Domenica
delle Palme
Da una parte c'è l'uomo affermato, sicuro,
vincente la cui immagine campeggia in tutti i messaggi della pubblicità.
Dall'altra si incontra l'uomo mite, sofferente, soccombente: Isaia
ne traccia il profilo nella prima lettura (profilo ripreso poi da
Pietro) e il Vangelo, con la pagina di Giovanni ne riproduce qualche
lineamento che verrà poi completato nel racconto della passione.....
C'è una frase di Mounier che dice tutto quello che è
possibile dire: "Nulla assomiglia al Cristo come l'innocenza
che soffre".E troppo poco dire questo?
Eppure non c'è parola più consolante di questa.Chi
soffre sta dalla parte di Cristo.
Gesù non si è limitato a soffrire. Ha offerto il suo
dolore: "Egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori... Portava il peccato di molti
e intercedeva per i peccatori".
Qui c'è una misura dell'amore che non è facile da
interpretare. Com'è possibile soffrire e offrire la propria
sofferenza?
E come è possibile - ci sembra perfino assurdo - offrire
il proprio dolore per riscattare quelli che ti hanno fatto soffrire?
Siamo tentati di trovare una via di scampo in una frase famosa:
"Di cristiani ce n'è stato uno solo, ed è morto
sulla croce".
Come dire: "Gesù Cristo è un caso limite, irripetibile.
Noi non possiamo seguirlo su questa strada".
Ma rimane, vincolante, la parola di Pietro: "perché
ne seguiate le orme".
E rimane, inquietante e al tempo stesso dolcissima, la testimonianza
dei santi: non di santi lontani, ma di santi che anche noi abbiamo
conosciuto, di persone che hanno saputo fare della loro sofferenza
il segno di un'immensa carità.
Perché non tentare anche noi?
Nel Vangelo c'è un'indicazione preziosa.
Gesù ha trovato conforto nel gesto di Maria e Maria - ci
sembra di capire - rappresenta lo spirito della vera comunità
cristiana.
Per questa via si arriva a intuire che ciò che è difficile
può diventare possibile all'interno di una comunità
di fratelli dove ci si incoraggi reciprocamente con tanti gesti
di tenerezza a credere nel valore della pura gratuità: io,
tu, tutti insieme a sostenerci a vicenda nella conquista del più
puro amore.
Certo, l'amore ha delle braccia amplissime: sono
quelle della croce.
Ma chi è salito su quella croce dopo aver mendicato a Betania
un poco di affetto non ci farà mancare !'incoraggiamento
necessario per convertire il nostro soffrire in un gesto di amore
e per convertire questo amore in un presentimento di risurrezione:
per noi e per tutti quelli che, nonostante tutto, avremo imparato
ad amare.
da: L.Pozzoli, Cristo passione dell'uomo
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