Introduzione
al terzo incontro della Scuola della Parola
Scuola
della Parola
- Mettiamo questa nostra terza tappa del cammino
sotto la Benedizione e l’intercessione di un nostro papà che è
andato da poco in Paradiso: siamo certi che quando un padre, un pastore
va in Paradiso ci porta con sé nel suo cuore; il suo amore, cuore
a cuore con quello di Dio, non farà certo fatica a ricordare, intercedere,
pregare, sorridere, benedire! Ci affidiamo alla preghiera di don Adriano
Morandi Parroco di Gerno di Lesmo da pochi giorni deceduto.
- Anche questa sera, nel buio e nel freddo,
una "luce" ed una "voce" ci hanno chiamato, condotto
ed accolto qui nella casa di Dio: come una luce ed una voce hanno saputo
convertire il cuore duro di Paolo di Tarso, trasformandogli la vita, così
questa sera la voce luminosa del Maestro c tocchi il cuore e ci trasformi
la vita!
- Siamo a metà esatta del nostro cammino,
terzo di cinque incontri. Sentiamo "FATICA", perché è
scuola e perché è proposta più ambiziosa quest’anno,
maggiormente esigente, in crescita; scuola che chiede di più: più
tempo, più attenzione, più impegno! E’ normale allora e buon
segno questa fatica. Ma sentiamo anche GIOIA, perché questa è
scuola de Vangelo, possibilità di continuare nella terra buona dei
nostri cuoi la corsa della buona notizia che è Gesù per a
vita!
- Anche nelle cose di Dio, carissimi giovani,
amiamo la fatica, per la gioia che ci può regalare! Reggiamo la fatica,
per i traguardi che ci può far raggiungere! Chi si applica troppo
alle piccole cose infatti diventa inesorabilmente incapaci delle grandi.
Ma noi vogliamo grandi cose per noi: anche se chiedono di essere pagate
con una fatica ed un impegno maggiori!
La sete e la
sorgente
Nel piccolo principe di Antoine de Saint-Exupery
troviamo questo racconto: "Lentamente
issai il secchio fino all’orlo del pozzo. Lo misi bene in equilibrio. Nelle
mie orecchie perdurava il canto della carrucola e nell’acqua che tremava ancora
vedevo tremare il sole. "Ho sete di quest’acqua", disse il piccolo
principe, "dammi da bere" … E capii quello che aveva cercato! Sollevai
il secchio fino alle sue labbra. Bevette con gli occhi chiusi. Era dolce come
una festa. Quest’acqua era ben altra cosa che un alimento … faceva bene al
cuore, come un dono".
Questa piccola grande favola scritta da un aviatore
è il libro più letto nel mondo dopo la Bibbia. Tradotto in 140
lingue, il suo messaggio è essenziale ed elementare, è destinato
a tutti i grandi che sono stati bambini. Per noi questa sera Gesù,
il Suo Vangelo, l’amore di Dio per noi … sono quell’acqua sorgiva che è
ben altra cosa che un alimento! E’ dolce come una Festa. Fa bene a cuore come
un dono. E una bella notizia, un Vangelo, cos’è se non un dono che
fa bene al cuore, che disseta l’anima?
Lettura ebraica
del Vangelo
- Con gli ebrei abbiamo in comune un libro
ed un’attesa: la Parola di Dio va cercata nella Scrittura; e la Scritture
è per tutti; ci vuole impegno per imparare.
La Parola di Dio è come UN
GIARDINO a cui accedere per gradi, per passi: c’è una tradizione
antica a cui poter fare riferimento. Questa antica tradizione soprattutto
ci apre a due prospettive:
- "La Scrittura spiega la Scrittura":
l’ignoranza dell’Antico Testamento rende faticoso capire il Nuovo Testamento
e Gesù.
- Al centro dell’ebraismo c’è una domanda:
non "chi è Dio" ma "che cosa vuole Dio da noi?".
E’ una domanda che apre agli inesauribili significati della Scrittura. LA
VOLONTA’ DI DIO E’ BENEDIZIONE PER L’UOMO! Dio si è fatto parola,
vuole comunicare: l’uomo si accosta alla Parola per capire cosa Lui vuole.
La pagina evangelica delle Beatitudini
si inserisce in un filone antico, il filone sapienziale delle beatitudini
- È tra noi come maestro don Luigi
Nason, competente ed appassionato studioso di ebraismo.