homepage
CATECHISMO DELLA
CHIESA CATTOLICA
Torna all'indice tematico - Torna all'indice generale - Leggi le note di pubblicazione

ARTICOLO 9

«CREDO LA SANTA CHIESA CATTOLICA»

748 « Cristo è la luce delle genti, e questo sacro Concilio, adunato nello Spirito Santo, ardentemente desidera che la luce di Cristo, riflessa sul volto della Chiesa, illumini tutti gli uomini, annunziando il Vangelo a ogni creatura ». (118) Con queste parole si apre la « Costituzione dogmatica sulla Chiesa » del Concilio Vaticano II. Con ciò il Concilio indica che l'articolo di fede sulla Chiesa dipende interamente dagli articoli concernenti Gesù Cristo. La Chiesa non ha altra luce che quella di Cristo. Secondo un'immagine cara ai Padri della Chiesa, essa è simile alla luna, la cui luce è tutta riflesso del sole.

749 L'articolo sulla Chiesa dipende anche interamente da quello sullo Spirito Santo, che lo precede. « In quello, infatti, lo Spirito Santo ci appare come la fonte totale di ogni santità; in questo, il divino Spirito ci appare come la sorgente della santità della Chiesa ». (119) Secondo l'espressione dei Padri, la Chiesa è il luogo « dove fiorisce lo Spirito ». (120)

750 Credere che la Chiesa è « Santa » e « Cattolica » e che è « Una » e « Apostolica » (come aggiunge il Simbolo niceno-costantinopolitano) è inseparabile dalla fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Nel Simbolo degli Apostoli professiamo di credere la santa Chiesa (« Credo [...] Ecclesiam »), e non nella Chiesa, per non confondere Dio con le sue opere e per attribuire chiaramente alla bontà di Dio tutti i doni che egli ha riversato nella sua Chiesa. (121)

(118) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 1: AAS 57 (1965) 5.

(119) Catechismo Romano, 1, 10, 1: ed. P. Rodríguez (Città del Vaticano-Pamplona 1989) p. 104.

(120) Sant'Ippolito di Roma, Traditio apostolica, 35: ed. B. Botte (Münster i.W. 1989) p. 82.

(121) Cf Catechismo Romano, 1, 10, 22: ed. P. Rodríguez (Città del Vaticano-Pamplona 1989) p. 118.

Paragrafo 1

LA CHIESA NEL DISEGNO DI DIO

I. I nomi e le immagini della Chiesa

751 La parola « Chiesa » [« ekklèsia », dal greco « ek-kalein » - « chiamare fuori »] significa « convocazione ». Designa assemblee del popolo, (122) generalmente di carattere religioso. È il termine frequentemente usato nell'Antico Testamento greco per indicare l'assemblea del popolo eletto riunita davanti a Dio, soprattutto l'assemblea del Sinai, dove Israele ricevette la Legge e fu costituito da Dio come suo popolo santo. (123) Definendosi « Chiesa », la prima comunità di coloro che credevano in Cristo si riconosce erede di quell'assemblea. In essa, Dio « convoca » il suo popolo da tutti i confini della terra. Il termine “Kyriakè”, da cui sono derivati Church, Kirche, significa « colei che appartiene al Signore ».

752 Nel linguaggio cristiano, il termine « Chiesa » designa l'assemblea liturgica, (124) ma anche la comunità locale (125) o tutta la comunità universale dei credenti. (126) Di fatto questi tre significati sono inseparabili. La « Chiesa » è il popolo che Dio raduna nel mondo intero. Essa esiste nelle comunità locali e si realizza come assemblea liturgica, soprattutto eucaristica. Essa vive della Parola e del Corpo di Cristo, divenendo così essa stessa corpo di Cristo.

I simboli della Chiesa

753 Nella Sacra Scrittura troviamo moltissime immagini e figure tra loro connesse mediante le quali la Rivelazione parla del mistero insondabile della Chiesa. Le immagini dell'Antico Testamento sono variazioni di un'idea di fondo, quella del « popolo di Dio ». Nel Nuovo Testamento (127) tutte queste immagini trovano un nuovo centro, per il fatto che Cristo diventa il « Capo » di questo popolo, (128) che è quindi il suo corpo. Attorno a questo centro si sono raggruppate immagini « desunte sia dalla pastorizia o dall'agricoltura, sia dalla costruzione di edifici o anche dalla famiglia e dagli sponsali ». (129)

