GENNAIO 2001:
tema: La Banca etica

Sommario

- la parola del parroco

- la scuola della parola

- la sagra di S. Antonio

- la posta di Parola Amica

- Santa Messa per la vita

IL TEMA: Banca Popolare Etica:

informazioni
introduzione
finanziamenti
l’idea
dati
principi
forma giuridica
struttura operativa
impieghi
istruttoria

- l’Altare dei Magi

- Sapere Aude

- settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

- calendario parrocchiale

- consiglio pastorale

- consultorio familiare

- pellegrinaggio parrocchiale a Compostela

- il nido del Gabbiano

- Centro Aiuto alla Vita

 


La parola del Parroco
ACCOMPAGNARE LA VITA QUOTIDIANA
DELLE NOSTRE FAMIGLIE

Carissimi Parrocchiani,
come i Magi i quali "al vedere la stella provarono una grandissima gioia" (Mt. 2,10), così anche noi illuminati in questo Anno Giubilare dallo splendore del mistero di Cristo celebrato in modo straordinario dalla Chiesa, iniziamo il Terzo Millennio portando nel nostro cuore una gioia nuova e una speranza più forte. Di questo noi sacerdoti ci siamo accorti dal clima più partecipe che abbiamo trovato durante la visita alle famiglie per la benedizione natalizia: mentre spesso negli anni scorsi era soltanto una persona che accoglieva il sacerdote e pregava con lui, quest’anno quasi sempre tutti i familiari presenti si riunivano in preghiera. La preghiera è più stimata e desiderata.
Si tratta ora di far continuare questo clima e di illuminare le nostre famiglie con la luce e la gioia di Cristo, accompagnandole quasi nel loro cammino certo non facile. E’ un’attenzione suggerita anche dalla Diocesi per questo anno post-giubilare: infatti un’indicazione pastorale per questo anno 2000-2001 è quella di "accompagnare la vita quotidiana" dei fedeli con una "rinnovata pastorale ordinaria" che sia "caratterizzata da una più incisiva e convinta attenzione al vissuto concreto dei singoli" e delle comunità (cfr. "Diocesi insieme", n. 8/2000, pag.3).
Per questo, grazie anche al numero sufficiente di sacerdoti presenti in Parrocchia, continuiamo in modo convinto e capillare a visitare tutte le famiglie e i luoghi di lavoro ogni anno per la benedizione natalizia, perché non c’è come visitare, parlare e pregare con tutti per dare un segnale di attenzione e di accompagnamento e per rendersi conto di ciò che avviene sul territorio e nella comunità.
ln questa attenzione alla vita quotidiana della gente, la Diocesi ha consigliato di partire da questi quattro settori fondamentali e significativi: la famiglia, la scuola, il lavoro, il tempo libero. Sono i quattro ambiti in cui si esprime principalmente la vita quotidiana della gente e in cui si evolve anche il costume, si pongono i probemi, si costruisce il futuro. A livello decanale si è deciso di privilegiare tra questi quattro settori quello fondamentale della famiglia, sia perché basato su un sacramento, sia perché riguarda i fedeli di tutte le età e può coinvolgere la collaborazione di molte persone.
Già in questo mese di gennaio abbiamo diverse occasioni favorevoli e significative per esprimere tutti insieme la nostra riconoscenza per i molti doni ricevuti nel Giubileo e la nostra concreta attenzione alla vita quotidiana delle famiglie:
– al mattino della Solennità dell’Epifania alla Messa delle ore 10, invitiamo tutti coloro che hanno partecipato ai Pellegrinaggi Giubilari sia parrocchiali sia di altro genere, per esprimere a Dio la lode e il ringraziamento per la indulgenza giubilare e tutti gli altri doni di fede e di comunione che il Giubileo ci ha elargito e per proclamare che in questi doni anche per noi "è apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini" (Tit. 2,11) e la vogliamo comunicare ai nostri fratelli. Sarà una celebrazione gioiosa e molto solenne, alla quale invito tutti coloro che sono stati "pellegrini", non solo a Roma, ma anche a Monza o in altre chiese giubilari;
– nel pomeriggio dell’Epifania la tradizionale Preghiera e Bacio a Gesù Bambino assumerà un particolare significato, perché concluderà l’esposizione del Bambino Gesù che durante tutto l’Anno Giubilare ci ha ricordato che celebravamo i 2000 Anni della nascita di quel Bambino;
– la sera del 15 gennaio inizierà il nostro primo Corso Fidanzati del 2001. Sono più di vent’anni che nella nostra Parrocchia si tengono i Corsi per i Fidanzati in preparazione al Matrimonio cristiano, se ne pubblica sempre il programma, se ne dà avviso in chiesa, ma la comunità parrocchiale non è profondamente partecipe dell’importanza di questi Corsi, che invece dovrebbero richiamare la preghiera e la simpatia di tutti i parrocchiani verso quei giovani che si avviano al grande impegno del matrimonio e lo vogliono fare con una seria preparazione. Davvero li dobbiamo "accompagnare" con tanta preghiera e tanta cordiale simpatia;
– la mattina di sabato 27 gennaio il Consultorio Familiare del nostro Decanato invita genitori, fidanzati e operatori sociali e pastorali dell’area della famiglia al Convegno "Genitorialità e generatività", ormai il terzo dei Convegni che il CEAF organizza annualmente alla vigilia della Festa della Famiglia;
– appunto la Festa della Famiglia, che tutta la nostra Diocesi celebra domenica 24 gennaio invita anche la nostra comunità parrocchiale a iniziare questo anno 2001 con una più ampia attenzione ai problemi delle famiglie, tenendo presente che la vita coniugale e familiare è la più diffusa "vocazione" che il Signore propone ai suoi fedeli, confermandola con il sacramento del matrimonio perché raggiungano la propria santificazione. A questo riguardo invito quest’anno le persone che sostano in adorazione eucaristica nella chiesetta di S. Antonio a pregare non solo per le vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie, ma anche perché gli sposi siano aiutati a vivere cristianamente la loro vocazione coniugale.
Tutta questa tematica sarà ripresa dal Consiglio Pastorale Decanale nella sua seduta del 4 gennaio, dedicata appunto al tema: "Accompagnare la vita quotidiana: la famiglia". Mi auguro che in quella occasione il Consiglio sappia veramente fare una sintesi che sia aderente alla nostra situazione locale e alle nostre esigenze, indicando alcuni obiettivi concreti su cui far convergere l’impegno convinto del clero e delle comunità parrocchiali.
La Madonna, che recentemente il Papa ha insignito del titolo di "Regina della Famiglia", inserendolo nelle Litanie, ci guidi e ci aiuti.
Vostro
Don Giuseppe

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Scuola della Parola Giovani 2000/2001


