1. Il cammino
Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per
un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome
Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto.
— Signore, sono davanti a te. Mi sono fermato
un attimo. Ho sospeso il mio estenuante e confuso cammino per stare
un poco in questa chiesa: fammi capire, Signore. Illumina i miei
passi. Mi sento molto vicino ai due discepoli che tornavano a casa,
verso Emmaus, alla sera del loro giorno e forse anche alla sera
della loro speranza. Quante volte nella vita non si sa cosa dire.
Quante volte, Signore, non si sa come pregare.
— Signore, sono davanti a te, mentre nella
vita compio il mio tratto di strada: vorrei capirmi, vorrei leggermi
con verità, vorrei una parola amica che mi spieghi cosa mi
sta succedendo. Come mai sono arrivato fin qui. La mia vita, la
mia famiglia, la mia vocazione, la mediocrità della mia risposta.
— Signore, sono davanti a te. Vorrei sostenere
con il tuo aiuto il difficile oggi del credente, il suo impegno
a sostenere la fede nella nostra cultura, tra le nostre abitudini,
le nostre ansie, le nostre riprese. Vorrei raccontare il vangelo
tra i miei fratelli di umanità. Vorrei condividere con loro
le stanchezze, i dubbi, il peso dei sensi, la fragilità delle
intuizioni.
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2. I discorsi
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona
si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci
di riconoscerlo. Ed egli disse loro: "Che sono questi discorsi
che state facendo fra voi durante il cammino?".
— Signore, porto davanti a te le mie conversazioni
ordinarie, le mie parole, le mie confidenze; tutto quello che dico
a fratelli e sorelle, per unire o per dividere, per consolare o
per ferire. Custodisci sempre le mie labbra. Aiutami, attraverso
tutte queste conversazioni, ad interpretare i miei giorni, con serenità
e speranza.
— Signore, a volte mi sento da solo, sono
un po’ amareggiato, un po’ deluso. Tu cammini accanto
a me, ma i miei occhi sono incapaci di riconoscerti; i miei pensieri
vanno altrove, i miei desideri si perdono nella banalità
e in cose secondarie. Accostati sempre accanto a me, non stancarti,
apri il mio cuore, aspettami.
— Signore, pronuncia le domande giuste sulla mia
vita: siano luce sul mio cammino; mi sappiano risvegliare
da ogni torpore e da ogni mediocrità; mi riconducano ai motivi
fondamentali della mia fede e della mia vocazione. Le tue domande
mi rendano più attento a ciò che vale, mi conducano
a ciò che è più essenziale.
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3. Le tristezze
Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa,
gli disse: "Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme
da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?".
Domandò: "Che cosa?". Gli risposero: "Tutto
ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente
in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i
sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare
a morte e poi l’hanno crocifisso".
— Signore, tu conosci le mie tristezze, le mie soste,
i miei ripensamenti. A volte sono così ripiegato
su di me che non vedo altro: non vedo più chi sta male, chi
è solo, chi è povero, chi è disperato. Pretendo,
con le mie piccole e anguste vedute, di interpretare la storia.
Tu sei stato così umile sul cammino di Emmaus. Tu sei stato
così lungimirante.
— Signore, rivelati a me nella tua potenza di parole
e di opere: insegnami a riconoscere il tuo passaggio, la
fecondità della tua croce, la verità della tua Pasqua.
Perdona la mia arroganza, che vuole sapere, vuole spiegare: vuole
fare a meno della croce.
— Signore, tu guidi la storia, e le vicende degli
uomini; sono io colui che è forestiero e non capisce,
e non coglie il nesso degli avvenimenti. Aiutami a contemplare il
tuo mistero di amore per me: tu ti sei consegnato perché
mi volevi bene, e sei morto per me.
canto: Nada te turbe
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4. Le speranze
"Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto
ciò sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.
Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti, recatesi al mattino
al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci
di aver avuto anche una visione di angeli; i quali affermano che
egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e
hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno
visto".
— Signore, indirizza le mie speranze secondo i tuoi
disegni. Insegnami a cercare innanzitutto il tuo regno;
non permettere che mi leghi alle cose che passano; quando la speranza
diventa debole, quando non ci sono più motivi per continuare,
quando tutto sembra inutile, donami la forza della perseveranza.
Di fronte ad ogni sepolcro ricordami sempre che Dio è più
grande.
— Signore indirizza il mio sguardo verso i segni
della tua risurrezione. Mantieni in me le intuizioni vivaci
della fede, il gusto della preghiera, la passione per la carità.
Possa esprimermi tutti i giorni in un intenso desiderio di conversione.
Mantieni viva la mia vita spirituale, liberami da ogni abitudine
di morte.
— Signore, manda ancora nella mia vita qualcosa
che mi possa sconvolgere e portare con rinnovata freschezza fino
a te. Io credo, o Signore, di fronte alla miseria del mondo, di
fronte alla fragilità dei miei peccati, che tu sei vivo.
Voglio credere di fronte al dolore del mondo che nulla è
impossibile a Dio. Ti prego, Gesù, rimani vivo nel mio cuore
e nei gesti della mia vita.
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5. Le lentezze
Ed egli disse loro: "Sciocchi e tardi di cuore nel credere
alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse
queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". E cominciando
da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte
le Scritture ciò che si riferiva a lui.
— Signore, tu conosci bene le mie lentezze e le mie
incredulità. Tu vedi come faccio fatica a riconoscere
le profezie che metti sul mio cammino, attraverso avvenimenti e
persone. Vorrei essere più spedito, più sollecito,
più appassionato alla fede. Vorrei essere più gioioso,
meno arido; vorrei essere più generoso davanti ai sacrifici
della vita, vorrei imparare ad amare.