754 « Così la Chiesa è l'ovile, la cui porta unica e necessaria è Cristo. (130) È pure il gregge, di cui Dio stesso ha preannunziato che sarebbe il pastore (131) e le cui pecore, anche se governate da pastori umani, sono però incessantemente condotte al pascolo e nutrite dallo stesso Cristo, il Pastore buono e il Principe dei pastori, (132) il quale ha dato la sua vita per le pecore (133) ». (134)

755 « La Chiesa è il podere o campo di Dio. (135) In quel campo cresce l'antico olivo, la cui santa radice sono stati i patriarchi e nel quale è avvenuta e avverrà la riconciliazione dei Giudei e delle genti. (136) Essa è stata piantata dal celeste Agricoltore come vigna scelta. (137) Cristo è la vera Vite, che dà vita e fecondità ai tralci, cioè a noi, che per mezzo della Chiesa rimaniamo in lui e senza di lui nulla possiamo fare (138) ». (139)

756 « Più spesso ancora la Chiesa è detta l'edificio di Dio. (140) Il Signore stesso si è paragonato alla pietra che i costruttori hanno rigettata, ma che è divenuta la pietra angolare (Mt 21,42 par.; At 4,11; 1 Pt 2,7; Sal 118,22). Sopra quel fondamento la Chiesa è stata costruita dagli Apostoli (141) e da esso riceve stabilità e coesione. Questa costruzione viene chiamata in varie maniere: casa di Dio, (142) nella quale abita la sua famiglia, la dimora di Dio nello Spirito, (143) la dimora di Dio con gli uomini, (144) e soprattutto tempio santo, rappresentato da santuari di pietra, che è lodato dai santi Padri e che la liturgia giustamente paragona alla Città santa, la nuova Gerusalemme. In essa, infatti, quali pietre viventi, veniamo a formare su questa terra un tempio spirituale. (145) E questa Città santa Giovanni la contempla mentre nel finale rinnovamento del mondo essa scende dal cielo, da presso Dio, "preparata come una sposa che si è ornata per il suo sposo" (Ap 21,1-2) ». (146)

757 « La Chiesa, che è chiamata "Gerusalemme che è in alto" e "Madre nostra" (Gal 4,26); (147) viene pure descritta come l'immacolata Sposa dell'Agnello immacolato, (148) Sposa che Cristo "ha amato [...] e per la quale ha dato se stesso, al fine di renderla santa" (Ef 5,25-26), che si è associata con patto indissolubile e che incessantemente "nutre e [...] cura" (Ef 5,29) ». (149)

II. Origine, fondazione e missione della Chiesa

758 Per scrutare il mistero della Chiesa, è bene considerare innanzi tutto la sua origine nel disegno della Santissima Trinità e la sua progressiva realizzazione nella storia.

Un disegno nato nel cuore del Padre

759 « L'eterno Padre, con liberissimo e arcano disegno di sapienza e di bontà, ha creato l'universo, ha decretato di elevare gli uomini alla partecipazione della sua vita divina », alla quale chiama tutti gli uomini nel suo Figlio: « I credenti in Cristo li ha voluti convocare nella santa Chiesa ». Questa « famiglia di Dio » si costituisce e si realizza gradualmente lungo le tappe della storia umana, secondo le disposizioni del Padre: la Chiesa, infatti, « prefigurata sino dal principio del mondo, mirabilmente preparata nella storia del popolo d'Israele e nell'Antica Alleanza, e istituita "negli ultimi tempi", è stata manifestata dall'effusione dello Spirito e avrà glorioso compimento alla fine dei secoli ». (150)

La Chiesa - prefigurata fin dall'origine del mondo

760 « Il mondo fu creato in vista della Chiesa », dicevano i cristiani dei primi tempi. (151) Dio ha creato il mondo in vista della comunione alla sua vita divina, comunione che si realizza mediante la « convocazione » degli uomini in Cristo, e questa « convocazione » è la Chiesa. La Chiesa è il fine di tutte le cose (152) e le stesse vicissitudini dolorose, come la caduta degli angeli e il peccato dell'uomo, furono permesse da Dio solo in quanto occasione e mezzo per dispiegare tutta la potenza del suo braccio, tutta l'immensità d'amore che voleva donare al mondo:

« Come la volontà di Dio è un atto, e questo atto si chiama mondo, così la sua intenzione è la salvezza dell'uomo, ed essa si chiama Chiesa ». (153)

La Chiesa - preparata nell'Antica Alleanza

761 La convocazione del popolo di Dio ha inizio nel momento in cui il peccato distrugge la comunione degli uomini con Dio e quella degli uomini tra di loro. La convocazione della Chiesa è, per così dire, la reazione di Dio di fronte al caos provocato dal peccato. Questa riunificazione si realizza segretamente in seno a tutti i popoli: « Chi teme [...] [Dio] e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto » (At 10,35) (154).

