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CAPITOLO TERZO
LA VITA DI PREGHIERA
2697 La
preghiera è la vita del cuore nuovo. Deve animarci in ogni momento. Noi,
invece, dimentichiamo colui che è la nostra Vita
e il nostro Tutto. Per questo i Padri della vita spirituale, nella tradizione
del Deuteronomio e dei profeti, insistono sulla preghiera come « ricordo
di Dio », risveglio frequente della « memoria del cuore »: « È necessario
ricordarsi di Dio più spesso di quanto si respiri ». (178) Ma non si può
pregare « in ogni tempo » se non si prega in determinati momenti, volendolo:
sono i tempi forti della preghiera cristiana, per intensità e durata.
2698 La
Tradizione della Chiesa propone ai fedeli ritmi di preghiera destinati
ad alimentare la preghiera continua. Alcuni sono quotidiani: la preghiera
del mattino e della sera, prima e dopo i pasti, la liturgia delle Ore.
La domenica, al cui centro sta l'Eucaristia, è santificata soprattutto
mediante la preghiera. Il ciclo dell'anno liturgico e le sue grandi feste
rappresentano i ritmi fondamentali della vita di preghiera dei
cristiani.
2699 Il
Signore conduce ogni persona secondo strade e
modi che a lui piacciono. Ogni fedele, a sua volta, gli risponde secondo
la risoluzione del proprio cuore e le espressioni personali della propria
preghiera. Tuttavia la tradizione cristiana ha conservato tre espressioni maggiori
della vita di preghiera: la preghiera vocale, la meditazione, la preghiera
contemplativa. Esse hanno in comune un tratto fondamentale: il
raccoglimento del cuore. Tale vigilanza nel custodire la Parola e nel
rimanere alla presenza di Dio fa di queste tre espressioni dei momenti
forti della vita di preghiera.
(178) San Gregorio Nazianzeno, Oratio 27
(theologica 1), 4: SC 250, 78 (PG 36, 16).
ARTICOLO 1
LE ESPRESSIONI DELLA PREGHIERA
I. La preghiera
vocale
2700 Con
la sua Parola Dio parla all'uomo. E la nostra
preghiera prende corpo mediante parole, mentali o vocali. Ma
la cosa più importante è la presenza del cuore a colui al quale parliamo
nella preghiera. « Che la nostra preghiera sia
ascoltata dipende non dalla quantità delle parole, ma dal fervore delle
nostre anime ». (179)
2701 La
preghiera vocale è una componente indispensabile
della vita cristiana. Ai discepoli, attratti dalla preghiera silenziosa
del loro Maestro, questi insegna una preghiera
vocale: il « Padre nostro ». Gesù non ha pregato soltanto con le preghiere
liturgiche della sinagoga; i Vangeli ce lo presentano
mentre esprime ad alta voce la sua preghiera personale, dalla esultante
benedizione del Padre, (180) fino all'angoscia del Getsemani.
(181)
2702 Il
bisogno di associare i sensi alla preghiera interiore risponde ad un'esigenza
della natura umana. Siamo corpo e spirito, e
quindi avvertiamo il bisogno di tradurre esteriormente i nostri sentimenti.
Dobbiamo pregare con tutto il nostro essere per dare alla nostra supplica
la maggiore forza possibile.
2703 Questo
bisogno risponde anche ad una esigenza divina.
Dio cerca adoratori in Spirito e verità, e, conseguentemente, la preghiera
che sale viva dalle profondità dell'anima. Vuole anche l'espressione esteriore
che associa il corpo alla preghiera interiore, affinché la preghiera gli
renda l'omaggio perfetto di tutto ciò a cui egli ha diritto.
2704 Essendo
esteriore e così pienamente umana, la preghiera vocale è per eccellenza
la preghiera delle folle. Ma anche la più interiore
delle preghiere non potrebbe fare a meno della preghiera vocale. La preghiera
diventa interiore nella misura in cui prendiamo coscienza di colui « al
quale parliamo ». (182) Allora la preghiera vocale diventa una prima forma
della preghiera contemplativa.
II.
La meditazione
2705 La
meditazione è soprattutto una ricerca. Lo spirito cerca di comprendere
il perché e il come della vita cristiana, per aderire e rispondere a ciò
che il Signore chiede. Ci vuole un'attenzione difficile da disciplinare.
Abitualmente ci si aiuta con qualche libro, e ai cristiani non mancano:
la Sacra Scrittura, particolarmente il Vangelo, le sante icone, i testi
liturgici del giorno o del tempo, gli scritti dei Padri della vita spirituale,
le opere di spiritualità, il grande libro della creazione e quello della storia, la pagina
dell'« Oggi » di Dio.
