lettura monastica:
LA PAROLA,
ESPERIENZA DEL CUORE DI DIO

Introduzione - Intervento del Relatore - Scheda di approfondimento

Intervento del relatore
Fratello Antoine Emmanuel
(Fraternità Monastica di Gerusalemme, Firenze)

 

IL METODO

LECTIO DIVINA: attività centrale della vita monastica.

Chiedo allo Spirito Santo di scendere con potenza nei vostri cuori e nel mio, affinché possiamo tutti sentire quello che il Signore vuole dirci questa sera.

L’argomento è il cammino monastico della Lectio Divina che verrà illustrato con la Parola che si riceve questa sera: l’incontro tra Gesù e Zaccheo.

"LECTIO DIVINA" (L.D.) si potrebbe tradurre con "lettura amorosa della Parola di Dio" dove io mi metto in ascolto di ciò che il Signore vuol dirmi. Noi monaci consacriamo almeno un’ora del pomeriggio alla L.D. nella propria cella e quindi anche per voi è importante avere questa regolarità della L.D. nel tempo e, possibilmente, anche un luogo dove possiate ritrovarvi nel Signore con la sua Parola. Un piccolo consiglio: è una grande grazia quando si ha nella propria camera un angolo di preghiera, dove si è felici di ritrovare il Signore, dove si fa un piccolo altare per la Bibbia, la cosa più preziosa che si ha nella propria camera.

Come celebrare questa vostra liturgia della Parola?

  1. E’ necessario iniziare la celebrazione con l’invocazione allo Spirito Santo, perché abbiamo bisogno della grazia dello Spirito, affinché la lettura diventi ascolto nel più profondo del cuore. Come è impossibile leggere un libro nel buio, così è impossibile leggere la Parola di Dio per quella che è, senza la luce dello Spirito Santo, perciò bisogna accendere la luce invocandolo. Se abbiamo un’ora di "Lectio" almeno cinque minuti vengono dedicati ad invocare lo Spirito Santo di scendere su di noi perché possiamo sentire quello che il Signore vuol dirmi in questa L.D. C’è bisogno anche di una certa tranquillità in quanto una colomba non scende su qualcuno che è un po’ agitato o nervoso.
  2. Obbedienza al testo: ricevere il testo che mi viene dato con gratitudine e non scegliere quello che mi piace; ciò necessita di una certa fedeltà e regolarità, ad esempio faccio la mia L.D. sul Vangelo del giorno o sul Salmo del giorno oppure scelgo un libro biblico e ciascun giorno ne leggo un brano (es. nella mia comunità il libro di Ezechiele) oppure il libro che il mio Padre Spirituale mi ha consigliato.
  3. Lettura (Lectio): leggere con attenzione; bellissima l’espressione del 1° libro di Samuele in cui si dice che "Samuele non lasciava cadere a terra nessuna parola di Dio", allo stesso modo sto attento ad accogliere ogni parola del testo che mi viene donato, e più conosco a memoria il testo, più lentamente lo devo leggere .
  4. Viene il momento in cui, con la mia intelligenza e con la mia conoscenza biblica (anche se poca) cerco di "comprendere quello che ho letto" (Atti Apostoli 8,30); per fare questo posso utilizzare le note a margine o i riferimenti che ci sono nella Bibbia, però senza troppo attaccarmi a questi per non disperdermi in una ricerca intellettuale. Infatti lo scopo è l’incontro con Dio, che sta per accadere tramite questo "Sacramento della Parola". Sant’Ignazio ci consiglia di utilizzare la nostra immaginazione per entrare nel testo in particolare quando si tratta di un racconto Evangelico, cerco di diventare un protagonista di quella scena.
  5. Una dimensione essenziale della L.D. è di essere e rimanere un discepolo della Parola: non è facile per noi perché siamo abituati a verificare, valutare e giudicare tutto ciò che leggiamo, ma con la Parola di Dio è tutt’altro: è la Parola che mi giudica, non io che giudico la Parola; io sono discepolo della Parola e voglio ricevere ed accogliere quello che mi dice; mi lascio quindi giudicare dalla Parola.
  6. Essenziale è "ruminare" la Parola. Nella nostra comunità abbiamo la fortuna di andare ogni estate in qualche eremo nel sud della Francia, in mezzo alle mucche che ci insegnano la L.D. perché ruminano per tanto tempo ! Così noi, dal momento della lettura della Parola, si cerca di capirla bene, di "ruminarla", lasciando così che essa possa svolgere tutta la sua opera e manifestare la sua potenza di vita in me; la Parola di Dio è creatrice, e quando la lasciamo agire, lei ha questa potenza di ricrearci. E’ necessario prendere il tempo per "ruminare " la Parola, perseverando in particolare quando sopravviene la noia o il disgusto, se rimango fedele nel momento della noia, subito mi verrà donato l’essenziale; non dimentichiamo, c’è un avversario della L.D. che è anche l’avversario della nostra fede: il diavolo. Nel disgusto io credo fermamente che la Parola agisce in me, nel più profondo del mio cuore e non conta tanto quello che provo o che sento, ma quello che in verità fa la Parola, e spesso ciò va oltre quella che io posso capire o sentire.
  7. Prego la Parola; attraverso la Parola io posso entrare in un rapporto molto profondo con Dio: Padre Figlio e Spirito Santo. Non sono tanto io che prego, ma lascio che la Parola agisca in me e che nasca in me, dallo Spirito Santo, la preghiera. Non "faccio" io "delle preghiere", ma lascio correre in me questa vita nuova di Dio che mi viene tramite la Parola. A volte la preghiera può condurmi al pentimento, oppure all’azione di grazie, all’intercessione, alla lode, a quello che Dio vorrà fare in me.
  8. La preghiera è il culmine della L.D. che mi conduce ad incontrare il Signore in maniera viva.

  9. Alla fine della L.D., custodisco nel mio cuore un versetto: accolgo quello che il Signore mi ha donato, quello che mi ha particolarmente toccato e lo lascio risuonare in me durante il giorno, ed esso alimenterà la mia preghiera che diventerà preghiera continua.
  10. Vivere la Parola: è questa la meta della Lectio; la mia vita diventa animata dalla Parola di Dio, la mia vita è nell’obbedienza alla Parola di Dio; la mia vita viene riempita di una vita nuova, di una gioia nuova "Quanto amo la tua parola o Signore, tutto il giorno la vado meditando" .

Scopo della L.D. monastica è dunque questo "cuore a cuore" con Gesù, tramite la sua Parola; lascio che Gesù mi incontri come Lui vuole e non come io voglio.

E questo momento essenziale, vitale della Lectio lo vorrei vivere con voi adesso.

Faccio con voi questa epiclesi, chiamando lo Spirito Santo perché illumini ora i nostri cuori affinché possiamo ricevere la Parola che ci viene rivolta, tramite questo brano dell’ incontro tra Gesù e Zaccheo. Invoco lo Spirito Santo come colui che infiamma il mio cuore di amore per Dio e fa sì che abbia sete della sua Parola per poter adempiere ciò che a Lui piace; per me, chiamare lo Spirito Santo è anche invocare Maria perché è colei nella quale lo Spirito agisce in modo tutto libero. Con voi chiedo allo Spirito Santo di scendere su di noi, affidandoci alla preghiera di Maria: "Ave Maria…..".


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