"Mio Signore e Mio Dio!"
"La Sete e la Sorgente"
"Se ho sete c’è l’acqua, se ho l’occhio c’è la luce.
La mia sete non crea la sorgente, né il mio occhio il sole.
Dio ha creato l’una e l’altra cosa insieme,
coniugandole nella Sua sapiente carità:
la sete e la sorgente, l’occhio e la luce, il cuore e l’amore.
Se così non fosse avrebbe ragione lo stolto a dire
"Dio non c’è".
Sono sempre due ad aspettare:
la sete e la sorgente, l’occhio e la luce, il cuore e l’amore"
(don Primo Mazzolari in Zaccheo)
La Scuola della Parola è un’iniziativa che si svolge nella nostra diocesi da circa quindici anni.
Entro le coordinate stimolanti e profetiche di questo progetto diocesano (e in accordo esplicito con i responsabili centrali della Pastorale Giovanile) tre riflessioni ci hanno comunque portato a tentare di sperimentare, nel nostro decanato, una formula di Scuola della Parola nuova rispetto a quella classica sopra descritta (che, peraltro, anche a livello diocesano quest’anno subirà delle modifiche).
Queste, in breve, le tre riflessioni:
1.A seguito della proposta del Papa, ci è piaciuta l’idea di individuare proprio nell’ambito del rapporto con la Parola di Dio il nostro laboratorio ove "s’incontrano Dio e l’uomo". Ecco il perché della scelta, accanto a mio Signore e mio Dio!, di un titolo che esemplificasse bene le caratteristiche di questo incontro: "la sete e la sorgente" (P. Mazzolari in "Zaccheo").
2.Ultimamente la Scuola della Parola correva il rischio di essere un itinerario durante il quale mancavano vere e proprie indicazioni su un metodo per accostare la Scrittura ed imparare a pregarLa. Si trattava, magari, di bei momenti di preghiera, ma, ci siamo chiesti (senza pretendere, ovviamente, di voler entrare nella coscienza dei singoli!), quanti si siano effettivamente appropriati del metodo che si voleva insegnare... L’impressione era che l’apprezzamento dei partecipanti fosse più per la qualità del commento fatto al testo (che è comunque fondamentale) che non per la resa a livello "didattico".
3.Ci è piaciuta l’idea di provare a proporre metodi diversi di lettura del testo evangelico, anche per andare incontro alle diverse sensibilità che caratterizzano i giovani oggi. Ci è dunque sembrato utile attingere alle fonti dirette di quelle esperienze e tradizioni che, in campo scritturistico, detengono preziose ricchezze. Ecco il perché di cinque incontri che vedranno, rispettivamente, l’intervento di un padre francescano, che introdurrà a una Lettura "francescana" - la santità come esegesi vivente della Parola; un laico consacrato, ci proporrà, sempre nel rispetto del testo biblico, una lettura che parte dalle suggestioni che giungono dalla vita quotidiana (Lettura esistenziale - la vita interroga la Parola); un sacerdote, biblista ed esperto di ebraismo, che ci guiderà nell’incontro con la Parola a partire dalla tradizione ebraica e dall’importanza che essa assegna al Primo Testamento (Lettura "ebraica" - la Parola letta nel solco della Torah vivente); un monaco (o una monaca), dal quale ricevere indicazioni sulla modalità più propriamente monastica di fare "lectio" (Lettura monastica - la Parola, esperienza del cuore di Dio); da ultimo, un altro sacerdote, padre spirituale del quadriennio teologico presso il seminario arcivescovile di Venegono Inf., col quale accostare la Parola a partire da una dimensione specificamente vocazionale (Lettura vocazionale: nella Parola attraverso la porte del desiderio).
Il tema scelto ("La sete e la sorgente"), come già accennato, allude anzitutto all’incontro tra Dio e l’uomo, ma anche alla dinamica interiore che spinge e anima nella preghiera e al legame che unisce il discepolo al Maestro: la sequela.
Sono volutamente testi CONOSCIUTI: è, infatti, importante che ci si renda conto che la lectio non è un modo di studiare la Scrittura o un metodo utile per svelare i segreti dei testi un po’ più difficili e meno noti. Essa è il luogo di un incontro personale con la Parola che è sempre nuova a prescindere dalle innumerevoli volte in cui la si è sentita e letta o dalla conoscenza che si presume di averne; essa è il luogo "principe" nel quale far capire ai giovani che è possibile far incontrare la loro voglia di vita con le promesse grandi del Vangelo.
Consci della impossibilità che un giovane si appropri effettivamente di un metodo di preghiera (tanto più nel caso della lectio!) in un solo incontro, l’idea è dunque quella di sottoporre, come già detto, diversi stimoli semplici che possano spingere i singoli ad approfondirne almeno uno. Questo è il motivo per cui abbiamo chiesto ai relatori due attenzioni in questa direzione precisa: la prima riguarda l’utilizzo del tempo di spiegazione del metodo: è importante che, di quest’ultimo, si riesca a definire bene il proprium e le caratteristiche peculiari oltre che gli aspetti più "tecnici". La seconda attenzione riguarda la stesura di un foglio (che verrà distribuito a tutti i presenti al termine dell’incontro, in uscita) sul quale compariranno:
-indicazioni bibliografiche di testi dei quali un giovane si possa avvalere per approfondire la conoscenza e l’applicazione del metodo (livello personale);
-nominativi di persone o comunità presso le quali sia possibile che un giovane approfondisca la conoscenza del metodo e del carisma religioso dal quale è scaturito e coltivato (livello vocazionale).
-segnalazione di itinerari, corsi, esperienze grazie alle quali poter più sistematicamente accostarsi ed appropriarsi del metodo (livello comunitario).
Per inventare occasioni personali di ripresa delle meditazioni offerte e per creare luoghi di comunicazione e di dialogo sull’esperienza spirituale vissuta nella scuola della parola giovani decanale, prossimamente verrà attivato un sito internet (www.iqt.it) sul quale si potranno trovare le trascrizioni degli interventi dei relatori invitati e fin da ora sono a disposizione due indirizzi di posta elettronica per far giungere tramite e-mail domande, impressioni, richieste, suggerimenti, risonanze personali e spirituali, riflessioni (depadonvi@tiscalinet.it e gioagostini@tin.it).
A tutta la comunità cristiana affidiamo il compito di seguire i propri giovani con la stima e la preghiera, perché la loro "sete" possa incontrare la vera "sorgente".
don Vittorio de’ Paoli

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Sagra Sant’Antonio 2001


Programma delle manifestazioni

Giovedì 11 gennaio 2001
ore 20.30 Inaugurazione Sagra 2001
S. Messa in Sant’Antonio con la presenza delle autorità cittadine ed un invito particolare a tutti i cittadini di nome Antonio, Antonia ecc.
Momento di incontro con tortelli e vin brulé.

venerdì 12 gennaio 2001
ore 21.00 Concerto di S. Antonio organizzato dal Rotary Club Vimercate Brianza Est presso l’auditorium della Biblioteca Comunale.
sabato 13 gennaio 2001
ore 9.00 Vendita tortelli in Via Cavour, 51 ed esposizione quadri Artisti della Brianza.
ore 10.00 Allestimento mostre, stands, botteghe, luoghi di esibizione ecc. a cura delle Associazioni partecipanti.
ore 11.00 Esposizione opere concorso di pittura presso la sede del C.A.I. con seggio per la votazione della giuria popolare. Animazione con artisti di strada.
Esibizione di Free Climbing in piazza Roma, Arcieri al paro Trotti. Go-kart in piazza S. Stefano. Esposizione moto d’epoca in Piazza Roma.
ore 16.00 Sfilata della fanfara dei bersaglieri.
ore 21.00 I nostri cantastori presso l’Auditorium del Centro Omnicomprensivo.

