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Il nido del gabbiano
Giubileo dei migranti
Chierichetti a Roma
Collaborazione scuola
e famiglia
Vita di oratorio
Consiglio pastorale
Azione Cattolica
Campagna abbonamenti
Il tema: Cristiani e Islamici
Santiago Marchini
Movimento Terza Età
S. Vincenzo
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La parola del parroco
"NON TEMETE!"
Carissimi
Parrocchiani.
stiamo vivendo lultimo mese del Grande Giubileo del 2000,
veramente straordinario non solo perché ha segnato il passaggio
dal Secondo al Terzo Millennio ma anche perché tanta risonanza
ha avuto e sta avendo in tutta la Chiesa, nelle comunità
cristiane e nelle coscienze dei singoli fedeli.
Il Giubileo ha fortemente ricondotto la nostra attenzione allamore
misericordioso di Dio, che si è rivelato a noi nellevento
meraviglioso della Nascita, Morte e Risurrezione di Gesù.
La nascita del Signore a Betlemme è stata accompagnata da
queste parole rivolte dallAngelo ai Pastori: "Non temete!
Ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:
oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore,
che è il Cristo Signore" (Lc. 2, 10s.).
Proprio questo momento del Natale e queste parole ho voluto riprodurre
sul frontespizio della pagellina che lasciamo questanno in
ogni famiglia in occasione della benedizione natalizia, mentre allinterno
ho voluto riportare le parole del Papa che attualizzano per noi
quelle dellAngelo: "Non abbiate paura! Aprite, anzi,
spalancate le porte a Cristo e lasciate che Egli entri nei vostri
cuori".
Lesortazione dellAngelo ("Non temete") e poi
quella del Papa ) ("Non abbiate paura") sembrano rivolgersi
proprio allo stato danimo di preoccupazione e di timore che
caratterizza questi anni sia nella società civile, sia nella
Chiesa, sia nelle famiglie: nella società civile per la globalizzazione
ingovernabile delleconomia, la precarietà del lavoro,
la diffusione dellinquinamento e delle malattie, la pressione
dei flussi migratori, la minaccia della malavita e del terrorismo;
nella Chiesa per il perdurare delle divisioni, il calo delle vocazioni,
il difficile confronto con lislamismo, la diffusione del materialismo
pratico; nelle famiglie per la fragilità dei matrimoni, la
ritardata responsabilizzazione dei figli, la difficile trasmissione
della fede e dei valori alle nuove generazioni.
Ma se noi riflettiamo bene sul significato e sulle modalità
dellIncarnazione del Figlio di Dio, vediamo che il Natale
è proprio destinato a togliere timori e paure dai nostri
cuori, in primo luogo proprio per il significato del "farsi
uomo" da parte del Figlio di Dio: facendosi "Figlio delluomo"
(così Gesù chiamava se stesso) Dio è entrato
pienamente nella nostra condizione e nella nostra storia, fino ad
assumere su di sé le conseguenze del peccato, fino a provare
la tentazione (non il peccato) e la morte, ma vincendo il peccato
e la morte con la sua obbedienza amorosa e la sua risurrezione.
E anche mote modalità di incertezza e di pericolo, che sono
presenti nella nascita e nellinfanzia di Gesù, ci fanno
capire che proprio attraverso di esse Gesù ha voluto dirci:
"Non temete! Non abbiate paura!". Vi voglio ricordare
i tanti momenti di incertezza e di pericolo che caratterizzano i
racconti dellinfanzia di Gesù nei vangeli di Luca e
di Matteo: il concepimento di Gesù pone Maria in una situazione
di oscurità e produce una grave incertezza nel suo promesso
sposo Giuseppe: queste situazioni ci richiamano tante incertezze
che accompagnano i matrimoni di oggi. Gesù poi è nato
lontano dalla modesta abitazione di Nazaret e addirittura fu deposto
"in una mangiatoia perché non cera posto per loro
nellalbergo" (Lc. 2,7), condividendo così la precarietà
di tanti profughi e emigrati. Sul bambino Gesù poi si scatenano
la gelosia e la persecuzione di Erode, che costringono la Sacra
Famiglia alla fuga precipitosa in Egitto, dove soggiorna qualche
tempo come esule in una sistemazione senza dubbio precaria, così
come precaria è la situazione di tante famiglie oggi costrette
alla fuga e allesilio. Infine anche ladolescenza di
Gesù è caratterizzata da un episodio di smarrimento,
almeno da parte dei genitori, e di relativa incomprensione con loro:
"Perché mi cercavate?" (Lc. 2,49). E questo ci
ricorda il dialogo anche oggi difficile tra genitori e figli.
Questi richiami alle esperienze di Maria e Giuseppe e dello stesso
Gesù, ci dicono che facendosi uomo egli ha condiviso anche
tutte le nostre situazioni di incertezza e di timore e ci invitano
a rivolgere anche noi attenzione, oggi, alle situazioni di sofferenza
e di timore che toccano i nostri fratelli. Ve ne voglio ricordare
due in particolare, che sono sotto i nostri occhi in questi mesi.
La prima è quella dei lavoratori della Dana (ex SIGE) e della
Barbour-Campbell (ex Industria Filati): le attuali proprietà,
al fine di "razionalizzare" le rispettive strutture per
"ottimizzare" i bilanci, hanno avviato il trasferimento
delle rispettive attività in altre regioni dove possono godere
di maggiori incentivi pubblici o possono trovare mano dopera
a minor costo, esponendo così alla disoccupazione circa 150
nostri fratelli e sorelle e mettendo in grave preoccupazione le
loro famiglie.
La seconda situazione di sofferenza è quella di immigrati
che sono in regola con il permesso di soggiorno e svolgono un lavoro
regolare e a volte duro (quei lavori che gli italiani non fanno
più), ma non trovano unabitazione da affittare, a causa
delle preclusioni poste nei loro confronti da agenzie immobiliari
e proprietari, e pertanto sono costretti a sistemazioni precarie
o abusive e non possono effettuare il ricongiungimento con le loro
famiglie.
Queste situazioni sono state illustrate nel merito specifico con
due volantini rispettivamente dalla Commissione Decanale Pastorale
del Lavoro e dalle Caritas Parrocchiali di Vimercate. Esse chiamano
alla loro particolare responsabilità le Direzioni Aziendali
e i Proprietari di abitazioni sfitte, perché nelle loro scelte
tengano conto anche della situazione umana e familiare delle persone
coinvolte in queste vicende e non si ispirino solo ai criteri, sia
ppure legittimi, di redditività e di garantismo.
Ma queste situazioni chiamano anche tutti noi, personalmente e come
comunità, ad avere presenti queste sofferenze sia nella nostra
preghiera, sia nelle nostre valutazioni sociali, sia nella ripartizione
delle prossime nostre spese natalizie, sia infine nel sostegno personale
e parrocchiale alle iniziative di aiuto diretto e anche di riequilibrio
sociale e internazionale, quali le iniziative per il commercio "equo-solidale"
e per il condono del debito estero dei paesi poveri. Queste ultime
iniziative le stiamo proponendo in queste settimane di Avvento e
specialmente nei giorni 2-3 dicembre. Confidiamo che il mistero
natalizio richiami la nostra attenzione non solo sui disagi che
Gesù ha sofferto facendosi uomo 2000 anni fa, ma anche su
quelli che egli soffre negli uomini e nelle donne di oggi (cfr.
