La Parola del Parroco: Perchè il Cammino continui
Il Cardinal Martini a Vimercate
Centro d'ascolto Caritas - Città di Vimercate
Il Quinto Talento - Presentazione del Sito Parrocchiale
Lettera del Santo Padre agli Anziani (quarta parte)
I
consigli di Don Mazzi per vivere l'adolescenza
La parola del parroco:
Perchè il Cammino Continui
Carissimi
Parrocchiani,
vi scrivo mentre stanno per concludersi gli Esercizi Spirituali, che quest'anno
abbiamo dedicato a comprendere e accogliere la nostra vocazione a essere
popolo santo del Signore.
Io sono stato contento della partecipazione numerosa di giovani, adulti,
anziani e specialmente della puntualità e fedeltà agli appuntamenti
perché questo indica la volontà di un cammino personale.
Ringrazio perciò Padre Eugenio che ci ha guidato, Don Ambrogio e
Don Vittorio che hanno curato la preparazione e l'animazione delle celebrazioni,
tutti coloro che hanno collaborato ai vari momenti. Io mi sono dedicato
soprattutto alla preghiera in S. Antonio e alla riflessione su ciò
che stavamo vivendo. Ora voglio appunto comunicarvi qualche pensiero che
possa aiutarci a rendere concreto il nostro cammino verso la santità
e a farlo continuare anche dopo gli Esercizi e la Pasqua.
Sempre
in ascolto
della parola di Dio
Avrete notato
che Padre Eugenio ha condotto gli Esercizi seguendo il racconto biblico
dell'Esodo e in particolare il dialogo di Dio con il suo popolo. La ragione
è che ogni cammino spirituale si compie in costante dialogo con Dio,
seguendo la sua parola liberatrice e unendoci sempre più fedelmente
a lui.
Perciò la fedeltà che ho notato nella vostra partecipazione
agli Esercizi è opportuno che continui in un fedele ascolto settimanale
della parola di Dio, che ci viene proposta dalla Chiesa nelle letture festive
dell'anno liturgico. Per chi ha buona volontà, per chi vuole camminare
sulla via della santità, Dio parla ogni domenica. Perciò non
vi dico: "Venite a Messa", ma vi dico: "Ascoltate sempre
con l'attenzione del cuore le letture e le omelie domenicali". Così
il cammino spirituale proseguirà.
Sempre
dissetatevi
con l'acqua viva
Nel cammino
aspro dell'Esodo il popolo d'Israele è stato più volte dissetato
con l'acqua fatta scaturire miracolosamente dal Signore. E Gesù ha
promesso alla Samaritana una "sorgente di acqua che zampilla per la
vita eterna" (Gv. 4, 14). Sappiamo infatti che è Gesù
la Roccia da cui zampilla l'acqua viva (cfr. 1 Cor. 10,4). Con questa sua
"acqua" Gesù ci disseta ogni volta che ci accostiamo a
lui nei diversi sacramenti. "Madre" di tutti i sacramenti è
la Veglia Pasquale nella quale i catecumeni ricevono Battesimo, Confermazione
ed Eucaristia e i battezzati rinnovano le loro Promesse battesimali e partecipano
all'Eucaristia della Risurrezione.
Quest'anno la nostra Veglia Pasquale sarà allietata dalla Iniziazione
cristiana di una mamma albanese e dei suoi tre figli e inoltre dal Battesimo
di due neonati italiani. Sarà per tutti noi l'occasione per rinnovare
la coscienza della centralità della Pasqua del Signore nel mistero
della nostra salvezza. Nessuno perciò manchi di partecipare a quella
solenne Veglia avendo cura anche di prepararvisi prima con la celebrazione
del sacramento della Riconciliazione.
E tutti cerchiamo di proseguire il nostro personale cammino di santificazione
continuando ad abbeverarci alla Roccia spirituale che è Cristo, con
la frequenza regolare ai Sacramenti.
Sempre
i poveri
li avete con voi
L'esperienza
dell'Esodo è stata un cammino di popolo, un'avventura della fede
vissuta insieme, un entrare in possesso della Terra Promessa aiutandosi
reciprocamente (cfr. Num. 32).
Così anche il nostro cammino verso la santità non può
essere individualistico e mi spiego. Il cammino verso la santità
cristiana deve essere anzitutto "cristiano", cioè deve
porci in comunione con Gesù Cristo che ha detto: "Io sono la
vite e voi i tralci... Senza di me non potete far nulla" (Gv. 15,5);
poi deve essere "ecclesiale", cioè deve tenerci in comunione
con la Chiesa che continua per noi oggi la missione di Cristo; infine deve
essere "fraterno", cioè deve realizzare il precetto di
Gesù: "Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi"
(Gv. 15,12).
Comunione ecclesiale e solidarietà umana sono dunque i risvolti concreti
e visibili di ogni serio cammino di santità cristiana. Confrontiamoci
personalmente con le tante sofferenze che ci sono attorno a noi, forse nella
nostra famiglia, e vediamo come è vero quello che ha detto Gesù:
"I poveri li avete sempre con voi" (Gv. 12,8). In questo numero
di "Parola Amica" trovate la relazione sui primi mesi di attività
del Centro di Ascolto Caritas: non ci dicono nulla tutti quei bisogni? Ricordiamo
che Gesù ha detto: "Ogni volta che avete fatto queste cose a
uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me"
(Mt. 25,40).
Manteniamo inoltre la comunione ecclesiale con la nostra comunità
parrocchiale, con il nostro Vescovo, con il Papa e tutto il suo insegnamento.
Allora cammineremo nella direzione giusta e saremo certi di incontrare il
Signore Gesù nella comunità dei suoi discepoli. E anche noi
potremo dire con la gioia degli Apostoli: "Abbiamo visto il Signore!"
(Gv. 20,25).
Sia così la vostra Pasqua e tutta la vostra vita! Vostro
Don
Giuseppe
Il Cardinal Martini a Vimercate
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"erano in cammino"
| domenica 25 febbraio: Presso il Centro Giovanile si è svolto, allegro e colorato, il carnevale oratoriano, coordinato dagli animatori del CGCR e dalle animatrici dell'OFMI. | |
| Ogni gruppo ha ben preparato per tempo, durante le settimane precedenti, all'interno dei lab-oratori manuali della domenica pomeriggio, i costumi per un pomeriggio allegro di amicizia e di festa semplice e genuina. Buona la partecipazione e generosa la laboriosità degli organizzatori; il tutto concluso con la premiazione delle maschere più belle, del gruppo più simpatico, e con le dolci chiacchere. | ![]() |
| sabato 3 marzo: Si è svolta regolare, nonostante il tempo incerto e molto freddo, la tradizionale, grandiosa sfilata di carnevale cittadina coordinata dagli oratori con il prezioso e gentile patrocinio dell'Amministrazione Comunale. Partita da Piazza Martiri vimercatesi, | |
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percorso
tutto il centro cittadino, l'allegra e vivace sfilata si è
conclusa nel cortile del Centro Giovanile: il Prevosto, il Sindaco,
l'Assessore hanno consegnato a tutti le targhe di partecipazione ed
ai vincitori i loro ambiti trofei. Bella e significativa dal nostro
punto di vista la presenza anche degli Oratori di Oreno e di Velasca.
