Introduzione
al quarto incontro della Scuola della Parola
Scuola
della Parola
- Benvenuti,
bentornati e benritrovati questa sera: ci sentiamo tutti "a casa"!
Da papà, tra fratelli, in ascolto, in attesa di un dono che viene
dall’alto.
- Ci consegniamo
una "parola chiave" che ci aiuti a bene entrare nell’ascolto del
Vangelo, nella lettura monastica delle Scritture: la parola "STIMA".
In tempi di sospetti e diffidenze incrociate, celebriamo la Stima, facciamo
festa alla Stima.
- La STIMA che
abbiamo di Dio e della Sua Parola: Lo sentiamo e lo sappiamo bene: di Dio
e della Sua Parola ci si può fidare, ci fidiamo! Una stima che convoca,
che invoca e merita il nostro essere qui, a scuola, ad imparare.
- La STIMA di
voi giovani, a cui abbiamo deciso di smettere di dare poco, il minimo, ciò
che chiede poca fatica; a cui stiamo cercando di dare e chiedere molto,
credendovi grandi e sperandovi desiderosi ormai di carne e non più
di latte, di cibo sostanzioso.
- La STIMA che
noi preti, noi vostri preti ed educatori abbiamo di noi stessi, del nostro
compito, del nostro ministero per voi nella Chiesa: ci sappiamo e ci sentiamo
evangelizzatori e non altro! Darvi e dirvi Gesù, darvi e dirvi i
Vangelo è lo scopo di tutta la nostra vita! Non ci accontentiamo,
né noi né voi, di niente che sia meno di Dio, meno di Gesù,
meno del Vangelo. In Lui solo c’è Salvezza!
- Entriamo allora
volentieri anche questa sera nella celebrazione della Parola, con STIMA
commossa e grata: c’è un Dono anche per te questa sera!
La
sete e la sorgente
- Seduti, è
ora di ascoltare, di imparare, di "stare bene attenti":chi ha
orecchi per ascoltare ascolti!
- Viviamo spesso
anche noi situazioni personali di "CONFUSIONE" interiore: la confusione
in cui ci troviamo noi uomini deriva dal fatto che la sera non sappiamo
perché al mattino ci siamo alzati e perché domani ricominceremo.
Poveri di senso, di perché.
- Tra l’altro,
la vita ci presenta tante strade possibile e molto diverse: un vero e proprio
"LABIRINTO"! Si tratta anche per noi di trovare il cammino attraverso
il labirinto del proprio tempo: senza soccombere schiacciati dalla complessità
ma anche senza saltarne fuori, fuggendo, semplificando, mancando alle proprie
personali responsabilità.
- E’ questa
la nostra"sete"che anche questa sera desidera incontrare la sua"sorgente":
c’è una Parola che rischiara le nostre confusioni e indica la direzione;
che conduce per mano nel labirinto della vita.
Lettura
monastica del Vangelo
- Viviamo spesso
una deriva, una tentazione nel leggere il Vangelo e nel vivere il nostro
cristianesimo: il moralismo! Moralismo che mortifica il messaggio, appesantisce
il cuore, implode e deruba la gioia, allontana molti da Dio e dalla Chiesa.
Troppo spesso ci permettiamo di dire che "è difficile essere
cristiani" senza avere ancor prima detto che "è bello essere
cristiani"! Troppe volte leggiamo il Vangelo domandandoci subito "che
cosa dobbiamo fare noi". In verità il Vangelo è innanzitutto
bella notizia che ci racconta chi è Dio, cosa sogna Dio, cosa prova
Dio per noi, cosa sta facendo Dio per il mondo e per noi uomini! Una prospettiva
prima di tutto contemplativa: LA PAROLA ESPERIENZA DEL CUORE DI DIO!
- Arrivato appositamente
da Firenze per noi è qui con noi questa sera Padre Antoine Emmanuel
De La Fayette, abate della Fraternità Monastica di Gerusalemme in
Firenze.
- Chi sono i
fratelli e le sorelle di Gerusalemme? " Sono uomini e donne che hanno
accolto l’invito di Gesù a lasciare tutto per seguirlo, in una vita
povera, casta, obbediente. IN risposta alle attese degli uomini di oggi,
secondo lo spirito del Concilio Vaticano II, vogliono inserirsi nel cuore
della città, nel cuore del mondo, per vivere il primato della preghiera
e della ricerca del volto amoroso di Gesù, per essere una testimonianza
dell’amore del Padre per ogni uomo. La loro è una vocazione dunque
essenzialmente monastica, ma non per questo claustrale. Sono chiamati a
condividere la vita di ogni uomo della città, lavorando come salariati
part.time, pregando in una chiesa aperta a tutti, accogliendo nella loro
casa quanti vogliono incontrarli. La liturgia li vede riuniti in tre grandi
momenti della giornata: al mattino per le lodi, a mezzogiorno per l’ora
media, la sera per il vespero e la liturgia eucaristica. La preghiera personale
è nutrita dall’adorazione eucaristica e dalla lectio divina nel segreto
della loro cella, alla quale dedicano il loro pomeriggio. Questa loro avventura
è iniziata il giorno di Ognissanti a Parigi, quando un piccolo gruppo
di uomini, riuniti attorno al P.Pierre Marie Delfieux, e sostenuti dall’allora
Cardinale di Parigi Marty, hanno cantato per la prima volta l’ufficio monastico
nella chiesa di Saint Gervais-Saint Protasi. Un anno dopo, alcune sorelle
si aggiungevano alla preghiera dei fratelli. Da allora la comunità
si notevolmente ingrandita, fino ad essere presente in altre parti della
Francia e finalmente in Italia, a Firenze.