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SEZIONE SECONDA
«I SETTE SACRAMENTI
DELLA CHIESA»
1210 I
sacramenti della Nuova Legge sono istituiti da Cristo e sono sette, ossia:
il Battesimo, la Confermazione, l'Eucaristia, la Penitenza, l'Unzione
degli infermi, l'Ordine e il Matrimonio. I sette sacramenti toccano tutte
le tappe e tutti i momenti importanti della vita del cristiano: grazie
ad essi, la vita di fede dei cristiani nasce e cresce, riceve
la guarigione e il dono della missione. In questo si dà una certa somiglianza
tra le tappe della vita naturale e quelle della vita spirituale. (1)
1211 Seguendo
questa analogia saranno presentati per primi
i tre sacramenti dell'iniziazione cristiana (capitolo primo), poi
i sacramenti della guarigione (capitolo secondo), infine i sacramenti
che sono al servizio della comunione e della missione dei fedeli (capitolo
terzo). Quest'ordine non è certo l'unico possibile; permette tuttavia
di vedere che i sacramenti formano un organismo nel quale ciascuno di
essi ha il suo ruolo vitale. In questo organismo
l'Eucaristia occupa un posto unico in quanto è il « sacramento dei sacramenti
»: « Gli altri sono tutti ordinati a questo come al loro specifico fine
». (2)
(1) Cf San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III,
q. 65, a. 1, c: Ed.
Leon. 12, 56-57.
(2) San Tommaso d'Aquino,
Summa theologiae, III, q. 65, a. 3, c: Ed. Leon.
12, 60.
CAPITOLO PRIMO
I SACRAMENTI DELL'INIZIAZIONE
CRISTIANA
1212 Con
i sacramenti dell'iniziazione cristiana, il Battesimo, la Confermazione
e l'Eucaristia, sono posti i fondamenti di ogni
vita cristiana. « La partecipazione alla natura divina, che gli uomini
ricevono in dono mediante la grazia di Cristo, rivela una certa analogia
con l'origine, lo sviluppo e l'accrescimento della vita naturale. Difatti
i fedeli, rinati nel santo Battesimo, sono corroborati
dal sacramento della Confermazione e, quindi, sono nutriti con il cibo
della vita eterna nell'Eucaristia, sicché, per effetto di questi sacramenti
dell'iniziazione cristiana, sono in grado di gustare sempre più e sempre
meglio i tesori della vita divina e progredire fino al raggiungimento
della perfezione della carità ». (3)
(3) Paolo VI, Cost. ap.
Divinae consortium naturae: AAS 63 (1971) 657; cf
Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti,
Introduzione generale, 1-2 (Libreria Editrice Vaticana
1992) p. 17.
ARTICOLO 1
IL SACRAMENTO
DEL BATTESIMO
1213 Il
santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita
cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito (« vitae
spiritualis ianua »), e la porta
che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo
liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra
di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione:
(4) « Baptismus est sacramentum
regenerationis per aquam
in verbo – Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione
cristiana mediante l'acqua e la parola ». (5)
I. Come viene
chiamato questo sacramento?
1214 Lo si chiama Battesimo dal rito
centrale con il quale è compiuto: battezzare (« baptizein
» in greco) significa « tuffare », « immergere »; l'« immersione » nell'acqua
è simbolo del seppellimento del catecumeno nella morte di Cristo, dalla
quale risorge con lui, (6) quale « nuova creatura » (2 Cor 5,17;
Gal 6,15).
1215 Questo
sacramento è anche chiamato il « lavacro di rigenerazione e di rinnovamento
nello Spirito Santo » (Tt 3,5),
poiché significa e realizza quella nascita dall'acqua e dallo Spirito
senza la quale nessuno « può entrare nel regno di Dio » (Gv 3,5).
1216 «
Questo lavacro è chiamato illuminazione, perché coloro
che ricevono questo insegnamento [catechistico] vengono illuminati
nella mente ». (7) Poiché nel Battesimo ha ricevuto il Verbo, « la luce
vera che illumina ogni uomo » (Gv
1,9), il battezzato, dopo essere stato « illuminato », (8) è divenuto
« figlio della luce » (9) e « luce » egli stesso (Ef
5,8):
II Battesimo « è il più bello e magnifico dei doni
di Dio. [...] Lo chiamiamo dono, grazia, unzione, illuminazione, veste
d'immortalità, lavacro di rigenerazione, sigillo, e tutto ciò che vi
è di più prezioso. Dono, poiché è dato a coloro
che non portano nulla; grazia, perché viene elargito anche
ai colpevoli; Battesimo, perché il peccato viene seppellito nell'acqua;
unzione, perché è sacro e regale (tali sono coloro che vengono
unti); illuminazione, perché è luce sfolgorante; veste,
perché copre la nostra vergogna; lavacro, perché ci lava; sigillo,
perché ci custodisce ed è il segno della signoria di Dio ». (10)
II. Il
Battesimo nell'Economia della salvezza
Le prefigurazioni del Battesimo nell'Antica Alleanza
1217 Nella
liturgia della Notte pasquale, in occasione della benedizione dell'acqua
battesimale, la Chiesa fa solenne memoria dei grandi eventi della
storia della salvezza che prefiguravano il mistero
del Battesimo:
« O Dio, [...] tu operi con invisibile potenza le meraviglie della salvezza;
e in molti modi, attraverso i tempi, hai preparato l'acqua, tua creatura,
ad essere segno del Battesimo ». (11)
1218 Fin
dalle origini del mondo l'acqua, questa umile e meravigliosa creatura,
è la fonte della vita e della fecondità. La Sacra Scrittura la vede come
« covata » dallo Spirito di Dio: (12)
« Fin dalle origini il tuo Spirito si librava sulle
acque perché contenessero in germe la forza di santificare ». (13)
1219 La
Chiesa ha visto nell'arca di Noè una prefigurazione
della salvezza per mezzo del Battesimo. Infatti, per mezzo di essa, « poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo
dell'acqua » (1 Pt 3,20):
« Nel diluvio hai prefigurato il Battesimo, perché,
oggi come allora, l'acqua segnasse la fine
del peccato e l'inizio della vita nuova ». (14)
1220 Se
l'acqua di fonte è simbolo di vita, l'acqua del mare è un simbolo di morte.