domenica 14 gennaio 2001
ore 10.00 Riapertura stands, mostre e concorsi. Sfilata di carrozze e cavalli (condizioni del tempo permettendo).
dalle ore 14.00 Esibizione artisti di strada (giocolieri e mangiafuoco), arcieri, free climbing e go-kart.
Esposizione disegni dei ragazzi delle scuole e quadri del concorso di pittura con seggio per votazione popolare. Esposizione moto d’epoca.
ore 15.00 Esibizione automodelli radio comandati in Piazza Castellana.
ore 16.00 Tombolata gigante in piazza Roma a cura degli oratori Vimercatesi.
ore 21.00 Concerto di polifonia sacra presso il Santuario della Beata Vergine del Rosario.

marcoledì 17 gennaio 2001
ore 9.30 S. Messa solenne nella Chiesa di S. Antonio.
ore 15.00 Benedizione con la reliquia del Santo nella chiesa di S. Antonio.
ore 20.00 Motofiaccolata.
ore 20.30 Estrazione biglietti della sottoscrizione a premi e premiazioni concorsi pittori e disegni ragazzi delle scuole.
Saluto del Sindaco e intervento del corpo civico musicale, in piazza Roma.
ore 21.30 Sfilata e accensione falò, da parte del Sindaco, presso il ponte di San Rocco.

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La posta di "Parola Amica"


Desidero esprimere la mia opinione sulla questione "Cristianesimo e Islam in Italia" proposta dal vostro giornale per il mese di dicembre.
Credo che i punti di vista dei Cardinali Martini e Biffi siano sostanzialmente identici salvo indicazioni di comportamento più precise da parte di Biffi, essendo egli intervenuto quando la questione Islam in Italia era diventata più pressante.
Oggi possiamo constatare che le indicazioni del Cardinale Martini sono state troppo generiche e non hanno avuto un seguito di applicazione pratica nei Centri di accoglienza cattolici.
Il Cardinale Biffi ha fatto delle precisazioni pratiche che dovrebbero essere trasmesse a tutti gli operatori cattolici che si occupano dell’accoglienza agli stranieri.
Anzitutto Biffi ha precisato che la maggiore responsabilità dell’accoglienza ricade sullo Stato mentre il compito principale di ogni cattolico, pur non rinunciando a soccorrere i nuovi arrivati, rimane la proclamazione del Vangelo.
In secondo luogo dovrebbe essere preparato un documento da fornire ai volontari cattolici, nel quale si precisano i caratteri essenziali della società italiana e le differenze della società islamica.
A questo proposito lo Stato Italiano dovrebbe predisporre leggi che impegnano il cittadino straniero che vuole entrare a far parte della società italiana a rispettare l’ordinamento civile e religioso esistente in Italia, pena l’espulsione.
Non possiamo chiudere gli occhi su quanto sta accadendo ai cattolici in molti paesi mussulmani.
Giustamente il Cardinale Biffi fa rilevare che i mussulmani in Italia non chiederanno nulla finché non saranno preponderanti.
Io stesso ho sentito la reazione di un dirigente mussulmano del territorio di Milano, intervistato dalla nostra televisione in occasione delle dichiarazioni del Cardinale Biffi, parlare di un tentativo di limitare la libertà di culto dei mussulmani. Interpretazione distorta e priva di qualsiasi accenno di rispetto verso l’ordinamento civile e religioso italiano.
E’ necessario non ignorare che un potente mezzo di penetrazione dell’Islam nei territori cattolici è il divieto imposto alle donne a sposare un cristiano. Infatti il risultato è che, al momento di mandare i figli a scuola è solo il marito che può decidere se mandarli alla dottrina cattolica o alla scuola del Corano. Infatti la donna nella società mussulmana non conta nulla.
Sollecito il Consiglio Pastorale a farsi carico del compito di formulare una direttiva da trasmettere a tutti gli operatori cattolici che vengono a contatto con i nuovi immigrati per fornire loro le seguenti informazioni:
- Elementi fondamentali della Rivelazione Cristiana;
- Giustificazione della nostra accoglienza come compimento del mandato del Vangelo;
- Non ammissione della poligamia nel diritto di famiglia;
- Non ammesso il ripudio della moglie da parte del marito senza alcuna giustificazione;
- Diritto della moglie al mantenimento suo e dei figli a carico del marito in caso di separazione;
- Completa separazione del diritto civile da quello religioso (nei paesi mussulmani qualsiasi legge civile che contrasta con il Corano è automaticamente non valida).

Giacomo Magnani
Via Pellizzari, 27/D – Vimercate

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera di un nostro affezionato lettore, che esprime il suo parere sulla questione messa a "Tema" nel numero scorso di Parola Amica. Come redazione ci sembra positivo che il giornale sia anche strumento di circolazione e scambio di idee nella parrocchia.
In merito alle riflessioni proposte, ci sembra essenziale distinguere il compito della Stato e della Chiesa, ambedue interpellati a titolo diverso, dalle nuove questioni e chiamati a non farsi schiacciare dalle emergenze. Mi pare duplice il richiamo dei vescovi: allo Stato chiedono di farsi autore di politiche capaci di costruire integrazione fra le culture, senza dimenticare i problemi giuridici che porta con sé una forte presenza islamica, specialmente per quanto riguarda lo status della donna e della famiglia in genere. Alle comunità cristiane si ricorda il dovere di ogni battezzato di testimoniare coerentemente la propria fede annunciando il Vangelo e praticando la Carità. Lo stesso Papa Giovanni Paolo secondo così si è espresso durante il recente giubileo della diocesi di Milano: "A voi è chiesto di non serrare le porte del vostro cuore a chi vi chiede ospitalità, nella convinzione che l’accoglienza e la testimonianza dell’amore è una via privilegiata per "parlare" di Gesù a coloro che ancora non lo conoscono".
Vangelo e Carità non vanno dunque mai intese come realtà distinte o in qualche maniera concorrenti, piuttosto sono la sintesi del Cristianesimo, che ogni fedele è chiamato ad accogliere e a rispecchiare nelle proprie azioni.
Don Ambrogio Cortesi

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Santa Messa per la vita


presso la Chiesa dell’Ospedale di Vimercate
Da ben 12 anni, da quando il Centro di Aiuto alla Vita di Vimercate è stato costituito, tutte le parrocchie del Decanato celebrano a turno ogni mese una Messa per la Vita:
è un gesto di penitenza e di riparazione della comunità in memoria dei bambini non nati. E’ anche ciò che ha dato vita e sostiene il lavoro del CAV.
Rinvigoriti dagli appelli del Papa a difendere la Vita, che durante quest’anno giubilare ha più volte lanciato a tutti i cristiani, invitiamo tutte le Parrocchie a continuare questo gesto significativo, affinché gli aborti procurati non rimangano un’inutile "strage di Santi Innocenti", ma sia occasione di riflessione e di preghiera. Invitiamo tutti i Parroci a concordare le date con le volontarie per poterle pubblicare sul notiziario ed esporre nella Chiesa dell’Ospedale cosicché chiunque lo desideri possa parteciparvi.
Prossima messe per la vita
11 gennaio 2001 - 8 febbraio 2001 - 1 marzo 2001.
l’interesse più alto è quello di tutti