762 La preparazione remota della riunione del popolo di Dio comincia con la vocazione di Abramo, al quale Dio promette che diverrà padre di un grande popolo. (155) La preparazione immediata comincia con l'elezione di Israele come popolo di Dio. (156) Con la sua elezione, Israele deve essere il segno della riunione futura di tutte le nazioni. (157) Ma già i profeti accusano Israele di aver rotto l'Alleanza e di essersi comportato come una prostituta. (158) Essi annunziano un'Alleanza nuova ed eterna. (159) « Cristo istituì questo nuovo Patto ». (160)

La Chiesa - istituita da Gesù Cristo

763 È compito del Figlio realizzare, nella pienezza dei tempi, il piano di salvezza del Padre; è questo il motivo della sua « missione ». (161) «Il Signore Gesù diede inizio alla sua Chiesa predicando la Buona Novella, cioè la venuta del regno di Dio da secoli promesso nelle Scritture».  (162) Per compiere la volontà del Padre, Cristo inaugurò il regno dei cieli sulla terra. La Chiesa è « il regno di Cristo già presente in mistero». (163)

764 « Questo regno si manifesta chiaramente agli uomini nelle parole, nelle opere e nella presenza di Cristo ». (164) Accogliere la parola di Gesù significa accogliere « il regno stesso di Dio ». (165) Il germe e l'inizio del regno sono il « piccolo gregge » (Lc 12,32) di coloro che Gesù è venuto a convocare attorno a sé e di cui egli stesso è il pastore. (166) Essi costituiscono la vera famiglia di Gesù. (167) A coloro che ha così radunati attorno a sé, ha insegnato un modo « nuovo di comportarsi », ma anche una preghiera loro propria. (168)

765 Il Signore Gesù ha dotato la sua comunità di una struttura che rimarrà fino al pieno compimento del Regno. Innanzi tutto vi è la scelta dei Dodici con Pietro come loro capo. (169) Rappresentando le dodici tribù d'Israele, (170) essi sono i basamenti della nuova Gerusalemme. (171) I Dodici (172) e gli altri discepoli (173) partecipano alla missione di Cristo, al suo potere, ma anche alla sua sorte. (174) Attraverso tutte queste azioni Cristo prepara ed edifica la sua Chiesa.

766 Ma la Chiesa è nata principalmente dal dono totale di Cristo per la nostra salvezza, anticipato nell'istituzione dell'Eucaristia e realizzato sulla croce. L'inizio e la crescita della Chiesa « sono simboleggiati dal sangue e dall'acqua che uscirono dal costato aperto di Gesù crocifisso ». (175) « Infatti dal costato di Cristo dormiente sulla croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa ». (176) Come Eva è stata formata dal costato di Adamo addormentato, così la Chiesa è nata dal cuore trafitto di Cristo morto sulla croce. (177)

La Chiesa - manifestata dallo Spirito Santo

767 « Compiuta l'opera che il Padre aveva affidato al Figlio sulla terra, il giorno di pentecoste fu inviato lo Spirito Santo per santificare continuamente la Chiesa ». (178) Allora « la Chiesa fu manifestata pubblicamente alla moltitudine [ed] ebbe inizio attraverso la predicazione e la diffusione del Vangelo ». (179) Essendo « convocazione » di tutti gli uomini alla salvezza, la Chiesa è missionaria per sua natura, inviata da Cristo a tutti i popoli, per farli discepoli. (180)

768 Perché la Chiesa possa realizzare la sua missione, lo Spirito Santo « la provvede di diversi doni gerarchici e carismatici, con i quali la dirige ». (181) « La Chiesa perciò, fornita dei doni del suo Fondatore e osservando fedelmente i suoi precetti di carità, di umiltà e di abnegazione, riceve la missione di annunziare e instaurare in tutte le genti il regno di Cristo e di Dio, e di questo regno costituisce in terra il germe e l'inizio ». (182)

