lettura francescana:
LA SANTITA'COME ESEGESI
VIVENTE DELLA PAROLA

Introduzione - Intervento del Relatore - Scheda di approfondimento

Intervento del relatore
p. Cesare Vaiani - ordine Frati Minori

IL METODO
Francesco non propone una organica teoria o un metodo in senso proprio: non c'è un testo che affronti esplicitamente questo tema.
Il suo metodo di accostamento della Parola va recuperato piuttosto attraverso alcune affermazioni degli Scritti e delle biografie: possiamo certamente affermare che la vita di Francesco è stata segnata dall'incontro col Vangelo.
Egli scrive nel Testamento:


E quando il Signore mi dette dei fratelli, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo.

Dalle biografie riusciamo a riferire queste parole del Testamento a due episodi degli inizi della vicenda di Francesco: il primo è l'ascolto del Vangelo alla Porziuncola (1 Vita di Tommaso da Celano, n. 22) che è così narrato dal primo biografo:


Ma un giorno in cui in questa chiesa (della Porziuncola) si leggeva il brano del Vangelo relativo al mandato affidato agli Apostoli di predicare, il Santo, che ne aveva intuito solo il senso generale, dopo la Messa, pregò il sacerdote di spie-gargli il passo. Il sacerdote glielo commentò punto per pun-to, e Francesco, udendo che i discepoli di Cristo non devono possedere né oro, né argento, né denaro, né portare bisaccia, né pane, né bastone per via, né avere calzari, né due tonache, ma soltanto predicare il Regno di Dio e la penitenza, subito, esultante di spirito Santo, esclamò: " Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore! ". S'affretta allora il padre santo, tutto pieno di gioia, a realizzare il salutare ammonimento; non sopporta indugio alcuno a mettere in pratica fedelmente quanto ha sentito: si scioglie dai piedi i calzari, abbandona il suo bastone, si accontenta di una sola tunica, sostituisce la sua cintura con una corda. Da quell'istante confeziona. per sé una veste che riproduce l'immagine della croce, per tener lontane tutte le seduzioni del demonio; la fa ruvidissima, per crocifiggere la carne e tutti i suoi vizi (Gal 5,24) e peccati, e talmente povera e grossolana da rendere impossibile al mondo invidiargliela! Con altrettanta cura e devozione si impegnava a compiere gli altri insegnamenti uditi. Egli infatti non era mai stato un ascoltatore sordo del Vangelo, ma, affidando ad una encomiabile memoria tutto quello che ascoltava, cercava con ogni diligenza di eseguirlo alla lettera.

Il secondo riferimento biografico è un episodio ugualmente avvenuto agli inizi: la triplice apertura del Vangelo con i primi due compagni (Leggenda dei tre Compagni, nn. 28 - 29):

Sul fare del giorno Francesco e Bernardo si alzarono, presero con sé un altro uomo di nome Pietro, che egualmente desiderava diventare loro fratello, ed entrarono nella chiesa di San Nicolò, vicina alla piazza della città di Assisi. Essendo dei semplici, non sapevano trovare le parole evangeliche riguardanti la rinuncia al mondo, e perciò pregavano devotamente il Signore affinché mostrasse la sua volontà alla prima apertura del libro.Finita la preghiera, Francesco prese il libro dei Vangeli ancora chiuso e, inginocchiandosi davanti all'altare, lo aprì. E subito gli cadde sott'occhio il consiglio del Signore: Se vuoi essere perfetto, va' e vendi tutti i tuoi beni e distribuiscili ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo. Francesco, dopo aver letto il passo, ne fu molto felice e rese grazie a Dio. Ma, vero adoratore della Trinità, volle l'appoggio di tre testimoni; per cui aprì il libro una seconda e una terza volta. Nella seconda, incontrò quella raccomandazione: Non portate nulla nei vostri viaggi ecc.; e nella terza: Chi vuole seguirmi, rinunzi a se stesso ecc. Ad ogni apertura del libro, Francesco rendeva grazie a Dio, che approvava l'ideale da lui lungamente vagheggiato. Alla terza conferma che gli fu mostrata, disse a Bernardo e Pietro: " Fratelli, ecco la vita e la regola nostra, e di tutti quelli che vorranno unirsi a noi. Andate dunque e fate quanto avete udito ". Andò messer Bernardo, che era assai ricco, e vendette ogni suo avere, ricavandone molto denaro, che distribuì interamente ai poveri della città. Anche Pietro eseguì il consiglio divino come gli fu possibile. Privatisi di tutto, entrambi indossarono l'abito che il Santo aveva preso poco dianzi, dopo aver lasciato quello di eremita. E da quell'ora, vissero con lui secondo la forma del santo Vangelo, come il Signore aveva indicato loro. E così Francesco poté scrivere nel suo Testamento: "Il Signore stesso mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo".

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