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Banca Etica popolare
DIAMO CREDITO AL SOCIALE


Informazioni generali:
Piazzetta Forzatè, 2 • 35137 Padova
tel. 0498771166 • fax 049664922
posta@bancaetica.com - www.bancaetica.com
Per operazioni bancarie di risparmio:
Ufficio clienti • tel. 0498771177 • ufficio.clienti@bancaetica.com
Per operazioni bancarie di finanziamento:
Ufficio fidi • tel. 0498771155 • ufficio.fidi@bancaetica.com
Per diventare soci:
Ufficio soci • tel. 0498771188 • ufficio.soci@bancaetica.com
Uffici:
Milano Via Santa Tecla, 5 • 20122 Milano
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Brescia Viale della Stazione, 59 • 25126 Brescia
tel. 0303776102 • fax 0302898582
Roma - Via della Ripetta, 262 • 00186 Roma
tel. 0636006557 • fax 0636088868
Vicenza Corso SS. Felice e Fortunato, 220 • 36100 Vicenza
tel. 0444563761
Punto informativo: Modena Piazza Matteotti, 25 • 44100 Modena
tel. 0
53234472 • fax 0594396203


Il Tema: La Banca Etica


INTRODUZIONE
In un recente incontro del consiglio pastorale parrocchiale sono state presentate l’attività e le finalità della Banca Etica, iniziativa che è stata ritenuta di particolare interesse ed attualità perché espressiva di una visione cristiana del mondo economico. Nella redazione di Parola Amica abbiamo deciso di dare seguito all’incontro del Consiglio Pastorale proponendovi alcune schede informative sulla Banca Etica, forniteci da Barbara Cerizza, nostra parrocchiana e dipendente di questo Istituto.
Ci sembra che la singolarità ed esemplarità di questa banca stia nell’assoluta trasparenza degli investimenti e nel loro controllo che viene esercitato in maniera diretta dal cliente.


I Finanziamenti di Banca Etica
L’erogazione del credito è, per Banca Etica, una delle attività più delicate; nella scelta dei progetti e dei soggetti da finanziare stanno infatti l’essenza e la specificità della banca stessa.
Banca Etica nasce come strumento finanziario per dare credito alle iniziative socio economiche che si muovono nella direzione di un reale sviluppo umano e che dimostrano di produrre un beneficio sociale. Queste esperienze fanno parte, direttamente o indirettamente, di quel movimento che ormai molti chiamano "dell’economia civile". Un movimento che si propone di coniugare, in modo efficace, le esigenze dello sviluppo economico con quelle di una crescita umana e sociale diffusa.
La coerenza, nella pratica quotidiana dell’erogazione dei finanziamenti, con questi principi è la base del rapporto fiduciario tra la Banca e il risparmiatore, che può diventare così soggetto attivo nel sostegno di queste iniziative.
La scelta di individuare determinati settori, verso cui orientare i finanziamenti, risponde all’esigenza di definire, nel modo più oggettivo possibile, gli ambiti in cui, anche statutariamente, il fine dell’organizzazione risulta essere la promozione e/o la tutela di un determinato "bene comune" come, ad esempio, la comunità umana, la natura, la cultura e l’arte, le relazioni tra i popoli del mondo, la giustizia e la pace, la solidarietà. Questa scelta non mette però in discussione il principio che ognuno è responsabile - indipendentemente dal contesto economico sociale in cui si trova ad operare - della realizzazione del bene comune.


L’idea
Qualche anno fa molte organizzazioni del volontariato e della solidarietà sociale, iniziarono ad interrogarsi sul ruolo del denaro, della finanza e dell’impresa. Presero così coscienza di quanto lo sviluppo e il benessere di una collettività fossero in stretto rapporto anche con il denaro e con le attività ad esso collegate. Ci fu allora la consapevolezza che un atteggiamento di distacco da questi mezzi avrebbe potuto definitivamente sancire una delega che avallava un’idea di sviluppo economico non sempre al servizio dell’uomo. Veniva quindi messo in discussione verso quale sviluppo e crescita fossero finalizzate le attività finanziarie. Si sentì allora l’esigenza di una più ampia concezione dello sviluppo umano e sociale, uno sviluppo, cioè, ove la produzione della ricchezza e la sua distribuzione si fondassero sui valori della solidarietà civile piuttosto che sull’imperativo dell’efficienza. Nacque così l’idea di banca etica, una banca intesa come punto di incontro tra risparmiatori che condividevano l’esigenza di una più consapevole e responsabile gestione del proprio denaro, e quelle realtà socio-economiche che avevano come finalità la realizzazione del bene comune.


AGGIORNAMENTO DATI
Situazione al 22/11/2000
N° Soci 18.492
Capitale Sociale L. 18.784.300.000
Raccolta L. 134.588.587.383
N° Affidamenti 610
Totale Finanziamenti L.83.000.000.000

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Principi
I principi fondamentali su cui si basa il progetto Banca Etica sono gli stessi che hanno ispirato il movimento delle Mag (Mutue di Auto-gestione), e sono:
_ la partecipazione dei soci,
_ la possibilità di orientare il proprio risparmio verso progetti con finalità sociali,
_ il sostegno di iniziative socio - economiche senza scopo di lucro,
_ l’uso di garanzie non basate esclusivamente sul patrimonio ma sulla fiducia nelle persone e nei progetti.
La società si propone di gestire le risorse finanziarie di famiglie, donne, uomini, organizzazioni, società di ogni tipo ed enti, orientando i loro risparmi verso le iniziative socio economiche che perseguono finalità sociali e che operano nel pieno rispetto della dignità umana e della natura.
Banca Etica svolgerà inoltre una funzione educativa nei confronti del risparmiatore e del beneficiario del credito, responsabilizzando il primo a conoscere la destinazione e le modalità di impiego del suo denaro e stimolando il secondo a sviluppare con responsabilità progettuale la sua autonomia e capacità imprenditoriale.

Forma giuridica
La Banca Etica è una banca popolare. Questa è la forma giuridica che permette di operare a livello nazionale, tenendo fede ai principi fondanti della cooperazione e della solidarietà. La banca popolare infatti ha caratteristiche che favoriscono l’azionariato diffuso e l’esistenza di processi democratici di decisione e di partecipazione. Con il principio "una testa, un voto" viene sancita la supremazia del socio, in quanto persona, sul capitale finanziario. Solo i soci potranno possedere, vendere, acquistare azioni della banca.
Banca Etica ha ricevuto l’autorizzazione ad operare da parte di Banca d’Italia nel dicembre 1998.