Mt. 25, 31-46).
Con questi sentimenti auguro a tutti voi, carissimi Parrocchiani,
insieme ai vostri Cari, Buon Natale. Vostro
Don Giuseppe
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IL NIDO DEL GABBIANO
Lapprossimarsi del Natale è per il mondo
librario sinonimo di affollamento. Non tanto, o meglio, non solo,
affollamento di clienti, che tutti auspichiamo, ma in primo luogo
affollamento di titoli pubblicati. Le librerie sono invase da una
moltitudine di novità e diventa difficoltoso per chi vuole
scegliere un libro, per la lettura personale o da regalare, riuscire
a raccapezzarsi. Cercheremo di fornire qui di seguito un piccolo
aiuto a quanti intendono comunque soffermare la propria attenzione
sulla lettura.
Per chi vuole riflettere ma non troppo
Roberta Russo - La leggenda dei Magi sapienti e della stella
che li portò lontano - Gribaudi L. 12.000.
Il racconto dei Re magi e di re Erode viene rivissuto in un agile
volumetto che può essere proposto anche per i lettori più
giovani e per quelli meno esigenti. Il tema è quello poetico
della fiaba, ed il racconto conduce, soavemente, alla grotta di
Betlemme.
AAVV - Qua la mano Don Camillo - Ancora L. 28.000.
Dopo il successo di "Don Camillo il vangelo dei semplici"
viene riproposta la fortunata formula dei racconti di Giovannino
Guareschi commentati da autori contemporanei. Così Giorgio
Torelli, Michele Brambilla, Alessandro Maggiolini rileggono con
noi altri 14 racconti, mettendo in luce non solo lumorismo
e la grande umanità dellautore, ma in particolare la
sua capacità di trasmettere, attraverso la narrazione, il
sapore del Vangelo.
Per chi vuol rilassarsi man non troppo
Giuseppe Pontiggia - Nata due volte - Arnoldo Mondadori L. 29.000.
Un romanzo straordinario dove si racconta "il rapporto di un
padre con il figlio disabile, la stupidità e lincubo
di una vana ricerca della normalità. I bambini disabili nascono
due volte: la prima li vede impreparati al mondo, la seconda è
una rinascita affidata allamore ed alla intelligenza degli
altri".
Rino Cammilleri - Sherlock Holmes e il misterioso caso di Ippolito
Nievo - San Paolo L. 32.000.
Lautore, solo omonimo del ben più noto Andrea, ma già
apprezzato per molte sue precedenti opere, ci regala con questo
romanzo pagine ricche di suspense, divertimento, humour, riflessione
e fantasia.
Questa rivisitazione di Conan Boyle è davvero originale e
fa emergere anche un profilo interiore di Serlock Holmes, un agnostico
inquieto alla ricerca inconscia di una verità trascendente.
Per chi desidera avvicinarsi al testo biblico
Carlo Maria Martini - La pratica del testo biblico - Piemme -
L. 34.000.
Questa nuova raccolta di meditazioni su pagine bibliche, accostate
secondo il metodo della lectio divina, risponde allesigenza,
primaria per il Cardinale di Milano, di rilanciare lutilizzo
del testo biblico per una riflessione che sfoci in preghiera ed
in atti concreti di vita. Traspare sempre, oltre al metodo di analisi,
la passione per i testi biblici e loriginalità dei
commenti.
John J. Pilch - Il sapore della parola - Ancora L. 52.000.
Il sottotitolo di questo libro recita: "Lessico della vita
quotidiana nella Bibbia". Si tratta in effetti di un dizionario
che attraverso una trentina di voci disegna un profilo della cultura
in cui sono stati immersi gli uomini e le donne della Bibbia e,
quindi, lo stesso Gesù. Un testo impegnativo che rappresenta
un valido aiuto alla conoscenza del retroterra storico e culturale
del Libro dei libri.
Michael Hesemann - Titulus Crucis - San Paolo - L. 42.000.
Questa indagine storica sulla tavoletta conservata a Roma nella
basilica Santa Croce in Gerusalemme rappresenta un appassionante
modo per ripercorrere la Passione di Gesù. Veniamo così
proiettati in prima persona nellepoca della Crocifissione,
ne riviviamo gli attimi salienti attraverso levolversi delle
situazioni ed i diversi protagonisti. Un excursus storico e scientifico
di grande impatto emotivo che ripropone, oltre la tesi dellautore,
lincontro sempre commovente con lUomo della croce.
Per la notte di Natale
Franco Signoracci - La notte più bella - Paoline L. 28.000.
La confezione che racchiude questo libro per bambini toglie agli
acquirenti il piacere di cogliere loriginalità con
cui lautore si avvicina alla Notte Santa.
La costruzione di questo libro e la prosa semplice ne fanno invece
un ottimo strumento per rivivere, anche con i lettori più
piccoli, lattesa della Nascita di Gesù.
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28 OTTOBRE: GIUBILEO DEL MIGRANTE
Così ci ha scritto Monica, una bella signora
della Costa dAvorio: "Sabato 28 Ottobre 2000 sono stata
invitata con la mia famiglia a partecipare al Giubileo del Migrante
al Santuario della Madonna di Caravaggio. Sono stata molto felice
perché è stata unoccasione di incontro con altri
e un momento di preghiera. Ringrazio quindi gli organizzatori e
la Parrocchia che ci hanno invitati a questa festa, durante la quale
il momento più bello è stata la benedizione che abbiamo
ricevuto dal Card. Martini".
Il saluto del Prevosto e via. Anche da Vimercate il 28 Ottobre è
partito un pullman di extracomunitari per partecipare alla festa
del Giubileo a Caravaggio. LAfrica, lAsia, lAmerica
latina e lEuropa erano tutte rappresentate. Qualche accompagnatrice
vigile, due parole sul Santuario e su che cosa andremo a fare, tanta
voglia di stare insieme, non poca curiosità, il morso della
fame per chi non aveva fatto in tempo a pranzare. Poi la dispersione
tra i compatrioti extracomunitari provenienti dalla altre zone lombarde.
Si scambiano notizie sulla propria storia, ci si esercita nel canto
e nei passi di danza, un altoparlante non smette per tutto il tempo
di indicare che cosa dobbiamo fare. Finalmente la processione e
poi la Messa, e la preghiera è accompagnata da passi di danza
e da musiche e canti che inebriano. La concelebrazione di molti
Vescovi lombardi ha il suo punto forte nellomelia del Card.
Martini: "La festa del Giubileo non sopisce le sofferenze e
i problemi. Al di là dei sospetti, delle paure e delle inadempienze,
ricordiamoci che lesodo non ha suonato mai la disfatta senza
speranza di nessun popolo. E poi laccoglienza e lospitalità
sono unoccasione per accogliere in casa il Signore: - Ero
straniero e mi avete ospitato. - Teniamo accese le lampade per ricevere
lo Sposo con tutti gli onori che si merita". E intanto che
il Cardinale parla ci sentiamo schiacciati dai suoi pensieri. Quante
volte abbiamo rifiutato un ospite, quante volte abbiamo detto che
non avevamo tempo e che avevamo già troppo da fare, quante
volte abbiamo detto che sono gli altri che non fanno nulla, quante
volte siamo stati felici da soli, e quante volte abbiamo avuto paura...