Per questo poteva essere figura del mistero della croce. Per mezzo di
questo simbolismo il Battesimo significa la comunione alla morte di Cristo.
1221 È
soprattutto il passaggio del Mar Rosso, vera liberazione d'Israele dalla
schiavitù d'Egitto, che annunzia la liberazione operata dal Battesimo:
« Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo, facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso,
perché fossero immagine del futuro popolo dei battezzati ». (15)
1222 Infine
il Battesimo è prefigurato nella traversata del Giordano, grazie alla
quale il popolo di Dio riceve il dono della terra promessa alla discendenza
di Abramo, immagine della vita eterna. La promessa di questa
beata eredità si compie nella Nuova Alleanza.
Il battesimo di Cristo
1223 Tutte
le prefigurazioni dell'Antica Alleanza trovano la loro realizzazione
in Gesù Cristo. Egli dà inizio alla sua vita pubblica dopo essersi fatto
battezzare da san Giovanni Battista nel Giordano (16) e, dopo la sua risurrezione,
affida agli Apostoli questa missione: « Andate dunque e ammaestrate tutte
le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato » (Mt
28,19-20). (17)
1224 Nostro Signore si è volontariamente sottoposto al battesimo di san Giovanni, destinato
ai peccatori, per compiere ogni giustizia. (18) Questo gesto di Gesù è
una manifestazione del suo « annientamento ». (19) Lo Spirito che si librava
sulle acque della prima creazione, scende ora su Cristo, come preludio
della nuova creazione, e il Padre manifesta Gesù come il suo Figlio prediletto.
(20)
1225 È
con la sua pasqua che Cristo ha aperto a tutti gli uomini
le fonti del Battesimo. Egli, infatti, aveva già parlato della
passione, che avrebbe subìto a Gerusalemme,
come di un « battesimo » con il quale doveva essere battezzato. (21) Il
sangue e l'acqua sgorgati dal fianco trafitto di Gesù crocifisso
(22) sono segni del Battesimo e dell'Eucaristia, sacramenti della vita
nuova: (23) da quel momento è possibile nascere « dall'acqua e dallo Spirito
» per entrare nel regno dei cieli (Gv
3,5).
« Considera, quando sei battezzato, donde viene il
Battesimo, se non dalla croce di Cristo, dalla morte di Cristo. Tutto
il mistero sta nel fatto che egli ha patito per te. In lui tu sei
redento, in lui tu sei salvato ». (24)
Il Battesimo nella Chiesa
1226 Dal
giorno della pentecoste la Chiesa ha celebrato e amministrato il santo Battesimo. Infatti san Pietro,
alla folla sconvolta dalla sua predicazione, dichiara: « Pentitevi, e
ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione
dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo » (At
2,38). Gli Apostoli e i loro collaboratori offrono il Battesimo a
chiunque crede in Gesù: Giudei, timorati di Dio, pagani. (25) Il Battesimo
appare sempre legato alla fede: « Credi nel Signore
Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia », dichiara san Paolo al suo
carceriere a Filippi. Il racconto continua:
« Subito il carceriere si fece battezzare con tutti i suoi » (At 16,31-33).
1227 Secondo
l'apostolo san Paolo, mediante il Battesimo il
credente comunica alla morte di Cristo; con lui è sepolto e con lui risuscita:
« Quanti siamo stati battezzati
in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del
Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a
lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo
della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita
nuova » (Rm 6,3-4). (26) I battezzati si sono « rivestiti
di Cristo ». (27) Mediante l'azione dello Spirito Santo, il Battesimo
è un lavacro che purifica, santifica e giustifica. (28)
1228 Il
Battesimo è quindi un bagno d'acqua nel quale « il seme incorruttibile
» della Parola di Dio produce il suo effetto vivificante. (29) Sant'Agostino
dirà del Battesimo: « Accedit verbum
ad elementum, et fit sacramentum – Si unisce la parola
all'elemento, e nasce il sacramento ». (30)
III. Come
viene celebrato il sacramento del Battesimo?