Il tutto per un pomeriggio diverso, spensierato, ricco di amicizia
e simpatia. Anche con l'organizzazione di questa sfilata i nostri
Oratori hanno detto alla città la loro presenza e la loro vivacità.
|
In agenda,
in attesa dell'estate, tre importanti tappe del nostro cammino oratoriano:
| ·
PELLEGRINAGGIO A ROMA dei ragazzi di III media in preparazione alla
loro Solenne Professione di fede: dal 27 al 29 marzo, incontrando in
San Pietro il Papa. · DUE GIORNI A PONTE DI LEGNO dei ragazzi di II media, per accrescere le amicizie, unire maggiormente il gruppo, e parlare insieme di cose importanti per la propria crescita. · TRE GIORNI GIOVANI AD ASSISI per adolescenti, 18enni e giovani soprattutto per gli animatori e gli educatori dei nostri oratori, per vivere nei luoghi splendidi e suggestivi della vita di S. Francesco una tre giorni aggregativa e formativa importante per il cammino futuro dei nostri oratori: ad Assisi dal 28 aprile al 1° maggio. |
Affidiamo alla preghiera di tutta la nostra grande famiglia, di tutta la nostra comunità parrocchiale, questi tre appuntamenti importanti: perché queste occasioni straordinarie possano favorire almeno un poco la semina di Dio nei cuori dei nostri giovani. L'estate poi, che arriverà presto ed attesa, sarà l'occasione bella per altre importanti proposte: il Centro Estivo e i due turni di campeggio in montagna ...
don
Vittorio
Il canto "quando Gesù", imparato dai ragazzi per la Quaresima, cantato e ripetuto durante la catechesi, la S. Messa, le preghiere in Oratorio, suggerisce la prospettiva giusta del cammino dei nostri ragazzi e giovani in questo tempo liturgico forte: "E cercherò anch'io Signore di vivere come te; e ascolterò la Voce tua che Luce mi darà". Un tempo favorevole per ricordare che "non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio" e per impegnarsi convertirsi, a migliorare la propria vita, ridecidendo nuovamente nel cuore di assomigliare a Gesù, di vivere come Lui. E' bello e commuove sentire i nostri ragazzi cantare forte, bene, con gusto, con gioia questo canto molto significativo e toccante! E' LA PASQUA DEL SIGNORE TRA NOI!
· La S. Messa domenicale delle 10.00 al Centro Giovanile in Quaresima acquista nuovo calore e vivacità: i ragazzi, i giovani, le famiglie sono "accolti" nella casa di Dio da due nuovi grandi disegni appesi sulle pareti dell'altare; due disegni che "spiegano visivamente" la Messa nella sue due parti fondamentali. "Gesù Maestro": la liturgia della Parola è Gesù stesso che ci raduna tutti attorno a sé per parlarci, per incoraggiarci, per consigliarci. "Gesù Buon Pastore": la liturgia Eucaristica è Gesù stesso che ci accosta, cammina con noi, si rende presente, ci porta sulle Sue spalle, dandoci forza e speranza, vivendo con noi, dentro il nostro cuore. Al termine della Messa la consegna a ciascuno di un adesivo, che costruisce per tutta la Quaresima un grande e colorato puzzle: il Vangelo di ogni domenica, passo dopo passo, ci consiglia di essere ... "forti", "accoglienti", "liberi", "testimoni", "amici", "generosi" ... sei consigli per le sei domeniche di Quaresima. E' bello e commuove, in tempi in cui le chiese e gli oratori normalmente si svuotano, vedere la nostra cappella sempre più piena, gonfia di presenze vive e partecipi fino all'inverosimile, con ragazzi seduti ovunque, per terra, sin sull'altare. E' LA PASQUA DEL SIGNORE TRA NOI!
· Abbiamo invitato gli amici di I-II elementare in questa Quaresima a partecipare alla Messa domenicale ed alla catechesi al venerdì pomeriggio: per iniziare a prendere contatto con la nostra Comunità Cristiana e per sensibilizzare le loro giovani famiglie in ordine alla fede, esprimendo un nostro particolare affetto ed una nostra particolare passione educativa nei confronti delle famiglie e delle famiglie giovani. Al venerdì pomeriggio semplici incontri di catechesi raccontando loro la vita di Gesù con disegni e con canti. Alla domenica mattina la prima parte della Messa avviene per loro separatamente, nelle aule del Il piano del centro giovanile: si spiega ai ragazzi con semplicità cos'è e come si vive la Messa, commentando con semplicità adatta a loro il Vangelo. All'offertorio l'ingresso in processione dei ragazzini in cappella, ai piedi dell'altare, portando il pane e il vino per la celebrazione. E' bello e commuove questa presenza e questo ingresso, profezia di vita e speranza per il futuro! Sono tanti i ragazzi e tanti i genitori che ci accompagnano: anche grazie a loro la Messa ridiventa più gioiosa, più viva, più sorridente, più ...Festa! E' LA PASQUA DEL SIGNORE TRA NOI!
