angolo sx alto

home / evangelo / lectio divina / meditazioni / vangelo di Luca: Emmaus (2)

angolo dx alto
 

Davvero il Signore è risorto:

Adorazione con i discepoli di Emmaus - Lc. 24, 13-35

stampaindietro
 
linea orizzontale

1. Il cammino


Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto.

Signore, sono davanti a te. Mi sono fermato un attimo. Ho sospeso il mio estenuante e confuso cammino per stare un poco in questa chiesa: fammi capire, Signore. Illumina i miei passi. Mi sento molto vicino ai due discepoli che tornavano a casa, verso Emmaus, alla sera del loro giorno e forse anche alla sera della loro speranza. Quante volte nella vita non si sa cosa dire. Quante volte, Signore, non si sa come pregare.

Signore, sono davanti a te, mentre nella vita compio il mio tratto di strada: vorrei capirmi, vorrei leggermi con verità, vorrei una parola amica che mi spieghi cosa mi sta succedendo. Come mai sono arrivato fin qui. La mia vita, la mia famiglia, la mia vocazione, la mediocrità della mia risposta.

Signore, sono davanti a te. Vorrei sostenere con il tuo aiuto il difficile oggi del credente, il suo impegno a sostenere la fede nella nostra cultura, tra le nostre abitudini, le nostre ansie, le nostre riprese. Vorrei raccontare il vangelo tra i miei fratelli di umanità. Vorrei condividere con loro le stanchezze, i dubbi, il peso dei sensi, la fragilità delle intuizioni.

torna su


2. I discorsi

 

Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: "Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?".

Signore, porto davanti a te le mie conversazioni ordinarie, le mie parole, le mie confidenze; tutto quello che dico a fratelli e sorelle, per unire o per dividere, per consolare o per ferire. Custodisci sempre le mie labbra. Aiutami, attraverso tutte queste conversazioni, ad interpretare i miei giorni, con serenità e speranza.

Signore, a volte mi sento da solo, sono un po’ amareggiato, un po’ deluso. Tu cammini accanto a me, ma i miei occhi sono incapaci di riconoscerti; i miei pensieri vanno altrove, i miei desideri si perdono nella banalità e in cose secondarie. Accostati sempre accanto a me, non stancarti, apri il mio cuore, aspettami.

Signore, pronuncia le domande giuste sulla mia vita: siano luce sul mio cammino; mi sappiano risvegliare da ogni torpore e da ogni mediocrità; mi riconducano ai motivi fondamentali della mia fede e della mia vocazione. Le tue domande mi rendano più attento a ciò che vale, mi conducano a ciò che è più essenziale.

torna su


3. Le tristezze

Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: "Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?". Domandò: "Che cosa?". Gli risposero: "Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso".

Signore, tu conosci le mie tristezze, le mie soste, i miei ripensamenti. A volte sono così ripiegato su di me che non vedo altro: non vedo più chi sta male, chi è solo, chi è povero, chi è disperato. Pretendo, con le mie piccole e anguste vedute, di interpretare la storia. Tu sei stato così umile sul cammino di Emmaus. Tu sei stato così lungimirante.

Signore, rivelati a me nella tua potenza di parole e di opere: insegnami a riconoscere il tuo passaggio, la fecondità della tua croce, la verità della tua Pasqua. Perdona la mia arroganza, che vuole sapere, vuole spiegare: vuole fare a meno della croce.

Signore, tu guidi la storia, e le vicende degli uomini; sono io colui che è forestiero e non capisce, e non coglie il nesso degli avvenimenti. Aiutami a contemplare il tuo mistero di amore per me: tu ti sei consegnato perché mi volevi bene, e sei morto per me.

canto: Nada te turbe

torna su


4. Le speranze


"Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti, recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli; i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto".

Signore, indirizza le mie speranze secondo i tuoi disegni. Insegnami a cercare innanzitutto il tuo regno; non permettere che mi leghi alle cose che passano; quando la speranza diventa debole, quando non ci sono più motivi per continuare, quando tutto sembra inutile, donami la forza della perseveranza. Di fronte ad ogni sepolcro ricordami sempre che Dio è più grande.

Signore indirizza il mio sguardo verso i segni della tua risurrezione. Mantieni in me le intuizioni vivaci della fede, il gusto della preghiera, la passione per la carità. Possa esprimermi tutti i giorni in un intenso desiderio di conversione. Mantieni viva la mia vita spirituale, liberami da ogni abitudine di morte.

Signore, manda ancora nella mia vita qualcosa che mi possa sconvolgere e portare con rinnovata freschezza fino a te. Io credo, o Signore, di fronte alla miseria del mondo, di fronte alla fragilità dei miei peccati, che tu sei vivo. Voglio credere di fronte al dolore del mondo che nulla è impossibile a Dio. Ti prego, Gesù, rimani vivo nel mio cuore e nei gesti della mia vita.

torna su

5. Le lentezze

 

Ed egli disse loro: "Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Signore, tu conosci bene le mie lentezze e le mie incredulità. Tu vedi come faccio fatica a riconoscere le profezie che metti sul mio cammino, attraverso avvenimenti e persone. Vorrei essere più spedito, più sollecito, più appassionato alla fede. Vorrei essere più gioioso, meno arido; vorrei essere più generoso davanti ai sacrifici della vita, vorrei imparare ad amare.