L'iniziazione cristiana
1229 Diventare
cristiano richiede, fin dal tempo degli Apostoli, un cammino e una iniziazione con diverse tappe. Questo
itinerario può essere percorso rapidamente o lentamente. Dovrà
in ogni caso comportare alcuni elementi essenziali: l'annunzio della Parola,
l'accoglienza del Vangelo che provoca una conversione, la professione
di fede, il Battesimo, l'effusione dello Spirito Santo, l'accesso alla
Comunione eucaristica.
1230 Questa iniziazione
ha assunto forme molto diverse nel corso dei secoli e secondo le circostanze.
Nei primi secoli della Chiesa l'iniziazione cristiana ha conosciuto un
grande sviluppo, con un lungo periodo di catecumenato e una serie
di riti preparatori che scandivano liturgicamente il cammino della preparazione
catecumenale per concludersi con la celebrazione
dei sacramenti dell'iniziazione cristiana.
1231 Dove
il Battesimo dei bambini è diventato largamente la forma abituale della
celebrazione del sacramento, questa è divenuta un
atto unico che, in modo molto abbreviato, integra le tappe preparatorie
dell'iniziazione cristiana. Per la sua stessa natura
il Battesimo dei bambini richiede un catecumenato postbattesimale.
Non si tratta soltanto della necessità di una istruzione
posteriore al Battesimo, ma del necessario sviluppo della grazia battesimale
nella crescita della persona. È l'ambito proprio del catechismo.
1232 Il
Concilio Vaticano II ha ripristinato, per la Chiesa latina, « il catecumenato
degli adulti, diviso in più gradi ». (31) I riti si trovano nell'Ordo initiationis christianae adultorum (1972).
Il Concilio ha inoltre permesso che « nelle terre di missione sia acconsentito
accogliere [...] anche
quegli elementi di iniziazione in uso presso ogni popolo, nella misura
in cui possono essere adattati al rito cristiano ». (32)
1233 Oggi,
dunque, in tutti i riti latini e orientali, l'iniziazione cristiana degli
adulti incomincia con il loro ingresso nel catecumenato
e arriva al suo culmine nella celebrazione unitaria dei tre sacramenti
del Battesimo, della Confermazione e dell'Eucaristia. (33) Nei riti orientali
l'iniziazione cristiana dei bambini incomincia con il Battesimo immediatamente
seguito dalla Confermazione e dall'Eucaristia, mentre nel rito romano
essa continua durante alcuni anni di catechesi, per concludersi
più tardi con la Confermazione e l'Eucaristia, culmine della loro iniziazione
cristiana. (34)
La mistagogia della celebrazione
1234 Il
significato e la grazia del sacramento del Battesimo appaiono
chiaramente nei riti della sua celebrazione. Seguendo con attenta partecipazione
i gesti e le parole di questa celebrazione, i fedeli sono iniziati alle
ricchezze che tale sacramento significa e opera in ogni nuovo battezzato.
1235 Il
segno della croce, all'inizio
della celebrazione, esprime il sigillo di Cristo su colui
che sta per appartenergli e significa la grazia della redenzione
che Cristo ci ha acquistato per mezzo della sua croce.
1236 L'annunzio
della Parola di Dio illumina
con la verità rivelata i candidati e l'assemblea, e suscita la risposta
della fede, inseparabile dal Battesimo. Infatti
il Battesimo è in modo tutto particolare « il sacramento della fede »,
poiché segna l'ingresso sacramentale nella vita di fede.
1237 Dal
momento che il Battesimo significa la liberazione dal peccato e dal suo
istigatore, il diavolo, vengono pronunziati uno
(o più) esorcismo(i) sul candidato. Questi viene
unto con l'olio dei catecumeni, oppure il celebrante impone su di lui
la mano, ed egli rinunzia esplicitamente a Satana. Così preparato, può
professare la fede della Chiesa alla quale sarà « consegnato »
per mezzo del Battesimo. (35)
1238 L'acqua
battesimale viene quindi consacrata mediante
una preghiera di epiclesi (sia al momento stesso, sia nella Veglia pasquale).
La Chiesa chiede a Dio che, per mezzo del suo Figlio, la potenza dello
Spirito Santo discenda su quest'acqua, in modo
che quanti vi saranno battezzati nascano « dall'acqua
e dallo Spirito » (Gv 3,5).
1239 Segue
poi il rito essenziale del sacramento: il Battesimo propriamente
detto, che significa e opera la morte al peccato e l'ingresso nella vita
della Santissima Trinità attraverso la configurazione al mistero pasquale
di Cristo. Il Battesimo viene compiuto nel modo
più espressivo per mezzo della triplice immersione nell'acqua battesimale.
Ma fin dall'antichità può anche essere conferito
versando per tre volte l'acqua sul capo del candidato.
1240 Nella
Chiesa latina questa triplice infusione è accompagnata dalle parole del
ministro: « N., io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo ». Nelle liturgie orientali, mentre il catecumeno è rivolto
verso l'Oriente, il sacerdote dice: « Il servo di Dio, N., è battezzato
nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo ». E, all'invocazione
di ogni Persona della Santissima Trinità, lo
immerge nell'acqua e lo risolleva.