| · Le domeniche-insieme, dopo la prima turnazione annuale del tempo di Avvento, sono riprese dirompenti e vivaci nel tempo quaresimale. La domenica pomeriggio in oratorio è già normalmente molto partecipata da ragazzi e ragazze delle elementari e medie e già normalmente ben gestita ed animata dalla presenza del prete, del seminarista, delle suore, dei baristi, del numeroso gruppo degli animatori del "GAOD", dei giovani genitori che | |
| affiancano i giovani per il servizio dei lab-oratori manuali. Il Centro Giovanile si popola ancor di più alla domenica grazie alla presenza a turno dei ragazzi della catechesi. Una giornata intera ricca di ingredienti interessanti: gioco, pranzo comunitario, amicizia, ascolto, preghiera, Messa, catechesi, il lab-oratorio manuale per colorare la maglietta "Ecco mia Madre" e | ![]() |
· Le proposte spirituali per i più grandi sono particolarmente forti ed abbondanti in Quaresima: invito a mettere Dio al primo posto, dando tempo alla preghiera, all'ascolto del Vangelo, al silenzio, alla meditazione. Il Ritiro adolescenti sabato 17 marzo; la settimana di Esercizi Spirituali Parrocchiali dal 19 al 23 marzo, con la messa alle 6.30 e la meditazione alle 21.00 tutti i giorni in Santuario; il Ritiro 18enni e giovani di sabato 24 marzo; la settimana di deserto da vivere personalmente dal 2 al 6 aprile, usando il sussidio diocesano; il triduo di preghiera in Santuario alle ore 18.30 dal 9 all'11 aprile, per preparare bene i Riti Solenni della settimana Santa. I giovani che vivranno con fede questi momenti avranno la gioia di sapere e sentire ancor di più la grandezza e la forza dell'Amore di Dio per loro, per ciascuno. E' bello e commuove contemplare Dio all'opera in mezzo a noi, più che mai generoso e operoso nel seminare nel cuore dei nostri giovani i Suoi sogni, i Suoi desideri, i Suoi progetti ... E' LA PASQUA DEL SIGNORE TRA NOI!
· Le proposte specifiche di educazione alla carità aggiungono alla normale sensibilità caritativa nuove opportunità di dono e di servizio. In particolare la sensibilizzazione capillare sul tema dei prodotti del mercato equo-solidale, con le bancarelle della carità di domenica 1° aprile. I ragazzi e i giovani degli oratori la domenica delle palme 8 aprile pomeriggio fanno visita agli ammalati, portando l'augurio della Pasqua con l'ulivo benedetto. La I-II-III elementare presso le Suore malate e anziane in Convento: la IV e V elementare in alcune case, accompagnati dagli amici dell'UNITALSI; la I-II-III media in alcuni reparti del nostro ospedale di Vimercate. E' bello e commuove vedere che il Vangelo è capace di educare i cuori al dono ed al servizio ... E' LA PASQUA DEL SIGNORE TRA NOI!
don
Vittorio
Una "Micro" in Brasile
Cos'è?| I bambini sono numerosissimi e vivono in ambienti con poca igiene. L'acqua di cui si servono è quella del fiume: le gastroenteriti e la parassitosi sono le malattie più frequenti, seguono le malattie polmonari e dermatologiche. Con la somma di 3 milioni di lire possiamo acquistare un microscopio, di cui abbiamo veramente bisogno, inoltre medicinali, materiale sanitario, latte e alimenti per bambini bisognosi che ogni giorno vengono portati al nostro Centro. | ![]() |
Centro d'ascolto Caritas-Città di Vimercate
(dalla
relazione del 14 marzo alla comunità cristiana)
Alcuni punti
fermi
Quando parliamo di CdA Caritas occorre fissare alcuni punti fermi:
Il riferimento
al Sinodo. Cost. 121
Il Sinodo pone una serie di riferimenti sul tema della carità, dell'amore
per il prossimo e la cura del povero, che è affidata alla vivacità
della comunità cristiana ed alle funzioni pedagogiche, di promozione
e coordinamento della Caritas. Il CdA è un servizio pastorale della
Caritas e deve essere riferito con forza all'attività e alla pastorale
della carità nelle comunità cristiane.
Serietà
e stile
Lo stile dell'operatore del CdA è quello del rispetto in un clima
di relazione e dialogo nel quale è radicata la lettura spirituale
che lo anima. Essa parte dalla scoperta della povertà come dimensione
dell'essere di ogni persona: solo un povero può farsi vicino ad un
altro povero senza ferirlo ma facendolo sentire come persona. Semplicemente
condividendo la sua impotenza, mostrandogli di non essere estraneo alla
sua situazione e riconoscendo il mistero della sua persona, rende onore
alla sua dignità.
L'ascolto
"dinamico"
L'attenzione ai poveri è un'attenzione che ci deve mobilitare tutti
all'ascolto:
- ascolto dinamico per una parrocchia che si fa vigile: aperto ai caseggiati;
parroci e preti che fanno la benedizione delle case, che incontrano le famiglie
per i percorsi sacramentali hanno in mano una grande, straordinaria occasione
di ascolto;
- ascolto dinamico perché cambiano le situazioni di povertà.
Il coinvolgimento
delle istituzioni
Il Centro d'Ascolto è un rilevatore delle diverse difficoltà
da riportare a tutti nella comunità cristiana e nelle istituzioni
civili per sollecitare un loro interessamento.
Uno dei compiti del CdA è quello di farsi mediatore nei confronti
dei servizi pubblici.
E' una competenza di primo livello. E' importante cogliere i problemi
per poi orientare accompagnando la persona. Come credenti ma anche
come cittadini e partecipi di una società, dobbiamo essere disponibili
alla promozione dei diritti di cittadinanza per tutti, nella consapevolezza
dello stretto rapporto tra carità, attenzione ai più deboli
e giustizia. Si può aiutare una persona che non ce la fa a pagare
l'affitto ma, contestualmente, bisogna porre con forza il problema della
casa e degli affitti, di come questo incida sul reddito.
Utenti,
bisogni e richieste
dal 3 giugno 2000 al 10.3.2001
| 1. Utenti | |||
| Tipologia |
10.10.00
|
15.01.01
|
10.03.01
|
| ITALIANI |
7
|
17
|
27
|
| STRANIERI |
97
|
187
|
287
|
| TOTALE |
104
|
204
|
313
|
2. Distinti
per territorio
| Parrocchie città 182 |
| Parrocchie decanato 64 |
| Altre 67 |
3. Nazionalità
Si sono presentate persone di 29 nazionalità. Le comunità
più numerose a Vimercate sono: Ecuador 83 - Perù
24 - Albania 14 - Marocco 10 - Ucraina 6 - Ghana
4 - Egitto 4.
Gli stranieri con regolare permesso di soggiorno sono il 49,56%
Tipologie
di povertà e bisogni rilevati; richieste:
All'immigrazione sono legate alcune povertà: clandestinità,
mancanza di abitazione, lavoro precario, reddito insufficiente, mancanza
di assistenza sanitaria, ritardo scolastico.
Altre povertà che riguardano anche gli italiani sono le dipendenze,
la malattia mentale, crisi e conflitti familiari, problemi relazionali e
maltrattamenti, solitudine, grave trascuratezza fisica ed affettiva.