— Signore, tu lo sai che faccio fatica a capire
perché hai dovuto sopportare le sofferenze per entrare nella
tua gloria. Non c’era un’altra strada? Per te, per me,
per tutti. Concedimi una qualche forma di comunione con il tuo soffrire.
Perdona i miei peccati. Fammi provare la grazia del pentimento.
Donami un cuore capace di misericordia. Rendi le mie mani aperte
all’elemosina di Dio.
— Signore, cosa nascondi dietro il mistero del soffrire?
Ti ricordo qui coloro che conosco e che so nella sofferenza, nell’abbandono,
nella disperazione. Unisci alla tua croce i bambini, le donne, gli
uomini senza pace e senza speranza. Raccogli ogni amore spezzato,
ogni fedeltà infranta, ogni promessa dimenticata. Salvaci
Signore, tu che con la tua santa croce hai redento il mondo.
6. L’incontro
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti; egli fece
come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero:
"Resta con noi perché sifa sera e il giorno già
volge al declino". Egli entrò per rimanere con
loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione,
lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi
e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista.
— Signore, resta con me, perché anch’io
impari a rimanere nella tua parola. Ti chiedo la grazia di questa
dolce e solida dimora. Donami di amare la tua parola, di custodirla,
perché questa parola mi sappia custodire. Rendimi desideroso
di conoscerla, di studiarla: le mie preghiere partano dalla Scrittura
e ad essa sappiano ritornare.
— Signore, resta con me, perché mi
sappia nutrire di quel pane che è la vita per il mondo. La
partecipazione quotidiana all’Eucaristia sia segno di questo
stare con te. E man mano che giunge il declino e si avvicina per
me la sera della vita, ti prego, o Signore, pronuncia sempre la
tua benedizione, e spezza i miei giorni per amore di chi è
povero o è rimasto solo.
— Signore, resta con me, perché i
miei occhi si aprano, e ti sappiano riconoscere nel culto e nella
carità. La tua presenza mi consoli, e quando la fragilità
del mio vedere ti crederà lontano, mandami qualcuno che mi
richiami la tua presenza e la tua irremovibile fedeltà. Purifica
la mia fede.
canto: La tenebre n'est
point tenebre.
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7. La memoria
Ed essi si dissero l’un l’altro: "Non ci ardeva
forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino,
quando ci spiegava le Scritture?".
— Signore, concedimi di non dimenticare mai i momenti più
belli che ho passato con te: quando mi hai riscaldato il cuore e
hai strappato l’assenso. Ricordami quando,
in una stagione più fresca e più leggera, mi sono
rivolto a te e ti ho riconosciuto Signore della mia vita. E tu mi
hai accolto nella tua misericordia.
— Signore, ti prego per coloro che mi sono stati compagni
in questo cammino: ricordo i loro nomi, la loro
generosità, il loro esempio, la loro fatica. Ti ricordo
coloro che sono vivi; ti prego per coloro che sono morti e sono
nella tua casa. Grazie, o Gesù, per la gioia di questa comunione
di santi.
— Signore, ricordo quando mi spiegavano
le Scritture, e non capivo. Ti ringrazio per tutto quello che mi
hai rivelato con il passare degli anni. Quante cose, o Signore,
sono diventate più chiare, più vere, più mie.
Ti ringrazio, o Signore, perché nella fede
riconosco che, quando tutto sarà passato, tu ancora rimarrai.
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8. La missione
E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme,
dove trovarono riuniti gli undici e gli altri che erano con loro,
i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto
ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò
che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto
nello spezzare il pane.
— Davanti a te, o Signore, raccolgo i miei
giorni. Sono qui davanti a te, mandami ancora dove tu vuoi, fino
a quando vuoi. Partirò senza indugio; cercherò oggi
e sempre la comunione con la Chiesa, con Pietro, con gli apostoli
e con la lunga schiera dei pastori e dei santi che hanno trasmesso
il vangelo fino a me.
— Davanti a te, o Signore, prometto di riferire
a tutti, con umiltà e discrezione, con verità e coraggio,
tutto quello che mi è accaduto. Vorrei che sappiano, vorrei
che anche altri ti riconoscano, ti credano, ti vogliano bene. Un
giorno ti vedremo. So che tornerai.
— Davanti a te, o Signore, riformulo le
mie fragili promesse, sostienimi nella preghiera e nella carità.
Vorrei riconoscerti nello spezzare del pane, fino all’ultimo
giorno di questa vita terrena. Sia questo pane, che amo, che cerco,
che adoro, il mio ultimo viatico per l’incontro definitivo
con te.
canto: Veni Lumen cordium
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DA CHI ALTRI ANDREMO, SIGNORE?
"Da chi altri andremo, Signore?
Solo Tu hai parole di vita",
eppur sempre la strada porta
a fuggire dal monte del sangue.
Il sepolcro ha pesante la pietra
e il tuo fianco è squarciato per sempre:
come dunque possiamo capire
il mistero, se tu non lo sveli?
Mentre il sole già volge al declino,
sii ancora il viandante che spiega
le Scritture e ci dona il ristoro
con il pane spezzato in silenzio.
Cuore e mente illumina ancora
perché vedano sempre il tuo volto
e comprendano come il tuo amore
ci raggiunge e ci spinge più al largo.
A te, Cristo, risorto e vivente,
dolce amico che mai abbandoni
con il Padre e lo Spirito santo
noi cantiamo la gloria per sempre.
(Inno di D.M. Turoldo, Neanche
Dio può stare solo, Piemme, Casale Monferrato 1991, pp. 107-108)
(Le riflessioni sono tratte
da: Severino Pagani, Farò la Pasqua da te, ed. Piemme)
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