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Il miracolo dell'emorroissa è inserito nel
racconto della risurrezione della figlia di Giairo, creando un clima
di suspense nella narrazione e portando l'attenzione sul tema della
FEDE.
Nei due racconti vengono riprese molte immagini e espressioni: l'accalcarsi
della folla attorno a Gesù, il desiderio della guarigione,
l'insistenza sul numero dodici, la sottolineatura della fede. La
donna che cerca la guarigione attraverso il contatto con Gesù
e Giairo, capo della sinagoga, sono due "modelli" del
cammino di fede verso Gesù.
Da notare come gli spettatori di questi miracoli, come di quelli
precedenti, sono solo i discepoli di Gesù, e non tutta la
folla; allo stesso tempo, coloro che vengono sanati passano dal
timore e dalla paura al dono di una vera fede nel Signore.Il racconto
ci interpella sulla nostra fede e sul nostro modo di accostarci
a Gesù.
Entrambe le guarigioni avvengono, mediante contatto fisico, su due
creature segnate dal tempo di DODICI ANNI: l'emorroissa è
malata da dodici anni di una MALATTIA RITENUTA COLPEVOLE, la figlia
morente ha dodici anni, colpita dunque da SOFFERENZA INNOCENTE.
Qual è il comportamento che tengo nei riguardi di Dio quando
sono provato da situazioni di malattia e di sofferenza: rabbia, ribellione,
paura, sconforto, domanda, ricerca, affidamento, rassegnazione...?.
Gesù supera ogni categoria preconcetta e concede a tutti la possibilità
della SALVEZZA, al capo della sinagoga come alla donna esclusa dalla sfera religiosa
per la sua "impurità".
Ho questa fiducia nei riguardi di Gesù? E riesco ad applicare
questa sua attenzione e disponibilità alla salvezza per ogni persona
che incontro, senza falsi pregiudizi?
Gesù è più forte anche della morte, e il mistero della
sua Pasqua, già adombrato nel racconto di questo miracolo con alcuni
richiami (i tre discepoli presenti anche alla trasfigurazione e al Getsemani;
i verbi "svegliarsi" dai morti e "alzarsi"; lo stupore dei
presenti; la morte indicata come sonno passeggero) lo dimostrano.
Come reagisco di fronte al mistero della morte?
Mi fido di Gesù che nega la potenza della morte e rivendica
per sé la prerogativa di Dio, di essere cioè Signore
dei vivi e non dei morti?
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