Le richieste hanno riguardato: ricerca abitazione (140), lavoro (455), la
fornitura di pacchi alimentari e beni realizzata con la preziosa collaborazione
dei volontari Caritas parrocchiali e di alcuni giovani (1761), sussidi o
prestiti (96), prestazioni professionali (46) assistenza per i permessi
di soggiorno, altro: (compilazione moduli, accompagnamento ai servizi sociali,
...), sanità (3).
Dai numeri sopra esposti risulta evidente la gravità e la complessità
dei problemi. Per questo sono state avviate attività di supporto
quali:
- organizzazione ufficio e informatizzazione dati;
- ricerca di sinergie con altre associazioni (COI, CAV, ecc.);
- iniziative sulla casa, in accordo con la Fondazione S. Carlo;
- verifica della possibilità di collaborazione con l'Amministrazione
Comunale.
Questioni
aperte e rimandi alle comunità parrocchiali
Il Centro di Ascolto come espressione delle 5 parrocchie non può
che far riferimento ad esse per gli orientamenti di fondo, e deve recepire
le indicazioni condivise ed espresse da loro. Ad ascoltare la relazione
di mercoledì 14 Marzo erano presenti, gli operatori del CdA, 5 laici
e 4 sacerdoti. Ci siamo domandati:
1. Come coinvolgere la comunità cristiana? (Eucaristia, catechesi,
gruppi di ascolto_)
2. Il poeta R.M. Rilke diceva: "I poveri sono i non-ascoltati".
Le comunità condividono la logica dell'ascolto, dell'accoglienza,
o stiamo lavorando senza l'appoggio delle comunità?
3. Il bisogno va ascoltato (e già questo è un aiuto prezioso)
ma poi, se si vuole uscire da una logica di dipendenza, va formulato un
progetto che lo avvii a soluzione. E' pensabile avviare simili progetti
senza la simpatia e il sostegno delle comunità?
4. I poveri sono per noi il volto di Dio? Il Vangelo "graffia"
il nostro modo di pensare ed agire, i nostri beni?
Caritas
Parrocchiale
Ancora una volta il nostro Santuario ci offre una ri-scoperta: la lapide
marmorea, che ci ricorda la bella sacrestia settecentesca. Di solito, è
parzialmente coperta dalle predelle dell'altare della sagrestia, rimosse
nei mesi scorsi per un restauro, ormai completato. Viene pubblicata la fotografia
della lapide, la trascrizione del testo latino e la traduzione italiana.
Ecco ora una succinta storia delle sacristie della chiesa dedicata alla
Beata Vergine del Rosario, che per ben tre volte, hanno cambiato posizione.
Circa la precisa ubicazione della primitiva sacrestia della chiesa romanica
dedicata a Maria Vergine, non abbiamo nessuna indicazione in proposito da
documenti scritti; si suppone però che fosse assai angusta.
Si sa invece che nel 1570 il visitatore diocesano inviato da S. Carlo, padre
Leonetto Chiavone, avendo constatato il degrado del vetusto locale, in cui
venivano riposte le suppellettili sacre, indicava, come luogo adatto alla
costruzione di una nuova sacrestia, lo spazio esistente dietro l'altare
maggiore.
Anche S. Carlo, nella seguente visita pastorale del 1581, ripeteva le stesse
indicazioni.
Si dovrà però aspettare fino al 1769, perché, ciò
che S. Carlo aveva richiesto, venisse messo in opera. Finalmente il prevosto
Gian Domenico Branca chiese alla Curia Milanese il permesso per la costruzione
della nuova sacrestia, allegando il disegno autografo del celebre ingegner
architetto milanese Francesco Croce, datato 26 aprile 1769 e da lui firmato.
Il Croce era assai apprezzato in Milano e in Lombardia. Parecchie sono le
sue opere milanesi; oltre alla Rotonda dell'Ospedale Maggiore e del palazzo
Sormani, va ricordata la guglia Maggiore del Duomo che regge la statua della
Madonnina.
All'architetto Croce, oltre alla cura della costruzione muraria della sacrestia,
viene affidato anche la progettazione degli armadi lignei che dovevano arredare
la nuova aula collocata dietro l'altare maggiore.
L'esecuzione degli arredi lignei fu affidata al maestro Luca Cassina di
Meda, che aveva già eseguito la bussola della porta centrale ancora
esistente. Il contratto fu sottoscritto dal Cassina il 3 dicembre 1770,
mentre il lavoro fu concluso nel 1773. Purtroppo, durante i lavori di ampliamento
del Santuario, nel 1909, la bella opera del Croce fu demolita, mentre gli
armadi furono adattati all'attuale sacrestia e l'antica pietra del secolo
XVIII fu inserita nel nuovo pavimento.
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D.O.M. HUIUS CIMELIARCHII Opus lateritium et Lignarium |
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Traduzione
dell'iscrizione
rinvenuta in sagrestia "Il
Prevosto e gli altri prefetti procuratori della fabbrica stabilirono
di far edificare completamente la costruzione in laterizio e legno
di questa sacrestia ( lett. Stanza del Tesoro) con nicchie contigue
dall'una all'altra parte nell'anno 1769 e di aggiungere |
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IQT: Presentazione del sito parrocchiale
Il mondo di Internet sta acquistando sempre maggiore importanza nella vita
di tutti i giorni e anche i più scettici non possono non ammettere
che tale realtà presenta degli aspetti molto significativi, quali
la libertà di espressione, la possibilità di fruire di molti
servizi e l'opportunità di conoscere persone e realtà diverse
dalle solite di tutti i giorni. In questo mare, tuttavia, si celano anche
degli scogli insidiosi, la rete può diventare, infatti, strumento
per screditare idee, veicolo per i più bassi istinti umani e luogo
dove ritagliarsi il proprio orticello.
Il sito della nostra Parrocchia (www.iqt.it) vuole essere, invece, per tutti
i naviganti di questo nuovo mondo, un punto di riferimento nel quale trovare
occasioni di crescita, di conoscenza e di comunicazione. La prima cosa che
colpisce subito dopo aver digitato l'indirizzo è il ritrovarsi in
un sito dalla grafica molto ben fatta, organizzato in modo da far subito
notare le novità, ma attento a non creare confusione nell'utente.
Vediamo nel dettaglio cosa ci offre questo sito, navigando con la barra
laterale che presenta come argomenti principali la parrocchia, l'oratorio,
i gruppi, l'e-Vangelo, parola amica e web-community. Se clicchiamo su parrocchia,
ad esempio, possiamo trovare delle interessanti note storiche e artistiche
riguardanti la nostra parrocchia, alcune notizie sui nostri preti e le iniziative
che di settimana in settimana ci aiutano ad essere sempre più comunità.