1241 L'unzione
con il sacro crisma, olio profumato consacrato dal Vescovo, significa
il dono dello Spirito Santo elargito al nuovo battezzato. Egli è divenuto
un cristiano, ossia « unto » di Spirito Santo, incorporato a Cristo, che
è unto Sacerdote, Profeta e Re. (36)
1242 Nella
liturgia delle Chiese Orientali, l'unzione post-battesimale costituisce
il sacramento della Crismazione (Confermazione). Nella liturgia romana,
essa annunzia una seconda unzione con il sacro crisma che sarà effettuata
dal Vescovo: cioè il sacramento della Confermazione, il quale, per così
dire, « conferma » e porta a compimento l'unzione battesimale.
1243 La
veste bianca significa che il battezzato
si è rivestito di Cristo, (37) che egli è risorto con Cristo. La candela,
accesa al cero pasquale, significa che Cristo ha illuminato il neofita. In Cristo i battezzati sono « la luce del mondo »
(Mt 5,14). (38) Il nuovo battezzato è ora figlio
di Dio nel Figlio unigenito. Può dire la preghiera dei figli di Dio: il
Padre nostro.
1244 La
prima Comunione eucaristica. Divenuto figlio di Dio, rivestito
dell'abito nuziale, il neofita è ammesso « al
banchetto delle nozze dell'Agnello » e riceve il nutrimento della vita
nuova, il Corpo e il Sangue di Cristo. Le Chiese Orientali conservano
una viva coscienza dell'unità dell'iniziazione cristiana amministrando
la santa Comunione a tutti i neo-battezzati e confermati, anche ai bambini
piccoli, ricordando la parola del Signore: « Lasciate che i bambini vengano
a me e non glielo impedite » (Mc 10,14).
La Chiesa latina, che permette l'accesso alla santa Comunione solo a coloro
che hanno raggiunto l'uso di ragione, mette in luce che il Battesimo
introduce all'Eucaristia accostando all'altare il bambino neobattezzato
per la preghiera del « Padre nostro ».
1245 La
benedizione solenne conclude la celebrazione
del Battesimo. In occasione del Battesimo dei neonati la benedizione della madre occupa un posto di rilievo.
IV. Chi può
ricevere il Battesimo?
1246 «
È capace di ricevere il Battesimo ogni uomo e solo l'uomo non ancora battezzato
». (39)
Il Battesimo degli adulti
1247 Dalle
origini della Chiesa, il Battesimo degli adulti è la situazione più normale
là dove l'annunzio del Vangelo è ancora recente. Il catecumenato (preparazione
al Battesimo) occupa in tal caso un posto importante. In
quanto iniziazione alla fede e alla vita cristiana, esso deve disporre
ad accogliere il dono di Dio nel Battesimo, nella Confermazione e nell'Eucaristia.
1248 Il
catecumenato, o formazione dei catecumeni, ha lo scopo di permettere a
questi ultimi, in risposta all'iniziativa divina
e in unione con una comunità ecclesiale, di condurre a maturità la loro
conversione e la loro fede. Si tratta di una formazione « alla vita cristiana
» mediante la quale « i discepoli vengono in contatto con Cristo, loro
Maestro. Perciò i catecumeni siano convenientemente
iniziati al mistero della salvezza e alla pratica delle norme evangeliche,
e mediante i riti sacri, da celebrare in tempi successivi, siano introdotti
nella vita della fede, della liturgia e della carità del popolo di Dio
». (40)
1249 I
catecumeni « sono già uniti alla Chiesa, appartengono già alla famiglia
del Cristo, e spesso vivono già una vita di fede, di speranza e di carità
». (41) « La Madre Chiesa, come già suoi, li ricopre del suo amore e delle
sue cure ». (42)
Il Battesimo dei bambini
1250 Poiché nascono con una natura umana decaduta e contaminata
dal peccato originale, anche i bambini hanno bisogno della nuova nascita
nel Battesimo (43) per essere liberati dal potere delle tenebre e trasferiti
nel regno della libertà dei figli di Dio, (44) alla quale tutti gli uomini
sono chiamati. La pura
gratuità della grazia della salvezza si manifesta in modo tutto particolare
nel Battesimo dei bambini. La Chiesa e i genitori priverebbero quindi
il bambino della grazia inestimabile di diventare figlio di
Dio se non gli conferissero il Battesimo poco dopo la nascita. (45)
1251 I
genitori cristiani riconosceranno che questa pratica corrisponde pure
al loro ruolo di alimentare la vita che Dio ha loro affidato. (46)
1252 L'usanza
di battezzare i bambini è una tradizione della Chiesa da
tempo immemorabile. Essa è esplicitamente attestata fin dal secondo
secolo. È tuttavia probabile che, fin dagli inizi della predicazione apostolica,
quando « famiglie » intere hanno ricevuto il Battesimo, (47) siano
stati battezzati anche i bambini. (48)
Fede e Battesimo
1253 Il
Battesimo è il sacramento della fede. (49) La fede però ha bisogno della
comunità dei credenti. È soltanto nella fede della Chiesa che ogni fedele
può credere. La fede richiesta per il Battesimo non è una fede perfetta
e matura, ma un inizio, che deve svilupparsi. Al catecumeno o al suo padrino
viene domandato: « Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio? ». Ed egli risponde: « La fede! ».