Ecco, non avevamo acceso la lucerna, e avevamo dimenticato che lo
Sposo poteva arrivare. E il Card. Martini continua: "Apriamo
le nostre case, le nostre Parrocchie, i nostri Oratori...",
parole forti che pesano come un macigno sulle nostre coscienze.Sono
passati solo due giomi; lunedì 30 Ottobre, sotto il diluvio
dacqua, si presenta una forestiera e le mani fragili accendono
una piccola lucerna.
Attilio e Pinuccia
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I CHIERICHETTI A ROMA
Abbiamo
dovuto viaggiare tutta la notte per poter vedere i primi raggi del
sole posarsi sulla facciata della basilica di san Pietro, la mattina
del 4 novembre scorso. Anche laria frizzante e il cielo azzurrissimo
promettevano una giornata indimenticabile.
Ed in effetti abbiamo potuto partecipare alla "prima volta"
di una celebrazione liturgica in rito ambrosiano in Piazza san Pietro.
La messa presieduta dal Cardinal Martini e concelebrata da centinaia
di sacerdoti della diocesi di Milano, è stata il momento
centrale del pellegrinaggio giubilare diocesano, a cui ha partecipato
anche un gruppetto di nostri parrocchiani.
Del gruppo chierichetti eravamo in otto e abbiamo viaggiato insieme
ai sei del gruppo di Velasca. Sembravamo una gocciolina nellacqua
di uno stuolo di quasi 4000 ministranti che hanno portato il loro
entusiasmo e la loro vitalità, ma anche la loro grande attenzione
e partecipazione ad una celebrazione ricca di canti e di segni tradizionali
propri della nostra liturgia.
Per noi, poi è stata grande la gioia di poter incontrare
da vicino il Papa, giunto sul sagrato al termine della messa per
pregare con lAngelus: lemozione di aver visto Pietro,
il pastore della chiesa universale e di aver ascoltato la sua parola,
rimarrà a lungo nel nostro cuore!
Il gruppo chierichetti
LA COLLABORAZIONE SCUOLA - FAMIGLIA
Lunedì 13 novembre nel salone del centro Paolo Sesto una
ventina di genitori hanno sfidato Ie intemperie e preferito limpegno
in prima persona rispetto alla visione del padre Pio televisivo.
La serata ha visto la presenza di una coppia di coniugi Claudio
e Angelica Ledda, impegnati nel consiglio nazionale dellAssociazione
Genitori. I due relatori hanno coinvolto i partecipanti in alcune
esperienze svolte in varie scuole dItalia con il sostegno
dellA.Ge.
In particolare sono stati presentati alcuni interessanti progetti
di collaborazione nella scuola tra la componente insegnanti e i
genitori degli alunni, che hanno portato talvolta a risultati insperati.
Il piccolo uditorio ha partecipato attivamente segnalando alcune
difficoltà che incontrano spesso i genitori impegnati nellambito
scolastico e in particolare latteggiamento di delega che troppo
spesso le famiglie assumono.
La pastorale scolastica intende dare sostegno a chi prova ad avvicinarsi
al mondo della scuola con la voglia di partecipazione, e lAssociazione
Genitori potrebbe costituire una risorsa interessante per questo
impegno.
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LE DOMENICHE-INSIEME IN ORATORIO
Con
lAvvento riprende la proposta delle "domeniche-insieme",
iniziativa felice ed ormai collaudata rivolta ai ragazzi ed ai genitori
della catechesi delle elementari e delle medie.
Fin dagli inizi di settembre, con la grande festa di apertura degli
oratori, alla domenica pomeriggio in oratorio fervono le attività:
questanno ragazzi e ragazze insieme al Centro Giovanile per
un pomeriggio ricco di incontri, di amicizia, di giochi, di preghiera,
di lab-oratori manuali. La collaborazione stretta e cordiale tra
il sacerdote assistente degli Oratori, le Suore Canossiane, gli
animatori del CGCR, le animatrici dellOFMI, i giovani genitori
del gruppo sposi... sta dando i suoi frutti migliori e promettenti:
domeniche allegre, vivaci, ben organizzate, gestite con responsabilità,
frequentate da molti ragazzi... in un clima simpatico di distensione
e positività collaborativa. Abbiamo chiamato questanno
limpegnativo e laborioso progetto della domenica insieme unificata
"G.A.O.D." (gruppo animazione oratorio domenicale): un
prete, due suore, una cinquantina di giovani, una ventina di genitori
al servizio dellanimazione e delleducazione dei ragazzi
delle elementari e delle medie in oratorio domenica pomeriggio.
Per una domenica realmente alternativa,
cristiana: con la partecipatissima e vivace S. Messa dei ragazzi
e dei giovani alle ore 10.00 al Centro Giovanile e con un pomeriggio
ben animato ed organizzato. Che commozione e che consoIazione osservare
la cappella del Centro Giovanile bella piena e stipata anche per
la preghiera pomeridiana del pomeriggio alle 16.00 ed il seguente
brulicare di ragazzi-animatori-genitori per i simpatici lab-oratori
manuali che seguono!
Limpresslone è che la "grande macchina delloratorio"
si sia rimessa potentemente in gioco, grazie alla complicità
ed alla sinergia di molte collaborazioni: sulla potenza promettente
della sua dinamica vivace potremo contare, per frutti ancor più
fecondi. Soprattutto si dovrà trovare la strada giusta da
imboccare per coinvolgere attivanente altri ado!escenti e giovani
alla vita delloratorio e per rilanciare la centralità
della formazione interiore e spirituale, limportanza reale
e partecipata dei momenti di catechesi, di preghiera, di ascolto
del Vangelo.
In questa ordinarietà già molto ricca e ben avviata,
allinterno di un più complesso e completo progetto
educativo attuale di pastorale giovanìle, si colloca anche
la proposta straordinaria delle domeniche-insieme: ogni domenica
a turno un gruppo della catechesi vive una domenica intera in oratorio:
alle 9.30 il ritrovo in aula magna con le catechiste e gli animatori/animatrici,
portando il pranzo al sacco, alle 10.00 la S. Messa; segue un momento
di gioco libero, alle 11.30 la catechesi tenuta dal seminarista
Luca; la ripresa a gruppi nelle aulette con la propria catechista.
Alle 12.30 il pranzo comunitario al sacco in bar, con del gioco
libero. Alle 14.00 una catechesi di don Vittorio sullappuntamento
importante dellanno (prima confessione, prima comunione, rinnova
promesse battesimali, cresima, itinerario sulle beatitudini, pellegrinaggio
a Roma, professione di fede). Alle 15.00 il grande giocone per i
ragazzi condotto dagli animatori e lincontro per i genitori
con la riflessione di una catechista, di don Vittorio, di Madre
Maria. In cappella alle 16.00 una breve preghiera. Seguono a conclusione
della giornata i lab-oratori. Alle 17.00 stanchi e contenti termina
la domenica-insieme, con linvito a partecipare tutte le domeniche
pomeriggio alle attività oratoriane ordinarie.
