Sommario
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la parola del parroco
IL TEMA: Banca Popolare Etica:
informazioni
introduzione
finanziamenti
lidea
dati
principi
forma
giuridica
struttura
operativa
impieghi
istruttoria
- settimana di preghiera per lunità dei cristiani
- pellegrinaggio parrocchiale a Compostela
La
parola del Parroco
ACCOMPAGNARE LA VITA QUOTIDIANA
DELLE NOSTRE FAMIGLIE
Carissimi Parrocchiani,
come i Magi i quali "al vedere la stella provarono una grandissima gioia"
(Mt. 2,10), così anche noi illuminati in questo Anno Giubilare dallo
splendore del mistero di Cristo celebrato in modo straordinario dalla Chiesa,
iniziamo il Terzo Millennio portando nel nostro cuore una gioia nuova e una
speranza più forte. Di questo noi sacerdoti ci siamo accorti dal clima
più partecipe che abbiamo trovato durante la visita alle famiglie per
la benedizione natalizia: mentre spesso negli anni scorsi era soltanto una
persona che accoglieva il sacerdote e pregava con lui, questanno quasi
sempre tutti i familiari presenti si riunivano in preghiera. La preghiera
è più stimata e desiderata.
Si tratta ora di far continuare questo clima e di illuminare le nostre famiglie
con la luce e la gioia di Cristo, accompagnandole quasi nel loro cammino certo
non facile. E unattenzione suggerita anche dalla Diocesi per questo
anno post-giubilare: infatti unindicazione pastorale per questo anno
2000-2001 è quella di "accompagnare la vita quotidiana" dei fedeli
con una "rinnovata pastorale ordinaria" che sia "caratterizzata da una più
incisiva e convinta attenzione al vissuto concreto dei singoli" e delle comunità
(cfr. "Diocesi insieme", n. 8/2000, pag.3).
Per questo, grazie anche al numero sufficiente di sacerdoti presenti in Parrocchia,
continuiamo in modo convinto e capillare a visitare tutte le famiglie e i
luoghi di lavoro ogni anno per la benedizione natalizia, perché non
cè come visitare, parlare e pregare con tutti per dare un segnale
di attenzione e di accompagnamento e per rendersi conto di ciò che
avviene sul territorio e nella comunità.
ln questa attenzione alla vita quotidiana della gente, la Diocesi ha consigliato
di partire da questi quattro settori fondamentali e significativi: la famiglia,
la scuola, il lavoro, il tempo libero. Sono i quattro ambiti in cui si esprime
principalmente la vita quotidiana della gente e in cui si evolve anche il
costume, si pongono i probemi, si costruisce il futuro. A livello decanale
si è deciso di privilegiare tra questi quattro settori quello fondamentale
della famiglia, sia perché basato su un sacramento, sia perché
riguarda i fedeli di tutte le età e può coinvolgere la collaborazione
di molte persone.
Già in questo mese di gennaio abbiamo diverse occasioni favorevoli
e significative per esprimere tutti insieme la nostra riconoscenza per i molti
doni ricevuti nel Giubileo e la nostra concreta attenzione alla vita quotidiana
delle famiglie:
al mattino della Solennità dellEpifania alla Messa
delle ore 10, invitiamo tutti coloro che hanno partecipato ai Pellegrinaggi
Giubilari sia parrocchiali sia di altro genere, per esprimere a Dio la lode
e il ringraziamento per la indulgenza giubilare e tutti gli altri doni di
fede e di comunione che il Giubileo ci ha elargito e per proclamare che in
questi doni anche per noi "è apparsa la grazia di Dio, apportatrice
di salvezza per tutti gli uomini" (Tit. 2,11) e la vogliamo comunicare ai
nostri fratelli. Sarà una celebrazione gioiosa e molto solenne, alla
quale invito tutti coloro che sono stati "pellegrini", non solo a Roma, ma
anche a Monza o in altre chiese giubilari;
nel pomeriggio dellEpifania la tradizionale Preghiera e Bacio
a Gesù Bambino assumerà un particolare significato, perché
concluderà lesposizione del Bambino Gesù che durante tutto
lAnno Giubilare ci ha ricordato che celebravamo i 2000 Anni della nascita
di quel Bambino;
la sera del 15 gennaio inizierà il nostro primo Corso Fidanzati
del 2001. Sono più di ventanni che nella nostra Parrocchia si
tengono i Corsi per i Fidanzati in preparazione al Matrimonio cristiano, se
ne pubblica sempre il programma, se ne dà avviso in chiesa, ma la comunità
parrocchiale non è profondamente partecipe dellimportanza di
questi Corsi, che invece dovrebbero richiamare la preghiera e la simpatia
di tutti i parrocchiani verso quei giovani che si avviano al grande impegno
del matrimonio e lo vogliono fare con una seria preparazione. Davvero li dobbiamo
"accompagnare" con tanta preghiera e tanta cordiale simpatia;
la mattina di sabato 27 gennaio il Consultorio Familiare del nostro
Decanato invita genitori, fidanzati e operatori sociali e pastorali dellarea
della famiglia al Convegno "Genitorialità e generatività", ormai
il terzo dei Convegni che il CEAF organizza annualmente alla vigilia della
Festa della Famiglia;
appunto la Festa della Famiglia, che tutta la nostra Diocesi celebra
domenica 24 gennaio invita anche la nostra comunità parrocchiale a
iniziare questo anno 2001 con una più ampia attenzione ai problemi
delle famiglie, tenendo presente che la vita coniugale e familiare è
la più diffusa "vocazione" che il Signore propone ai suoi fedeli, confermandola
con il sacramento del matrimonio perché raggiungano la propria santificazione.
A questo riguardo invito questanno le persone che sostano in adorazione
eucaristica nella chiesetta di S. Antonio a pregare non solo per le vocazioni
sacerdotali, religiose e missionarie, ma anche perché gli sposi siano
aiutati a vivere cristianamente la loro vocazione coniugale.
Tutta questa tematica sarà ripresa dal Consiglio Pastorale Decanale
nella sua seduta del 4 gennaio, dedicata appunto al tema: "Accompagnare la
vita quotidiana: la famiglia". Mi auguro che in quella occasione il Consiglio
sappia veramente fare una sintesi che sia aderente alla nostra situazione
locale e alle nostre esigenze, indicando alcuni obiettivi concreti su cui
far convergere limpegno convinto del clero e delle comunità parrocchiali.
La Madonna, che recentemente il Papa ha insignito del titolo di "Regina della
Famiglia", inserendolo nelle Litanie, ci guidi e ci aiuti.
Vostro
Don Giuseppe
Scuola della Parola Giovani 2000/2001
"Mio Signore e Mio Dio!"
"La Sete e la Sorgente"
"Se ho sete cè lacqua,
se ho locchio cè la luce.
La mia sete non crea la sorgente, né il mio occhio il sole.
Dio ha creato luna e laltra cosa insieme,
coniugandole nella Sua sapiente carità:
la sete e la sorgente, locchio e la luce, il cuore e lamore.
Se così non fosse avrebbe ragione lo stolto a dire
"Dio non cè".