1254 In
tutti i battezzati, bambini o adulti, la fede deve
crescere dopo il Battesimo. Per questo ogni
anno, nella Veglia pasquale, la Chiesa celebra la rinnovazione delle promesse
battesimali. La preparazione al Battesimo conduce soltanto alla soglia
della vita nuova. Il Battesimo è la sorgente della vita nuova in Cristo,
dalla quale fluisce l'intera vita cristiana.
1255 Perché
la grazia battesimale possa svilupparsi è importante l'aiuto dei genitori.
Questo è pure il ruolo del padrino o della madrina, che
devono essere credenti solidi, capaci e pronti a sostenere
nel cammino della vita cristiana il neo-battezzato, bambino o adulto.
(50) Il loro compito è una vera funzione ecclesiale (« officium
»). (51) L'intera comunità ecclesiale ha una parte di responsabilità nello
sviluppo e nella conservazione della grazia ricevuta nel Battesimo.
V. Chi può
battezzare?
1256 I
ministri ordinari del Battesimo sono il Vescovo e il presbitero, e, nella
Chiesa latina, anche il diacono. (52) In caso di necessità, chiunque,
anche un non battezzato, purché abbia l'intenzione richiesta, può battezzare,
(53) utilizzando la formula battesimale trinitaria. L'intenzione richiesta
è di voler fare ciò che fa la Chiesa quando battezza. La Chiesa trova
la motivazione di questa possibilità nella volontà salvifica universale
di Dio (54) e nella necessità del Battesimo per la salvezza. (55)
VI.
La necessità del Battesimo
1257 Il
Signore stesso afferma che il Battesimo è necessario per la salvezza.
(56) Per questo ha comandato ai suoi discepoli di annunziare il Vangelo
e di battezzare tutte le nazioni. (57) Il Battesimo è necessario alla
salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno
avuto la possibilità di chiedere questo sacramento. (58) La Chiesa non
conosce altro mezzo all'infuori del Battesimo per assicurare l'ingresso
nella beatitudine eterna; perciò si guarda dal trascurare la missione
ricevuta dal Signore di far rinascere « dall'acqua e dallo Spirito » tutti
coloro che possono essere battezzati. Dio
ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia egli non è
legato ai suoi sacramenti.
1258 Da
sempre la Chiesa è fermamente convinta che quanti subiscono la morte a
motivo della fede, senza aver ricevuto il Battesimo, vengono
battezzati mediante la loro stessa morte per Cristo e con lui. Questo Battesimo di sangue, come pure il desiderio del Battesimo,
porta i frutti del Battesimo, anche senza essere sacramento.
1259 Per
i catecumeni che muoiono prima del Battesimo,
il loro desiderio esplicito di riceverlo, unito al pentimento dei propri
peccati e alla carità, assicura loro la salvezza che non hanno potuto
ricevere mediante il sacramento.
1260 «
Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell'uomo è effettivamente
una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo
dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio
conosce, col mistero pasquale ». (59) Ogni uomo che, pur ignorando il
Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà
di Dio come la conosce, può essere salvato. È lecito supporre che tali
persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne
avessero conosciuta la necessità.
1261 Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la
Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa
nel rito dei funerali per loro.
Infatti, la grande misericordia di Dio, « il
quale vuole che tutti gli uomini siano salvati » (1 Tm
2,4), e la tenerezza di Gesù verso i bambini, che gli ha fatto dire:
« Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite » (Mc
10,14), ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per
i bambini morti senza Battesimo. Tanto più pressante è perciò l'invito
della Chiesa a non impedire che i bambini vengano a Cristo mediante il
dono del santo Battesimo.
VII. La
grazia del Battesimo
1262 I
diversi effetti operati dal Battesimo sono significati dagli elementi
sensibili del rito sacramentale. L'immersione nell'acqua richiama i simbolismi
della morte e della purificazione, ma anche della rigenerazione e del
rinnovamento. I due effetti principali sono dunque la purificazione dai
peccati e la nuova nascita nello Spirito Santo. (60)
Per la remissione dei peccati
1263 Per
mezzo del Battesimo sono rimessi tutti i peccati, il peccato originale
e tutti i peccati personali, come pure tutte le pene del peccato. (61)
In coloro che sono stati rigenerati, infatti, non rimane nulla
che impedisca loro di entrare nel regno di Dio, né il peccato di Adamo,
né il peccato personale, né le conseguenze del peccato, di cui la più
grave è la separazione da Dio.