Linsieme impegnativo degli ingredienti (Messa, catechesi,
lavoro a gruppo, preghiera, pranzo comunitario, gioco libero, gioco
organizzato, lavoretti manuali) fa della domenica-insieme una proposta
bella, ben riuscita, promettente: grazie soprattutto alla collaborazione
dei molti soggetti educativi coinvolti ed alla partecipazione numerosa
dei ragazzi e dei genitori. Il momento settimanale della catechesi,
la S. Messa festiva, le attività ordinarie oratoriane possono
così godere di una proposta in più per completare
ed aumentare la propria efficacia educativa.
Il calendario di questanno prevede i seguenti appuntamenti:
III elementare, domenica 19 novembre
IV elementare, domenica 26 novembre
V elementare, domenica 3 dicembre
I media, domenica 10 dicembre
II-III media, domenica 17 dicembre
Dal 18 al 24 dicembre poi alle ore 17.00 in Santuario tutti i giorni
la Novena del Santo Natale per i ragazzi e le ragazze delle elementari
e delle medie.
A tutti i diretti interessati (ragazzi e genitori) linvito
a dare grande stima e fiducia a questa grande passione educativa,
a questo grande sforzo orgnizzativo degli Oratori, partecipando
volentieri e lasciandosi coinvolgere volentieri; agli animatori,
educatori, giovani sposi, baristi il nostro grande ringraziamento
e lincoraggiamento a continuare appassionati; a tutti coloro
che guardano dalla finestra la vita degli oratori la richiesta di
seguirci con amicizia, con stima, con lincoraggiamento, il
sostegno, la preghiera.
don Vittorio
I SABATI SERA DEL CENTRO GIOVANILE
Tra le proposte aggregative del nostro Oratorio, nellattuale
mutato panorama della vita e delle abitudini giovanili del sabato
sera e notte, anche questanno continuiamo e miglioriamo la
proposta dei SABATI SERA DEL CENTRO GIOVANILE: tutti i sabati sera
dalle ore 19.00 alle ore 23.30 il bar del Centro Giovanile è
aperto per il ritrovo di adolescenti, 18enni e giovani che lo volessero.
Lambiente tra laltro è assistito dalla presenza
dei baristi di turno e dal seminarista Luca.
Tre sono le proposte che si alternano per lanimazione del
sabato sera: 1) le pizzate dei vari gruppi oratoriani; 2) le serate
di teatro o di recitazione organizzate dalloratorio in collaborazione
con la compagnia teatrale di Vimercate (collaborazione che sostituisce
ed evolve la precedenza e lodevole esperienza delloracolo)
o da altre realtà di animazione presenti sul territorio;
3) gli incontri mensili delle giovani famiglie, ragazzi e genitori
insieme.
Per quanto riguarda le pizzate. A turno ogni gruppo oratoriano si
ritrova alle ore 19.00 nel bar delloratorio per mangiare insieme
una pizza e per passare una serrata tranquilla di gioco, di incontro,
di dialogo, di amicizia. Si creano occasioni belle di incontro sereno
e disteso tra gli animatori, gli educatori e i genitori e le famiglie
dei nostri ragazzi della catechesi. Ogni educatore e catechista
oggi sente questo problema serio: del dialogo, dellincontro
con i genitori dei propri ragazzi. Anche queste pizzate sono occasioni
semplici da non perdere!
Per quanto riguarda gli incontri delle "giovani coppie",
si tratta di un incontro al mese: ritrovo ore 20.45 al Centro Giovanile,
figli e genitori insieme; una breve preghiera tutti insieme, cantando.
Poi i "piccoli" giocano con gli animatori e i "grandi"
si ritrovano a riflettere con don Vittorio, guidati da una pagina
evangelica riletta ed interpretata in chiave sponsale-familiare-educativa;
seguono gruppi informali di dialogo, di discussione, di confronto,
di preghiera, ed occasioni di silenzio o di dialogo tra sposi (ciascuno
sceglie a secondo dei suoi bisogni in quel momento). Al termine
una preghiera con i figli ed un simpatico, dolce, cordiale rinfresco
per tutti. Le coppie ad oggi iscritte al cammino sono oltre quaranta
ed il clima che si crea è sempre molto cordiale, familiare,
costruttivo. Nel mese di giugno una gita di un giorno e in settembre
un pellegrinaggio di tre giomi. Tutti, sempre sono invitati a partecipare:
il gruppo "giovani coppie" è e deve sempre più
essere un gruppo aperto, irraggiante, coinvolgente!
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AGGIORNAMENTO SULLATTIVITA
DEL CONSIGLIO PASTORALE
Durante lo scorso anno sociale il consiglio ha lavorato
inizialmente per preparare le iniziative legate allimminenza
dellanno giubilare, proponendo per prima cosa degli incontri
di preparazione sul significato del Giubileo e poi il grande pellegrinaggio
decanale a Monza. Prima della pausa estiva il consiglio ha preso
due decisioni rilevanti; anzitutto lapprovazione definitiva
dei lavori di ristrutturazione del Centro S. Stefano che diventerà
la sede e punto di riferimento per le attività di alcune
associazioni e gruppi che gravitano nellambito parrocchiale
e che operano nel campo della caritativa. (es. Ie ACLI, la CARITAS
parrocchiale, il CAV, il CONSULTORIO ecc. ecc.). Lultima decisione
in ordine di tempo ma non di importanza è stata presa nella
seduta del mese di giugno e riguarda le attività oratoriane
domenicali. Si è ritenuto opportuno unificare tali attività
presso il Centro Giovanile, pur mantenendo separate le attività
dei piccoli da quelle degli adolescenti; tale decisione sarà
comunque verificata al termine dellanno in corso.
La prima seduta del nuovo anno sociale è stata dedicata ad
approfondire il tema del debito dei paesi più poveri del
mondo verso i paesi industrializzati. La relazione iniziale di Don
Ambrogio ha aiutato i membri del consiglio a rendersi conto delle
cause che hanno generato la situazione di dipendenza economica di
questi paesi, che non riescono a destinare le proprie risorse allo
sviluppo, dovendo rimborsare tali debiti che, daltra parte
hanno raggiunto dimensioni tali da renderne impossibile la restituzione
totale. Non bisogna però ignorare che questa situazione è
stata provocata anche dalla mala gestione e dalla corruzione che
caratterizzano i governi di tali paesi. La proposta elaborata dalla
Conferenza Episcopale Italiana tiene conto di tutti questi fattori;
infatti, pur mirando ad una sensibile riduzione, se non stralcio
completo, di tali debiti, prevede che i paesi beneficiati siano
vincolati a destinare le risorse "risparmiate" a progetti
di sviluppo a beneficio della società. Tutto questo sotto
il controllo di un comitato formato da rappresentanti della chiesa
locale, di organizzazioni missionarie e di organizzazione non governative.
La presenza durante la seduta di Cerizza Barbara, rappresentante
della Banca Etica, ha ulteriormente allargato lorizzonte sottolineando
che questa situazione di sperequazione affonda le proprie radici
anche nel nostro stile di vita, eccessivamente consumistico. Ed
ecco allora le proposte della Banca Etica, il bilancio di giustizia
ed i fondi etici.
Le prossime sedute del consiglio pastorale affronteranno i seguenti
temi: essere comunità nella nostra parrocchia, la vita quotidiana
delle famiglie (tematica che tutta la Diocesi di Milano è
invitata ad approfondire), la promozione del Centro di Ascolto locale,
e la preparazione degli operatori pastorali per adulti.