Sono sempre due ad aspettare:
la sete e la sorgente, locchio e la luce, il cuore e lamore"
(don Primo Mazzolari in Zaccheo)
La Scuola della Parola è uniniziativa che si svolge nella nostra
diocesi da circa quindici anni.
Entro le coordinate stimolanti e profetiche di questo progetto diocesano (e
in accordo esplicito con i responsabili centrali della Pastorale Giovanile)
tre riflessioni ci hanno comunque portato a tentare di sperimentare, nel nostro
decanato, una formula di Scuola della Parola nuova rispetto a quella classica
sopra descritta (che, peraltro, anche a livello diocesano questanno
subirà delle modifiche).
Queste, in breve, le tre riflessioni:
1.A seguito della proposta del Papa, ci è piaciuta lidea di individuare
proprio nellambito del rapporto con la Parola di Dio il nostro laboratorio
ove "sincontrano Dio e luomo". Ecco il perché della scelta,
accanto a mio Signore e mio Dio!, di un titolo che esemplificasse bene le
caratteristiche di questo incontro: "la sete e la sorgente" (P. Mazzolari
in "Zaccheo").
2.Ultimamente la Scuola della Parola correva il rischio di essere un itinerario
durante il quale mancavano vere e proprie indicazioni su un metodo per accostare
la Scrittura ed imparare a pregarLa. Si trattava, magari, di bei momenti di
preghiera, ma, ci siamo chiesti (senza pretendere, ovviamente, di voler entrare
nella coscienza dei singoli!), quanti si siano effettivamente appropriati
del metodo che si voleva insegnare... Limpressione era che lapprezzamento
dei partecipanti fosse più per la qualità del commento fatto
al testo (che è comunque fondamentale) che non per la resa a livello
"didattico".
3.Ci è piaciuta lidea di provare a proporre metodi diversi di
lettura del testo evangelico, anche per andare incontro alle diverse sensibilità
che caratterizzano i giovani oggi. Ci è dunque sembrato utile attingere
alle fonti dirette di quelle esperienze e tradizioni che, in campo scritturistico,
detengono preziose ricchezze. Ecco il perché di cinque incontri che
vedranno, rispettivamente, lintervento di un padre francescano, che
introdurrà a una Lettura "francescana" - la santità come esegesi
vivente della Parola; un laico consacrato, ci proporrà, sempre nel
rispetto del testo biblico, una lettura che parte dalle suggestioni che giungono
dalla vita quotidiana (Lettura esistenziale - la vita interroga la Parola);
un sacerdote, biblista ed esperto di ebraismo, che ci guiderà nellincontro
con la Parola a partire dalla tradizione ebraica e dallimportanza che
essa assegna al Primo Testamento (Lettura "ebraica" - la Parola letta nel
solco della Torah vivente); un monaco (o una monaca), dal quale ricevere indicazioni
sulla modalità più propriamente monastica di fare "lectio" (Lettura
monastica - la Parola, esperienza del cuore di Dio); da ultimo, un altro sacerdote,
padre spirituale del quadriennio teologico presso il seminario arcivescovile
di Venegono Inf., col quale accostare la Parola a partire da una dimensione
specificamente vocazionale (Lettura vocazionale: nella Parola attraverso la
porte del desiderio).
Il tema scelto ("La sete e la sorgente"), come già accennato, allude
anzitutto allincontro tra Dio e luomo, ma anche alla dinamica
interiore che spinge e anima nella preghiera e al legame che unisce il discepolo
al Maestro: la sequela.
Sono volutamente testi CONOSCIUTI: è, infatti, importante che ci si
renda conto che la lectio non è un modo di studiare la Scrittura o
un metodo utile per svelare i segreti dei testi un po più difficili
e meno noti. Essa è il luogo di un incontro personale con la Parola
che è sempre nuova a prescindere dalle innumerevoli volte in cui la
si è sentita e letta o dalla conoscenza che si presume di averne; essa
è il luogo "principe" nel quale far capire ai giovani che è
possibile far incontrare la loro voglia di vita con le promesse grandi del
Vangelo.
Consci della impossibilità che un giovane si appropri effettivamente
di un metodo di preghiera (tanto più nel caso della lectio!) in un
solo incontro, lidea è dunque quella di sottoporre, come già
detto, diversi stimoli semplici che possano spingere i singoli ad approfondirne
almeno uno. Questo è il motivo per cui abbiamo chiesto ai relatori
due attenzioni in questa direzione precisa: la prima riguarda lutilizzo
del tempo di spiegazione del metodo: è importante che, di questultimo,
si riesca a definire bene il proprium e le caratteristiche peculiari oltre
che gli aspetti più "tecnici". La seconda attenzione riguarda la stesura
di un foglio (che verrà distribuito a tutti i presenti al termine dellincontro,
in uscita) sul quale compariranno:
-indicazioni bibliografiche di testi dei quali un giovane si possa avvalere
per approfondire la conoscenza e lapplicazione del metodo (livello personale);
-nominativi di persone o comunità presso le quali sia possibile che
un giovane approfondisca la conoscenza del metodo e del carisma religioso
dal quale è scaturito e coltivato (livello vocazionale).
-segnalazione di itinerari, corsi, esperienze grazie alle quali poter più
sistematicamente accostarsi ed appropriarsi del metodo (livello comunitario).
Per inventare occasioni personali di ripresa delle meditazioni offerte e per
creare luoghi di comunicazione e di dialogo sullesperienza spirituale
vissuta nella scuola della parola giovani decanale, prossimamente verrà
attivato un sito internet (www.iqt.it) sul quale si potranno trovare le trascrizioni
degli interventi dei relatori invitati e fin da ora sono a disposizione due
indirizzi di posta elettronica per far giungere tramite e-mail domande, impressioni,
richieste, suggerimenti, risonanze personali e spirituali, riflessioni (depadonvi@tiscalinet.it
e gioagostini@tin.it).
A tutta la comunità cristiana affidiamo il compito di seguire i propri
giovani con la stima e la preghiera, perché la loro "sete" possa incontrare
la vera "sorgente".
don Vittorio de Paoli
Sagra SantAntonio 2001
Programma delle manifestazioni
Giovedì 11 gennaio 2001
ore 20.30 Inaugurazione Sagra 2001
S. Messa in SantAntonio con la presenza delle autorità cittadine
ed un invito particolare a tutti i cittadini di nome Antonio, Antonia ecc.
Momento di incontro con tortelli e vin brulé.
venerdì 12 gennaio 2001
ore 21.00 Concerto di S. Antonio organizzato dal Rotary Club Vimercate
Brianza Est presso lauditorium della Biblioteca Comunale.
sabato 13 gennaio 2001
ore 9.00 Vendita tortelli in Via Cavour, 51 ed esposizione quadri Artisti
della Brianza.
ore 10.00 Allestimento mostre, stands, botteghe, luoghi di esibizione ecc.
a cura delle Associazioni partecipanti.
ore 11.00 Esposizione opere concorso di pittura presso la sede del C.A.I.
con seggio per la votazione della giuria popolare. Animazione con artisti
di strada.