1264 Rimangono
tuttavia nel battezzato alcune conseguenze temporali del peccato, quali
le sofferenze, la malattia, la morte, o le fragilità inerenti alla vita
come le debolezze del carattere, ecc., e anche
una inclinazione al peccato che la Tradizione chiama la concupiscenza,
o, metaforicamente, l'incentivo del peccato (« fomes
peccati »): « Essendo questa lasciata per la prova, non può nuocere a
quelli che non vi acconsentono e che le si oppongono virilmente con la
grazia di Gesù Cristo. Anzi, "non riceve la corona se non chi ha
lottato secondo le regole" (2 Tm 2,5)
». (62)
«Una nuova creatura»
1265 Il
Battesimo non soltanto purifica da tutti i peccati, ma fa pure del neofita una « nuova creatura » (2 Cor 5,17), un figlio
adottivo di Dio (63) che è divenuto « partecipe della natura divina »
(2 Pt 1,4), membro di Cristo (64) e coerede
con lui, (65) tempio dello Spirito Santo. (66)
1266 La
Santissima Trinità dona al battezzato la grazia santificante, la
grazia della giustificazione che
- lo rende capace di credere in Dio, di sperare in
lui e di amarlo per mezzo delle virtù teologali;
- gli dà la capacità di vivere e agire sotto la mozione
dello Spirito Santo per mezzo dei doni dello
Spirito Santo;
- gli permette di crescere nel bene per mezzo delle
virtù morali.
In questo modo tutto l'organismo della vita soprannaturale
del cristiano ha la sua radice nel santo Battesimo.
Incorporati alla Chiesa, corpo di Cristo
1267 Il
Battesimo ci fa membra del corpo di Cristo. « Siamo membra gli uni degli
altri » (Ef 4,25). Il Battesimo
incorpora alla Chiesa. Dai fonti battesimali nasce l'unico popolo
di Dio della Nuova Alleanza che supera tutti i limiti naturali o umani
delle nazioni, delle culture, delle razze e dei sessi: « In realtà noi
tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo
» (1 Cor 12,13).
1268 I
battezzati sono divenuti « pietre vive per la costruzione di un edificio
spirituale, per un sacerdozio santo » (1 Pt 2,5). Per mezzo del Battesimo sono partecipi
del sacerdozio di Cristo, della sua missione profetica e regale, sono
« la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo
che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui »
che li « ha chiamati dalle tenebre alla sua ammirabile
luce » (1 Pt 2,9). Il Battesimo rende partecipi del sacerdozio
comune dei fedeli.
1269 Divenuto
membro della Chiesa, il battezzato non appartiene più a se stesso, (67)
ma a colui che è morto e risuscitato per noi. (68) Perciò è chiamato
a sottomettersi agli altri, (69) a servirli (70) nella comunione della
Chiesa, ad essere « obbediente » e « sottomesso » ai capi della Chiesa,
(71) e a trattarli « con rispetto e carità ». (72) Come il Battesimo comporta responsabilità e doveri, allo stesso modo il battezzato fruisce
anche di diritti in seno alla Chiesa: quello di ricevere i sacramenti,
di essere nutrito dalla Parola di Dio e sostenuto dagli altri aiuti spirituali
della Chiesa. (73)
1270 «
Rigenerati [dal Battesimo] per essere figli di Dio, [i battezzati] sono
tenuti a professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la
Chiesa » (74) e a partecipare all'attività apostolica e missionaria del
popolo di Dio. (75)
Il vincolo sacramentale dell'unità dei cristiani
1271 Il
Battesimo costituisce il fondamento della comunione tra tutti i cristiani,
anche con quanti non sono ancora nella piena comunione con la Chiesa cattolica:
« Quelli infatti che credono in Cristo ed hanno
ricevuto debitamente il Battesimo, sono costituiti in una certa comunione,
sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica. [...] Giustificati nel Battesimo
dalla fede, sono incorporati a Cristo, e perciò sono a
ragione insigniti del nome di cristiani, e dai figli della Chiesa
cattolica sono giustamente riconosciuti come fratelli nel Signore ». (76)
« Il Battesimo quindi costituisce il vincolo sacramentale dell'unità
che vige tra tutti quelli che per mezzo di esso
sono stati rigenerati ». (77)
Un sigillo spirituale indelebile
1272 Incorporato
a Cristo per mezzo del Battesimo, il battezzato viene
conformato a Cristo. (78) Il Battesimo segna il cristiano con un sigillo
spirituale indelebile (« carattere ») della sua appartenenza a
Cristo. Questo sigillo non viene cancellato da
alcun peccato, sebbene il peccato impedisca al Battesimo di portare frutti
di salvezza. (79) Conferito una volta per sempre, il Battesimo non può
essere ripetuto.
1273 Incorporati
alla Chiesa per mezzo del Battesimo, i fedeli hanno ricevuto il carattere
sacramentale che li consacra per il culto religioso cristiano. (80) Il
sigillo battesimale abilita e impegna i cristiani a servire Dio mediante
una viva partecipazione alla santa liturgia della Chiesa e a
esercitare il loro sacerdozio battesimale con la testimonianza di una
vita santa e con una operosa carità. (81)
1274 Il
« sigillo del Signore » (82) è il sigillo con cui lo Spirito Santo
ci ha segnati « per il giorno della redenzione
» (Ef 4,30). (83) « Il Battesimo, infatti, è il
sigillo della vita eterna ». (84) Il fedele che avrà « custodito il sigillo
» sino alla fine, ossia che sarà rimasto fedele alle esigenze del proprio
Battesimo, potrà morire nel « segno della fede », (85) con la fede del
proprio Battesimo, nell'attesa della beata visione di Dio – consumazione
della fede – e nella speranza della risurrezione.
