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L'iniziativa, l'attenzione, l’AMORE
è prima di tutto di Dio. Si può essere uniti a lui
perché lui stesso lo rende possibile. Il rapporto con Dio
è come quello del tralcio con la vite: noi dipendiamo da
lui.
Questo però è fonte di vita, di libertà, non
è un rapporto di schiavitù. È perché
ci vuole bene che Gesù ci vuole legati a lui (ricordiamoci
che queste parole sono pronunciate poco prima della morte di Gesù).
Proviamo a chiederci: cosa può significare per noi "rimanere
nell'amore di Dio", essere davvero LEGATI a LUI?. Per rispondere
a questa domanda dobbiamo verificare che cosa è realmente
importante nella nostra vita, nelle nostre scelte. Ci sono delle
cose di cui non possiamo proprio fare a meno: quando ci mancano
"andiamo in crisi" (a volte diciamo: "ci sembra di
morire").
La pagina del vangelo ci dice che l'unica cosa che rende vana la
nostra vita, che annulla radicalmente i nostri sforzi è l'essere
staccati dalla vite, cioè il vivere slegati dall'amore di
Dio, in maniera autonoma rispetto alle sue indicazioni.
E questo perché senza di lui anche tutto il resto perde colore,
diventa povero di significati.
Che cosa pensiamo del nostro rapporto con Dio? Quali immagini
utilizzeremmo per descriverlo?
Che cosa penso di tutto questo? Come lo ritrovo nel concreto delle
mie scelte?
Da: "Sentinelle del Mattino
- Il Vangelo della Domenica per i giovani"
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