Non manca una cartina dettagliata per illustrare ai non vimercatesi dove
siamo esattamente.
La sezione dell'oratorio è in costruzione, ma presto ospiterà
delle sezioni riguardanti la catechesi, le iniziative e le realtà
che nascono in oratorio. Nella sezione dei gruppi, invece, si possono leggere
le presentazioni di queste associazioni operanti sul nostro territorio,
apprendere quali sono le eventuali loro iniziative e aggiornarsi con approfondimenti
da loro suggeriti.
La sezione che maggiormente ci caratterizza, in termini di servizio svolto
sino ad ora, è quella dell'e-Vangelo, ovvero la possibilità
di ricevere, tramite SMS (brevi messaggi di testo che sono tipici dei telefoni
cellulari) ogni settimana una frase del Vangelo domenicale, con anche l'indicazione
di tutte le letture della Messa. A questo servizio si affiancano quello
della Scuola della Parola Giovani, con i testi delle lezioni e con la possibilità
di condividere le proprie riflessioni con gli altri giovani, quello della
spiegazione della Lectio e la presentazione di alcuni testi utili in questo
cammino di ricerca della Verità. C'è poi la possibilità
di leggere online Parola Amica e chiude la ricca offerta di questo sito
la web-community, ovvero il tentativo di creare una comunità virtuale,
una piazza, nella quale ci si possa incontrare per discutere, scambiare
idee, raccogliere opinioni, parlare con nuovi amici... Parte fondamentale
di questa sezione è, infatti, il forum, nel quale, stimolati e guidati
da alcune riflessioni, si cerca di discutere su argomenti di scottante attualità.
Con la mailing-list degli avvisi della parrocchia, in più, ci si
può tenere sempre aggiornati sulla vita della comunità, questa
volta, reale. Insomma, un sito ricco, nel quale passare la prima volta un
po' di tempo per familiarizzare e nel quale tornare poi spesso per vedere
i frequenti aggiornamenti e per dire la propria in un mezzo, quello di Internet,
che costituisce, nel terzo millennio, una bella sfida nel tentativo di portare
Gesù a contatto del maggior numero possibile di persone.
Marco Redaelli
IL TEMA
La necessità di dialogo e comprensione tra adulti e adolescenti
Riceviamo e pubblichiamo due interventi significativi a riguardo degli interrogativi che gli adulti si pongono circa le nuove generazioni. Il tema è sviluppato anche nel sito della parrocchia: www.iqt.it
Le tragedie
che la stampa e la televisione ci hanno diffusamente illustrato in questi
giorni ci emozionano intensamente, quasi ci sconvolgono, proprio perché
i giovani che ne sono i protagonisti somigliano molto ai nostri ragazzi,
ai giovani che appartengono alle famiglie delle nostre comunità,
frequentano le nostre scuole e i nostri ambienti di vita.
E' l'apparente normalità dei protagonisti che ci sconvolge, perché
non riusciamo a dare colpa di ciò che accade al degrado materiale
e morale presente "in altri ambienti" e neppure alla casualità
degli eventi. E' accaduto a questi ragazzi di soffrire, di morire, di causare
morte e dolore. Ciò potrebbe accadere anche ad altri, ai nostri figli,
ai nostri nipoti. E' inutile chiedersi di chi sia la colpa, come se si dovesse
trovare un capro espiatorio.
Noi pensiamo che i genitori e gli insegnanti dovrebbero sapere tutto dei
loro ragazzi, e ci chiediamo perché non sia avvenuto questa volta.
E allora, davanti ad avvenimenti tanto tragici, pensiamo che vi siano stati
errori di valutazione e di giudizio. Forse, per garantire ai ragazzi un
doveroso rispetto per la loro intimità personale, noi adulti non
abbiamo messo a loro disposizione le nostre capacità di ascolto,
il nostro intuito, la nostra comprensione, anche di ciò che i giovani
non dicono a parole, ma che ci comunicano con i loro gesti, le loro chiusure
le loro rabbie: Forse la nostra disponibilità è stata insufficiente
e allora, se vogliamo capirli, dobbiamo approfondire la conoscenza del mondo
giovanile, così diverso dal nostro. Dobbiamo studiarlo, non soltanto
per un interesse culturale e teorico, ma perché il dolore dei nostri
figli ci riguarda e non vogliamo che sia causato da nostre lacune e da nostri
errori.
Forse non abbiamo preparato abbastanza i giovani ad affrontare il rifiuto,
la frustrazione, l'angoscia. Li abbiamo convinti che la felicità
è un loro diritto, che tutto si "può curare con le cose",
con l'avere tutto e subito, cose disponibili e anche non disponibili.
Dobbiamo ripensare a tutto questo, dobbiamo trovar il modo di correggere
quello che, a nostro avviso, è stato anche un errore nostro, perché
vogliamo aiutare i giovani delle nostre comunità ad affrontare il
futuro con fiducia e speranza.
E' un compito grande che impegna tutti noi, ogni famiglia, ogni insegnante,
un compito che vogliamo affrontare bene e per il quale ci vogliamo preparare
seriamente.
Dobbiamo ripensare ai rapporti intergenerazionali: la nostra generazione,
quella degli anziani, la generazione degli adulti e quella dei giovani devono,
insieme, trovare motivi di aiuto vicendevole, perché l'armonia che
ne deriverà garantirà a tutti una società civile adatta
ad ognuno.
La sfida attuale è costruire un mondo nel quale ogni persona, a qualunque
età appartenga, qualunque siano le sue condizioni economiche, fisiche
e psichiche, sia considerata una risorsa, perché è capace
di offrire il proprio contributo, personale e insostituibile, alla comunità
a cui appartiene.
Abbandoniamo, quindi, cari amici, le discussioni e i progetti teorici, per
passare ai fatti. Senza pregiudizi e preconcetti, parliamo del dolore, della
frustrazione, della solitudine, sentimenti che non colgono soltanto chi
è adulto o anziano, ma che possono cogliere ogni uomo, qualunque
sia la sua età. Rispettando l'intimità e l'identità
di ogni persona, cerchiamo però temi e valori che aiutino la gente
a incontrarsi, a scambiarsi opinioni ed esperienze, ad aiutarsi vicendevolmente:
proprio perché noi vogliamo costruire un mondo che aiuti e favorisca
la felicità di ogni uomo, un mondo che offra ad ogni persona pari
opportunità, senza ingiusti privilegi, ma anche senza dolorosi handicaps.
