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"Il Giornale" - 27 settembre 2001
Dalla prima pagina
VANGELO SUL CELLULARE
Il parroco navigatore fa la predica via sms
di Alessia Ceccarelli
da Milano.
Dalla «Parabola dei talenti» al sito Internet. Da
un richiamo del cardinal Martini, alla riflessione per capire come
agire. La « Mission» era chiara fin dall’inizio: trovare
un nuovo modo per diffondere la parola di Dio. In fondo è
da più di duemila anni che uomini di buona volontà
diffondono il messaggio del Signore con i mezzi consentiti dai tempi.
E oggi non si comunica se non via Internet o sms. Subito il brain
storming nello scantinato di un oratorio, un po’ come avviene
per i principali progetti di new economy. Un’idea, molto
studio e un po’ di fantasia. E’ così che don Ambrogio Cortesi,
vice parroco della chiesa di Santo Stefano a Vimercate, ha messo
a segno la strategia. Con un gruppo di fedeli ha avuto l’idea: mandare
una frase del Vangelo domenicale sui cellulari dei parrocchiani.
Poi ha voluto un sito Internet e ha preparato un progetto per il
periodo dell’Avvento: messaggi
vocali per i fedeli.
Trillo di avviso, arriva un sms: «State
attenti che i vostri cuori non si appesantiscano. Vegliate e
pregate in ogni momento. (Luca 21,34.36)». E’ il primo
messaggio, mandato in via sperimentale a cinque persone. Dopo un
solo anno le adesioni si sono moltiplicate: gli sms inviati sono
più di 500 a settimana. Un successo che ha reso necessario
strutture tecnologiche all’avanguardia. «E’ una Lectio
virtuale - commenta don Ambrogio – che riesce a sfondare nel quotidiano».
Al posto di banali comunicazioni di servizio, questa volta sul cellulare
compaiono estratti del Nuovo Testamento. Funziona così: una
volta iscritti al sito www.iqt.it
(è l’acronimo di «il quinto talento»)
don Ambrogio, ogni venerdì, spedisce il suo sms evangelico.
«La parola del Signore è giunta fino a noi grazie ai
mezzi di comunicazione dei vari periodi storici – commenta il sacerdote
- . Gli Apostoli, ad esempio, erano grandi viaggiatori e hanno portato
il Vangelo fino in Europa».
Teoria rafforzata dal discorso dell’Arcivescovo
di Milano: «La carità, la catechesi, la liturgia,
la parola e la comunione non sono incisive all’interno della comunità,
se manca l’attenzione della comunicazione>>, aveva
detto il cardinal Martini un anno fa. Il quinto talento, infatti,
è proprio la comunicazione. Un invito colto al volo. «All’inizio
utilizzavamo i messaggi gratis, che si trovano sui portali – racconta
Giancarlo, un ragazzo di 27 anni - . Sceglievamo la frase più
emblematica del vangelo e la inviavamo in modo artigianale. Un vera
faticaccia. Poi, però, sono cambiate le regole: i servizi
gratuiti erano diminuiti, abbiamo dovuto cambiare organizzazione».
Gli ideatori del progetto sono soprattutto giovani, anche se il
contributo decisivo è stato dato da un parrocchiano:«Un
ingegnere ci ha sempre motivati, anche se non aveva tempo da dedicarci
– spiega don Ambrogio -. E’ lui, però, ad averci messo in
contatto con una società di servizi di comunicazione per
risolvere questioni pratiche». E’ così che don si è
accostato al mondo del business. Dall'oratorio agli uffici
della new economy: «A giugno ho contattato la società
"Your voice" – racconta il vice parroco di santo Stefano
- . Abbiamo subito messo a punto la strategia». In pratica
l’azienda mette gratuitamente a disposizione la tecnologia e don
Ambrogio i contenuti. E’ così che è stato esportato
il progetto parrocchiale. Oggi, infatti, è diventato un servizio
alla portata di tutti: «Grazie alla struttura tecnica e ai
vari passaparola, oggi mandiamo sms addirittura a Palermo e Roma
– racconta Leonardo, uno studente di 20 anni -. E pensare che era
partita come iniziativa riservata solo alla gente di Vimercate».
Incredibile l’esordio: il suggerimento è arrivato da una
parrocchiana di 70 anni. «Puntate su Internet», ripeteva
da anni la signora.
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