La struttura operativa di Banca Etica
Come indicato all’art.4 dello Statuto, la Banca Popolare Etica (BE) ha per oggetto la raccolta del risparmio e l’esercizio del credito, anche con non soci. BE si differenzia dalle altre banche per: la partecipazione del cliente alle scelte negli investimenti e nello sviluppo della banca stessa.
Prodotti per la raccolta del risparmio
All’atto del deposito il cliente può indicare, se lo vuole, indicare i settori verso cui indirizzare l’impiego del proprio risparmio: cooperazione sociale e volontariato organizzato; associazioni ambientaliste e agricoltura biologica; cooperazione allo sviluppo del terzo mondo; commercio equo e solidale; iniziative culturali. Esiste inoltre la possibilità, per il risparmiatore, di definire il tasso da applicare sul proprio risparmio scegliendolo tra un tasso massimo prefissato dalla banca ed il tasso 0. Il vantaggio in questo caso non è economico ma permette al risparmiatore una maggiore adesione e partecipazione nei progetti finanziati.
Per la raccolta del risparmio la Banca popolare Etica si serve di:
® certificati di deposito,
® obbligazioni,
® libretti di risparmio,
® conti correnti per le persone fisiche e giuridiche

Impieghi
Banca Etica concede credito alle organizzazioni che operano all’interno del terzo settore e dell’economia civile, queste devono essere preferibilmente costituite in forma di cooperativa, associazione, ente, circolo (potranno essere anche società di capitali purché a loro volta controllate da enti non profit), e devono svolgere le loro attività nei seguenti settori:
Cooperazione sociale: reinserimento sociale e lavorativo di soggetti disagiati, cura e prevenzione del disagio, ospitalità, riduzione delle barriere architettoniche e ogni altra iniziativa finalizzata alla rimozione di ostacoli, al miglioramento della qualità della vita di soggetti svantaggiati o bisognosi; produzione di servizi alla persona; attività associative; reintegrazione razziale.
Cooperazione internazionale: sviluppo sociale ed economico delle aree più povere del pianeta, sostegno del commercio equo e solidale; formazione, istruzione ed educazione; promozione della imprenditorialità minore; attività di accoglienza, assistenza e sostegno per immigrati; collaborazione tra organismi di solidarietà del sud e del nord del pianeta.
Ambiente: ricerca, sperimentazione e utilizzo di fonti energetiche alternative e rinnovabili e di tecniche produttive non inquinanti; servizi di smaltimento ecologico rifiutì; servizi di trasporto pubblici e/o collettivi ecologici; utilizzo di processi produttivi e distributivi che comportano un impatto positivo sull’ambiente naturale ed umano; gestione del patrimonio naturale; sviluppo dell’agricoltura biologica e biodinamica; promozione di una cultura e di una sensibilità ecologica.
Cultura e società civile : gestione e tutela del patrimonio artistico e culturale; animazione socio-culturale nelle aree a maggior degrado sociale; sviluppo dell’associazionismo senza scopo dì lucro; sviluppo di iniziative artistiche e culturali associate; accesso alle attività sportive per tutti (con particolare attenzione alla categorie maggiormente disagiate); creazione di occupazione nelle aree più povere; sostegno delle famiglie per l’adozione o l’affidamento di minori; offerte di case o alloggi a soggetti socialmente deboli; promozione del turismo sociale.

Istruttoria
Alla tradizionale istruttoria economica bancaria viene affiancata un’istruttoria etica che si propone di analizzare le conseguenze che le diverse attività possono comportare per lo sviluppo umano, per il bene comune, per l’ambiente naturale. A questo proposito BE si avvale di una analisi sulla responsabilità sociale e ambientale.

Organizzazione territoriale dei soci
La Banca popolare Etica, consapevole dell’importanza della partecipazione del socio, si è dotata di una organizzazione territoriale dei soci i cui obiettivi sono essenzialmente quelli di:
_ creare un legame sempre più forte tra il socio e la banca,
_ facilitare la partecipazione dei soci alla vita della banca, stimolando il dialogo e la circolazione di idee, proposte e critiche,
_ permettere alla banca un contatto reale e immediato con il territorio,
_ sensibilizzare l’opinione pubblica sul risparmio etico,
_ garantire l’informazione e la promozione locale di banca etica,
_ verificare costantemente quanto le attività di banca etica incontrino il consenso delle persone.
Sulla base di queste considerazioni ci si sta avviando verso un progressivo decentramento delle attività finalizzate alla realizzazione degli obiettivi sopra esposti. Tali attività si sviluppano però in un ambito associativo, inteso come punto d’incontro e di partecipazione dei soci alla vita sociale e culturale della banca.

Comitato Etico
Per una migliore garanzie sul perseguimento degli obiettivi etici e sociali che hanno portato alla nascita di Banca Etica e sul suo operato, i soci della banca hanno nominato un Comitato Etico (composto da sette membri: Pia Bruzzichelli, Gianni Caligaris, Grazia Francescato, Eugenio Garavini, Ettore Masina, Don Giuseppe Pasini e Tonino Perna). Ad esso spetta una funzione consultiva e propositiva, affinché la banca si sviluppi nei criteri di eticità.

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L’altare dei Re Magi


La terza cappella sul lato destro del Santuario, fu restaurata tra il 1998 e il 1999, e riportata così ad una completa e rinata bellezza.
L’altare conferisce a tutto l’insieme un segno di particolare piacevolezza. La pala in esso racchiusa ci offre allo sguardo l’Adorazione dei Magi. E’ opera di Carlo Migalli. Esiste nel nostro Archivio il contratto stipulato con il pittore Carlo Migali dai Deputati della Congregazione della Beata Vergine del Rosario il 6 ottobre 1688, a cui segue una ricevuta di pagamento del medesimo pittore in data 8 aprile 1689. Il Migalli, secondo quanto sostiene la dottoressa Simonetta Coppa è un pittore abbastanza sconosciuto, forse però milanese.
Il dipinto rappresenta la scena dell’Adorazione dei Magi in un insieme di personaggi in concitato affollamento. Sulla sinistra di chi guarda è effigiata la Madonna che sostiene il Bambino che sembra voler sfuggire dalle sue braccia, mentre alle sue spalle, in un angolo si scorge S.Giuseppe, quasi sopraffatto dalla figura di un pastore che si protende al di sopra di lui. Due Magi sono ritratti in primo piano inginocchiati; il primo che si è tolto la corona consegnandola ad un servo, ha già presentato la sua offerta, segue il secondo anch’egli in ginocchio. I due Re sono sontuosamente vestiti con manti di stoffe preziose a disegni floreali policromi, tipici della lavorazione secentesca delle sete milanesi. Il terzo Re, il moro, è ancora in piedi dietro i compagni. Quest’ultima figura è stata completamente ridipinta in un precedente intervento restaurativo. Seguono i personaggi che accompagnano i Magi frammisti a qualche pastore. Nella parte alta del dipinto sono presenti angeli osannanti, mentre sul fondo della scena si apre uno scorcio paesaggistico assai luminoso. Questo dipinto, pur non essendo un capolavoro, si rivela essere assai piacevole e dignitoso.
Sul lato frontale dell’altare della Cappella è collocato un paliotto di scagliola che, in basso, porta scritta la data dell’esecuzione "1757 D 10 A (10 agosto 1757). E’ il più bello fra quelli conservati nelle nostre chiese. Un documento conservato nel nostro Archivio fa presume sia stato eseguito da Lorenzo Retti.
Lo schema decorativo del nostro paliotto, delineato su un fondo nero, si svolge all’interno di un’esile cornice a trattato architettonico mistilineo, vivacizzato nella parte superiore del tipico motivo barocchetto detto a "Lambrequin" di derivazione francese. Al centro è dipinta a olio la raffigurazione, racchiusa in una cornice sagomata, dell’Adorazione dei Magi che si ispira al soggetto della pala dell’altare. Ai lati della piccola scena sono raffigurati due vasi fioriti dai particolari assai curati, in cui sono posti dei garofani rossi inframezzati da un mazzolino di mughetti, mentre ai lati esterni sono visibili due uccellini.
Il procedimento tecnico per la realizzazione di un lavoro in scagliola prevedeva una preparazione di base formata da uno strato di gesso grezzo, con o senza rinforzo di incantucciato. Su questa base veniva riportato il disegno dell’ornato, o direttamente sul fondo o su un sottile strato di meschia nera; quindi con ferri appuntiti si incideva e scavava quanto poi doveva essere riempito con gesso diversamente colorato. Concludeva il lavoro con la lucidatura con olio di lino o di noce passato sopra la superficie levigata con pietra pomice.