Ciò che stiamo pensando interessa molti di noi: ci piacerebbe però
che si aprisse fra la gente comune un dialogo che ognuno esprimesse, in
proposito, la propria opinione, raccontasse le proprie esperienze. A noi
sembra che questo potrebbe essere l'inizio di scambi utili a tutti.
Se è vero che i giovani, qualunque sia la loro età, non vogliono
soltanto possedere cose da usare, ma vogliono contare per noi e impegnarsi
nella comunità, noi dobbiamo "esserci", volere ciò
che essi vogliono, dare loro il nostro tempo, il nostro rispetto per le
loro iniziative e le loro opinioni, la nostra disponibilità di ascolto
e offrire, al loro giudizio, i valori e i motivi che hanno guidato la nostra
vita, non per trasmetterli, ma perché essi possano farne conto e
giudicarli.
Incominciamo a parlarne, scambiamoci esperienze e vissuti personali. Essi
saranno utili, perché favoriranno il dialogo e l'aiuto reciproco.
Quando avremo avviato questo dialogo, avremo fatto un passo molto importante
per l'incontro fra le generazioni. E se non bastasse, accettiamo di tacere,
di ascoltare e di lasciarli agire autonomamente, anche in nostra vece.
Maria
Luisa Cassanmagnago
Genitori
e figli : quale relazione?
La ricerca
e la formazione dell'identità accompagnano l'individuo per tutta
la sua esistenza. In adolescenza, però, questa ricerca si fa più
affannosa e diviene il centro attorno a cui ruotano i pensieri, le azioni
e le emozioni dei ragazzi. L'identità della persona, dunque, non
è qualcosa di acquisito una volta per tutte. L'identità ha
a che fare col dinamismo intrinseco al divenire della vita, è il
"filo rosso" della nostra storia che consente di ritrovarsi e
riscoprirsi sempre uguali a se stessi nonostante i cambiamenti che intercorrono.
Il concetto di identità ha in sé la pluristratificazione della
complessità in quanto si gioca su diversi livelli costitutivi.
In adolescenza la ricerca di identità è strettamente legata
all'assolvimento di compiti evolutivi fase-specifici:
- conquista dell'autonomia affettiva;
- identificazione in un ruolo sociale;
- identificazione in valori e ideali propri;
- acquisizione di un ruolo e un'identità sessuale definita.
Questi passaggi, così indispensabili per una crescita psicologica
che vada nella direzione del benessere e della funzionalità, caratterizzano
il processo di separazione e individuazione in cui l'adolescente è
immerso e dalla riuscita del quale dipenderanno il successo o il fallimento
del debutto sociale che questa seconda nascita comporta. Si tratta, per
dirla semplicemente, di celebrare, da parte dell'adolescente, il funerale
della sua parte bambina onnipotente per accettare un realistico e spesso
frustrante incontro con la realtà e, da parte dei genitori, di celebrare
il funerale della loro parte materna accudente. L'adolescenza segna dunque
l'avvio di una necessaria e sovente non facile "riorganizzazione"
dei ruoli genitoriali e delle relazione familiari, che coinvolge genitori
e figli, insieme.
Preso da questo faticoso processo, l'adolescente interroga l'adulto perché
ha sete di identità.
Qual è, allora il ruolo degli adulti e come possono favorire la crescita
restituendo ad essa la sua vitalità?
Definirei la crescita come "lo sviluppo della conoscenza di se stessi
attraverso l'altro", dove l'altro, ovvero l'adulto, fa da specchio.
Per fare questo non è necessario essere esperti, ma è sufficiente
aver voglia di ascoltare senza farsi prendere dall'ansia di dover risolvere
o definire il problema. Ciò che è richiesto all'adulto è
di contestualizzare la domanda e di trovare col ragazzo il senso che essa
ha in relazione alla storia della sua crescita.
La ricerca di senso apre prospettive proprio perché non definisce
nulla, non risolve nulla ma pone, invece l'adolescente in un'ottica di ricerca
in cui è lui che ha in mano la lanterna che illumina la strada. Le
domande degli adolescenti, infatti hanno già in sé le risposte
e gli strumenti per trovarle, ma richiedono un tempo che è diverso
da quello degli adulti, scandito ad alte frequenze. La vicinanza e l'ascolto
dell'adulto aiutano l'adolescente a costruirsi la sua narrativa e quindi
a sentire che la sua vita è un percorso, che ha già fatto
tanta strada e che ora si trova di fronte a nuovi ostacoli per farne altra.
Attraverso il rispecchiamento l'adulto aiuta l'adolescente a rappresentarsi
e a simbolizzare il futuro attraverso l'esplorazione di limiti, capacità,
talenti, progetti _.
Ed è proprio la relazione educativa il luogo simbolico in cui si
esplica e si concretizza, nella ritualità del quotidiano e nell'incertezza
dello straordinario, il confronto e il dialogo tra genitori e figli. E'
un rapporto reciproco tramite il quale ci si scambia amore, ci si mette
in discussione, ci si arricchisce e si cresce contemporaneamente.
Proprio perché la relazione educativa è costruita tra le persone
che sono limitate e sbagliano, non esiste una relazione educativa perfetta,
esente da rischi e da errori.
Non esistono degli educatori, genitori, perfetti e onnipotenti: ci si sperimenta,
a volte si sbaglia, l'importante è essere disponibili sempre a mettersi
in discussione, a crescere, a cambiare, ad "aggiustare il tiro"
man mano che la situazione evolve.
Di solito gli adulti faticano a sostenere l'attività di rispecchiamento
perché sono disorientati, nella loro iperdefinizione di sé,
dal caos, dal disordine che l'adolescente chiede loro di rispecchiare. Prevale
di frequente l'ansia o atteggiamenti preventivi che non convogliano energie
comunicative sul senso degli atti adolescenziali ma sugli atti in sé
che portano ad ideare interventi e progetti sanzionatori o improntati sul
controllo.
Ma accanto a questa forma educativa per così dire improntata all'autoritarismo,
spesso si esplica una modalità radicalmente permissiva, che dona
ai figli l'illusione di essere arbitri di se stessi, ma che in realtà,
rinunciando all'indicazione di punti di riferimento crea insicurezza e scarsa
competenza nell'affrontare responsabilmente le difficoltà della vita.
Non è questo che restituisce senso ai nostri adolescenti così
agguerriti nel chiedere agli adulti di avere il polso e la grinta necessaria
per confrontarsi, senza paura di perdersi, con la loro identità imperfetta,
nel chiedere ai genitori di essere presenti nella loro vita come guide autorevoli,
capaci di promuovere l'autonomia, senza rinunciare ad affermare il limite,
la regola, non in modo rigido e direttivo, ma fermo e coerente.