Luciana
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Giornata delladesione
allAzione cattolica (AC)
8 dicembre 2000
Benedizione tessere associative durante la S. Messa delle
ore 8.30 in Santuario.
Dopo la S. Messa incontro conviviale presso il Centro
"Paolo VI"; saranno distribuite le tessere benedette ed
il sussidio, che ci accompagnerà nelle nostre riflessioni
durante gli incontri mensili per lanno 2001.
Tutti i soci sono invitati ad intervenire.
Presentazione dellAC
Lappartenenza allAC è una possibilità
per vivere meglio il proprio essere cristiani, è un "dono"
che sostiene il cammino delle persone. Per sperimentare a pieno
tutto questo è necessario vivere una vita dellassociazione,
camminare insieme con gli altri, sentirsi adulti uniti da vincoli
profondi, espressi anche dalladesione.
Siamo consapevoli che la "vita spirituale" è "vita
secondo lo Spirito": non quindi un aspetto parziale delle nostre
scelte, ma il "cuore" capace di sostenere nellesperienza
quotidiana la fedeltà al Vangelo. E questo il cuore
dogni presenza cristiana nella storia, capaci di sostenere
gesti clamorosi e unumile fedeltà nel quotidiano. Aiutarsi
ad incarnare la fede nelle scelte quotidiane della vita.
Dobbiamo ritrovare gli ambiti opportuni per confrontarci sulle realtà
che maggiormente cinterpellano: la vita familiare, il lavoro,
luso dei beni, luso del tempo.
Una particolare attenzione andrebbe posta alle scelte di carità
e dattenzione al fratello, cercando forme di collaborazione,
capaci di valorizzare le rispettive capacità, con la Caritas.
Valorizzare alcuni momenti di silenzio e di preghiera come occasioni
per un ascolto personale e comunitario della Parola di Dio, che
diventi capace di modellare le nostre scelte e di evidenziare i
passi di conversione.
LAC si pone a servizio della crescita dellintera comunità
cristiana, offrendo il proprio contributo, utile ma espressivo,
affinché le nostre parrocchie siano davvero "liete,
libere, contagiose, anima della società".
Siamo convinti che tutto questo passi attraverso la valorizzazione
delle figure ecclesiali, in particolare promovendo unefficace
presenza dei laici, nella logica della corresponsabilità.
LArcivescovo chiede agli adulti dAC dessere segno
visibile della possibilità anche oggi di vivere con integrità
il Vangelo. Inoltre, invita ad essere "persone impegnate con
generosità e tensione per il bene comune, nella vita politica;
lavoratori attenti ai diritti di tutti, specie dei più deboli;
cittadini tesi a costruire comunità accoglienti, capaci di
promuovere la vita in tutte le sue dimensioni; uomini e donne che
non si rassegnano mai di fronte allingiustizia ed alla sopraffazione".
Itinerario formativo
LAC propone diversi itinerari in grado di venire incontro
a situazioni ed esigenze varie per aiutare a percorrere un cammino,
che sia vera sintesi tra fede e vita.
Come strumenti cui riferirsi per gli itinerari formativi questanno
sono stati proposti:
per il Settore Adulti
"Adulti si diventa. Sei parole per i laici cristiani
del terzo millennio".
"Annunciare gioia, novità, speranza. Itinerario
formativo per la terza età alla luce della lettera agli anziani
di Giovanni Paolo II".
"Perché ne seguiamo le orme", appunti
per una "regola" di vita delladulto dAzione
Cattolica. per il Settore Giovani.
"Il fuoco sulla terra. Amare la Chiesa tutta, servirla
qui e adesso". (20-30enni)
Presentazione di tre personaggi - Bachelet, Lazzati e
Frassati - che hanno saputo vivere con saggezza, nascosta nei tre
valori Associativi: preghiera, condivisione e servizio. (per 18
e l9enni).
Il recapito dellAzione Cattolica di Vimercate si trova presso
la Segreteria Parrocchiale. Qui è possibile fare la propria
iscrizione allAssociazione Parrocchiale d AC ed avere
il programma della vita associativa.
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Parola Amica:
Campagna abbonamenti 2001
Il nostro periodico parrocchiale ci ha accompagnati da un millennio
allaltro, e vorremmo che si diffondesse sempre più
diventando in maniera via via più creativa strumento di conoscenza
delle attività della parrocchia, di condivisione di ideali
e di comunione fra i gruppi e fra tutti i fedeli.
La redazione è attenta ai suggerimenti e consigli che ciascuno
di voi potrà offrire per migliorarci sempre più, e
disposta ad accogliere anche nuove collaborazioni.
Speriamo anche che la diffusione del bollettino non diminuisca,
ma si incrementi specialmente tra le famiglie giovani, per questo
proponiamo a tutti gli abbonati di far conoscere il bollettino a
nuove famiglie che conoscete, oppure di offrire la possibilità
di riceverlo per nuove famiglie sottoscrivendo un "abbonamento
promozionale", che in pratica equivale a pagare due copie anziché
una. La prima la riceverete personalmente e la seconda sarà
fatta pervenire o a un prete vimercatese che svolge altrove il suo
ministero, o a una nuova famiglia della nostra parrocchia al fine
di proporle labbonamento a partire dal prossimo anno, o a
chi vorrete indicare voi ed in questo modo farete certamente un
regalo intelligente e gradito a persone a voi care.
Anche per questanno il prezzo di diffusione del giornale parrocchiale
resta comunque invariato:
Lire 25.000 ABBONAMENTO ORDlNARIO
Lire 50.000 ABBONAMENTO PROMOZIONALE (Una copia per sé, e
una offerta ad unaltra persona)
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Il tema:
Cristiani e islamici in Italia
Alzi
la mano chi non ha avuto nessuna occasione di parlare o di sentire
parlare di questa tematica nei mesi scorsi. La pioggia di reazioni
alla recente nota pastorale del cardinale Giacomo Biffi, mentre
scrivo è diventata ormai un alluvione e non accenna a finire;
segno che più di unesternazione si è trattato.
Preti e politici, dottori e gente comune, tutti hanno la loro da
dire; noi non intendiamo aggiungere unaltra opinione, ma ci
limitiamo ad offrire qualche strumento per farsene una corretta,
anzitutto leggendo quanto è stato dal pastore della chiesa
di Bologna e mettendolo in parallelo con un intervento del Cardinal
Carlo Maria Martini, vecchio di dieci anni, ma ristampato per loccasione
sui nostri settimanali diocesani (potete trovarlo anche nel sito
internet della diocesi di Milano), dopo che lArcivescovo in
una nutrita assemblea di preti ha dichiarato che cè
una certa consonanza di contenuti tra i due interventi.
Il cardinale Giacomo Biffi nella sua Nota Pastorale "La
città di san Petronio nel terzo millennio",
dedica non più di tre paginette al tema dellimmigrazione,
rivolgendosi anzitutto ai cattolici ricordando che sono loro doveri
statutari lannuncio del vangelo e lesercizio della carità.
Aggiunge poi una "considerazione generale" rivolta allo
Stato italiano.