Esibizione di Free Climbing in piazza Roma, Arcieri al paro Trotti. Go-kart
in piazza S. Stefano. Esposizione moto depoca in Piazza Roma.
ore 16.00 Sfilata della fanfara dei bersaglieri.
ore 21.00 I nostri cantastori presso lAuditorium del Centro Omnicomprensivo.
domenica 14 gennaio 2001
ore 10.00 Riapertura stands, mostre e concorsi. Sfilata di carrozze e
cavalli (condizioni del tempo permettendo).
dalle ore 14.00 Esibizione artisti di strada (giocolieri e mangiafuoco), arcieri,
free climbing e go-kart.
Esposizione disegni dei ragazzi delle scuole e quadri del concorso di pittura
con seggio per votazione popolare. Esposizione moto depoca.
ore 15.00 Esibizione automodelli radio comandati in Piazza Castellana.
ore 16.00 Tombolata gigante in piazza Roma a cura degli oratori Vimercatesi.
ore 21.00 Concerto di polifonia sacra presso il Santuario della Beata Vergine
del Rosario.
marcoledì 17 gennaio 2001
ore 9.30 S. Messa solenne nella Chiesa di S. Antonio.
ore 15.00 Benedizione con la reliquia del Santo nella chiesa di S. Antonio.
ore 20.00 Motofiaccolata.
ore 20.30 Estrazione biglietti della sottoscrizione a premi e premiazioni
concorsi pittori e disegni ragazzi delle scuole.
Saluto del Sindaco e intervento del corpo civico musicale, in piazza Roma.
ore 21.30 Sfilata e accensione falò, da parte del Sindaco, presso il
ponte di San Rocco.
La posta di "Parola Amica"
Desidero esprimere la mia opinione sulla
questione "Cristianesimo e Islam in Italia" proposta dal vostro giornale per
il mese di dicembre.
Credo che i punti di vista dei Cardinali Martini e Biffi siano sostanzialmente
identici salvo indicazioni di comportamento più precise da parte di
Biffi, essendo egli intervenuto quando la questione Islam in Italia era diventata
più pressante.
Oggi possiamo constatare che le indicazioni del Cardinale Martini sono state
troppo generiche e non hanno avuto un seguito di applicazione pratica nei
Centri di accoglienza cattolici.
Il Cardinale Biffi ha fatto delle precisazioni pratiche che dovrebbero essere
trasmesse a tutti gli operatori cattolici che si occupano dellaccoglienza
agli stranieri.
Anzitutto Biffi ha precisato che la maggiore responsabilità dellaccoglienza
ricade sullo Stato mentre il compito principale di ogni cattolico, pur non
rinunciando a soccorrere i nuovi arrivati, rimane la proclamazione del Vangelo.
In secondo luogo dovrebbe essere preparato un documento da fornire ai volontari
cattolici, nel quale si precisano i caratteri essenziali della società
italiana e le differenze della società islamica.
A questo proposito lo Stato Italiano dovrebbe predisporre leggi che impegnano
il cittadino straniero che vuole entrare a far parte della società
italiana a rispettare lordinamento civile e religioso esistente in Italia,
pena lespulsione.
Non possiamo chiudere gli occhi su quanto sta accadendo ai cattolici in molti
paesi mussulmani.
Giustamente il Cardinale Biffi fa rilevare che i mussulmani in Italia non
chiederanno nulla finché non saranno preponderanti.
Io stesso ho sentito la reazione di un dirigente mussulmano del territorio
di Milano, intervistato dalla nostra televisione in occasione delle dichiarazioni
del Cardinale Biffi, parlare di un tentativo di limitare la libertà
di culto dei mussulmani. Interpretazione distorta e priva di qualsiasi accenno
di rispetto verso lordinamento civile e religioso italiano.
E necessario non ignorare che un potente mezzo di penetrazione dellIslam
nei territori cattolici è il divieto imposto alle donne a sposare un
cristiano. Infatti il risultato è che, al momento di mandare i figli
a scuola è solo il marito che può decidere se mandarli alla
dottrina cattolica o alla scuola del Corano. Infatti la donna nella società
mussulmana non conta nulla.
Sollecito il Consiglio Pastorale a farsi carico del compito di formulare una
direttiva da trasmettere a tutti gli operatori cattolici che vengono a contatto
con i nuovi immigrati per fornire loro le seguenti informazioni:
- Elementi fondamentali della Rivelazione Cristiana;
- Giustificazione della nostra accoglienza come compimento del mandato
del Vangelo;
- Non ammissione della poligamia nel diritto di famiglia;
- Non ammesso il ripudio della moglie da parte del marito senza alcuna
giustificazione;
- Diritto della moglie al mantenimento suo e dei figli a carico del marito
in caso di separazione;
- Completa separazione del diritto civile da quello religioso (nei paesi
mussulmani qualsiasi legge civile che contrasta con il Corano è automaticamente
non valida).
Giacomo Magnani
Via Pellizzari, 27/D Vimercate
Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera di un nostro affezionato
lettore, che esprime il suo parere sulla questione messa a "Tema" nel numero
scorso di Parola Amica. Come redazione ci sembra positivo che il giornale
sia anche strumento di circolazione e scambio di idee nella parrocchia.
In merito alle riflessioni proposte, ci sembra essenziale distinguere il compito
della Stato e della Chiesa, ambedue interpellati a titolo diverso, dalle nuove
questioni e chiamati a non farsi schiacciare dalle emergenze. Mi pare duplice
il richiamo dei vescovi: allo Stato chiedono di farsi autore di politiche
capaci di costruire integrazione fra le culture, senza dimenticare i problemi
giuridici che porta con sé una forte presenza islamica, specialmente
per quanto riguarda lo status della donna e della famiglia in genere. Alle
comunità cristiane si ricorda il dovere di ogni battezzato di testimoniare
coerentemente la propria fede annunciando il Vangelo e praticando la Carità.
Lo stesso Papa Giovanni Paolo secondo così si è espresso durante
il recente giubileo della diocesi di Milano: "A voi è chiesto di non
serrare le porte del vostro cuore a chi vi chiede ospitalità, nella
convinzione che laccoglienza e la testimonianza dellamore è
una via privilegiata per "parlare" di Gesù a coloro che ancora non
lo conoscono".
Vangelo e Carità non vanno dunque mai intese come realtà distinte
o in qualche maniera concorrenti, piuttosto sono la sintesi del Cristianesimo,
che ogni fedele è chiamato ad accogliere e a rispecchiare nelle proprie
azioni.
Don Ambrogio Cortesi
Santa Messa per la vita
presso la Chiesa dellOspedale di
Vimercate
Da ben 12 anni, da quando il Centro di Aiuto alla Vita di Vimercate è
stato costituito, tutte le parrocchie del Decanato celebrano a turno ogni
mese una Messa per la Vita:
è un gesto di penitenza e di riparazione della comunità in memoria
dei bambini non nati. E anche ciò che ha dato vita e sostiene
il lavoro del CAV.