La Chiesa - pienamente compiuta nella gloria

769 « La Chiesa [...] non avrà il suo compimento se non nella gloria del cielo », (183) al momento del ritorno glorioso di Cristo. Fino a quel giorno, « la Chiesa prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio ». (184) Quaggiù si sente in esilio, lontana dal Signore; (185) « anela al regno perfetto e con tutte le sue forze spera e brama di unirsi al suo Re nella gloria ». (186) Il compimento della Chiesa – e per suo mezzo del mondo – nella gloria non avverrà se non attraverso molte prove. Allora soltanto, « tutti i giusti, a partire da Adamo, "dal giusto Abele fino all'ultimo eletto", saranno riuniti presso il Padre nella Chiesa universale ». (187)

III. Il mistero della Chiesa

770 La Chiesa è nella storia, ma nello stesso tempo la trascende. È unicamente « con gli occhi della fede » (188) che si può scorgere nella sua realtà visibile una realtà contemporaneamente spirituale, portatrice di vita divina.

La Chiesa - insieme visibile e spirituale

771 « Cristo, unico mediatore, ha costituito sulla terra la sua Chiesa santa, comunità di fede, di speranza e di carità, come un organismo visibile; incessantemente la sostenta e per essa diffonde su tutti la verità e la grazia ». La Chiesa è ad un tempo:

— « la società costituita di organi gerarchici e il corpo mistico di Cristo »;
— « l'assemblea visibile e la comunità spirituale »;
— « la Chiesa della terra e la Chiesa ormai in possesso dei beni celesti ».

Queste dimensioni « formano una sola complessa realtà risultante di un elemento umano e di un elemento divino ». (189)

La Chiesa « ha la caratteristica di essere nello stesso tempo umana e divina, visibile ma dotata di realtà invisibili, fervente nell'azione e dedita alla contemplazione, presente nel mondo e, tuttavia, pellegrina; tutto questo in modo che quanto in lei è umano sia ordinato e subordinato al divino, il visibile all'invisibile, l'azione alla contemplazione, la realtà presente alla città futura verso la quale siamo incamminati ». (190)

« O umiltà! O sublimità! Tabernacolo di Cedar, santuario di Dio; abitazione terrena, celeste reggia; dimora di fango, sala regale; corpo di morte, tempio di luce; infine, rifiuto per i superbi, ma sposa di Cristo! Bruna sei, ma bella, o figlia di Gerusalemme: se anche la fatica e il dolore del lungo esilio ti sfigurano, ti adorna tuttavia la bellezza celeste ». (191)

La Chiesa - mistero dell'unione degli uomini con Dio

772 È nella Chiesa che Cristo compie e rivela il suo proprio mistero come il fine del disegno di Dio: « ricapitolare in Cristo tutte le cose » (Ef 1,10). San Paolo chiama « mistero grande » (Ef 5,32) l'unione sponsale di Cristo con la Chiesa. Poiché la Chiesa è unita a Cristo come al suo Sposo, (192) diventa essa stessa a sua volta mistero. (193) Contemplando in essa il mistero, san Paolo scrive: « Cristo in voi, speranza della gloria» (Col 1,27).

773 Nella Chiesa questa comunione degli uomini con Dio mediante la carità che « non avrà mai fine » (1 Cor 13,8) è lo scopo cui tende tutto ciò che in essa è mezzo sacramentale, legato a questo mondo destinato a passare. (194) « La sua struttura è completamente ordinata alla santità delle membra di Cristo. E la santità si misura secondo il "grande mistero", nel quale la Sposa risponde col dono dell'amore al dono dello Sposo ». (195) Maria precede tutti noi sulla via verso la santità che è il mistero della Chiesa in quanto Sposa senza macchia né ruga. (196) Per questo motivo « la dimensione mariana della Chiesa precede la sua dimensione petrina ». (197)

La Chiesa - sacramento universale di salvezza

774 La parola greca “mysterion” è stata tradotta in latino con due termini: mysterium e sacramentum. Nell'interpretazione ulteriore, il termine sacramentum esprime più precisamente il segno visibile della realtà nascosta della salvezza, indicata dal termine mysterium. In questo senso, Cristo stesso è il mistero della salvezza: « Non est enim aliud Dei mysterium, nisi Christus – Non v'è altro mistero di Dio, se non Cristo ». (198) L'opera salvifica della sua umanità santa e santificante è il sacramento della salvezza che si manifesta e agisce nei sacramenti della Chiesa (che le Chiese d'Oriente chiamano anche « i santi misteri »). I sette sacramenti sono i segni e gli strumenti mediante i quali lo Spirito Santo diffonde la grazia di Cristo, che è il Capo, nella Chiesa, che è il suo corpo. La Chiesa, dunque, contiene e comunica la grazia invisibile che essa significa. È in questo senso analogico che viene chiamata « sacramento ».

