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V TEMPO PASQUA - anno B

Commento a Gv 15, 1-8

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L'iniziativa, l'attenzione, l’AMORE è prima di tutto di Dio. Si può essere uniti a lui perché lui stesso lo rende possibile. Il rapporto con Dio è come quello del tralcio con la vite: noi dipendiamo da lui.
Questo però è fonte di vita, di libertà, non è un rapporto di schiavitù. È perché ci vuole bene che Gesù ci vuole legati a lui (ricordiamoci che queste parole sono pronunciate poco prima della morte di Gesù).
Proviamo a chiederci: cosa può significare per noi "rimanere nell'amore di Dio", essere davvero LEGATI a LUI?. Per rispondere a questa domanda dobbiamo verificare che cosa è realmente importante nella nostra vita, nelle nostre scelte. Ci sono delle cose di cui non possiamo proprio fare a meno: quando ci mancano "andiamo in crisi" (a volte diciamo: "ci sembra di morire").
La pagina del vangelo ci dice che l'unica cosa che rende vana la nostra vita, che annulla radicalmente i nostri sforzi è l'essere staccati dalla vite, cioè il vivere slegati dall'amore di Dio, in maniera autonoma rispetto alle sue indicazioni.
E questo perché senza di lui anche tutto il resto perde colore, diventa povero di significati.

Che cosa pensiamo del nostro rapporto con Dio? Quali immagini utilizzeremmo per descriverlo?
Che cosa penso di tutto questo? Come lo ritrovo nel concreto delle mie scelte?

Da: "Sentinelle del Mattino - Il Vangelo della Domenica per i giovani"

 

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