Rinvigoriti dagli appelli del Papa a difendere la Vita, che durante questanno
giubilare ha più volte lanciato a tutti i cristiani, invitiamo tutte
le Parrocchie a continuare questo gesto significativo, affinché gli
aborti procurati non rimangano uninutile "strage di Santi Innocenti",
ma sia occasione di riflessione e di preghiera. Invitiamo tutti i Parroci
a concordare le date con le volontarie per poterle pubblicare sul notiziario
ed esporre nella Chiesa dellOspedale cosicché chiunque lo desideri
possa parteciparvi.
Prossima messe per la vita
11 gennaio 2001 - 8 febbraio 2001 - 1 marzo 2001.
linteresse più alto è quello di tutti
Banca Etica popolare
DIAMO CREDITO AL SOCIALE
Informazioni generali:
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Il Tema: La Banca Etica
INTRODUZIONE
In un recente incontro del consiglio
pastorale parrocchiale sono state presentate lattività e le finalità
della Banca Etica, iniziativa che è stata ritenuta di particolare interesse
ed attualità perché espressiva di una visione cristiana del
mondo economico. Nella redazione di Parola Amica abbiamo deciso di dare seguito
allincontro del Consiglio Pastorale proponendovi alcune schede informative
sulla Banca Etica, forniteci da Barbara Cerizza, nostra parrocchiana e dipendente
di questo Istituto.
Ci sembra che la singolarità ed esemplarità di questa banca
stia nellassoluta trasparenza degli investimenti e nel loro controllo
che viene esercitato in maniera diretta dal cliente.
I
Finanziamenti di Banca Etica
Lerogazione del credito è,
per Banca Etica, una delle attività più delicate; nella scelta
dei progetti e dei soggetti da finanziare stanno infatti lessenza e
la specificità della banca stessa.
Banca Etica nasce come strumento finanziario per dare credito alle iniziative
socio economiche che si muovono nella direzione di un reale sviluppo umano
e che dimostrano di produrre un beneficio sociale. Queste esperienze fanno
parte, direttamente o indirettamente, di quel movimento che ormai molti chiamano
"delleconomia civile". Un movimento che si propone di coniugare, in
modo efficace, le esigenze dello sviluppo economico con quelle di una crescita
umana e sociale diffusa.
La coerenza, nella pratica quotidiana dellerogazione dei finanziamenti,
con questi principi è la base del rapporto fiduciario tra la Banca
e il risparmiatore, che può diventare così soggetto attivo nel
sostegno di queste iniziative.
La scelta di individuare determinati settori, verso cui orientare i finanziamenti,
risponde allesigenza di definire, nel modo più oggettivo possibile,
gli ambiti in cui, anche statutariamente, il fine dellorganizzazione
risulta essere la promozione e/o la tutela di un determinato "bene comune"
come, ad esempio, la comunità umana, la natura, la cultura e larte,
le relazioni tra i popoli del mondo, la giustizia e la pace, la solidarietà.
Questa scelta non mette però in discussione il principio che ognuno
è responsabile - indipendentemente dal contesto economico sociale in
cui si trova ad operare - della realizzazione del bene comune.
Lidea
Qualche anno fa molte organizzazioni del volontariato e della solidarietà
sociale, iniziarono ad interrogarsi sul ruolo del denaro, della finanza e
dellimpresa. Presero così coscienza di quanto lo sviluppo e il
benessere di una collettività fossero in stretto rapporto anche con
il denaro e con le attività ad esso collegate. Ci fu allora la consapevolezza
che un atteggiamento di distacco da questi mezzi avrebbe potuto definitivamente
sancire una delega che avallava unidea di sviluppo economico non sempre
al servizio delluomo. Veniva quindi messo in discussione verso quale
sviluppo e crescita fossero finalizzate le attività finanziarie. Si
sentì allora lesigenza di una più ampia concezione dello
sviluppo umano e sociale, uno sviluppo, cioè, ove la produzione della
ricchezza e la sua distribuzione si fondassero sui valori della solidarietà
civile piuttosto che sullimperativo dellefficienza. Nacque così
lidea di banca etica, una banca intesa come punto di incontro tra risparmiatori
che condividevano lesigenza di una più consapevole e responsabile
gestione del proprio denaro, e quelle realtà socio-economiche che avevano
come finalità la realizzazione del bene comune.
AGGIORNAMENTO DATI
Situazione al 22/11/2000
N° Soci 18.492
Capitale Sociale L. 18.784.300.000
Raccolta L. 134.588.587.383
N° Affidamenti 610
Totale Finanziamenti L.83.000.000.000
Principi
I principi fondamentali su cui si basa
il progetto Banca Etica sono gli stessi che hanno ispirato il movimento delle
Mag (Mutue di Auto-gestione), e sono:
_ la partecipazione dei soci,
_ la possibilità di orientare il proprio risparmio verso progetti
con finalità sociali,
_ il sostegno di iniziative socio - economiche senza scopo di lucro,
_ luso di garanzie non basate esclusivamente sul patrimonio ma sulla
fiducia nelle persone e nei progetti.
La società si propone di gestire le risorse finanziarie di famiglie,
donne, uomini, organizzazioni, società di ogni tipo ed enti, orientando
i loro risparmi verso le iniziative socio economiche che perseguono finalità
sociali e che operano nel pieno rispetto della dignità umana e della
natura.
Banca Etica svolgerà inoltre una funzione educativa nei confronti del
risparmiatore e del beneficiario del credito, responsabilizzando il primo
a conoscere la destinazione e le modalità di impiego del suo denaro
e stimolando il secondo a sviluppare con responsabilità progettuale
la sua autonomia e capacità imprenditoriale.
Forma giuridica
La Banca Etica è una banca popolare. Questa è la forma giuridica
che permette di operare a livello nazionale, tenendo fede ai principi fondanti
della cooperazione e della solidarietà. La banca popolare infatti ha
caratteristiche che favoriscono lazionariato diffuso e lesistenza
di processi democratici di decisione e di partecipazione. Con il principio
"una testa, un voto" viene sancita la supremazia del socio, in quanto persona,
sul capitale finanziario. Solo i soci potranno possedere, vendere, acquistare
azioni della banca.
Banca Etica ha ricevuto lautorizzazione ad operare da parte di Banca
dItalia nel dicembre 1998.
La struttura operativa di Banca Etica
Come indicato allart.4 dello Statuto, la Banca Popolare Etica (BE)
ha per oggetto la raccolta del risparmio e lesercizio del credito, anche
con non soci. BE si differenzia dalle altre banche per: la partecipazione
del cliente alle scelte negli investimenti e nello sviluppo della banca stessa.
Prodotti per la raccolta del risparmio
Allatto del deposito il cliente può indicare, se lo vuole, indicare
i settori verso cui indirizzare limpiego del proprio risparmio: cooperazione
sociale e volontariato organizzato; associazioni ambientaliste e agricoltura
biologica; cooperazione allo sviluppo del terzo mondo; commercio equo e solidale;
iniziative culturali. Esiste inoltre la possibilità, per il risparmiatore,
di definire il tasso da applicare sul proprio risparmio scegliendolo tra un
tasso massimo prefissato dalla banca ed il tasso 0. Il vantaggio in questo
caso non è economico ma permette al risparmiatore una maggiore adesione
e partecipazione nei progetti finanziati.