EQUIPE
PSICOPEDAGOGICA
Consultorio Familiare Decanale CEAF - Vimercate
Nei mesi
scorsi ci hanno scritto Don Kenneth Gaffa e Suor Maria Luisa Tornaghi. Pubblichiamo
volentieri le loro lettere, perché ci fanno capire come vive oggi
la Chiesa in Africa e anche per prepararci a incontrarli tra qualche mese.
Suor Maria Luisa infatti preannuncia una sua venuta in Italia. Don Kenneth
dopo questa lettera ha telefonato per ringraziare del cospicuo aiuto che
gli è giunto tramite Don Paolo Fumagalli e per comunicare che sarà
a Vimercate durante il prossimo agosto.
Gulu, Ottobre
2000
Carissimi,
Saluti da Gulu.
Ora vorrei raccontarvi una pagina della mia missione a Gulu.
Il mese di ottobre è iniziato con un grosso colpo alla Chiesa di
Gulu. Vi sarà giunta la notizia della morte tragica di Padre Raffaele,
un Missionario Comboniano italiano. È stato massacrato dai ribelli
proprio la domenica del primo Ottobre (la memoria di S. Teresa, Patrona
delle Missioni! ) .
Quella mattina, Padre Raffaele viaggiava dalla sua Parrocchia di Pajule,
andando a una delle sue comunità nel villaggio di Acoli Bod. I suoi
parrocchiani di Acoli Bod non l'hanno visto. Doveva battezzare una quarantina
di bimbi.
I ribelli l'hanno intercettato per strada, ammazzandolo brutalmente col
proiettile. Hanno poi bruciato il suo corpo con la benzina. Lo hanno ucciso
semplicemente perché stava dalla parte dei poveri, difendeva i senza
voce.
Questo uomo di Dio ha dato una grande testimonianza con la sua carità,
semplicità, e il coraggio di stare dalla parte della verità.
I suoi parrocchiani sono veramente colpiti. Ora sono come pecorelle senza
pastore. P. Raffaele dava tutto, proprio tutto, alla sua missione. Quella
domenica ha dato la sua vita. Prima di bruciare il suo corpo, i suoi assassini
hanno controllato le tasche di P. Raffaele, sperando di trovare soldi. Non
hanno trovato una lira. Sono rimasti meravigliati.
P. Raffaele ha donato la sua vita per il Signore, per il regno, per la missione,
per la verità. Non aveva paura perché credeva nel vangelo,
nella libertà dei figli di Dio. Ha trovato la propria vita perdendola,
"Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà;
ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà."
(Matteo 16, 25)
P. Raffaele ci ha insegnato tanto qui a Gulu. La missione continua; noi
continuiamo a sperare, e forse a dare speranza.
Intanto, i ribelli continuano a colpire gente innocente. C'è un altro
gruppo di ribelli che terrorizza la gente all'ovest dell'Uganda (soprattutto
nella Diocesi di Hoima). La gente è impaurita. Purtroppo continuano
le guerre egoiste. Speriamo che il grido per la pace eventualmente avrà
sopravvento.
Ora siamo colpiti da un altro nemico. È il virus Ebola. Un virus
terribile che uccide in 48 ore e non ha cura. È arrivato dal Congo.
Ce l'hanno portato i soldati Ugandesi appena rientrati dal Congo. Già
si parla di oltre 40 morti e più di 200 infezioni. Siamo preoccupati.
Forse vi chiedete come mi sento qui a Gulu. Continuo a benedire il Signore
per la mia missione a Gulu. Ciò che viviamo qui mi dà l'occasione
di avvicinarmi alle vie del Signore, la possibilità di sperimentare
le esigenze del vangelo in prima persona. Scopro sempre di più che
c'è tanta possibilità, come Sacerdote, di "essere pane",
divenendo un "alter Christus." Ma ci vuole coraggio. Tanto coraggio.
Il Signore vi benedica tutti, Maria santissima ci custodisca nel suo cuore
materno.
Don Kenneth Gaffa
---------------------
Lilongwe (Malawi)
Carissimi Amici/Amiche,
vorrei nominarvi uno ad uno per farvi sentire che vi ricordo, anche se da
tanto non mi faccio sentire. Prima di tutto vi invio sentiti auguri di ogni
bene per questo nuovo anno. Vi penso tutti bene, anche se so che alcuni
di voi soffrono per malattia o per la perdita di persone care. Quando ricevo
notizie da mia sorella, non manco di ricordarvi al Signore che sa essere
presente a secondo dei bisogni di ognuno.
Mentre assieme a tutta la Chiesa universale anche noi abbiamo celebrato
il Giubileo, quest'anno come chiesa del Malawi celebriamo il 'centenario',
cento anni di presenza della chiesa cattolica in questo pezzo di Africa.
A voi sembreranno pochi. Noi pensiamo che è una data importante,
perché segna una tappa di crescita. E non tanto crescita numerica,
che è la meno importante, ma crescita nella vita di fede. C'è
movimento di riflessione, dopo cento anni, su come la nostra fede si è
incarnata, è diventata parte della nostra vita, ecc. Queste sono
le domande che ci poniamo, alle quali non è facile rispondere, come
non è facile entrare nel cuore di ogni credente. I segni esterni
certo possono essere contradditori, imbevuti come siamo ancora di pratiche
di magia, (sì anche nelle città), di paure dell'altro e dell'invisibile.
Per non parlare poi di corruzione sia politica che sociale. Ma ci sono anche
persone che dedicano il loro tempo e le loro forze alla crescita del Regno
di Dio e il Vangelo si fa strada a poco a poco, come il seme che esce dalla
terra.
A proposito di seme, anche quest'anno siamo in balia del bello o cattivo
tempo. Noi qui nella nostra zona possiamo essere abbastanza contenti, la
pioggia è venuta bene, alternata col sole, ma in altre zone non piove
da più di un mese e il granoturco è completamente bruciato,
mentre invece in altre parti è piovuto troppo e l'acqua ha distrutto
il raccolto che stava crescendo bene. Molti avranno fame quest'anno.
Vi ho già detto altre volte del problema degli ammalati di AIDS,
che si dice che sono ammalati di TBC, perché i polmoni sono i primi
a soffrire di carenza di anticorpi creata dall'HIV. Settimanalmente andiamo
a trovare gli ammalati nelle diverse comunità di base e fa pena vedere
persone giovani, con figli ancora piccoli, che si spengono lentamente. La
conseguenza sono gli orfani, tanti e non si sa come aiutarli, perché
non è solo problema di soldi, è anche problema di mancanza
di quelle attenzioni, di quell'amore che solo i genitori possono dare.