Riportiamo queste sezioni:
Lannuncio dei Vangelo
38. Deve essere ben chiaro che non è di per sé compito
della Chiesa come tale risolvere ogni problema sociale che la storia
di volta in volta ci presenta. Le nostre comunità e i nostri
fedeli non devono perciò nutrire complessi di colpa a causa
delle emergenze imperiose che essi con loro forze non riescono ad
affrontare. Sarebbe un implicito, ma comunque grave e intollerabile
"integralismo" il credere che le aggregazioni ecclesiali
possano essere responsabilizzate di tutto. Compito nostro inderogabile
è invece lannuncio del Vangelo e losservanza
dei comandi dellamore.
39. Prima di tutto lannuncio del Vangelo. Dovere statutario
della Chiesa Cattolica, e in essa di ogni battezzato, è di
far conoscere a tutti esplicitamente Gesù di Nazaret, il
Figlio di Dio morto per noi e risorto, oggi vivo e Signore delluniverso,
unico Salvatore dellumanità intera.
Tale missione può essere efficacemente coadiuvata, ma non
può essere in alcun modo surrogata da qualsivoglia attività
assistenziale. Essa suppone la nostra attitudine al dialogo sincero,
aperto, rispettoso con tutti, ma non può mai risolversi nel
solo dialogo. Può essere favorita dalla nostra conoscenza
oggettiva delle posizioni altrui, ma si avvera soltanto quando noi
riusciamo a portare allesplicita conoscenza di Cristo quei
nostri fratelli, che sventuratamente ancora non ne sono beneficiati.
Non bisogna poi dimenticare che lazione evangelizzatrice è
di sua natura universale e non tollera deliberate esclusioni di
destinatari: "Predicate il Vangelo a ogni creatura" (cf:
Mc 16,15), ci ha detto il Risorto. E non è mai giustificata
una rassegnata rinuncia a questo proposito, nemmeno quando, umanamente
parlando, sembri poco prevedibile il conseguimento di qualche risultato
positivo: chi crede nella forza sovrumana dello Spirito Santo, non
desiste mai dallannunciare la strada della salvezza.
40. E molto importante infine che tutti i cattolici si rendano
conto di questa loro indeclinabile responsabilità, che essi
hanno nei confronti di tutti i nuovi arrivati (musulmani compresi).
Per essere però buoni evangelizzatori essi devono crescere
sempre più nella gioiosa intelligenza degli immensi tesori
di verità, di sapienza, di consolante speranza che hanno
la fortuna di possedere: è uneffusione di luce divina,
assolutamente inconfrontabile con i pur preziosi barlumi offerti
dalle varie religioni e dallIslam; e noi siamo chiamati a
renderne partecipi appassionatamente e instancabilmente tutti i
figli di Adamo.
41. Senza dubbio dovere nostro è anche lesercizio della
carità fraterna. Di fronte a un uomo in difficoltà
- quale che sia la sua razza, la sua cultura, la sua religione,
la legalità della sua presenza - i discepoli di Gesù
hanno lobbligo di amarlo operosamente e di aiutarlo a misura
delle loro concrete possibilità. Di questa responsabilità
noi siamo tenuti a rendere conto al Signore; ma solo a lui, e a
nessun altro.
Approcio realistico
42. Nel variegato panorama dellimmigrazione, le comunità
cristiane non possono non valutare attentamente i singoli e i diversi
gruppi, in modo da assumere poi realisticamente gli atteggiamenti
più pertinenti e opportuni.
Agli immigrati cattolici quale che sia la loro lingua e il
colore della loro pelle bisogna far sentire nella maniera
più efficace che allinterno della Chiesa non ci sono
"stranieri": essi a pieno titolo entrano a far parte della
nostra famiglia di credenti e vanno accolti con schietto spirito
di fraternità. Quando sono presenti in numero rilevante e
in aggregazioni omogenee consistenti, andranno sinceramente incoraggiati
a conservare la loro tipica tradizione cattolica, che sarà
oggetto di affettuosa attenzione da parte di tutti.
Ai cristiani delle antiche Chiese orientali, che non sono ancora
nella piena comunione con la sede di Pietro, esprimeremo simpatia
e rispetto. E, in conformità agli accordi generali e secondo
lopportunità, potremo favorirli anche delluso
di qualche nostra chiesa per le celebrazioni.
Gli appartenenti alle religioni non cristiane vanno amati e, quanto
è possibile, aiutati nelle loro necessità. Non va
però in nessun modo disatteso quanto è detto nella
Nota CEI del 1993: "Le comunità cristiane, per evitare
inutili fraintendimenti e confusioni pericolose, non devono mettere
a disposizione, per incontri religiosi di fedi non cristiane, chiese,
cappelle e locali riservati al culto cattolico, come pure ambienti
destinati alle attività parrocchiali" (Ero forestiero
e mi avete visitato 34).
Considerazione Generale
43. Possiamo aggiungere unannotazione, che riguarda da vicino
soprattutto il comportamento auspicabile dello Stato e di tutte
le varie autorità civili.
I criteri per ammettere gli immigrati non possono essere solamente
economici e previdenziali (che pure hanno il loro peso).
Occorre che ci si preoccupi seriamente di salvare lidentità
propria della nazione. LItalia non è una landa deserta
o semidisabitata, senza storia, senza tradizioni vive e vitali,
senza uninconfondibile fisionomia culturale e spirituale,
da popolare indiscriminatamente, come se non ci fosse un patrimonio
tipico di umanesimo e di civiltà che non deve andare perduto.
In vista di una pacifica e fruttuosa convivenza, se non di una possibile
e auspicabile integrazione, le condizioni di partenza dei nuovi
arrivati non sono ugualmente propizie. E le autorità civili
non dovrebbero trascurare questo dato della questione.
In ogni caso, occorre che chi intende risiedere stabilmente da noi
sia facilitato e concretamente sollecitato a conoscere al meglio
le tradizioni e lidentità della peculiare umanità
della quale egli chiede di far parte.
44. Sotto questo profilo, il caso dei musulmani va trattato con
una particolare attenzione. Essi hanno una forma di alimentazione
diversa (e fin qui poco male), un diverso giorno festivo, un diritto
di famiglia incompatibile col nostro, una concezione della donna
lontanissima dalla nostra (fino ad ammettere e praticare la poligamia).
Soprattutto hanno una visione rigorosamente integralista della vita
pubblica, sicché la perfetta immedesimazione tra religione
e politica fa parte della loro fede indubitabile e irrinunciabile,
anche se di solito a proclamarla e farla valere aspettano prudentemente
di essere diventati preponderanti.
Mentre spetta a noi evangelizzare, qui è lo Stato
ogni moderno Stato occidentale a dover far bene i suoi conti.
Aggiungiamo poi una parte dellintervento del Cadinal
Martini del 1990, dove possiamo rilevare come ne aveva trattato
il nostro Arcivescovo. Su questo tema estremamente attuale potrete
magari inviarci le vostre riflessioni, che la redazione prenderà
in attenta considerazione.
Per quanto riguarda più in generale latteggiamento
della nostra Chiesa e le attitudini che si raccomandano a tutti
i nostri cristiani, vorrei richiamare brevemente lattenzione
su alcuni punti che derivano dai principi sopra esposti:
1. Occorre accogliere motivando cristianamente il perché
della nostra accoglienza, dicendolo in una lingua "comprensibile",
che è più spesso quella dei fatti e della carità,
dando ai musulmani il senso dello spessore religioso che pervade
la nostra accoglienza.