Signore, tu lo sai che faccio fatica a capire perché hai dovuto sopportare le sofferenze per entrare nella tua gloria. Non c’era un’altra strada? Per te, per me, per tutti. Concedimi una qualche forma di comunione con il tuo soffrire. Perdona i miei peccati. Fammi provare la grazia del pentimento. Donami un cuore capace di misericordia. Rendi le mie mani aperte all’elemosina di Dio.

Signore, cosa nascondi dietro il mistero del soffrire? Ti ricordo qui coloro che conosco e che so nella sofferenza, nell’abbandono, nella disperazione. Unisci alla tua croce i bambini, le donne, gli uomini senza pace e senza speranza. Raccogli ogni amore spezzato, ogni fedeltà infranta, ogni promessa dimenticata. Salvaci Signore, tu che con la tua santa croce hai redento il mondo.
6. L’incontro

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti; egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi perché sifa sera e il giorno già volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista.

Signore, resta con me, perché anch’io impari a rimanere nella tua parola. Ti chiedo la grazia di questa dolce e solida dimora. Donami di amare la tua parola, di custodirla, perché questa parola mi sappia custodire. Rendimi desideroso di conoscerla, di studiarla: le mie preghiere partano dalla Scrittura e ad essa sappiano ritornare.

Signore, resta con me, perché mi sappia nutrire di quel pane che è la vita per il mondo. La partecipazione quotidiana all’Eucaristia sia segno di questo stare con te. E man mano che giunge il declino e si avvicina per me la sera della vita, ti prego, o Signore, pronuncia sempre la tua benedizione, e spezza i miei giorni per amore di chi è povero o è rimasto solo.

Signore, resta con me, perché i miei occhi si aprano, e ti sappiano riconoscere nel culto e nella carità. La tua presenza mi consoli, e quando la fragilità del mio vedere ti crederà lontano, mandami qualcuno che mi richiami la tua presenza e la tua irremovibile fedeltà. Purifica la mia fede.

canto: La tenebre n'est point tenebre.

torna su


7. La memoria


Ed essi si dissero l’un l’altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?".


— Signore, concedimi di non dimenticare mai i momenti più belli che ho passato con te: quando mi hai riscaldato il cuore e hai strappato l’assenso. Ricordami quando, in una stagione più fresca e più leggera, mi sono rivolto a te e ti ho riconosciuto Signore della mia vita. E tu mi hai accolto nella tua misericordia.

— Signore, ti prego per coloro che mi sono stati compagni in questo cammino: ricordo i loro nomi, la loro generosità, il loro esempio, la loro fatica. Ti ricordo coloro che sono vivi; ti prego per coloro che sono morti e sono nella tua casa. Grazie, o Gesù, per la gioia di questa comunione di santi.

Signore, ricordo quando mi spiegavano le Scritture, e non capivo. Ti ringrazio per tutto quello che mi hai rivelato con il passare degli anni. Quante cose, o Signore, sono diventate più chiare, più vere, più mie. Ti ringrazio, o Signore, perché nella fede riconosco che, quando tutto sarà passato, tu ancora rimarrai.

torna su

8. La missione

E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Davanti a te, o Signore, raccolgo i miei giorni. Sono qui davanti a te, mandami ancora dove tu vuoi, fino a quando vuoi. Partirò senza indugio; cercherò oggi e sempre la comunione con la Chiesa, con Pietro, con gli apostoli e con la lunga schiera dei pastori e dei santi che hanno trasmesso il vangelo fino a me.

Davanti a te, o Signore, prometto di riferire a tutti, con umiltà e discrezione, con verità e coraggio, tutto quello che mi è accaduto. Vorrei che sappiano, vorrei che anche altri ti riconoscano, ti credano, ti vogliano bene. Un giorno ti vedremo. So che tornerai.

Davanti a te, o Signore, riformulo le mie fragili promesse, sostienimi nella preghiera e nella carità. Vorrei riconoscerti nello spezzare del pane, fino all’ultimo giorno di questa vita terrena. Sia questo pane, che amo, che cerco, che adoro, il mio ultimo viatico per l’incontro definitivo con te.

canto: Veni Lumen cordium

torna su

DA CHI ALTRI ANDREMO, SIGNORE?

"Da chi altri andremo, Signore?
Solo Tu hai parole di vita",
eppur sempre la strada porta
a fuggire dal monte del sangue.
Il sepolcro ha pesante la pietra
e il tuo fianco è squarciato per sempre:
come dunque possiamo capire
il mistero, se tu non lo sveli?
Mentre il sole già volge al declino,
sii ancora il viandante che spiega
le Scritture e ci dona il ristoro
con il pane spezzato in silenzio.
Cuore e mente illumina ancora
perché vedano sempre il tuo volto
e comprendano come il tuo amore
ci raggiunge e ci spinge più al largo.
A te, Cristo, risorto e vivente,
dolce amico che mai abbandoni
con il Padre e lo Spirito santo
noi cantiamo la gloria per sempre.

(Inno di D.M. Turoldo, Neanche Dio può stare solo, Piemme, Casale Monferrato 1991, pp. 107-108)

(Le riflessioni sono tratte da: Severino Pagani, Farò la Pasqua da te, ed. Piemme)

torna su


 

angolo sx basso     angolo dx basso