Maria Corbetta

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Sapere aude - Il coraggio del sapere


"Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. Dopo molto tempo tornò e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti disse: "Signore, mi hai consegnato cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque".
"Bene servo buono e fedele-gli disse il padrone-sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto. Prendi parte alla gioia del tuo padrone". (Mt cap. 25).
Cosa c’entra la parabola dei talenti con una tesi di laurea in economia e commercio? Molto….direi tutto.
Ho studiato teorie economiche e strategie aziendali per anni e ho approfondito i temi della finanza per arrivare a fare una meravigliosa scoperta: tutto quel tempo e quella fatica sono serviti a farmi trovare tra le mani delle conoscenze preziose….insomma dei talenti da mettere a frutto.
Ebbene, il primo passo verso la "fruttificazione" è consistito nello scegliere di trattare una tesi in finanza aziendale che guardasse al mondo dell’economia con occhi rinnovati, attenti ai bisogni della società: ecco il perché del titolo "Il consiglio d’amministrazione nelle organizzazioni nonprofit", ovvero in quelle strutture che perseguono finalità di natura ideale o morale ma non economiche (sto parlando di associazioni, fondazioni, cooperative sociali…).
La questione fondamentale che ho voluto affrontare, riguarda l’esercizio di una costante ed efficace attività di controllo sui managers, cioè su coloro che sono responsabili di gestire un ente nonprofit avendo a disposizione preziose risorse finanziarie. La domanda di fondo è stata questa: come è possibile garantire che tali risorse vengano impiegate non a vantaggio di pochi ma nell’interesse di molti, cioè di tutte quelle persone che traggono benefici diretti e indiretti dalla realizzazione concreta degli obiettivi previsti dallo statuto (pensiamo a chi usufruisce dei servizi erogati dalle cooperative sociali, o allo Stato che trova nel nonprofit un aiuto per soddisfare le necessità della collettività, o a chi dona il proprio denaro a certe strutture non lucrative per il raggiungimento di determinati scopi)?
La risposta è inequivocabile: il consiglio d’amministrazione è l’organo per eccellenza incaricato di sorvegliare il comportamento e l’operato del management mantendolo il più possibile aderente alla cultura di valori che anima l’organizzazione. Lo studio si è focalizzato allora sulla composizione del consiglio d’amministrazione in tre specifiche realtà (associazioni, cooperative sociali e fondazioni) osservate attraverso indagini sul campo e interviste, e sui criteri che possono influenzare la scelta e nomina degli amministratori (professionalità, condivisione di valori, esperienza nel settore, rappresentatività….). Le conclusioni? Molte considerazioni sullo stato di fatto e altrettanti suggerimenti per il futuro. Ma una tesi di ricerca è per definizione uno studio che lascia ampio spazio ad approfondimenti e sviluppi successivi e che offre spunti per altre ricerche: oggi, continuo a lavorare in collaborazione con l’Università Cattolica su questa tematica e sui problemi del finanziamento al terzo settore.
…E poi, spero anch’io un giorno di trovarmi davanti a Dio potendo dire: "Avevo questi pochi talenti e ho cercato di usarli al meglio" sentendomi sussurrare in risposta "prendi parte alla mia gioia, Silvia".

Silvia Calderini

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SETTIMANA DI PREGHIERA
PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI

"Io sono la via, io sono la verità e la vita"
(Giovanni 14, 1-6)
18-25 GENNAIO 2001

LETTURE BIBLICHE PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA
 

PRIMO GIORNO "Non siate tristi" (Gv 14, 1)
Isaia 43, 1-7. 18-19 Costruisco una strada nel deserto
Salmo 43, 1-5 Perché sei così triste, anima mia? Spera in Dio
Atti 18, 8-11 Non temere perché io sono con te. Molti abitanti di questa città appartengono già al mio popolo
Matteo 8, 23-27 Perché avete paura, uomini di poca fede?

SECONDO GIORNO "Credete in Dio" (Gv 14, 1b)
Esodo 3, 6-10 Dio d’Abramo, Dio d’Isacco, Dio di Giacobbe
Salmo 103 Ha rivelato i suoi piani a Mosè
Romani 11, 33-36 Davvero nessuno potrebbe conoscere le tue decisioni né capire le tue vie verso la salvezza
Giovanni 17, 5-8 Io provengo da te

TERZO GIORNO "Abbiate fede anche in me" (Gv 14, 1)
2 Cronache 6, 16-18 Se i tuoi discendenti saranno sempre fedeli alla mia legge
Salmo 114 Quando Israele uscì dall’Egitto
Romani 10, 4-13 Cristo è lo scopo e il compimento della legge di Mosè
Luca 10, 21-24 Nessuno sa chi è il Padre eccetto il Figlio

QUARTO GIORNO "Nella casa del Padre mio c’è molto posto" (Gv 14, 2)
Isaia 60, 4-7 Il tuo popolo si è riunito
Salmo 84 Quanto mi è cara la tua casa
Ebrei 13, 7-14 Ricordatevi di quelli che vi hanno guidati e imitate la loro fede
Giovanni 10, 11-16 Diventeranno un unico gregge con un solo pastore

QUINTO GIORNO "Tornerò e vi prenderò con me" (Gv 14, 3) 
Gioele 3, 1-5 Io manderò il mio Spirito su tutti gli uomini
Salmo 98 Egli viene a governare la terra
Efesini 2, 17-22 Per mezzo di Gesù Cristo noi tutti possiamo presentarci a Dio Padre uniti dallo stesso Spirito Santo
Giovanni 14, 25-31 Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa

SESTO GIORNO "Voi sapete dove io vado e sapete anche la strada" (Gv 14, 4)
Esodo 13, 20-22 Il Signore era davanti a loro
Salmo 25, 1-11 Fammi conoscere le tue vie, Signore
1 Cor 10, 1-13 Dio non permetterà che siate tentati al di là della vostra capacità di resistenza
Marco 8, 34-38 Se qualcuno vuol venire con me, prenda la sua croce e mi segua