2706 Meditare quanto si legge porta ad appropriarsene,
confrontandolo con se stessi.
Qui si apre un altro libro: quello della vita. Si passa dai pensieri alla
realtà. A misura dell'umiltà e della fede che si ha, vi si scoprono i
moti che agitano il cuore e li si può discernere.
Si tratta di fare la verità per venire alla luce:
« Signore, che cosa vuoi che io faccia? ».
2707 I
metodi di meditazione sono tanti quanti i maestri spirituali. Un cristiano
deve meditare regolarmente, altrimenti rassomiglia ai tre primi terreni
della parabola del seminatore. (183) Ma un metodo non
è che una guida; l'importante è avanzare, con lo Spirito Santo,
sull'unica via della preghiera: Cristo Gesù.
2708 La
meditazione mette in azione il pensiero, l'immaginazione, l'emozione e
il desiderio. Questa mobilitazione è necessaria per approfondire le convinzioni
di fede, suscitare la conversione del cuore e rafforzare la volontà di
seguire Cristo. La preghiera cristiana di preferenza si sofferma a meditare
« i misteri di Cristo », come nella lectio
divina o nel Rosario. Questa forma di riflessione orante ha un grande
valore, ma la preghiera cristiana deve tendere più lontano: alla conoscenza
d'amore del Signore Gesù, all'unione con lui.
III.
La preghiera contemplativa
2709 Che
cosa è la preghiera contemplativa? Santa Teresa risponde: « L'orazione
mentale, a mio parere, non è che un intimo rapporto di
amicizia, nel quale ci si intrattiene spesso da solo a solo con
quel Dio da cui ci si sa amati ». (184) La preghiera contemplativa cerca « l'amore dell'anima
mia » (Ct 1,7). (185) È Gesù e,
in lui, il Padre. Egli è cercato, perché il desiderio è sempre l'inizio
dell'amore, ed è cercato nella fede pura, quella fede che ci fa nascere
da lui e vivere in lui. Si può meditare anche nella preghiera contemplativa,
ma lo sguardo è rivolto al Signore.
2710 La
scelta del tempo e della durata della preghiera contemplativa dipende
da una volontà determinata, rivelatrice dei segreti del cuore. Non si
fa preghiera contemplativa quando si ha tempo: si prende il tempo di essere
per il Signore, con la ferma decisione di non riprenderglielo lungo il
cammino, quali che siano le prove e l'aridità dell'incontro. Non si può
meditare sempre; sempre si può entrare in preghiera contemplativa, indipendentemente
dalle condizioni di salute, di lavoro o di sentimento. Il cuore è il luogo
della ricerca e dell'incontro, nella povertà e nella fede.
2711 L'entrata
nella preghiera contemplativa è analoga a quella della liturgia eucaristica:
« raccogliere » il cuore, concentrare tutto il nostro essere sotto l'azione
dello Spirito Santo, abitare la dimora del Signore che siamo noi, ridestare
la fede per entrare nella presenza di colui che
ci attende, far cadere le nostre maschere e rivolgere il nostro cuore
verso il Signore che ci ama, al fine di consegnarci a lui come un'offerta
da purificare e da trasformare.
2712 La
preghiera contemplativa è la preghiera del figlio di Dio, del peccatore
perdonato che si apre ad accogliere l'amore con cui è amato e che vuole
corrispondervi amando ancora di più. (186) Ma egli sa che l'amore con
cui risponde è quello che lo Spirito effonde nel suo cuore; infatti, tutto
è grazia da parte di Dio. La preghiera contemplativa è l'abbandono umile
e povero all'amorosa volontà del Padre in unione sempre più profonda con
il Figlio suo diletto.
2713 Così
la preghiera contemplativa è la più semplice espressione del mistero della
preghiera. La preghiera contemplativa è un dono, una grazia; non
può essere accolta che nell'umiltà e nella povertà. La preghiera contemplativa
è un rapporto di alleanza, concluso da
Dio nella profondità del nostro essere. (187) La preghiera contemplativa
è comunione: in essa la Santissima Trinità
conforma l'uomo, immagine di Dio, « a sua somiglianza ».
2714 La
preghiera contemplativa è anche il tempo forte per eccellenza della
preghiera. Durante la preghiera contemplativa, il Padre
ci rafforza potentemente con il suo Spirito nell'uomo interiore, perché
Cristo abiti per la fede nei nostri cuori e noi veniamo radicati e fondati
nella carità. (188)
2715 La
preghiera contemplativa è sguardo di fede fissato su Gesù. « Io
lo guardo ed egli mi guarda », diceva, al tempo del suo santo Curato,
il contadino d'Ars in preghiera davanti al Tabernacolo. (189) Questa
attenzione a lui è rinuncia all'« io ». Il suo sguardo purifica
il cuore. La luce dello sguardo di Gesù illumina gli occhi del nostro
cuore; ci insegna a vedere tutto nella luce della
sua verità e della sua compassione per tutti gli uomini. La preghiera
contemplativa porta il suo sguardo anche sui misteri della vita di Cristo.