In sintesi
1275 L'iniziazione
cristiana si compie attraverso l'insieme di tre sacramenti: il Battesimo,
che è l'inizio della vita nuova; la Confermazione, che ne
è il rafforzamento; e l'Eucaristia, che nutre il discepolo con
il Corpo e il Sangue di Cristo in vista della sua trasformazione in lui.
1276 «
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare
tutto ciò che vi ho comandato »
(Mt 28,19-20).
1277 Il
Battesimo costituisce la nascita alla vita nuova in Cristo. Secondo la
volontà del Signore esso è necessario per la salvezza, come la Chiesa
stessa, nella quale il Battesimo introduce.
1278 Il
rito essenziale del Battesimo consiste nell'immergere nell'acqua il candidato
o nel versargli dell'acqua sul capo, mentre si pronuncia l'invocazione
della Santissima Trinità, ossia del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo.
1279 Il
frutto del Battesimo o grazia battesimale è una realtà ricca che comporta:
la remissione del peccato originale e di tutti i peccati personali; la
nascita alla vita nuova mediante la quale l'uomo diventa figlio adottivo
del Padre, membro di Cristo, tempio dello Spirito Santo. Per ciò stesso
il battezzato è incorporato alla Chiesa, corpo di Cristo, e reso partecipe
del sacerdozio di Cristo.
1280 Il
Battesimo imprime nell'anima un segno spirituale indelebile, il carattere,
il quale consacra il battezzato al culto della religione cristiana. A
motivo del carattere che imprime, il Battesimo non può essere ripetuto. (86)
1281 Coloro
che subiscono la morte a causa della fede, i catecumeni e tutti gli uomini
che, sotto l'impulso della grazia, senza conoscere la Chiesa, cercano
sinceramente Dio e si sforzano di compiere la sua volontà, possono essere
salvati anche se non hanno ricevuto il Battesimo.
(87)
1282 Fin
dai tempi più antichi, il Battesimo viene amministrato
ai bambini, essendo una grazia e un dono di Dio che non presuppongono
meriti umani; i bambini sono battezzati nella fede della Chiesa. L'ingresso
nella vita cristiana introduce nella vera libertà.
1283 Quanto
ai bambini morti senza Battesimo, la liturgia della Chiesa ci
invita a confidare nella misericordia di Dio, e a pregare per la
loro salvezza.
1284 In caso di necessità, chiunque può battezzare, a condizione
che intenda fare ciò che fa la Chiesa, e che versi dell'acqua sul capo
del candidato dicendo: «
Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo ».
(4) Cf Concilio di Firenze,
Decretum pro Armenis:
DS 1314; CIC canoni 204, § 1. 849; CCEO canone 675,
§ 1.
(5) Catechismo Romano 2, 2, 5: ed. P. Rodríguez (Città
del Vaticano-Pamplona 1989) p. 179.
(6) Cf Rm 6,3-4; Col 2,12.
(7) San Giustino, Apologia, 1, 61: CA 1, 168
(PG 6, 421).
(8) Cf Eb 10,32.
(9) Cf
1 Ts 5,5.
(10) San Gregorio Nazianzeno, Oratio 40,
3-4: SC 358, 202-204 (PG 36, 361-364).
(11) Veglia Pasquale, Benedizione dell'acqua:
Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 177.
(12) Cf Gn 1,2.
(13) Veglia Pasquale, Benedizione dell'acqua:
Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 177.
(14) Veglia Pasquale, Benedizione dell'acqua:
Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 177.
(15) Veglia Pasquale, Benedizione dell'acqua:
Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 177.
(16) Cf Mt 3,13.
(17) Cf Mc 16,15-16.
(18) Cf Mt 3,15.
(19) Cf Fil 2,7.
(20) Cf Mt 3,16-17.
(21) Cf Mc 10,38; Lc 12,50.
(22) Cf Gv 19,34.
(23) Cf 1 Gv 5,6-8.
(24) Sant'Ambrogio, De
sacramentis, 2, 2, 6: CSEL 73, 27-28 (PL
16, 425-426).
(25) Cf
At 2,41; 8,12-13; 10,48; 16,15.
(26) Cf Col 2,12.
(27) Cf Gal 3,27.
(28) Cf 1 Cor 6,11; 12,13.
(29) Cf 1 Pt 1,23; Ef 5,26.
(30) Sant'Agostino,
In Iohannis evangelium
tractatus, 80, 3: CCL 36, 529 (PL 35, 1840).
(31) Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium,
64: AAS 56 (1964) 117.
(32) Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium,
65: AAS 56 (1964) 117; cf Ibid., 37-40: AAS 56 (1964) 110-111.
(33) Cf Concilio Vaticano
II, Decr. Ad
gentes, 14: AAS 58 (1966) 963; CIC canoni 851. 865-866.
(34) Cf CIC canoni 851,
2. 868.
(35) Cf Rm 6,17.
(36) Cf
Rito del Battesimo dei bambini, 71 (Libreria Editrice Vaticana
1995) p. 67.