SETTIMO GIORNO Come facciamo a sapere la strada? (Gv 14, 5)
2 Re 2, 9-12 Vorrei essere l’erede principale del tuo spirito di profeta
Salmo 130 Spero nel Signore e l’attendo
Filippesi 3, 8-16 Dio vi illuminerà
Giovanni 16, 4-15 Vi guiderà verso tutta la verità

OTTAVO GIORNO Io sono la via, io sono la verità e la vita (Gv 14, 6)
Genesi 33, 1-12 Io ti accompagnerò
Salmo 133 Guarda come è bello e piacevole che i fratelli vivano insieme
Ebrei 10, 19-25 Conserviamo senza incertezza la speranza
Giovanni 17, 20-23 Così il mondo crederà

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Calendario parrocchiale


1 Ottava del Natale
Giornata Mondiale della Pace
Ore 10,00 S. Messa per la Pace
Ore 15,30 Preghiera allo Spirito Santo
6 Epifania del Signore
Ore 10,00 S. Messa Solenne in ringraziamento del Giubileo
Ore 15,00 Benedizione dei Bambini
Corteo dei Magi
Bacio a Gesù Bambino
7 Battesimo di Gesù
Ore 16,00 Celebrazione del Battesimo
9 Ore 21,00 Preparazione Animatori G.d’A.
10 Ore 15 e 21 Corso Biblico a Lesmo
Ore 20,50 Consiglio Pastorale Parrocchiale
11 Ore 20,30 S. Messa Apertura Saga S. Antonio
Ore 20,45 Scuola Parola Giovani
12 Ore 20,45 Scuola Parola Adulti a Ronco
Ore 21,00 Dottrina Sociale: Lavoro e Capitale
14 Prova Pressione
15 Ore 20,45 Inizio Corso Fidanzati
17 Ore 930 S. Messa in S. Antonio
Ore 15,00 Preghiera e Benedizione in S. Antonio
Ore 15 e 21 Corso Biblico a Lesmo
18 Inizio dell’Ottavario Ecumenico
20
Ore 20,30 Incontro Giovani Coppie
21 Ore 16,00 Celebrazione del Battesimo
22 Ore 20,45 Corso Fidanzati
23 Ore 15 e 21 Incontro Gruppi d’Ascolto
24 Ore 15 e 21 Corso Biblico a Lesmo
Ore 20,50 Consiglio Pastorale Decanale
25 Ore 20,45 Corso Fidanzati
26 Ore 21,00 Ricordo di Mons. Enrico Assi
27 Ore 9,30 Convegno Consultorio CEAF
Ore 20,30 Veglia Decanale per la Pace
28 Festa della Famiglia
Ore 8,30 S. Messa Caduti Vimercatesi
Ore 16,00 Azione Cattolica Adulti
29 Ore 20,45 Corso Fidanzati
31 Ore 15 e 21 Corso Biblico a Lesmo

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I LAVORI DEL CONSIGLIO PASTORALE

Il giorno 6 Dicembre si è riunito il Consiglio Pastorale per trattare i seguenti argomenti:
– La comunità parrocchiale: coscienza e gesti; – La liturgia: già e non ancora;
– S. Stefano: facciamo il punto.
Don Vittorio, con un’ampia analisi e con sottolineature interessanti, ha tracciato il volto della nostra comunità che se da una parte può ritenersi soddisfatta per alcune mete raggiunte, deve però continuare il cammino per imparare e crescere sempre più. ("sono contento di oggi, ma domani meglio").
La Chiesa degli apostoli è il punto di riferimento per il nostro cammino, essa rappresenta la concreta traduzione del Vangelo ed è tramite suo che molte persone si sono lasciate condurre dal Signore per le strade del mondo, superando difficoltà di ogni sorta, per annunciare la "buona novella".
Una comunità così orientata loda Dio, è perseverante nell’ascolto della Parola, vive una comunione profonda, è perseverante nella preghiera e nell’Eucaristia.
E’ proprio su questi punti l’invito alla riflessione e al confronto, sicuramente, vista la complessità e l’importanza, non esauribili in una serata.
L’intervento di Don Giuseppe mette a fuoco alcuni strumenti che la nostra Comunità si è data in questo anno giubilare e che meglio ci consentono di sintonizzarci in questa direzione: I’assemblea parrocchiale, gli esercizi spirituali, I’apertura di un centro di ascolto, esperienze che verranno proseguite anche nel prossimo anno.
Don Ambrogio illustra al consiglio quanto la commissione liturgia sta facendo affinché la celebrazione del mistero di Cristo, che si prolunga nel tempo e che si realizza nell’azione liturgica, venga vissuta in maniera sempre più consapevole e attiva da parte dei fedeli.
Una particolare cura e preparazione sarà rivolta alle voci guida. L’accoglienza dei fedeli e la prova dei canti, prima della celebrazione, costituiranno una tappa di questo cammino.
Don Giuseppe informa il Consiglio che l’approvazione del progetto di ristrutturazione del S. Stefano, da parte delle competenti autorità, pur mantenendo la stessa volumetria, richiede alcune modifiche.
Luigia Calderini

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CONSULTORIO FAMILIARE DECANALE
CEAF - VIMERCATE.

INVITA AL CONVEGNO
GENITORIALITA’ E GENERATIVITA’
Sabato 27 gennaio 2001

ore 9.30
Auditorium Biblioteca Civica
P.zza Unità d’ltalia 2/g – Vimercate

SALUTI: Mons. Giuseppe Ponzini- Decano -
Marisa Vergani - Assessore Servizi Sociali Comune di Vimercate
Avv. Gabriele Sponzilli- Direttore CeAF

TAVOLA ROTONDA E DlBATTITO
INTERVERRANNO:
D.ssa Ebe Gatteschi - Ricercatrice di Teologia Fondamentale:
IL FUTURO ALLE SPALLE

D.ssa Annamaria Fumosa - Psicoterapeuta:
GENERARE E GENERARSI

D.ssa Valentina Bossi- Pedagogista Servizio Affidi:
GENITORI Dl CHI?

