pastorale giovanile equipe 7 aprile 2014 PDF  | Stampa |  E-mail

Verbale incontro di lunedì 7 aprile 2014

Presenti:

  1. Don Marco P, don Luigi S.
  2. Rappresentanti delle parrocchie di: S. Stefano, s. Maurizio, Oreno, Ruginello, Velasca, Burago
  3. Rappresentanti di: Pastorale Scolastica, Parola Parla, Caritas, Adulti, scout

Assenti: nessuno

 

Argomenti trattati:

  1. Lettura di uno Spunto di meditazione (papa Benedetto XVI)

Introduzione: il tema della corresponsabilità

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI (S. Giovanni in Laterano, 26 maggio 2009):

“…Troppi battezzati non si sentono parte della comunità ecclesiale e vivono ai margini di essa, rivolgendosi alle parrocchie solo in alcune circostanze per ricevere servizi religiosi. Pochi sono ancora i laici, in proporzione al numero degli abitanti di ciascuna parrocchia che, pur professandosi cattolici, sono pronti a rendersi disponibili per lavorare nei diversi campi apostolici. Certo, non mancano le difficoltà di ordine culturale e sociale, ma, fedeli al mandato del Signore, non possiamo rassegnarci alla conservazione dell'esistente. Fiduciosi nella grazia dello Spirito, che Cristo risorto ci ha garantito, dobbiamo riprendere con rinnovata lena il cammino.

Quali vie possiamo percorrere? Occorre in primo luogo rinnovare lo sforzo per una formazione più attenta e puntuale alla visione di Chiesa della quale ho parlato, e questo da parte tanto dei sacerdoti quanto dei religiosi e dei laici. Capire sempre meglio che cosa è questa Chiesa, questo Popolo di Dio nel Corpo di Cristo. E' necessario, al tempo stesso, migliorare l'impostazione pastorale, così che, nel rispetto delle vocazioni e dei ruoli dei consacrati e dei laici, si promuova gradualmente la CORRESPONSABILITÀ dell'insieme di tutti i membri del Popolo di Dio.

Ciò esige un cambiamento di mentalità riguardante particolarmente i laici, passando dal considerarli «collaboratori» del clero a riconoscerli realmente «corresponsabili» dell'essere e dell'agire della Chiesa, favorendo il consolidarsi di un laicato maturo ed impegnato.

Questa coscienza comune di tutti i battezzati di essere Chiesa non diminuisce la responsabilità dei parroci. Tocca proprio a voi, cari parroci, promuovere la crescita spirituale e apostolica di quanti sono già assidui e impegnati nelle parrocchie: essi sono il nucleo della comunità che farà da fermento per gli altri.

Affinché tali comunità, anche se qualche volta numericamente piccole, non smarriscano la loro identità e il loro vigore, è necessario che siano educate all'ascolto orante della Parola di Dio, attraverso la pratica della lectio divina, ardentemente auspicata dal recente Sinodo dei Vescovi.

Nutriamoci realmente dell'ascolto, della meditazione della Parola di Dio. A queste nostre comunità non deve venir meno la consapevolezza che sono «Chiesa» perché Cristo, Parola eterna del Padre, le convoca e le fa suo Popolo. La fede, infatti, è da una parte una relazione profondamente personale con Dio, ma possiede una essenziale componente comunitaria e le due dimensioni sono inseparabili. Potranno così sperimentare la bellezza e la gioia di essere e di sentirsi Chiesa anche i

giovani, che sono maggiormente esposti al crescente individualismo della cultura contemporanea, la quale comporta come inevitabili conseguenze l'indebolimento dei legami interpersonali e l'affievolimento delle appartenenze.

Nella fede in Dio siamo uniti nel Corpo di Cristo e diventiamo tutti uniti nello stesso Corpo e così, proprio credendo profondamente, possiamo esperire anche la comunione tra di noi e superare la solitudine dell'individualismo. …”.

 

 

Sottolineature:

Occorre aumentare la consapevolezza della communio nella Chiesa, altrimenti ci si limita a svolgere compiti. Una comunità cristiana dovrebbe mettere al centro la relazione di fraternità e non immediatamente i ruoli e il da farsi.

Diventa più facile essere corresponsabili se si ha la percezione della visione di insieme.

La premessa è l’ascolto reciproco.

La corresponsabilità è anche un cammino di crescita, innanzitutto personale.

