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CAPITOLO SECONDO
LA TRADIZIONE
DELLA PREGHIERA
2650 La
preghiera non si riduce allo spontaneo manifestarsi di un impulso interiore:
per pregare, bisogna volerlo. Non basta neppure sapere quel che le Scritture
rivelano sulla preghiera: è necessario anche imparare a pregare. È attraverso
una trasmissione vivente (la santa Tradizione) che lo Spirito Santo insegna
a pregare ai figli di Dio, nella Chiesa che crede e che prega. (137)
2651 La
tradizione della preghiera cristiana è una delle forme di crescita della tradizione della fede, in particolare per mezzo della
contemplazione e dello studio dei credenti, i quali conservano nel loro
cuore gli eventi e le parole dell'Economia della salvezza, e mediante
la profonda comprensione delle realtà spirituali di cui fanno esperienza.
(138)
(137) Cf Concilio Vaticano
II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
(138) Cf Concilio Vaticano
II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
ARTICOLO 1
ALLE SORGENTI
DELLA PREGHIERA
2652 Lo
Spirito Santo è « l'acqua viva » che, nel cuore orante, « zampilla per
la vita eterna ». (139) È lui che ci insegna
ad attingerla alla stessa sorgente: Cristo. Nella vita cristiana ci sono
fonti dove Cristo ci attende per abbeverarci dello Spirito Santo.
La Parola di Dio
2653 La
Chiesa « esorta con forza e insistenza tutti
i fedeli [...] ad apprendere "la sublime
scienza di Gesù Cristo" (Fil
3,8) con la frequente lettura delle divine Scritture [...]. Però
la lettura della Sacra Scrittura dev'essere
accompagnata dalla preghiera, affinché possa svolgersi il colloquio tra
Dio e l'uomo; poiché "gli parliamo quando preghiamo e lo ascoltiamo
quando leggiamo gli oracoli divini" ». (140)
2654 I
Padri della vita spirituale, parafrasando Mt
7,7, così riassumono le disposizioni del cuore nutrito dalla Parola
di Dio nella preghiera: « Cercate leggendo e troverete meditando; bussate
pregando e vi sarà aperto dalla contemplazione
». (141)
La liturgia della Chiesa
2655 La
missione di Cristo e dello Spirito Santo che, nella liturgia sacramentale
della Chiesa, annunzia, attualizza e comunica il mistero della salvezza,
prosegue nel cuore che prega. I Padri della vita spirituale talvolta paragonano
il cuore a un altare. La preghiera interiorizza ed assimila la liturgia
durante e dopo la sua celebrazione. Anche quando è vissuta « nel segreto
» (Mt 6,6),
la preghiera è sempre preghiera della Chiesa, è comunione con la
Santissima Trinità. (142)
Le virtù teologali
2656 Si
entra nella preghiera come si entra nella liturgia:
per la porta stretta della fede. Attraverso i segni della sua presenza,
è il volto del Signore che cerchiamo e desideriamo, è la sua parola che
vogliamo ascoltare e custodire.
2657 Lo
Spirito Santo, che ci insegna a celebrare la
liturgia nell'attesa del ritorno di Cristo, ci educa a pregare nella speranza.
A loro volta, la preghiera della Chiesa e la preghiera personale alimentano
in noi la speranza. In modo particolarissimo i salmi, con il loro linguaggio
concreto e ricco, ci insegnano a fissare la nostra
speranza in Dio: « Ho sperato, ho sperato nel Signore, ed egli su di me
si è chinato, ha dato ascolto al mio grido » (Sal
40,2). « Il Dio della speranza vi riempia di ogni
gioia e pace nella fede, perché abbondiate nella speranza per la virtù
dello Spirito Santo » (Rm 15,13).
2658 «
La speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato
nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci
è stato dato » (Rm 5,5).
La preghiera, plasmata dalla vita liturgica, tutto attinge all'amore con
cui siamo amati in Cristo e che ci concede di rispondervi amando come
lui ci ha amati. L'amore è la sorgente
della preghiera; chi vi attinge, tocca il culmine della preghiera:
« Vi amo, o mio Dio, e il mio unico desiderio è di
amarvi fino all'ultimo respiro. Vi amo, o mio Dio infinitamente amabile,
e preferisco morire amandovi, che vivere senza amarvi. Vi amo, Signore,
e la sola grazia che vi chiedo è di amarvi eternamente. [...] Mio Dio,
se la mia lingua non può ripetere, ad ogni istante, che vi amo, voglio
che il mio cuore ve lo ripeta tutte le volte che respiro ». (143)
«Oggi»
2659 Noi
impariamo a pregare in momenti particolari, quando ascoltiamo la Parola
del Signore e quando partecipiamo al suo mistero pasquale; ma è in ogni
tempo, nelle vicende di ogni giorno, che
ci viene dato il suo Spirito perché faccia sgorgare la preghiera. L'insegnamento
di Gesù sulla preghiera al Padre nostro è nella medesima linea di quello
sulla provvidenza: (144) il tempo è nelle mani del Padre; è nel presente
che lo incontriamo: né ieri né domani, ma oggi: « Ascoltate oggi la sua
voce: "Non indurite il cuore" » (Sal
95,8).
2660 Pregare
negli avvenimenti di ogni giorno e di ogni istante
è uno dei segreti del Regno rivelati ai « piccoli », ai servi di Cristo,
ai poveri delle beatitudini. È cosa buona e giusta pregare perché l'avvento
del regno di giustizia e di pace influenzi il cammino della storia, ma
è altrettanto importante « impastare » mediante la preghiera le umili
situazioni quotidiane. Tutte le forme di preghiera possono essere quel
lievito al quale il Signore paragona il Regno. (145)
In
sintesi
2661 È
attraverso una trasmissione vivente, la Tradizione, che, nella Chiesa,
lo Spirito Santo insegna ai figli di Dio a pregare.
2662 La
Parola di Dio, la liturgia della Chiesa, le virtù della fede, della speranza
e della carità sono fonti della preghiera.
(139) Cf Gv 4,14.
(140) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum,
25: AAS 58 (1966) 829; cf Sant'Ambrogio,
De officiis ministrorum,
1, 88: ed. N. Testard (Paris 1984)
p. 138 (PL 16, 50).
(141) Guigo il Certosino,
Scala claustralium, 2, 2: PL 184, 476.
Tuttavia queste parole non sono recepite nel testo dell'edizione critica SC 163, 84; vedi ivi l'apparato critico.
(142) Cf
Principi e norme per la Liturgia delle Ore, 9: Liturgia delle
Ore, v. 1 (Libreria Editrice Vaticana 1981) p. 31.
(143) San Giovanni Maria Vianney, Oratio, in B. Nodet, Le Curé d'Ars. Sa pensée-son cœur (Le Puy 1966) p. 45.
(144) Cf Mt 6,11.34.
(145) Cf Lc 13,20-21.
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