775 « La Chiesa è in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano ». (199) Essere il sacramento dell'intima unione degli uomini con Dio: ecco il primo fine della Chiesa. Poiché la comunione tra gli uomini si radica nell'unione con Dio, la Chiesa è anche il sacramento dell'unità del genere umano. In essa, tale unità è già iniziata poiché essa raduna uomini « di ogni nazione, razza, popolo e lingua » (Ap 7,9); nello stesso tempo, la Chiesa è « segno e strumento » della piena realizzazione di questa unità che deve ancora compiersi.

776 In quanto sacramento, la Chiesa è strumento di Cristo. Nelle sue mani essa è lo « strumento della redenzione di tutti », (200) « il sacramento universale della salvezza », (201) attraverso il quale Cristo « svela e insieme realizza il mistero dell'amore di Dio verso l'uomo ». (202) Essa « è il progetto visibile dell'amore di Dio per l'umanità », (203) progetto che vuole « la costituzione di tutto il genere umano nell'unico popolo di Dio, la sua riunione nell'unico corpo di Cristo, la sua edificazione nell'unico tempio dello Spirito Santo ». (204)

In sintesi

777 La parola « Chiesa » significa « convocazione ». Designa l'assemblea di coloro che la Parola di Dio convoca per formare il popolo di Dio e che, nutriti dal Corpo di Cristo, diventano essi stessi corpo di Cristo.

778 La Chiesa è ad un tempo via e fine del disegno di Dio: prefigurata nella creazione, preparata nell'Antica Alleanza, fondata dalle parole e dalle azioni di Gesù Cristo, realizzata mediante la sua croce redentrice e la sua risurrezione, essa è manifestata come mistero di salvezza con l'effusione dello Spirito Santo. Avrà il suo compimento nella gloria del cielo come assemblea di tutti i redenti della terra. (205)

779 La Chiesa è ad un tempo visibile e spirituale, società gerarchica e corpo mistico di Cristo. È una, formata di un elemento umano e di un elemento divino. Questo è il suo mistero, che solo la fede può accogliere.

780 La Chiesa è in questo mondo il sacramento della salvezza, il segno e lo strumento della comunione di Dio e degli uomini.

(122) Cf At 19,39.

(123) Cf Es 19.

(124) Cf 1 Cor 11,18; 14,19.28.34-35.

(125) Cf 1 Cor 1,2; 16,1.

(126) Cf 1 Cor 15,9; Gal 1,13; Fil 3,6.

(127) Cf Ef 1,22; Col 1,18.

(128) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 9: AAS 57 (1965) 13.

(129) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 6: AAS 57 (1965) 8.

(130) Cf Gv 10,1-10.

(131) Cf Is 40,11; Ez 34,11-31.

(132) Cf Gv 10,11; 1 Pt 5,4.

(133) Cf Gv 10,11-15.

(134) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 6: AAS 57 (1965) 8.

(135) Cf 1 Cor 3,9.

(136) Cf Rm 11,13-26.

(137) Cf Mt 21,33-43 e par.; Is 5,1-7.

(138) Cf Gv 15,1-5.

(139) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 6: AAS 57 (1965) 8.

(140) Cf 1 Cor 3,9.

(141) Cf 1 Cor 3,11.

(142) Cf 1 Tm 3,15.

(143) Cf Ef 2,19-22.

(144) Cf Ap 21,3.

(145) Cf 1 Pt 2,5.

(146) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 6: AAS 57 (1965) 8-9.

(147) Cf Ap 12,17.

(148) Cf Ap 19,7; 21,2.9; 22,17.

(149) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 6: AAS 57 (1965) 9.

(150) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 2: AAS 57 (1965) 5-6.

(151) Erma, Pastor, 8, 1 (Visio 2, 4, 1): SC 53, 96; cf Aristide, Apologia, 16, 7: BP 11, 125; San Giustino, Apologia, 2, 7:CA 1, 216-218 (PG 6, 456).

