle più
dure vicende esistenziali e nelle croci più o meno pesanti che sono
dentro di noi.
Sogno un piccolo gregge di persone che - al di là delle comuni diversità
- siano veramente fratelli e lo possano dire non solo con la parola "Padre
nostro".
Ringrazio quanti hanno collaborato in questi mesi per farmi sentire a "casa",
il Presidente dell'Associazione per la fiducia che in me ha riposto, il Parroco
che ha sostenuto e sostiene la nostra Associazione con cuore di Padre e con
i suoi profondi ed intelligenti interventi e mi scuso se non sempre posso
essere all'altezza della nostra comune vocazione a diventare cittadini del
Cielo.
Aldo Timolati
![]() |
![]() |
||
![]() |
|||
![]() |
|||
![]() |
|||