 

  1. Verifica dell’anno in corso. In particolare:

2.1.   Formazione educatori e catechiste i.c.

2.2.   Itinerario giovani

2.2.1.     Avvento e Quaresima

2.2.2.     Parola parla

2.3.   Scuola della Parola adolescenti

Sottolineature:

Breve introduzione sul risultato e sulla partecipazione alle varie iniziative. Vengono illustrate anche le iniziative Caritas di Avvento e Quaresima.

Presentazione di Ueikap: alla base c’è un cammino spirituale che poi si declina in iniziative di carattere culturale. Il filo rosso sono le Scritture.

Esercizi spirituali: qualche fatica organizzativa, perché ci si aspettava di progettare gli esercizi insieme al predicatore.

La fatica di camminare insieme e mettersi in rete testimoniano che occorre ancora camminare per pensare ad una pastorale giovanile comunitaria.

 

  1. Ruolo dell’Equipe di Pastorale Giovanile

3.1.   L’identità dell’Équipe (dal progetto diocesano di pastorale giovanile)

 

L’anelito missionario e i compiti dell’Équipe

L’Équipe è la prima Istituzione di Pastorale giovanile che tiene vivo l’anelito missionario dell’annuncio evangelico. L’Équipe è chiamata a svolgere tre compiti fondamentali: ricercare e promuovere le opportune alleanze educative anche all’esterno della comunità cristiana; coordinare il progetto educativo dell’Unità di Pastorale giovanile e mantenere il rapporto tra la Pastorale giovanile e la comunità adulta. Ci sia normalmente un’Équipe per ogni Unità di Pastorale giovanile. In alcuni casi particolari, soprattutto in alcune cittadine con un numero piuttosto elevato di abitanti, ci può essere una sola Équipe anche per più di un’Unità di Pastorale giovanile.

La promozione delle alleanze educative

L’Équipe dell’Unità di Pastorale giovanile, che ha come primo compito quello di favorire le alleanze educative, deve nascere da un’attenta analisi della realtà ed entra nel vivo dell’operatività pastorale rivolta a tutti. Con un ampio coinvolgimento delle agenzie educative del territorio, il lavoro dell’Équipe esprime soprattutto un metodo nuovo di interagire con soggetti educativi non sempre immediatamente integrati nella vita della comunità ecclesiale. L’Équipe esprime uno sguardo sulla Chiesa e sul mondo, raccoglie il patrimonio di buona volontà che esiste nelle persone che lavorano tra i ragazzi e i giovani, lascia a ciascun soggetto la sua giusta autonomia, favorisce convergenze sui valori irrinunciabili. Gli incontri dell’Équipe, previsti di norma con cadenza almeno mensile, hanno come scopo principale quello di favorire una comune interpretazione dei bisogni e delle necessità dei giovani che abitano il territorio, favoriscono la comunicazione reciproca delle varie agenzie educative e stabiliscono un coordinamento degli eventi fondamentali evitando contrasti e contrapposizioni.


Il coordinamento del progetto dell’Unità di Pastorale giovanile

L’Équipe dell’Unità di Pastorale giovanile coordina il progetto educativo di tutta l’Unità di Pastorale giovanile, soprattutto in riferimento alle possibili alleanze educative da stabilire sul territorio. Perciò non deve elaborare un progetto educativo proprio, ma cerca di raccordare e valorizzare le risorse e le proposte presenti nelle varie comunità e nelle diverse fasce educative, al fine di un lavoro comune.


Il rapporto con la comunità adulta

Équipe dell’Unità di Pastorale giovanile mantiene, attraverso il coordinatore, un costante rapporto con la comunità adulta delle parrocchie e delle comunità pastorali che appartengono alla sua Unità di Pastorale giovanile.

 

 

3.2.   Potenzialità, fragilità

3.3.   Valutazione di questi cinque anni: è cresciuto il senso di avere una casa comune?

  1. Pensare al futuro:

4.1.   Cosa bolle in pentola?

4.2.   Cosa immaginiamo?

  1. Varie ed eventuali

5.1.   Venerdì 11: incontro con M.D. Semeraro… cena con lui?

5.2.   Oratorio estivo

5.2.1.     Corso animatori

5.2.2.     Iniziative comuni

5.3.    Altro

 

Prossimo incontro: martedì 3 giugno ore 21 sulla programmazione

Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Aprile 2014 14:17