MODERATRICE: D.ssa Elena Faini - Psicologa

Il Convegno sarà introdotto dalla visione del Film:
"Preferisco il rumore del mare"
Venerdì 26 gennaio ore 20.30 presso la sala del Centro Don Bosco - Oreno
(ingresso gratuito)

TUTTA LA CITTADINANZA È INVITATA
Con il Patrocinio del Comune di Vimercate

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PELLEGRINAGGIO GITA "SANTIAGO DE COMPOSTELA"
BARCELLONA - SARAGOZZA - MADRID – AVILA

Dal 23 al 30 Aprile 2001, 8 giorni Aereo + Autopullman

PROGRAMMA
1° Giorno: In mattinata trasferimento per l’Aeroporto di Milano: volo di linea per Barcellona. Nel pomeriggio visita della Città, Capitale della Catalogna, seconda città e porto della Spagna.
2° Giorno: Al mattino partenza alla volta di Saragozza sostando a Montserrat. Visita del celebre Monastero catalano, meta di pellegrinaggi. Dopo il pranzo proseguimento del viaggio ed arrivo in serata a Saragozza.
3° Giorno: In mattinata funzioni religiose e visita della città sede di un famoso Santuario e di Università, attiva anche di industrie e commerci. Nel pomeriggio partenza per Madrid.
4° Giorno: Mattinata dedicata alla visita della città Capitale della Spagna. Nel pomeriggio escursione a Toledo, città della nuova Castiglia in cima ad un’altura. Rientro a Madrid.
5° Giorno: In mattinata escursione ad El Escorial, cittadina nei dintorni di Madrid. Località di villeggiatura e centro turistico di primo ordine. Il suo grandioso Monastero, l’ottava meraviglia del mondo,è sintesi suprema dello spirito cattolico ed imperiale di Spagna. Proseguimento per Avila, pranzo e visita della città medioevale della vecchia Castiglia, ricca di memoria di santa Teresa di Gesù, la più grande santa di Spagna. Partenza per Puebla de Sanabria con sosta per la visita della città di Salamanca, capitale del Leon.
6° Giorno: Partenza per Santiago de Compostela con sosta per la visita a Leon.
7° Giorno: Intera giornata dedicata alla funzioni religiose e alla visita di questa metropoli religiosa della Spagna, tra i più celebri e frequentati centri della cristianità, meta di pellegrinaggi fìn dal medioevo. Costruita su un’altura, presenta aspetto severo con vie strette a portici e piazzette silenziose, ricca di splendidi e importanti monumenti, sede anche di Università fiorente.
8° Giorno: In mattinata funzioni religiose e attività libere. Nel pomeriggio trasferimento in Aeroporto e partenza per Milano.
Saranno comunicati in seguito ulteriori notizie, comunque rivolgersi in Segreteria parrocchiale.
 

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Il nido del Gabbiano


"Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede".
Una tomba vuota. La storia dell’umanità e la vita stessa di ognuno di noi devono fare i conti con un luogo concreto collocato in un tempo ben preciso: il sepolcro di Gerusalemme dove venne deposto un uomo morto in croce intorno all’anno 780 dalla fondazione di Roma. Tre giorni dopo, quello stesso sepolcro veniva trovato vuoto.
Con questo grande bivio della storia si misura da sempre Vittorio Messori che ha messo il suo fiuto e
la sua curiosità di cronista sulle tracce di Gesù di Nazaret. Strano detective, Messori, impegnato a indagare non la vita di qualche pericoloso delinquente, ma i giorni terreni dell’uomo innocente per definizione, quel Cristo che divide in due il nastro dei secoli e la libertà di ogni persona. Si intitola Dicono che è risorto la sua ultima fatica letteraria pubblicata per i tipi della Sei di Torino, come ideale continuazione di Patì sotto Ponzio Pilato?, il ponderoso volume del 1992 dedicato alla ricostruzione minuziosamente documentata della passione di Gesù. Ora Messori chiude per così dire il cerchio della sua indagine, spostando l’attenzione a ciò che avvenne dopo la morte di Cristo. Come sempre, con rigore, rende ragione della propria fede. "Perché i credenti – come dice Messori stesso – non sono dei creduloni."
Da quel primo straordinario caso letterario che fu nel 1976 Ipotesi su Gesù, Messori non ha più abbandonato quella pista di ricerca: e in ciò è stato bravo giornalista, perché l’unico fatto veramente nuovo della storia è racchiuso in una pietra rotolata e nelle parole di un uomo che si proclama Figlio di Dio, e risorge dai morti. E annuncia la stessa straordinaria notizia a tutti gli uomini: il nostro corpo non morirà per sempre. Ecco perché quella tomba vuota a distanza di duemila anni è ancora il problema dei problemi. È questa la radice della pianta cristiana, al punto che Paolo di Tarso, con la schiettezza dei convertiti illuminati dallo Spirito, non usa mezzi termini: "Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede".
Messori raccoglie tracce, indizi confronta tutte le ipotesi, esamina reperti archeologici, compulsa le fonti disponibili. Alla fine, il libro dimostra che i Vangeli sono assai più credibili, solidi, aderenti alla storia di quanto sostengano certe ideologie. Per questo, Dicono che è risorto si inserisce a pieno titolo fra quelle buone letture vi suggeriamo volentieri.

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Centro aiuto per la vita


Iniziative per
I’anno 2001

4 febbraio 2001
XXIII GIORNATA PER LA VITA
"Ogni figlio è parola"

25 marzo 2001
FESTA DELL’ANNUNCIAZIONE
Veglia di Preghiera per la Vita

In occasione della Festa dell’Annunciazione si celebra, da qualche anno, in tutta Italia la giornata nazionale del nascituro. Il CAV già dall’anno scorso ha aderito a questa iniziativa proponendo a tutte le Parrocchie del Decanato una Veglia di Preghiera per la Vita che vuole diventare un appuntamento annuale. Il programma dettagliato verrà pubblicato sul prossimo numero.


Breve storia del progetto Banca Etica


• Il 22 dicembre 1994, 22 organizzazioni del
non profit stabiliscono di dar vita all’Associazione
Verso la Banca Etica.
• Il 1° giugno 1995 viene costituita la Cooperativa Verso la Banca Etica con l’intento di
costruire una banca vera e propria sotto forma di
banca di credito cooperativo e di promuovere
il messaggio culturale legato alla finanza etica.
Obiettivo: raccogliere 5 miliardi di capitale sociale.
• Nel 1996, a seguito della difficoltà di costituirsi come banca di credito cooperativo, il C.d.A. della cooperativa decide di puntare sul modello di
banca popolare, una banca a interesse nazionale
che richiede un capitale sociale minimo molto più
elevato (12.5 miliardi). Per vincere questa sfida si dà il via ad una più efficace campagna informativa e promozionale, che vede impegnati, in particolare; i soci più coinvolti nell’iniziativa. Nasce così la
rete dei Git (Gruppi di iniziativa territoriale).
• 17 aprile 1998: si raggiungono e si superano i 12,5 miliardi di capitale sociale, richiesti dal
Legislativo n. 385 del 1° settembre 1993, per poter costituire una banca popolare.
• Il 30 maggio 1998 I’Assemblea Straordinaria dei soci, riunitasi a Padova, delibera la trasformazione della Cooperativa Verso la Banca Etica, in Banca Popolare Etica e nomina il primo Consiglio di Amministrazione.
• Il 21 novembre 1998, i soci, riuniti in assemblea, votano il documento sull’Organizzazione
Territoriale dei Soci è nominano il primo Comiitato Etico della banca.
• Il 12 dicembre 1998 si riceve l’autorizzazione, firmata dal Governatore Antonio Fazio in data 20 novembre ’98, per l’esercizio dell’attività creditizia alla Banca Popolare Etica. E la prima volta che in Italia si concede l’opportunità di operare ad un
vero e proprio Istituto di Credito specializzato
nella finanza etica e alternativa. L’ambizioso
progetto diventa una realtà.
• Il giorno 8 marzo 1999 inizia l’operatività della Banca Popolare Etica.
 

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