Per la raccolta del risparmio la Banca popolare Etica si serve di:
® certificati di deposito,
® obbligazioni,
® libretti di risparmio,
® conti correnti per le persone fisiche e
giuridiche
Impieghi
Banca Etica concede credito alle organizzazioni che operano allinterno
del terzo settore e delleconomia civile, queste devono essere preferibilmente
costituite in forma di cooperativa, associazione, ente, circolo (potranno
essere anche società di capitali purché a loro volta controllate
da enti non profit), e devono svolgere le loro attività nei seguenti
settori:
Cooperazione sociale: reinserimento sociale e lavorativo di soggetti disagiati,
cura e prevenzione del disagio, ospitalità, riduzione delle barriere
architettoniche e ogni altra iniziativa finalizzata alla rimozione di ostacoli,
al miglioramento della qualità della vita di soggetti svantaggiati
o bisognosi; produzione di servizi alla persona; attività associative;
reintegrazione razziale.
Cooperazione internazionale: sviluppo sociale ed economico delle aree più
povere del pianeta, sostegno del commercio equo e solidale; formazione, istruzione
ed educazione; promozione della imprenditorialità minore; attività
di accoglienza, assistenza e sostegno per immigrati; collaborazione tra organismi
di solidarietà del sud e del nord del pianeta.
Ambiente: ricerca, sperimentazione e utilizzo di fonti energetiche alternative
e rinnovabili e di tecniche produttive non inquinanti; servizi di smaltimento
ecologico rifiutì; servizi di trasporto pubblici e/o collettivi ecologici;
utilizzo di processi produttivi e distributivi che comportano un impatto positivo
sullambiente naturale ed umano; gestione del patrimonio naturale; sviluppo
dellagricoltura biologica e biodinamica; promozione di una cultura e
di una sensibilità ecologica.
Cultura e società civile : gestione e tutela del patrimonio artistico
e culturale; animazione socio-culturale nelle aree a maggior degrado sociale;
sviluppo dellassociazionismo senza scopo dì lucro; sviluppo di
iniziative artistiche e culturali associate; accesso alle attività
sportive per tutti (con particolare attenzione alla categorie maggiormente
disagiate); creazione di occupazione nelle aree più povere; sostegno
delle famiglie per ladozione o laffidamento di minori; offerte
di case o alloggi a soggetti socialmente deboli; promozione
del turismo sociale.
Istruttoria
Alla tradizionale istruttoria economica bancaria viene affiancata unistruttoria
etica che si propone di analizzare le conseguenze che le diverse attività
possono comportare per lo sviluppo umano, per il bene comune, per lambiente
naturale. A questo proposito BE si avvale di una analisi sulla responsabilità
sociale e ambientale.
Organizzazione territoriale dei soci
La Banca popolare Etica, consapevole dellimportanza della partecipazione
del socio, si è dotata di una organizzazione territoriale dei soci
i cui obiettivi sono essenzialmente quelli di:
_ creare un legame sempre più forte tra il socio e la banca,
_ facilitare la partecipazione dei soci alla vita della banca, stimolando
il dialogo e la circolazione di idee, proposte e critiche,
_ permettere alla banca un contatto reale e immediato con il territorio,
_ sensibilizzare lopinione pubblica sul risparmio etico,
_ garantire linformazione e la promozione locale di banca etica,
_ verificare costantemente quanto le attività di banca etica incontrino
il consenso delle persone.
Sulla base di queste considerazioni ci si sta avviando verso un progressivo
decentramento delle attività finalizzate alla realizzazione degli obiettivi
sopra esposti. Tali attività si sviluppano però in un ambito
associativo, inteso come punto dincontro e di partecipazione dei soci
alla vita sociale e culturale della banca.
Comitato Etico
Per una migliore garanzie sul perseguimento degli obiettivi etici e sociali
che hanno portato alla nascita di Banca Etica e sul suo operato, i soci della
banca hanno nominato un Comitato Etico (composto da sette membri: Pia Bruzzichelli,
Gianni Caligaris, Grazia Francescato, Eugenio Garavini, Ettore Masina, Don
Giuseppe Pasini e Tonino Perna). Ad esso spetta una funzione consultiva e
propositiva, affinché la banca si sviluppi nei criteri di eticità.
Laltare dei Re Magi
La terza cappella sul lato destro del Santuario,
fu restaurata tra il 1998 e il 1999, e riportata così ad una completa
e rinata bellezza.
Laltare conferisce a tutto linsieme un segno di particolare piacevolezza.
La pala in esso racchiusa ci offre allo sguardo lAdorazione dei Magi.
E opera di Carlo Migalli. Esiste nel nostro Archivio il contratto stipulato
con il pittore Carlo Migali dai Deputati della Congregazione della Beata Vergine
del Rosario il 6 ottobre 1688, a cui segue una ricevuta di pagamento del medesimo
pittore in data 8 aprile 1689. Il Migalli, secondo quanto sostiene la dottoressa
Simonetta Coppa è un pittore abbastanza sconosciuto, forse però
milanese.
Il dipinto rappresenta la scena dellAdorazione dei Magi in un insieme
di personaggi in concitato affollamento. Sulla sinistra di chi guarda è
effigiata la Madonna che sostiene il Bambino che sembra voler sfuggire dalle
sue braccia, mentre alle sue spalle, in un angolo si scorge S.Giuseppe, quasi
sopraffatto dalla figura di un pastore che si protende al di sopra di lui.
Due Magi sono ritratti in primo piano inginocchiati; il primo che si è
tolto la corona consegnandola ad un servo, ha già presentato la sua
offerta, segue il secondo anchegli in ginocchio. I due Re sono sontuosamente
vestiti con manti di stoffe preziose a disegni floreali policromi, tipici
della lavorazione secentesca delle sete milanesi. Il terzo Re, il moro, è
ancora in piedi dietro i compagni. Questultima figura è stata
completamente ridipinta in un precedente intervento restaurativo. Seguono
i personaggi che accompagnano i Magi frammisti a qualche pastore. Nella parte
alta del dipinto sono presenti angeli osannanti, mentre sul fondo della scena
si apre uno scorcio paesaggistico assai luminoso. Questo dipinto, pur non
essendo un capolavoro, si rivela essere assai piacevole e dignitoso.
Sul lato frontale dellaltare della Cappella è collocato un paliotto
di scagliola che, in basso, porta scritta la data dellesecuzione "1757
D 10 A (10 agosto 1757). E il più bello fra quelli conservati
nelle nostre chiese. Un documento conservato nel nostro Archivio fa presume
sia stato eseguito da Lorenzo Retti.
Lo schema decorativo del nostro paliotto, delineato su un fondo nero, si svolge
allinterno di unesile cornice a trattato architettonico mistilineo,
vivacizzato nella parte superiore del tipico motivo barocchetto detto a "Lambrequin"
di derivazione francese. Al centro è dipinta a olio la raffigurazione,
racchiusa in una cornice sagomata, dellAdorazione dei Magi che si ispira
al soggetto della pala dellaltare. Ai lati della piccola scena sono
raffigurati due vasi fioriti dai particolari assai curati, in cui sono posti
dei garofani rossi inframezzati da un mazzolino di mughetti, mentre ai lati
esterni sono visibili due uccellini.