In questo modo conduce alla « conoscenza interiore del Signore » per amarlo
e seguirlo di più. (190)
2716 La
preghiera contemplativa è ascolto della Parola di Dio. Lungi dall'essere
passivo, questo ascolto si identifica con l'obbedienza
della fede, incondizionata accoglienza del servo e adesione piena d'amore
del figlio. Partecipa al « sì » del Figlio fattosi Servo e al « fiat »
della sua umile serva.
2717 La
preghiera contemplativa è silenzio, « simbolo del mondo futuro
» (191) o « silenzioso amore ». (192) Nella preghiera contemplativa le
parole non sono discorsi, ma come ramoscelli
che alimentano il fuoco dell'amore. È in questo silenzio, insopportabile
all'uomo « esteriore », che il Padre ci dice il suo Verbo incarnato, sofferente,
morto e risorto, e che lo Spirito filiale ci fa partecipare alla preghiera
di Gesù.
2718 La
preghiera contemplativa è unione alla preghiera di Cristo nella
misura in cui fa partecipare al suo mistero. Il mistero di Cristo è celebrato
dalla Chiesa nell'Eucaristia, e lo Spirito Santo lo fa vivere nella preghiera
contemplativa, affinché sia manifestato attraverso la carità in atto.
2719 La
preghiera contemplativa è una comunione d'amore portatrice di vita
per la moltitudine, nella misura in cui è consenso a dimorare nella notte
oscura della fede. La notte pasquale della risurrezione
passa attraverso quella dell'agonia e della tomba. Il suo Spirito
(e non la « carne » che è « debole ») fa sì che nella preghiera contemplativa
traduciamo in vita questi tre tempi forti. E
necessario acconsentire a vegliare un'ora con lui. (193)
In sintesi
2720 La
Chiesa esorta i fedeli a una preghiera regolare:
preghiere quotidiane, liturgia delle Ore, Eucaristia domenicale, feste
dell'anno liturgico.
2721 La
tradizione cristiana comprende tre espressioni maggiori della vita di
preghiera: la preghiera vocale, la meditazione e la preghiera contemplativa.
Esse hanno in comune il raccoglimento del cuore.
2722 La
preghiera vocale, basata sull'unità del corpo e dello spirito nella natura
umana, associa il corpo alla preghiera interiore del cuore, sull'esempio
di Cristo che prega il Padre suo e insegna il « Padre nostro » ai suoi
discepoli.
2723 La
meditazione è una ricerca orante che mobilita il pensiero, l'immaginazione,
l'emozione, il desiderio. Essa ha come fine l'appropriazione nella fede
del soggetto considerato, confrontato con la realtà della propria vita.
2724 La
preghiera contemplativa è l'espressione semplice del mistero della preghiera,
uno sguardo di fede fissato su Gesù, un ascolto della parola di Dio, un
silenzioso amore. Realizza l'unione alla preghiera di Cristo nella misura
in cui ci fa partecipare al suo mistero.
(179) San Giovanni Crisostomo, De Anna, sermo 2, 2: PG 54, 646.
(180) Cf Mt 11,25-26.
(181) Cf Mc 14,36.
(182) Cf
Santa Teresa di Gesù, Camino de perfección,
26: Biblioteca Mística Carmelitana, v.
3 (Burgos 1916) p. 122.
(183) Cf Mc 4,4-7.15-19.
(184) Santa Teresa di Gesù, Libro
de la vida, 8: Biblioteca Mística
Carmelitana, v. 1 (Burgos 1915) p. 57.
(185) Cf Ct 3,1-4.
(186) 10 Cf Lc 7,36-50; 19,1-10.
(187) Cf Ger 31,33.
(188) Cf Ef 3,16-17.
(189) Cf F. Trochu, Le Curé d'Ars Saint Jean-Marie Vianney (Lyon-Paris 1927) p. 223-224.
(190) Cf Sant'Ignazio di Loyola, Exercitia spiritualia,
104: MHSI 100, 224.
(191) Sant'Isacco di Ninive, Tractatus mystici, 66: ed. A.J. Wensinck (Amsterdam 1923) p. 315; ed.
P. Bedjan (Parigi-Lipsia 1909) p. 470.
(192) San Giovanni della Croce, Carta, 6: Biblioteca
Mística Carmelitana, v. 13 (Burgos
1931) p. 262.
(193) Cf Mt 26,40-41.
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