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Ogni anno ritorna, con il mese di Gennaio, la data per le iscrizioni
dei ragazzi alle scuole. E un momento serio per loro e per
i genitori
Gennaio è anche il tempo di decidere se gli alunni continueranno
o inizieranno la frequenza allora di religione. Largomento
ha sempre suscitato interesse e polemiche
.. In questi mesi
interesse e polemiche sono tornate alla ribalta. E opportuno
richiamare alcune certezze orientative.
Il nuovo IRC è svolto da insegnanti preparati con lunghi
studi e giudicati idonei dal Vescovo diocesano; ma esso è
per tutti gli alunni che vogliano un corso serio di cultura religiosa,
a prescindere dalla loro fede o religione personale. Tale corso
infatti ha come asse portante dei suoi programmi ministeriali, la
conoscenza sempre più adeguata e critica di Bibbia, Gesù
Cristo, storia e messaggio della Chiesa cattolica dalle origini
ad oggi
.
Ma il suo programma comprende anche la presentazione e il confronto
con altre chiese e religioni antiche e moderne, e la trattazione,
in dialogo con i ragazzi specialmente adolescenti, dei loro problemi
e interessi vitali: esistenza di Dio, valore della Bibbia e in special
modo dei Vangeli, bene e male, libertà e leggi, famiglia
e società, amicizie e amore, anima e corpo, vita e morte,
problemi del mondo, ecc.
Non si tratta dunque, come purtroppo si dice ancora più
o meno in buona fede, di un corso chiuso sul cattolicesimo, ma spalanca
al mondo doggi, teso cioè a incamminarvi i ragazzi
con occhi aperti e cuore puro, puro almeno dallignoranza e
da ogni fanatismo, che ne è spesso il frutto.
Dispiace quindi dover constatare che siano molti i ragazzi che
non se ne avvalgono
..
Dispiace ancora che anche ragazzi nostri vi rinunciano:
perdono unoccasione di approfondire scientificamente la loro
fede e dialogare con compagni di altre religioni. Capita abbastanza
frequentemente che non cattolici partecipino allIRC, pur vedendo
loro compagni cattolici uscire dalla classe o dalla scuola senza
palesi motivi seri.Sembra opportuno che, in qualche forma, clero
e laici riflettano e discutano su questi argomenti, magari con qualche
insegnante di religione, perché toccano sul vivo leducazione
di ragazzi vicini e lontani. Prima che sia troppo tardi.
Giovanni
Giudici
Vicario Generale della Diocesi
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