Il procedimento tecnico per la realizzazione di un lavoro in scagliola prevedeva
una preparazione di base formata da uno strato di gesso grezzo, con o senza
rinforzo di incantucciato. Su questa base veniva riportato il disegno dellornato,
o direttamente sul fondo o su un sottile strato di meschia nera; quindi con
ferri appuntiti si incideva e scavava quanto poi doveva essere riempito con
gesso diversamente colorato. Concludeva il lavoro con la lucidatura con olio
di lino o di noce passato sopra la superficie levigata con pietra pomice.
Maria Corbetta
Sapere aude - Il coraggio del sapere
"Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò
i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. Dopo molto tempo tornò
e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti
disse: "Signore, mi hai consegnato cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati
altri cinque".
"Bene servo buono e fedele-gli disse il padrone-sei stato fedele nel poco,
ti darò autorità su molto. Prendi parte alla gioia del tuo padrone".
(Mt cap. 25).
Cosa centra la parabola dei talenti con una tesi di laurea in economia
e commercio? Molto
.direi tutto.
Ho studiato teorie economiche e strategie aziendali per anni e ho approfondito
i temi della finanza per arrivare a fare una meravigliosa scoperta: tutto
quel tempo e quella fatica sono serviti a farmi trovare tra le mani delle
conoscenze preziose
.insomma dei talenti da mettere a frutto.
Ebbene, il primo passo verso la "fruttificazione" è consistito nello
scegliere di trattare una tesi in finanza aziendale che guardasse al mondo
delleconomia con occhi rinnovati, attenti ai bisogni della società:
ecco il perché del titolo "Il consiglio damministrazione nelle
organizzazioni nonprofit", ovvero in quelle strutture che perseguono finalità
di natura ideale o morale ma non economiche (sto parlando di associazioni,
fondazioni, cooperative sociali
).
La questione fondamentale che ho voluto affrontare, riguarda lesercizio
di una costante ed efficace attività di controllo sui managers, cioè
su coloro che sono responsabili di gestire un ente nonprofit avendo a disposizione
preziose risorse finanziarie. La domanda di fondo è stata questa: come
è possibile garantire che tali risorse vengano impiegate non a vantaggio
di pochi ma nellinteresse di molti, cioè di tutte quelle persone
che traggono benefici diretti e indiretti dalla realizzazione concreta degli
obiettivi previsti dallo statuto (pensiamo a chi usufruisce dei servizi erogati
dalle cooperative sociali, o allo Stato che trova nel nonprofit un aiuto per
soddisfare le necessità della collettività, o a chi dona il
proprio denaro a certe strutture non lucrative per il raggiungimento di determinati
scopi)?
La risposta è inequivocabile: il consiglio damministrazione è
lorgano per eccellenza incaricato di sorvegliare il comportamento e
loperato del management mantendolo il più possibile aderente
alla cultura di valori che anima lorganizzazione. Lo studio si è
focalizzato allora sulla composizione del consiglio damministrazione
in tre specifiche realtà (associazioni, cooperative sociali e fondazioni)
osservate attraverso indagini sul campo e interviste, e sui criteri che possono
influenzare la scelta e nomina degli amministratori (professionalità,
condivisione di valori, esperienza nel settore, rappresentatività
.).
Le conclusioni? Molte considerazioni sullo stato di fatto e altrettanti suggerimenti
per il futuro. Ma una tesi di ricerca è per definizione uno studio
che lascia ampio spazio ad approfondimenti e sviluppi successivi e che offre
spunti per altre ricerche: oggi, continuo a lavorare in collaborazione con
lUniversità Cattolica su questa tematica e sui problemi del finanziamento
al terzo settore.
E poi, spero anchio un giorno di trovarmi davanti a Dio potendo
dire: "Avevo questi pochi talenti e ho cercato di usarli al meglio" sentendomi
sussurrare in risposta "prendi parte alla mia gioia, Silvia".
Silvia Calderini
SETTIMANA
DI PREGHIERA
PER LUNITA DEI CRISTIANI
"Io sono la via, io sono la verità
e la vita"
(Giovanni 14, 1-6)
18-25 GENNAIO 2001
LETTURE BIBLICHE PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA
PRIMO GIORNO "Non siate tristi" (Gv 14, 1)
Isaia 43, 1-7. 18-19 Costruisco una strada nel deserto
Salmo 43, 1-5 Perché sei così triste, anima mia? Spera
in Dio
Atti 18, 8-11 Non temere perché io sono con te. Molti abitanti
di questa città appartengono già al mio popolo
Matteo 8, 23-27 Perché avete paura, uomini di poca fede?
SECONDO GIORNO "Credete in Dio" (Gv 14, 1b)
Esodo 3, 6-10 Dio dAbramo, Dio dIsacco, Dio di Giacobbe
Salmo 103 Ha rivelato i suoi piani a Mosè
Romani 11, 33-36 Davvero nessuno potrebbe conoscere le tue decisioni né
capire le tue vie verso la salvezza
Giovanni 17, 5-8 Io provengo da te
TERZO GIORNO "Abbiate fede anche in me" (Gv 14, 1)
2 Cronache 6, 16-18 Se i tuoi discendenti saranno sempre fedeli alla mia
legge
Salmo 114 Quando Israele uscì dallEgitto
Romani 10, 4-13 Cristo è lo scopo e il compimento della legge
di Mosè
Luca 10, 21-24 Nessuno sa chi è il Padre eccetto il Figlio
QUARTO GIORNO "Nella casa del Padre mio cè molto posto"
(Gv 14, 2)
Isaia 60, 4-7 Il tuo popolo si è riunito
Salmo 84 Quanto mi è cara la tua casa
Ebrei 13, 7-14 Ricordatevi di quelli che vi hanno guidati e imitate
la loro fede
Giovanni 10, 11-16 Diventeranno un unico gregge con un solo pastore
QUINTO GIORNO "Tornerò e vi prenderò con me" (Gv 14, 3)
Gioele 3, 1-5 Io manderò il mio Spirito su tutti gli uomini
Salmo 98 Egli viene a governare la terra
Efesini 2, 17-22 Per mezzo di Gesù Cristo noi tutti possiamo presentarci
a Dio Padre uniti dallo stesso Spirito Santo
Giovanni 14, 25-31 Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa
SESTO GIORNO "Voi sapete dove io vado e sapete anche la strada" (Gv 14,
4)
Esodo 13, 20-22 Il Signore era davanti a loro
Salmo 25, 1-11 Fammi conoscere le tue vie, Signore
1 Cor 10, 1-13 Dio non permetterà che siate tentati al di là
della vostra capacità di resistenza
Marco 8, 34-38 Se qualcuno vuol venire con me, prenda la sua croce
e mi segua
SETTIMO GIORNO Come facciamo a sapere la strada? (Gv 14, 5)
2 Re 2, 9-12 Vorrei essere lerede principale del tuo spirito di profeta
Salmo 130 Spero nel Signore e lattendo
Filippesi 3, 8-16 Dio vi illuminerà
Giovanni 16, 4-15 Vi guiderà verso tutta la verità
OTTAVO GIORNO Io sono la via, io sono la verità e la vita (Gv 14,
6)