2. Occorre ricercare insieme un obiettivo comune di tolleranza e
mutua accettazione. Non mancano per questo i testi anche nel Corano.
Dobbiamo sfatare a poco a poco il pregiudizio in essi radicato che
i non musulmani sono di fatto non credenti. Solo quando ci riconosceremo
nel comune solco della fede di Abramo potremo parlarci con più
distensione superando i pregiudizi.
3. Dobbiamo far cogliere loro che anche noi cristiani siamo critici
verso il consumismo europeo, Iindifferentismo e il degrado
morale che cè tra noi, far vedere che prendiamo le
distanze da tutto ciò. Data la loro abitudine a vedere legate
religione e società e anche in forza delle esperienze storiche
delle crociate, essi tendono a identificare loccidente col
cristianesimo e a comprendere sotto una sola condanna i vizi delloccidente
e le colpe dei cristiani. Bisogna far comprendere che siamo solidali
con loro nella proclamazione di un Dio Signore delluniverso,
nella condanna del male e nella promozione della giustizia.
4. Il dialogo con i musulmani sarà in particolare per noi
unoccasione per riflettere sulla loro forte esperienza religiosa
che tutto finalizza alla riconsegna a Dio di un mondo a lui sottomesso.
In questo, il nostro giusto senso della laicità dovrà
guardarsi dallesser vissuto come una separazione o addirittura
opposizione tra il cammino delluomo e quello del cristiano.
Vi sarebbe da dire una parola più specifica per le nostre
comunità e in particolare per i presbiteri che le presiedono.
Vi sono due posizioni errate da evitare e una posizione corretta
da promuovere.
Prima posizione errata: la noncuranza del fenomeno. Il limitarsi
a pensare allislam come a una costellazione remota che ci
sfiora soltanto di passaggio o che ci tocca per i problemi di assistenza,
ma che non avrà impatto culturale e religioso nelle nostre
comunità. Da tale posizione si scivola facilmente a sentimenti
di disagio e quasi di rifiuto o di intolleranza.
Seconda posizione errata: lo zelo disinformato. Si fa di ogni erba
un fascio, si propugna luguaglianza di tutte le fedi senza
rispettarle nella loro specificità, si offrono indiscriminatamente
spazi di preghiera o addirittura luoghi di culto senza aver prima
ponderato che cosa significhi questo per un corretto rapporto interreligioso.
Al riguardo saranno necessarie norme precise e rigorose, anche per
evitare di essere fraintesi.
La posizione corretta è lo sforzo serio di conoscenze, la
ricerca di strumenti e linterrogazione di persone competenti.
Penso, in particolare, ai casi molto difficili e spesso fallimentari
dei matrimoni misti. Esistono ormai nellambito della diocesi
persone di riferimento, corsi e specialisti che sono a disposizione.
Un supplemento di cultura e di conoscenza in questo campo sarà
necessario in avvenire in particolare per i preti. Come è
chiaro da quanto abbiamo detto, pensiamo fermamente che il tempo
delle lotte di conquista da una parte e delle crociate dallaltra
debba considerarsi come finito. Noi auspichiamo rapporti di uguaglianza
e fraternità e insistiamo e insisteremo perché a tali
rapporti si conformi anche il costume e il diritto vigente nei Paesi
musulmani riguardo ai cristiani, perché si abbia una giusta
reciprocità. Conosciamo i problemi giuridici e teologici
che i nostri fratelli dellislam hanno nei loro Paesi per riconoscere
alle comunità cristiane minoritarie i diritti che da noi
sono riconosciuti alle minoranze, ma non possiamo pensare che tali
problemi non possano essere risolti affidandosi a quella conduzione
divina della storia che è vanto dellislam aver sempre
accettato in mezzo a tante dolorose vicissitudini.
Carlo Maria Martini, "Noi e lislam. Dallaccoglienza
al dialogo", discorso alla città per SantAmbrogio,
6 dicembre del 1990.
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GRAZIE, INGEGNERE!
Il 22 settembre scorso moriva allOspedale di Vimercate, a
90 anni compiuti, lIng. Santiago Marchini, al quale la nostra
Parrocchia deve molta riconoscenza.
Era nato in Argentina e una prestigiosa carriera professionale lo
portava a prolungati viaggi allestero. Ma fu sempre disponibilissimo
nel mettere al servizio della Parrocchia la sua riconosciuta competenza
ingegneristica, e sempre a titolo gratuito e con grande disponibilità.
La prima volta fu allinizio degli anni Cinquanta. Lanziano
Prevosto Mons. Giuseppe Balconi, sostenuto da tutta la comunità
parrocchiale, era impegnato per dotare finalmente Vimercate di un
vero Oratorio Femminile, di cui si parlava già dal 1946 e
che la numerosissima "gioventù femminile" dellepoca,
composta in gran parte di operaie, attendeva con impazienza. Era
stato incaricato del progetto lArch. Zanchetta, allora molto
noto e attivo nel mondo cattolico milanese. Ma poi, in seguito ad
alcuni malintesi, lArch. Zanchetta si ritirò dallincarico
e Mons. Balconi si trovò senza il tecnico che doveva guidare
lesecuzione dellopera. Fu allora che per la prima volta
la Parrocchia si rivolse allIng. Marchini, il quale senza
farsi pregare e gratuitamente perfezionò il progetto e ne
seguì la realizzazione.
In anni successivi e sempre con prestazione volontaria lIng.
Marchini prestò le sue consulenze per diversi interventi
relativi alla statica e alla copertura di S. Stefano, del Santuario,
di S. Antonio, di S. Maurizio, e ancora per la ristrutturazione
dello stabile di via Pierino Colombo e per la realizzazione dellimpianto
di riscaldamento del Santuario, collaborando cordialmente con i
Prevosti Balconi e Castiglioni.
Allinizio degli anni Novanta egli fu vicino anche a me, allorché
si dovette affrontare il consolidamento statico della torre campanaria
di S. Stefano. Era appena crollata la torre di Pavia e giustamente
il Comune chiese alla Parrocchia di sospendere luso delle
campane di S. Stefano e di verificare la stabilità della
torre, che era interessata da alcune fessurazioni verticali.
LIng. Marchini rispose anche questa volta alle nostre richieste
e con grande dedizione, in collaborazione con lIng. Zanetto
e valendosi delle prestazioni tecniche dello Studio Tomiolo, organizzò
un monitoraggio per la durata di un intero ciclio termico (un anno)
su tutta la struttura del campanile, seguendo poi lintervento
di consolidamento statico della torre attuato mediante linserimento
su quattro livelli di altrettanti sistemi di barre passanti di acciaio
poste in tensione, intervento progettato dallo Studio Tomiolo ed
eseguito dalla Impresa Rodio.
In quella occasione, furono anche risanati il torrino sommitale
e il tetto del campanile e tutto il paramento murario dei quattro
lati, eliminando gli intonaci pericolanti ancora esistenti dovera
una volta il quadrante dellorologio e ricostruendo la lesena
mediana con mattoni depoca sapientemente posti in opera da
Francesco Gianni.
Storia recentissima dellultima estate è il restauro
della facciata di S. Stefano: pur senza intervenire direttamente,
lIng. Marchini seguì in modo partecipe i problemi statici
del restauro del protiro marmoreo, salendo con me sul ponteggio
poche settimane prima di essere colpito dalla malattia.