L'altra settimana abbiamo chiuso per vacanze la scuola per le donne. Venti
di loro hanno fatto gli esami del secondo anno. Non hanno ancora i risultati
perché l'amministrazione comunale che deve darli è stata costituita
da poco. Ma abbiamo fatto una grande festa di chiusura, hanno invitato tutti
i capivillaggio, i mariti delle donne stesse, i rappresentanti del consiglio
parrocchiale. Le donne hanno preparato poesie, hanno dimostrato che sanno
leggere dal libro, hanno fatto piccoli sketches con cui dimostravano l'importanza
di imparare a leggere e scrivere. Alla fine un buon pranzo per tutti. La
vacanza è dovuta al fatto che le donne sono impegnate nel lavoro
dei campi, per cui è difficile che vengano a scuola regolarmente.
Stiamo anche pensando che con queste donne che hanno fatto gli esami potremmo
continuare con taglio e cucito e altri corsi.
Per non stancarvi, ora vi saluto, dandovi appuntamento tra due mesi, per
tenervi al corrente della nostra vita. Vi ricordo spesso e chissà,
forse quest'anno ci vedremo, se tutto va bene.
Con affetto,
Sr. M. Luisa Tornaghi
Lettera del Santo Padre agli Anziani
(quarta parte)
L'autunno
della vita
Che cosa è la vecchiaia? Di essa a volte si parla come dell'autunno
della vita - lo faceva già Cicerone - seguendo l'analogia suggerita
dalle stagioni e dal susseguirsi delle fasi della natura. Basta guardare
il variare del paesaggio, lungo il corso dell'anno, sulle montagne e nelle
pianure, nei prati, nelle vallate, nei boschi, sugli alberi e sulle piante.
C'è una stretta somiglianza tra i bio-ritmi dell'uomo e i cicli della
natura, di cui egli è parte.
Allo stesso tempo, però, l'uomo si distingue da ogni altra realtà
che lo circonda, perché è persona. Plasmato ad immagine e
somiglianza di Dio, egli è soggetto consapevole e responsabile. Anche
nella sua dimensione spirituale, tuttavia, egli vive il succedersi di fasi
diverse, tutte ugualmente fuggevoli. Sant'Efrem il Siro amava paragonare
la vita alle dita di una mano, sia per mettere in evidenza che la sua lunghezza
non va oltre quella di una spanna, sia per indicare che, al pari di ciascun
dito, ogni fase della vita ha la sua caratteristica, e Errore. L'origine
riferimento non è stata trovata..
Se, pertanto, l'infanzia e la giovinezza sono il periodo in cui l'essere
umano è in formazione, vive proiettato verso il futuro, e, prendendo
consapevolezza delle proprie potenzialità, imbastisce progetti per
l'età adulta, la vecchiaia non manca dei suoi beni, perché
- come osserva san Girolamo - attenuando l'impeto delle passioni, essa Errore.
L'origine riferimento non è stata trovata.. In un certo senso, è
l'epoca privilegiata di quella saggezza che in genere è frutto dell'esperienza,
perché Errore. L'origine riferimento non è stata trovata..
È ben nota, poi, la preghiera del Salmista: Errore. L'origine riferimento
non è stata trovata. (Sal 90 [89], 12).
Giovanni Paolo II (continua)
I consigli di Don Mazzi per vivere l'Adolescenza
Un
libro per rivalutare l'adolescenza, per aiutare i ragazzi a vivere serenamente
questo particolare periodo della loro vita ma anche per sostenere i genitori
e gli insegnanti nel loro difficile compito di educatori.
Don Antonio Mazzi, profondo conoscitore delle tematiche giovanili, in "Un'ala
di riserva. Adolescenza, terra di qualcuno?", partendo dal presupposto
che "la società che ha paura di un adolescente è una
società suicida", immagina di rivolgersi ad un teen-ager di
nome Vale ("Valentino/a, nome che nella fantasia popolare ricorda una
persona innamorata"), usando un linguaggio essenziale e colorito, che
molto assomiglia a quello del suo giovane interIocutore.
L'adolescenza è per don Mazzi l'età della nascita vera: "Nel
pancione siete nati per gli altri. Ora, a dodici anni, state nascendo a
voi stessi. Negli ultimi giorni dal pancione avete spinto perché
volevate un posto al tavolo di famiglia. Ora, adolescenti, spingete perché
volete un posto al tavolo della società".
Ogni adolescente è per don Mazzi diverso dall'altro e per questo
individua otto diverse tipologie: il rompi, il bonsai, il cireneo, il pillolaro,
l'aquilone, l'ecologista, il bullo delle baby band, il figlio di papà.
A ciascuno di loro propone racconti, testimonianze, esperienze, riflessioni
di sociologi, psichiatri ed educatori. Non con l'intento di bacchettare
ma per "aggiungere un trattino piccolo, piccolo nell'angolo più
in ombra del vostro cuore... un trattino che vi facesse capire quanto siete
stupendi, quale spettacolo offrite al mondo" e "per farvi credere
di più in voi stessi, per amarvi di più e farvi amare di più
dai vostri genitori".
L'ultima parte del libro è un appello alle mamme, ed ai papà,
un invito a vivere l'adolescenza dei loro figli "con lo stesso entusiasmo
con cui avete vissuto la loro prima nascita" tenendo ben presente,
però, che "se nella prima nascita tutto è accaduto intorno
alla madre, in questa seconda tutto dovrebbe accadere intorno al padre.
Il padre è il futuro, la società, il lavoro, la fatica, la
speranza, il domani".
L'adolescenza diviene così "un'avventura che va affrontata insieme";
i genitori non possono e non devono "farsi da parte, stare lì
a brontolare e lasciare che il figlio vada per la sua strada". Il consiglio
che don Mazzi dà a tutti è di una semplicità estrema:
"state molto vicino ai vostri figli. Sognate con loro. Dovete aiutarli
a cercare la libertà, I'autonomia, a non sbagliare nell'amicizia".
Conclude il volume un decalogo che un bambino propone al suo papà:
dieci richieste per avere amore, affetto, fiducia e, soprattutto, un sostegno
per diventare grandi.
Annamaria Colombo
"Un'ala
di riserva. Adolescenza, terra di qualcuno?"
pp.198, L. 22.000. Uomini e Religioni Mondadori.
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