Genesi 33, 1-12 Io ti accompagnerò
Salmo 133 Guarda come è bello e piacevole che i fratelli vivano
insieme
Ebrei 10, 19-25 Conserviamo senza incertezza la speranza
Giovanni 17, 20-23 Così il mondo crederà
Calendario parrocchiale
1 Ottava del Natale
Giornata Mondiale della Pace
Ore 10,00 S. Messa per la Pace
Ore 15,30 Preghiera allo Spirito Santo
6 Epifania del Signore
Ore 10,00 S. Messa Solenne in ringraziamento del Giubileo
Ore 15,00 Benedizione dei Bambini
Corteo dei Magi
Bacio a Gesù Bambino
7 Battesimo di Gesù
Ore 16,00 Celebrazione del Battesimo
9 Ore 21,00 Preparazione Animatori G.dA.
10 Ore 15 e 21 Corso Biblico a Lesmo
Ore 20,50 Consiglio Pastorale Parrocchiale
11 Ore 20,30 S. Messa Apertura Saga S. Antonio
Ore 20,45 Scuola Parola Giovani
12 Ore 20,45 Scuola Parola Adulti a Ronco
Ore 21,00 Dottrina Sociale: Lavoro e Capitale
14 Prova Pressione
15 Ore 20,45 Inizio Corso Fidanzati
17 Ore 930 S. Messa in S. Antonio
Ore 15,00 Preghiera e Benedizione in S. Antonio
Ore 15 e 21 Corso Biblico a Lesmo
18 Inizio dellOttavario Ecumenico
20 Ore 20,30 Incontro Giovani Coppie
21 Ore 16,00 Celebrazione del Battesimo
22 Ore 20,45 Corso Fidanzati
23 Ore 15 e 21 Incontro Gruppi dAscolto
24 Ore 15 e 21 Corso Biblico a Lesmo
Ore 20,50 Consiglio Pastorale Decanale
25 Ore 20,45 Corso Fidanzati
26 Ore 21,00 Ricordo di Mons. Enrico Assi
27 Ore 9,30 Convegno Consultorio CEAF
Ore 20,30 Veglia Decanale per la Pace
28 Festa della Famiglia
Ore 8,30 S. Messa Caduti Vimercatesi
Ore 16,00 Azione Cattolica Adulti
29 Ore 20,45 Corso Fidanzati
31 Ore 15 e 21 Corso Biblico a Lesmo
I LAVORI DEL CONSIGLIO PASTORALE
Il giorno 6 Dicembre si è riunito il Consiglio Pastorale per trattare
i seguenti argomenti:
La comunità parrocchiale: coscienza e gesti; La
liturgia: già e non ancora;
S. Stefano: facciamo il punto.
Don Vittorio, con unampia analisi e con sottolineature interessanti,
ha tracciato il volto della nostra comunità che se da una parte può
ritenersi soddisfatta per alcune mete raggiunte, deve però continuare
il cammino per imparare e crescere sempre più. ("sono contento di oggi,
ma domani meglio").
La Chiesa degli apostoli è il punto di riferimento per il nostro cammino,
essa rappresenta la concreta traduzione del Vangelo ed è tramite suo
che molte persone si sono lasciate condurre dal Signore per le strade del
mondo, superando difficoltà di ogni sorta, per annunciare la "buona
novella".
Una comunità così orientata loda Dio, è perseverante
nellascolto della Parola, vive una comunione profonda, è perseverante
nella preghiera e nellEucaristia.
E proprio su questi punti linvito alla riflessione e al confronto,
sicuramente, vista la complessità e limportanza, non esauribili
in una serata.
Lintervento di Don Giuseppe mette a fuoco alcuni strumenti che la nostra
Comunità si è data in questo anno giubilare e che meglio ci
consentono di sintonizzarci in questa direzione: Iassemblea parrocchiale,
gli esercizi spirituali, Iapertura di un centro di ascolto, esperienze
che verranno proseguite anche nel prossimo anno.
Don Ambrogio illustra al consiglio quanto la commissione liturgia sta facendo
affinché la celebrazione del mistero di Cristo, che si prolunga nel
tempo e che si realizza nellazione liturgica, venga vissuta in maniera
sempre più consapevole e attiva da parte dei fedeli.
Una particolare cura e preparazione sarà rivolta alle voci guida. Laccoglienza
dei fedeli e la prova dei canti, prima della celebrazione, costituiranno una
tappa di questo cammino.
Don Giuseppe informa il Consiglio che lapprovazione del progetto di
ristrutturazione del S. Stefano, da parte delle competenti autorità,
pur mantenendo la stessa volumetria, richiede alcune modifiche.
Luigia Calderini
CONSULTORIO FAMILIARE DECANALE
CEAF - VIMERCATE.
INVITA AL CONVEGNO
GENITORIALITA E GENERATIVITA
Sabato 27 gennaio 2001
ore 9.30
Auditorium Biblioteca Civica
P.zza Unità dltalia 2/g Vimercate
SALUTI: Mons. Giuseppe Ponzini- Decano -
Marisa Vergani - Assessore Servizi Sociali Comune di Vimercate
Avv. Gabriele Sponzilli- Direttore CeAF
TAVOLA ROTONDA E DlBATTITO
INTERVERRANNO:
D.ssa Ebe Gatteschi - Ricercatrice di Teologia Fondamentale:
IL FUTURO ALLE SPALLE
D.ssa Annamaria Fumosa - Psicoterapeuta:
GENERARE E GENERARSI
D.ssa Valentina Bossi- Pedagogista Servizio Affidi:
GENITORI Dl CHI?
MODERATRICE: D.ssa Elena Faini - Psicologa
Il Convegno sarà introdotto dalla visione del Film:
"Preferisco il rumore del mare"
Venerdì 26 gennaio ore 20.30 presso la sala del Centro Don Bosco -
Oreno
(ingresso gratuito)
TUTTA LA CITTADINANZA È INVITATA
Con il Patrocinio del Comune di Vimercate
PELLEGRINAGGIO GITA "SANTIAGO DE COMPOSTELA"
BARCELLONA - SARAGOZZA - MADRID AVILA
Dal 23 al 30 Aprile 2001, 8 giorni Aereo + Autopullman
PROGRAMMA
1° Giorno: In mattinata trasferimento per lAeroporto di Milano: volo
di linea per Barcellona. Nel pomeriggio visita della Città, Capitale
della Catalogna, seconda città e porto della Spagna.
2° Giorno: Al mattino partenza alla volta di Saragozza sostando a Montserrat.
Visita del celebre Monastero catalano, meta di pellegrinaggi. Dopo il pranzo
proseguimento del viaggio ed arrivo in serata a Saragozza.
