Vita in Oratorio
Ritratto di un seminarista

Credo che innanzitutto sia opportuno che mi presenti, perché‚ molti di voi ancora non mi conoscono.
Mi chiamo Andrea Lupi, ho 24 anni e abito a Valmadrera, una ridente cittadina vicino a Lecco.
Sono entrato in Seminario nel settembre del 1998 al Corpo Propedeutico e attualmente sto frequentando la III teologia nel Seminario Diocesano di Venegono. Prima di entrare in Seminario ho studiato Ragioneria e ho svolto servizio civile presso una comunità di ragazzi disabili. E' stata un'esperienza che mi ha arricchito e mi ha messo a confronto con una realtà nuova, con le sue dinamiche e i suoi ritmi. Qualcuno, qualche volta, mi ha chiesto cosa può in un giovane, con i suoi progetti di vita, o suoi desideri e le sue aspirazioni, sconvolgere la sua vita a tal punto che lascia tutto e segue Gesù. Quello che posso dire io è che alla base di questo c'è un desiderio di conoscere Gesù e di lasciarsi conoscere da Lui. L'inizio della mia vocazione fu proprio questo: il Vangelo ha cominciato a parlare proprio a me, in prima persona, e più leggevo, più desideravo conoscerlo. Gesù non è rimasto una persona lontana, ma sempre più reale e vicina: in Lui mi sentivo, e mi sento tuttora, conosciuto e amato personalmente, per quello che sono, con i miei talenti e con i miei difetti. E' nata quindi in me la voglia di donarmi ai fratelli, affinché‚ quel Gesù che io ho conosciuto, li raggiunga.
Molti pensano che le scelte coraggiose che alcuni giovani sono stati in grado di compiere siano scelte strane, fuori moda, inutili perdite di tempo, lo spreco di vite giovani; tuttavia sono ricche di prospettive e di significato per chi è capace di amare con cuore indiviso, per chi è in grado di andare oltre i propri egoismi e i propri orizzonti limitati, per chi sa che il tempo ci è stato donato, per chi, infine, è sicuro che: Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui (Col 1,17).
Io sono entrato in Seminario a ventun'anni e per questo ringrazio Gesù, che ogni giorno mi dona la forza di continuare e di poter vedere che tanti altri sono chiamati, ancora oggi ad una vocazione di particolare consacrazione.
Le esperienze pastorali che vengono richieste a noi seminaristi di III teologia hanno come obiettivo quello di ispirare alla Parola, che è la caratteristica propria dell'anno di terza, le forme e i contenuti delle diverse modalità di servizio richieste e nello stesso tempo di far acquisire oltre ad una certa abilità, anche una più matura sensibilità pastorale.
L'attività privilegiata è quella dell'oratorio con tutti gli annessi e connessi e dell'animazione della liturgia domenicale dei ragazzi.
Arrivando a Vimercate mi ha colpito molto l'impegno dei giovani, sempre disponibili a dare una mano soprattutto la disponibilità all'animazione dei giochi la domenica pomeriggio.
Poi, pian piano ho cominciato a inquadrare le persone - sì, lo so, è un termine un po' infelice, ma prendete il significato migliore -, a imparare i nomi... a pregare per voi. Infatti, una delle prime cose che ho fatto è stato quello di pregare per i ragazzi, i giovani, i genitori, cercando di associare ai nomi dei volti! Le persone che ho incontrato in queste domeniche mi hanno molto affascinato perché‚ sono contraddistinte da un particolare spirito di amicizia e di accoglienza.
Comunità bella, anche per il clima di preghiera che si riesce a creare e a gustare: questo sia la Domenica mattina alla S. Messa al Centro Giovanile, che viene animata dai giovani, sia la Domenica pomeriggio, dove vedo che i ragazzi riescono a smettere di giocare per ricordarsi che c'è Gesù e che è proprio Lui a dar senso al nostro ritrovarci insieme nel gioco, nel lavoro, nelle amicizie...
Gioco insiemePoche volte ho visto realtà così intense, gente così motivata, dal più piccolo al più grande; questo non perché‚ non ci siano difficoltà o difetti, o perché‚ io non sia in grado di vederli, ma per il semplice fatto che in una comunità dove soffia lo Spirito, tutti sanno farsi carico dell'altro, costruendo insieme, arrivando dove il fratello non ce la fa, sopportando la pesantezza... Tutto sembra difficile per chi non conosce Cristo (o crede di conoscerlo); invece, per chi si lascia conquistare dalla sua Parola, tutto assume un significato nuovo. Questo perché‚ si capisce che la nostra vita, le nostre forze personali non bastano più, quando nel cuore grida forte la voce di Gesù che dice: Seguimi! Per noi Cristiani, infatti, il vivere è diventato il Cristo (cfr. Fil 1,21) e tutto il resto, come la Sapienza, la giustificazione che viene dalla legge, non ci interessa più! Questo per la vostra comunità - e a questo punto potrei dire anche per la mia, perché‚ mi sento, un po' parte di essa - è una grande ricchezza per cui ringraziare il Signore. L'augurio più sincero che posso farvi è quello di continuare a vivere nella ricchezza dei doni dello Spirito, che non si stanca mai di soffiare!

Buon anno a tutti voi!!!

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