(37) Cf Gal 3,27.
(38) Cf Fil 2,15.
(39) CIC canone 864; cf CCEO canone 679.
(40) Concilio Vaticano II, Decr.
Ad gentes,
14: AAS 58 (1966) 962-963; cf Rito dell'iniziazione
cristiana degli adulti, Introduzione, 19 (Libreria Editrice Vaticana 1992)
p. 33; Ibid.,
Tempo e riti del catecumenato, 98, p. 71.
(41) Concilio Vaticano II, Decr.
Ad gentes,
14: AAS 58 (1966) 963.
(42) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium,
14: AAS 57 (1965) 19; cf CIC canoni 206.
788.
(43) Cf Concilio di Trento,
Sess. 5a, Decretum de peccato originali,
canone 4: DS 1514.
(44) Cf Col 1,12-14.
(45) Cf CIC canone 867;
CCEO canone 686, § 1.
(46) Cf Concilio Vaticano
II, Cost. dogm. Lumen gentium, 11: AAS 57 (1965) 15-16; Ibid.,
41: AAS 57 (1965) 47; Id., Cost. past. Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1067-1069;
CIC canoni 774, § 2. 1136.
(47) Cf
At 16,15.33; 18,8; 1 Cor 1,16.
(48) Cf Congregazione per
la Dottrina della Fede, Istr. Pastoralis actio, 4: AAS 72 (1980) 1139.
(49) Cf Mc 16,16.
(50) Cf CIC canoni 872-874.
(51) Cf Concilio Vaticano
II, Cost. Sacrosanctum Concilium,
67: AAS 56 (1964) 118.
(52) Cf CIC canone 861, § 1; CCEO canone 677, § 1.
(53) Cf CIC canone 861,
§ 2.
(54) Cf
1 Tm 2,4.
(55) Cf Mc 16,16.
(56) Cf Gv 3,5.
(57) Cf Mt 28,20. Cf Concilio
di Trento, Sess. 7a, Decretum
de sacramentis, Canones
de sacramento Baptismi, canone 5:DS
1618; Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 14: AAS 57 (1965) 18; Id., Decr. Ad gentes, 5: AAS 58
(1966) 951-952.
(58) Cf Mc 16,16.
(59) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 22: AAS 58 (1966) 1043;
cf Id., Cost. dogm. Lumen gentium,
16:AAS 57 (1965) 20; Id., Decr. Ad gentes, 7: AAS 58
(1966) 955.
(60) Cf At 2,38; Gv 3,5.
(61) Cf Concilio di Firenze,
Decretum pro Armenis:
DS 1316.
(62) Concilio di Trento, Sess.
5a, Decretum de peccato originali,
canone 5: DS 1515.
(63) Cf Gal 4,5-7.
(64) Cf 1 Cor 6,15; 12,27.
(65) Cf Rm 8,17.
(66) Cf 1 Cor 6,19.
(67) Cf 1 Cor 6,19.
(68) Cf 2 Cor 5,15.
(69) Cf Ef 5,21; 1 Cor 16,15-16.
(70) Cf Gv 13,12-15.
(71) Cf Eb 13,17.
(72) Cf 1 Ts 5,12-13.
(73) Cf Concilio Vaticano
II, Cost. dogm. Lumen gentium,
37: AAS 57 (1965) 42-43; CIC canoni 208-223;
CCEO canone 675, § 2.
(74) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 11:
AAS 57 (1965) 16.
(75) Cf Concilio Vaticano
II, Cost. dogm. Lumen gentium, 17: AAS 57 (1965) 21; Id., Decr.
Ad gentes, 7: AAS 58 (1966) 956; Ibid.,
23: AAS 58 (1966) 974-975.
(76) Concilio Vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 3: AAS 57 (1965) 93.
(77) Concilio Vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 22: AAS 57 (1965) 105.
(78) Cf Rm 8,29.
(79) Cf Concilio di Trento,
Sess. 7a, Decretum
de sacramentis, Canones
de sacramentis in genere, canone 9: DS 1609;
Ibid., Canones de sacramento
Baptismi, canone 6: DS 1619.
(80) Cf Concilio Vaticano
II, Cost. dogm. Lumen gentium,
11: AAS 57 (1965) 16.
(81) Cf Concilio Vaticano
II, Cost. dogm. Lumen gentium,
10: AAS 57 (1965) 15-16.
(82) Cf Sant'Agostino, Epistula
98, 5: CSEL 34, 527 (PL 33, 362).
(83) Cf Ef 1,13-14; 2 Cor 1,21-22.
(84) Sant'Ireneo di Lione,
Demonstratio praedicationis
apostolicae, 3: SC 62, 32.
(85) Preghiera Eucaristica I o Canone Romano:
Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 391.
(86) Cf Concilio di Trento,
Sess. 7a, Decretum
de sacramentis, Canones
de sacramentis in genere, canone 9: DS 1609;
Ibid., Canones de sacramento
Baptismi, canone 11: DS 1624.
(87) Cf Concilio Vaticano
II, Cost. dogm. Lumen gentium,
16: AAS 57 (1965) 20.
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