3° Giorno: In mattinata funzioni religiose e visita della città sede
di un famoso Santuario e di Università, attiva anche di industrie e
commerci. Nel pomeriggio partenza per Madrid.
4° Giorno: Mattinata dedicata alla visita della città Capitale della
Spagna. Nel pomeriggio escursione a Toledo, città della nuova Castiglia
in cima ad unaltura. Rientro a Madrid.
5° Giorno: In mattinata escursione ad El Escorial, cittadina nei dintorni
di Madrid. Località di villeggiatura e centro turistico di primo ordine.
Il suo grandioso Monastero, lottava meraviglia del mondo,è sintesi
suprema dello spirito cattolico ed imperiale di Spagna. Proseguimento per
Avila, pranzo e visita della città medioevale della vecchia Castiglia,
ricca di memoria di santa Teresa di Gesù, la più grande santa
di Spagna. Partenza per Puebla de Sanabria con sosta per la visita della città
di Salamanca, capitale del Leon.
6° Giorno: Partenza per Santiago de Compostela con sosta per la visita a Leon.
7° Giorno: Intera giornata dedicata alla funzioni religiose e alla visita
di questa metropoli religiosa della Spagna, tra i più celebri e frequentati
centri della cristianità, meta di pellegrinaggi fìn dal medioevo.
Costruita su unaltura, presenta aspetto severo con vie strette a portici
e piazzette silenziose, ricca di splendidi e importanti monumenti, sede anche
di Università fiorente.
8° Giorno: In mattinata funzioni religiose e attività libere. Nel pomeriggio
trasferimento in Aeroporto e partenza per Milano.
Saranno comunicati in seguito ulteriori notizie, comunque rivolgersi in Segreteria
parrocchiale.
"Se Cristo non è risorto, vana
è la nostra fede".
Una tomba vuota. La storia dellumanità
e la vita stessa di ognuno di noi devono fare i conti con un luogo concreto
collocato in un tempo ben preciso: il sepolcro di Gerusalemme dove venne deposto
un uomo morto in croce intorno allanno 780 dalla fondazione di Roma.
Tre giorni dopo, quello stesso sepolcro veniva trovato vuoto.
Con questo grande bivio della storia si misura da sempre Vittorio Messori
che ha messo il suo fiuto e
la sua curiosità di cronista sulle tracce di Gesù di Nazaret.
Strano detective, Messori, impegnato a indagare non la vita di qualche pericoloso
delinquente, ma i giorni terreni delluomo innocente per definizione,
quel Cristo che divide in due il nastro dei secoli e la libertà di
ogni persona. Si intitola Dicono che è risorto la sua ultima fatica
letteraria pubblicata per i tipi della Sei di Torino, come ideale continuazione
di Patì sotto Ponzio Pilato?, il ponderoso volume del 1992 dedicato
alla ricostruzione minuziosamente documentata della passione di Gesù.
Ora Messori chiude per così dire il cerchio della sua indagine, spostando
lattenzione a ciò che avvenne dopo la morte di Cristo. Come sempre,
con rigore, rende ragione della propria fede. "Perché i credenti
come dice Messori stesso non sono dei creduloni."
Da quel primo straordinario caso letterario che fu nel 1976 Ipotesi su Gesù,
Messori non ha più abbandonato quella pista di ricerca: e in ciò
è stato bravo giornalista, perché lunico fatto veramente
nuovo della storia è racchiuso in una pietra rotolata e nelle parole
di un uomo che si proclama Figlio di Dio, e risorge dai morti. E annuncia
la stessa straordinaria notizia a tutti gli uomini: il nostro corpo non morirà
per sempre. Ecco perché quella tomba vuota a distanza di duemila anni
è ancora il problema dei problemi. È questa la radice della
pianta cristiana, al punto che Paolo di Tarso, con la schiettezza dei convertiti
illuminati dallo Spirito, non usa mezzi termini: "Se Cristo non è risorto,
vana è la nostra fede".
Messori raccoglie tracce, indizi confronta tutte le ipotesi, esamina reperti
archeologici, compulsa le fonti disponibili. Alla fine, il libro dimostra
che i Vangeli sono assai più credibili, solidi, aderenti alla storia
di quanto sostengano certe ideologie. Per questo, Dicono che è risorto
si inserisce a pieno titolo fra quelle buone letture vi suggeriamo volentieri.
Centro aiuto per la vita
Iniziative per
Ianno 2001
4 febbraio 2001
XXIII GIORNATA PER LA VITA
"Ogni figlio è parola"
25 marzo 2001
FESTA DELLANNUNCIAZIONE
Veglia di Preghiera per la Vita
In occasione della Festa dellAnnunciazione si celebra, da qualche anno,
in tutta Italia la giornata nazionale del nascituro. Il CAV già dallanno
scorso ha aderito a questa iniziativa proponendo a tutte le Parrocchie del
Decanato una Veglia di Preghiera per la Vita che vuole diventare un appuntamento
annuale. Il programma dettagliato verrà pubblicato sul prossimo numero.
Breve storia del progetto Banca Etica
Il 22 dicembre 1994, 22 organizzazioni del
non profit stabiliscono di dar vita allAssociazione
Verso la Banca Etica.
Il 1° giugno 1995 viene costituita la Cooperativa Verso la Banca
Etica con lintento di
costruire una banca vera e propria sotto forma di
banca di credito cooperativo e di promuovere
il messaggio culturale legato alla finanza etica.
Obiettivo: raccogliere 5 miliardi di capitale sociale.
Nel 1996, a seguito della difficoltà di costituirsi come
banca di credito cooperativo, il C.d.A. della cooperativa decide di puntare
sul modello di
banca popolare, una banca a interesse nazionale
che richiede un capitale sociale minimo molto più
elevato (12.5 miliardi). Per vincere questa sfida si dà il via ad una
più efficace campagna informativa e promozionale, che vede impegnati,
in particolare; i soci più coinvolti nelliniziativa. Nasce così
la
rete dei Git (Gruppi di iniziativa territoriale).
17 aprile 1998: si raggiungono e si superano i 12,5 miliardi di
capitale sociale, richiesti dal
Legislativo n. 385 del 1° settembre 1993, per poter costituire una banca popolare.
Il 30 maggio 1998 IAssemblea Straordinaria dei soci, riunitasi
a Padova, delibera la trasformazione della Cooperativa Verso la Banca Etica,
in Banca Popolare Etica e nomina il primo Consiglio di Amministrazione.
Il 21 novembre 1998, i soci, riuniti in assemblea, votano il documento
sullOrganizzazione
Territoriale dei Soci è nominano il primo Comiitato Etico della banca.
Il 12 dicembre 1998 si riceve lautorizzazione, firmata dal
Governatore Antonio Fazio in data 20 novembre 98, per lesercizio
dellattività creditizia alla Banca Popolare Etica. E la prima
volta che in Italia si concede lopportunità di operare ad un
vero e proprio Istituto di Credito specializzato
nella finanza etica e alternativa. Lambizioso
progetto diventa una realtà.
Il giorno 8 marzo 1999 inizia loperatività della Banca
Popolare Etica.
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