Davvero grazie, Ingegnere! Giustamente il Comune ti aveva proclamato
Cittadino Benemerito e la Parrocchia ti ha dedicato il Concerto
tenuto il 30 settembre nella Chiesa di S. Stefano che tanto amavi.
Don Giuseppe
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MOVIMENTO TERZA ETA
Pensiamo di fare cosa gradita proponendo integralmente, un poco
alla volta, la "lettera" che il Papa ha scritto ai suoi
"coetanei anziani".
"Gli anni della nostra vita
sono settanta,
ottanta per i più robusti,
ma quasi tutti sono fatica, dolore;
passano presto e noi ci dileguiamo"
(Sal 90 [89], 10)
1. Settantanni erano tanti al tempo in cui il Salmista scriveva
queste parole, e non erano in molti ad oltrepassarli; oggi, grazie
ai progressi della medicina nonché alle migliorate condizioni
sociali ed economiche, in molte regioni del mondo la vita si è
notevolmente allungata. Resta, però, sempre vero che gli
anni passano in fretta; il dono della vita, nonostante la fatica
e il dolore che la segnano, è troppo bello e prezioso perché
ce ne possiamo stancare.
Anziano anchio, ho sentito il desiderio di mettermi in dialogo
con voi. E lo faccio anzitutto rendendo grazie a Dio per i doni
e le opportunità che mi ha elargito con abbondanza sino ad
oggi. Ripercorro nella memoria le tappe della mia esistenza, che
sintreccia con la storia di gran parte di questo secolo, e
vedo affiorare i volti di innumerevoli persone, alcune delle quali
particolarmente care: sono ricordi di eventi ordinari e straordinari,
di momenti lieti e di vicende segnate dalla sofferenza. Sopra ogni
cosa, tuttavia, vedo stendersi la mano provvidente e misericordiosa
di Dio Padre, il quale "cura nel modo migliore tutto ciò
che esiste" (1) e "qualunque cosa gli chiediamo secondo
la sua volontà egli ci ascolta" (1 Gv 5, 14). A Lui
dico con il Salmista: "Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla
giovinezza e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi. E ora, nella vecchiaia
e nella canizie, Dio, non abbandonarmi, finché io annunzi
la tua potenza, a tutte le generazioni le tue meraviglie" (Sal
71 [70], 17-18).
Il mio pensiero si volge con affetto a tutti voi, carissimi anziani
di ogni lingua e cultura. Vi indirizzo questa lettera nellanno
che lOrganizzazione delle Nazioni Unite ha voluto opportunamente
dedicare agli anziani, per richiamare lattenzione dellintera
società sulla situazione di chi, per il peso delletà,
deve spesso affrontare molteplici e difficili problemi.
Su questo tema già il Pontificio Consiglio per i Laici ha
offerto preziose linee di riflessione (2). Con la presente lettera
intendo soltanto esprimervi la mia vicinanza spirituale con lanimo
di chi, anno dopo anno, sente crescere dentro di sé una comprensione
sempre più profonda di questa fase della vita ed avverte
conseguentemente il bisogno di un contatto più immediato
con i suoi coetanei per ragionare di cose che sono esperienza comune,
tutto ponendo sotto lo sguardo di Dio, che ci avvolge col suo amore
e con la sua provvidenza ci sostiene e ci conduce.
2. Carissimi fratelli e sorelle, riandare al passato per tentare
una sorta di bilancio è spontaneo alla nostra età.
Questo sguardo retrospettivo consente una valutazione più
serena ed oggettiva di persone e situazioni incontrate lungo il
cammino. Il passar del tempo sfuma i contorni delle vicende e ne
addolcisce i risvolti dolorosi. Purtroppo crucci e tribolazioni
sono largamente presenti nellesistenza di ciascuno. Talvolta
si tratta di problemi e sofferenze, che mettono a dura prova la
resistenza psicofisica e magari scuotono la stessa fede. Lesperienza
però insegna che le stesse pene quotidiane, con la grazia
del Signore, contribuiscono spesso alla maturazione delle persone,
temprandone il carattere.
Al di là delle singole vicende, la riflessione che maggiormente
simpone è quella relativa al tempo che scorre inesorabile.
"ll tempo fugge irrimediabilmente", sentenziava già
lantico poeta latino (3). Luomo è immerso nel
tempo: in esso nasce, vive e muore. Con la nascita viene fissata
una data, la prima della sua vita, e con la morte unaltra,
Iultima: lalfa e lomega, Iinizio e la fine
della sua vicenda terrena, come la tradizione cristiana sottolinea,
scolpendo queste lettere dellalfabeto greco sulle lapidí
delle tombe.
Ma se cosi misurata e fragile è lesistenza di ciascuno
di noi, ci conforta il pensiero che, in forza dellanima spirituale,
sopravviviamo alla morte stessa. La fede poi ci apre ad una "speranza
che non delude" (cfr Rm 5, 5), additandoci la prospettiva della
risurrezione finale. Non per nulla la Chiesa, nella solenne Veglia
pasquale, usa queste stesse lettere in riferimento a Cristo vivo
ieri, oggi e sempre: "Egli è il principio e la fine,
è lalfa e lomega. A lui appartengono il tempo
e i secoli" (4). La vicenda umana, pur soggetta al tempo, viene
posta da Cristo nellorizzonte dellimmortalità.
Egli "si è fatto uomo tra gli uomini, per unire il principio
alla fine, cioè luomo a Dio" (5).
Giovanni Paolo II
(continua)
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LA PREGHERA DEL VINCENZIANO
Nella nostra attività caritativa vorremmo vedere
risolti tutti i problemi che di volta in volta dobbiamo affrontare
con i nostri assistiti: purtroppo vediamo spesso svanire le nostre
speranze e ci troviamo a risolvere poco. Eppure crediamo nella nostra
scelta, in quel poco di bene che riusciamo a fare.
Abbiamo una preghiera che aiuta ogni vincenziano, una preghiera
profondamente evangelica che, si può dire, contiene un piccolo
vademecum su cui fondare il nostro comportamento. E la preghiera
del vincenziano entrata ormai nella pratica di ogni Conferenza.
Vogliamo farvela conoscere perché possiate recitarla idealmente
con noi innanzi al piccolo Gesù.
Signore fammi buon amico di tutti,
fa che la mia persona ispiri fiducia:
a chi soffre e si lamenta,
a chi cerca luce lontano da Te,
a chi vorrebbe cominciare e non sa come,
a chi vorrebbe confidarsi
e non se ne sente capace.
Signore aiutami ad accorgermi subito:
di quelli che mi stanno accanto,
di quelli che sono preoccupati e disorientati,
di quelli che soffrono senza mostrarlo,
di quelli che si sentono isolati senza volerlo.
Signore, dammi una sensibilità che sappia
Andare incontro ai cuori.
Signore, liberami dallegoismo,
perché Ti possa servire,
perché Ti possa amare,
perché ti possa ascoltare
in ogni fratello che mi fai incontrare.
Auguriamo a tutti un Natale di pace e sin dora ringraziamo
tutti coloro che ci sono stati daiuto
durante il passato anno e che ancora vorranno aiutarci.
La Conferenza di San Vincenzo di Vimercate
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