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VI TEMPO ORDINARIO - anno B

Commento a Mc 5, 21-43

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Il miracolo dell'emorroissa è inserito nel racconto della risurrezione della figlia di Giairo, creando un clima di suspense nella narrazione e portando l'attenzione sul tema della FEDE.
Nei due racconti vengono riprese molte immagini e espressioni: l'accalcarsi della folla attorno a Gesù, il desiderio della guarigione, l'insistenza sul numero dodici, la sottolineatura della fede. La donna che cerca la guarigione attraverso il contatto con Gesù e Giairo, capo della sinagoga, sono due "modelli" del cammino di fede verso Gesù.
Da notare come gli spettatori di questi miracoli, come di quelli precedenti, sono solo i discepoli di Gesù, e non tutta la folla; allo stesso tempo, coloro che vengono sanati passano dal timore e dalla paura al dono di una vera fede nel Signore.Il racconto ci interpella sulla nostra fede e sul nostro modo di accostarci a Gesù.
Entrambe le guarigioni avvengono, mediante contatto fisico, su due creature segnate dal tempo di DODICI ANNI: l'emorroissa è malata da dodici anni di una MALATTIA RITENUTA COLPEVOLE, la figlia morente ha dodici anni, colpita dunque da SOFFERENZA INNOCENTE.

Qual è il comportamento che tengo nei riguardi di Dio quando sono provato da situazioni di malattia e di sofferenza: rabbia, ribellione, paura, sconforto, domanda, ricerca, affidamento, rassegnazione...?.

Gesù supera ogni categoria preconcetta e concede a tutti la possibilità della SALVEZZA, al capo della sinagoga come alla donna esclusa dalla sfera religiosa per la sua "impurità".

Ho questa fiducia nei riguardi di Gesù? E riesco ad applicare questa sua attenzione e disponibilità alla salvezza per ogni persona che incontro, senza falsi pregiudizi?

Gesù è più forte anche della morte, e il mistero della sua Pasqua, già adombrato nel racconto di questo miracolo con alcuni richiami (i tre discepoli presenti anche alla trasfigurazione e al Getsemani; i verbi "svegliarsi" dai morti e "alzarsi"; lo stupore dei presenti; la morte indicata come sonno passeggero) lo dimostrano.

Come reagisco di fronte al mistero della morte?
Mi fido di Gesù che nega la potenza della morte e rivendica per sé la prerogativa di Dio, di essere cioè Signore dei vivi e non dei morti?

 

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