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PRIMA LETTURA
Es 34,28-35
Dal libro dell'Esodo.
Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti
senza mangiar pane e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulle
tavole le parole dell'alleanza, le dieci parole.
Quando Mosè scese dal monte Sinai - le due tavole della Testimonianza
si trovavano nelle mani di Mosè mentre egli scendeva dal
monte - non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante,
poiché aveva conversato con lui. Ma Aronne e tutti gli Israeliti,
vedendo che la pelle del suo viso era raggiante, ebbero timore di
avvicinarsi a lui. Mosè allora li chiamò e Aronne,
con tutti i capi della comunità, andò da lui. Mosè
parlò a loro. Si avvicinarono dopo di loro tutti gli Israeliti
ed egli ingiunse loro ciò che il Signore gli aveva ordinato
sul monte Sinai. Quando Mosè ebbe finito di parlare a loro,
si pose un velo sul viso. Quando entrava davanti al Signore per
parlare con lui, Mosè si toglieva il velo, fin quando fosse
uscito. Una volta uscito, riferiva agli Israeliti ciò che
gli era stato ordinato. Gli Israeliti, guardando in faccia Mosè,
vedevano che la pelle del suo viso era raggiante. Poi egli si rimetteva
il velo sul viso, fin quando fosse di nuovo entrato a parlare con
lui.
SECONDA LETTURA
2 Cor 3,7-13.17-18
Dalla seconda lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi.
Fratelli, se il ministero della morte, inciso in lettere su pietre,
fu circonfuso di gloria, al punto che i figli d'Israele non potevano
fissare il volto di Mosè a causa della splendore pure effimero
del suo volto, quanto più sarà glorioso il ministero
dello Spirito? Se già il ministero della condanna fu glorioso,
molto di più abbonda di gloria il ministero della giustizia.
Anzi sotto quest'aspetto, quello che era glorioso non lo è
più a confronto della sovraeminente gloria della Nuova Alleanza.
Se dunque ciò che era effimero fu glorioso, molto più
lo sarà ciò che è duraturo.
Forti di tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza e non
facciamo come Mosè che poneva un velo sul suo volto, perché
i figli di Israele non vedessero la fine di ciò che era solo
effimero. Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito
del Signore c'è libertà. E noi tutti, a viso scoperto,
riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo
trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo
l'azione dello Spirito del Signore.
VANGELO
Gv 9,1-41
+ Dal Vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita
e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha
peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?»
Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i
suoi genitori, ma è così perché si manifestassero
in lui le opere di Dio. Dobbiamo compiere le opere di colui che
mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte,
quando nessuno può più operare. Finché sono
nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva
spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va'
a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa "Inviato")».
Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché
era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che
stava seduto a chiedere l'elemosina?». Alcuni dicevano: «È
lui» altri dicevano: «No, ma gli assomiglia».
Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli chiesero: «Come
dunque ti furono aperti gli occhi?». Egli rispose: «Quell'uomo
che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli
occhi e mi ha detto: "Va' a Sìloe e làvati!".
Io sono andato e dopo essermi lavato, ho acquistato la vista».
Gli dissero«Dov'è questo tale?». Rispose: «Non
lo so».
Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco: era infatti
sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli
aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo
come avesse acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha
posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci vede».
Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene
da Dio, perché non osserva il sabato». Altri dicevano:
«Come può un peccatore compiere tali prodigi?».
E c'era dissenso tra di loro. Allora dissero di nuovo al cieco:
«Tu che dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?».
Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non
vollero credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la
vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva
recuperato la vista. E li interrogarono: «È questo
il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci
vede?». I genitori risposero: «Sappiamo che questo è
il nostro figlio e che è nato cieco; come poi ora ci veda,
non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi;
chiedetelo a lui, ha l'età, parlerà lui di se stesso».
Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei
Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che se uno
lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagòga.
Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età, chiedetelo
a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero:
«Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che questo uomo è un
peccatore». Quegli rispose: «Se sia un peccatore, non
lo so, una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo». Allora
gli dissero di nuovo: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto
gli occhi?». Rispose loro: «Ve l'ho già detto
e non mi avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo?
Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Allora
lo insultarono e gli dissero: «Tu sei suo discepolo, noi siamo
discepoli di Mosè! Noi sappiamo infatti che a Mosè
ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia».
Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo è strano,
che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi.
Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è
timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da
che mondo è mondo, non s'è mai sentito dire che uno
abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non fosse da Dio,
non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei
nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono
fuori.
Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli
disse: «Tu credi nel Figlio dell'uomo?». Egli rispose:
«E chi è, Signore, perché io creda in lui?».
Gli disse Gesù: «Tu l'hai visto: colui che parla con
te è proprio lui». Ed egli disse: «Io credo,
Signore!». E gli si prostrò innanzi. Gesù allora
disse: «Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché
coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi».
Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli
dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?». Gesù
rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato;
ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane».
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