(152) Cf Sant'Epifanio, Panarion, 1, 1, 5, Haereses, 2, 4: GCS 25, 174 (PG 41, 181).

(153) Clemente d'Alessandria, Paedagogus, 1, 6, 27, 2: GCS 12, 106 (PG 8, 281).

(154) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 9: AAS 57 (1965) 12; Ibid., 13: AAS 57 (1965) 17-18; Ibid., 16: AAS 57 (1965) 20.

(155) Cf Gn 12,2; 15,5-6.

(156) Cf Es 19,5-6; Dt 7,6.

(157) Cf Is 2,2-5; Mic 4,1-4.

(158) Cf Os 1; Is 1,2-4; Ger 2; ecc.

(159) Cf Ger 31,31-34; Is 55,3.

(160) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 9: AAS 57 (1965) 13.

(161) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 3: AAS 57 (1965) 6; Id., Decr. Ad gentes, 3: AAS 58 (1966) 949.

(162) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 5: AAS 57 (1965) 7.

(163) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 3: AAS 57 (1965) 6.

(164) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 5: AAS 57 (1965) 7.

(165) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 5: AAS 57 (1965) 7.

(166) Cf Mt 10,16; 26,31; Gv 10,1-21.

(167) Cf Mt 12,49.

(168) Cf Mt 5-6.

(169) Cf Mc 3,14-15.

(170) Cf Mt 19,28; Lc 22,30.

(171) Cf Ap 21,12-14.

(172) Cf Mc 6,7.

(173) Cf Lc 10,1-2.

(174) Cf Mt 10,25; Gv 15,20.

(175) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 3: AAS 57 (1965) 6.

(176) Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 5: AAS 56 (1964) 99.

(177) Cf Sant'Ambrogio, Expositio evangelii secundum Lucam, 2, 85-89: CCL 14, 69-72 (PL 15, 1666-1668).

(178) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 4: AAS 57 (1965) 6.

(179) Concilio Vaticano II, Decr. Ad gentes, 4: AAS 58 (1966) 950.

(180) Cf Mt 28,19-20; Concilio Vaticano II, Decr. Ad gentes, 2: AAS 58 (1966) 948; Ibid., 5-6: AAS 58 (1966) 951-955.

(181) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 4: AAS 57 (1965) 7.

(182) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 5: AAS 57 (1965) 8.

(183) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 48: AAS 57 (1965) 53.

(184) Sant'Agostino, De civitate Dei, 18, 51: CSEL 402, 354 (PL 41, 614); cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8: AAS 57 (1965) 12.

(185) Cf 2 Cor 5,6; Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 6: AAS 57 (1965) 9.

(186) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 5: AAS 57 (1965) 8.

(187) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 2: AAS 57 (1965) 6.

(188) Catechismo Romano, 1, 10, 20: ed. P. Rodríguez (Città del Vaticano-Pamplona 1989) p. 117.

(189) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8: AAS 57 (1965) 11.

(190) Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 2: AAS 56 (1964) 98.

(191) San Bernardo di Chiaravalle, In Canticum sermo, 27, 7, 14: Opera, ed. J. Leclercq-C.H. Talbot-H. Rochais, v. 1 (Roma 1957) p. 191.

(192) Cf Ef 5,25-27.

(193) Cf Ef 3,9-11.

(194) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 48: AAS 57 (1965) 53.

(195) Giovanni Paolo II, Lett. ap. Mulieris dignitatem, 27: AAS 80 (1988) 1718.

(196) Cf Ef 5,27.

(197) Giovanni Paolo II, Lett. ap. Mulieris dignitatem, 27: AAS 80 (1988) 1718, nota 55.

(198) Sant'Agostino, Epistula 187, 11, 34: CSEL 57, 113 (PL 33, 845).

(199) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 1: AAS 57 (1965) 5.

(200) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 9: AAS 57 (1965) 13.

(201) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 48: AAS 57 (1965) 53.

(202) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 45: AAS 58 (1966) 1066.

(203) Paolo VI, Discorso al Sacro Collegio dei Cardinali (22 giugno 1973): AAS 65 (1973) 391.

(204) Concilio Vaticano II, Decr. Ad gentes, 7: AAS 58 (1966) 956; cf Id., Cost. dogm. Lumen gentium, 17: AAS 57 (1965) 20-21.

(205) Cf Ap 14,4.

Torna su - Torna all'indice tematico - Torna all'indice generale - Leggi le note di pubblicazione
powered by IQT